Le immagini fornite da Zijah Gafic, giovane fotografo bosniaco di 22 anni, finalista al World Press Photo e vincitore del Prix Kodak 2002 du jeune reporter, registrano gli effetti della pulizia etnica durante la guerra nella ex Jugoslavia. L’esperienza di questo ragazzo si traduce con un’estetica fotografica dell’oggettività e dell’esaustività. Ciascuna serie pone problemi. La ragione delle differenze sta nei contenuti da cui i soggetti fotografati sono segnati. Gli effetti psicologici sui volti della gente rimasta viva
<u>Le foto pongono il problema dell’identificazione delle persone a partire dalle ossa rimaste. Ma non è solo questo. Quando non ci sono più fattezze perché non c’è più visibilità la morte ha finito. </u>Ricordando la sceneggiatura dell’ultimo Giovanna D’arco di Besson, essa conclude il suo operare assumendo lineamenti romantici: si mescola al resto, abbracciando i colori caldi, luminosi, rassicuranti, in alcuni casi espressione di solitudine esistenziale, un paesaggio innevato, della natura. Un’immagine
articoli correlati
Sarajevo lineare minima
Videoarte contro le mine anti-uomo
link correlati
http://www.grazianeri.com
http://www.radicalparty.org/welcome_it.html
tullio pacifici
Cosa resta di una performance? A porre la domanda, e a darne la risposta, è la stessa direttrice Elsa Barbieri,…
Alla Fondazione Sassi di Matera, una mostra mette in dialogo Salvador Dalí e Alessandro Valeri: due Visioni del Mediterraneo, tra…
Durante la settimana inaugurale della Biennale di Venezia, la camera dell'Hotel Metropole dove Freud scrisse L'interpretazione dei sogni ospiterà una…
Con un progetto pop up di dieci giorni, Spazio Morgagni porta Man Ray in un caratteristico barbiere milanese degli anni…
A cosa pensiamo quando parliamo di “smart agriculture”? L’indagine dell’artista cinese esplora i cambiamenti in atto nel rapporto tra lavoro…
Il Turner Prize 2026 annuncia i quattro finalisti: Simeon Barclay, Kira Freije, Marguerite Humeau e Tanoa Sasraku. La mostra al…