Nino Migliori, “Museum”, libro d’artista. Fotografia di Yuliya Galycheva
Presso la Sala Conferenze del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, è stato presentato il volume d’artista “MUSEUM”, che raccoglie tutte le fotografie esposte alla mostra “Nino Migliori. Via Elio Bernardi, 6”, curata il luglio scorso da Alessandra D’Innocenzo nella Sala Mostre del Museo Civico Archeologico della città. L’introduzione al libro, promossa dal progetto do ut do e dalla Fondazione Nino Migliori, in collaborazione con l’Istituzione Bologna Musei, è stata svolta dall’autore insieme all’artista Alessandra D’Innocenzo, al presidente del Comitato Ascanio Kurkumelis, lo storico dell’arte Gianluca Riccio e il direttore dell’istituzione Lorenzo Balbi.
Con il patrocinio di Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna, 60 leporelli per un numero complessivo di 596 ritratti in bianco e nero, illuminati solo dalla luce mobile di un fiammifero, compongono la serie Lumen, nella copia unica del libro firmato e datato da Migliori. Sigillate in carta antiacida da conservazione e coperte da velina a ph neutro, le fotografie hanno una grafica impressa a bassorilievo su un formato di 18 x 24 cm, che crea una continuità con alcune opere scultoree da lui eseguite del 2006.
Il volume contiene la precisa collocazione ed enumerazione dei soggetti rappresentati, di cui solo tre rimangono anonimi, in modo da ritrovare agevolmente ogni scatto al suo interno. Si tratta di tutti i visitatori che, dal 2016, frequentano, anche solo di passaggio, lo studio dell’artista in Via Elio Bernardi, 6 a Bologna, da cui prende il titolo l’esposizione. 12 cofanetti, racchiusi in un involucro completamente rilegato a mano, come omaggio all’artigianato italiano, sono accompagnati da un fascicolo di 32 pagine, stampato su un tipo di cartoncino che richiama il materiale dei leporelli. Realizzati in tela Buckram Premium e con dorso in pelle rossa, i contenitori sono posti in successione fino a comporre il nome dell’autore.
I volti umani inquadrati da Migliori narrano storie e sensazioni figurative nel tempo, attraverso il quale è possibile riconoscere il genere fotografico e pittorico al quale l’autore attinge, in questo caso con rimando fiammingo, come pretesto da cui partire. L’impatto visivo del lume, quello concettuale del tempo e quello documentale della memoria, compongono l’ultima serie del fotografo, riferita a un momento storico che è precedente alla luce elettrica e al mezzo tecnologico di cui si serve.
Il volume MUSEUM sarà nuovamente visibile al pubblico a partire dalla fine del gennaio 2022, anche nell’ambito delle attività espositive di Arte Fiera, e il ricavato verrà devoluto da do ut do alla Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli di Bologna.
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