Book Look 2025, Associazione Obliquo, ph Luigi Chiapolino
Che cosa ci fa un piccolo bosco verde all’interno dell’ex convento di San Francesco a Pordenone? Nell’ex chiesa sconsacrata, le piante hanno preso il sopravvento: è Rizoma, una biblioteca radicale curata da Obliquo, in bilico tra installazione artistica e cabinet delle meraviglie. È un orto botanico che intreccia frutti, fiori e foglie con pubblicazioni da sfogliare: un archivio vivente che cresce, muta e si propaga; un corpus di libri in costante crescita, selezionati con attenzione per raccontare il territorio del Friuli Venezia Giulia attraverso una variegata proposta di progetti d’artista, monografie e magazine.
Ma si tratta, anche, di un punto di partenza: non solo perché ogni biblioteca, per sua natura, ci trasporta altrove, ma anche perché costituisce un primo passo per avvicinarsi all’operato di Associazione Obliquo, che, per il sesto anno, porta a Pordenone editori indipendenti, artisti, fotografi, graphic designer, illustratori e performer, allargando la nozione stessa di “centro” culturale. Nata come spazio mobile e in costante trasformazione, Obliquo parte da un principio semplice: la cultura —anche quella più di nicchia— non appartiene soltanto alle grandi metropoli. Può attecchire in contesti più piccoli e inconsueti, proprio come il bosco di Rizoma che spunta nell’ex convento. Così, in collaborazione con un festival affermato come Pordenonelegge, Obliquo trasforma gli spazi quattrocenteschi del convento in una camera delle meraviglie dedicata alla cultura visiva.
Fulcro di questo progetto è “Libri da guardare”: una mostra mercato dedicata alle pubblicazioni visive che, per il primo anno, si apre anche ad editori internazionali. La selezione è precisa e curata, con autori meno conosciuti e nuove voci da scoprire. D’altronde, siamo così abituati ad entrare in libreria già sapendo cosa stiamo cercando, che a volte ci dimentichiamo il valore dello stupore, che Book Look ci restituisce: dai cataloghi fotografici di Lazy Dog Press ai reportage estremi di Ctrl Magazine —gli Ultrauomini, i Dimezzati, gli Estinti— fino all’approccio critico di Set Margins’ Publication, che ci ricorda come la forma degli oggetti e delle immagini non sia mai neutra.
Accanto a questa costellazione di editori, Obliquo propone un ricchissimo programma di conversazioni, incontri e approfondimenti sul visual design: da Carlo Castiglioni ad Alessandro Gottardo e Riccardo Falcinelli.
Quella presentata è perciò un’esperienza variegata e il più possibile completa. Come spiegano infatti i fondatori dell’associazione Mattia Balsamini, Lucia Del Zotto e Gabriella De Domenico: «Per l’Associazione Obliquo, che porta nel nome il seme del movimento e dell’intersezione, sconfinare è naturale, quasi programmatico. (…) Dialoghi, lezioni, laboratori, proiezioni e performance live trasformano Book Look in un contenitore culturale sempre più articolato, capace di intrecciare i diversi linguaggi della contemporaneità – dalla grafica alla fotografia, dal design all’illustrazione, dal cinema alla musica, fino all’arte contemporanea».
Con questo progetto, Obliquo propone perciò un dispositivo temporaneo che disattiva le logiche abituali: dove un tempo si pregava ora si leggono, si sfogliano, si coltivano immagini. Il rizoma, da cui prende il nome la Biblioteca Radicale, è ciò che cresce senza gerarchia, che connette senza centri, che si espande lateralmente.
Tutti gli editori di Book Look 2025: Bored Wolves (Polonia), Ctrl Magazine, Emergenze Publishing, Lazy Dog Press, Reading Room, Sigaretten, studiofaganel, Timeo, Topipittori, Vanvere Edizioni e Viaindustriae (Italia); Oaza Books (Croazia), Palais Books (Francia), Set Margins’ Publications (Paesi Bassi), Dito Publishing (Italia), RVB Books (Francia), Slanted (Germania) e Void (Grecia).
Assenza di code e proteste, ecco il clima che si respira di fronte al Padiglione degli USA. Flop di Alma…
Nella Chiesa di Sant’Antonin, Gabrielle Goliath presenta Elegy, un’opera che intreccia femminicidio, colonialismo e denuncia per la situazione a Gaza…
Dopo il clamoroso passo indietro della giuria internazionale, un fronte compatto di oltre cinquanta artisti e numerosi padiglioni nazionali ha…
Fino al 31 ottobre 2026, gli spazi storici di Palazzo Bragadin diventano il teatro di “Medea. Fragments of Memory”, una…
"Fare cose" è la mostra di Alfredo Pirri che fino al 30 settembre 2026 sarà visitabile all’interno della Fondazione Brodbeck…
Il nostro itinerario alla scoperta del Giappone meno battuto ci porta al Moment Contemporary Art Center di Nara: qui Kana…