Categorie: milano

fino al 25.VI.2006 | Kathe Kollwitz | Legnano (mi), Palazzo Leone da Perego

di - 4 Maggio 2006

Immergersi nell’opera grafica di Kathe Kollwitz (Konigsberg 1867 – Moritzburg 1945) è come affogare in un oceano di dolore, annaspare tra la povertà più nera, strozzati da una fame che non lascia scampo. Un viaggio allucinante, crudo, aspro e violento.
La Kollwitz è cantore delle classi umili. La sua anima socialista le permette di guardare con compassione –senza mai scivolare nel compatimento– alla miseria dei contadini, alla sofferenza dei bimbi affamati, al dolore delle donne che vedono i loro figli e mariti inghiottiti dalla guerra. “Ho bisogno di esprimere la sofferenza umana che non ha mai fine –scrive nei sui diari– che al momento è immensa”.
Il percorso dell’autrice, cronologicamente riprodotto dall’esposizione, si snoda tra la rappresentazione della miseria e l’attesa della morte. Settanta opere su carta che documentano in modo esaustivo i cinque cicli tematici sviluppati dalla Kollwitz.
Nel 1893 Kathe assiste ad una rappresentazione de La rivolta dei tessitori, ispirata al dramma dello scrittore naturalista Gerhard Hauptmann. La sua sensibilità, già attenta al tema all’indigenza –stava elaborando un ciclo di acqueforti ispirato al Germinal di Zola– rimane fortemente impressionata. Ne nasce un ciclo di 6 fogli, 3 litografie e 3 acqueforti, dal titolo omonimo, realizzate nell’arco di quattro anni. Bambini esangui guardano con occhi sbarrati la morte imminente, la rivolta finisce in tragedia.
Tra il 1903 e il 1908 è la volta di Guerra dei contadini, sette acqueforti ispirate all’insurrezione che ha incendiato la Germania meridionale nel 1525. Gli aratori sono piegati dalla fatica peggio che bestie da soma; i rivoltosi vengono incitati dalla figura, a metà tra mito e icona femminista, di Anna La Nera; le due ultime tavole ritraggono misere vittime e tristi prigionieri.

Scoppia la Prima Guerra Mondiale, l’amato figlio Peter parte soldato per non tornare mai più, e la Kollowitz trasforma il suo dolore personale in universale. Nel 1922 inizia il ciclo Guerra, che terminerà nel ‘25. Da allora in poi la xilografia diventerà una delle sue tecniche preferite. Incisioni secche e profonde che spurgano intollerabili e disumane sofferenze. Così come nelle tre tavole di Proletariato.
La rappresentazione realistica delle condizioni del popolo non è gradita al nazismo, che non la bandisce mai in modo diretto –seppure la classifichi all’interno dell’arte degenerata– ma le toglie ogni carica accademica e ogni effettiva possibilità di operare.
Alla morte, presenza incombente in tutta la produzione, la Kollowitz dedica l’ultimo ciclo di 8 fogli litografati. È una morte ambivalente, che ghermisce bambini inermi oppure che viene rappresentata come consolatrice, “amica” (titolo di una delle litografie), unico traguardo possibile per raggiungere la pace. Ne La morte chiama è la Kollwitz stessa che, lucidamente, si ritrae.
In mostra è anche visibile il lungometraggio muto di Piel Jutzi, che ha avuto la direzione artistica della Kollowitz, Il viaggio di mamma Krausen verso la felicità. Una donna dal volto inciso dal dolore e in perenne lotta con la miseria, che alla fine si lascerà ghermire dalla morte come da una benevola compagna. Unico anelito di speranza nel film è il socialismo, rappresentato dalla figlia di mamma Krausen, che si innamora di un operaio e ne abbraccia gli ideali di uguaglianza e lotta di classe.

link correlati
Il Museo dedicato a Kathe Kollwitz a Berlino

fiorenza melani
mostra visitata il 15 aprile 2006


Kathe Kollwitz. L’opera grafica
Legnano (mi), Palazzo Leone da Perego, Via Gilardelli 10
orari: da martedì a venerdì 16.30 – 19; sabato 16 – 20; domenica e festivi 10 – 13; 15 – 20; chiuso lunedì – ingresso libero – per informazioni: 0331.471335. www.legnano.org – Catalogo Silvana Editoriale


[exibart]

Articoli recenti

  • Fotografia

Nelle foto di Francesca Magnani passa il teatro umano della metropolitana

La fotografa italiana Francesca Magnani tra gli 11 autori invitati a Fotozofio, rassegna fotografica dedicata al tema della memoria, in…

17 Maggio 2026 9:30
  • Beni culturali

Il mondo dei musei si riunirà a Oslo a settembre, per la triennale di ICOM

La conferenza di ICOM - International Council of Museums 2026 porterà a Oslo curatori, direttori di musei e addetti ai…

17 Maggio 2026 8:30
  • Libri ed editoria

La terra trema: catastrofi, media e memoria nel nuovo saggio di Lucrezia Ercoli

In uscita per Il Melangolo, La terra trema di Lucrezia Ercoli riflette sul rapporto tra catastrofi, immagini mediatiche e fragilità…

16 Maggio 2026 18:11
  • Arte contemporanea

Trieste interroga le tracce del dissenso: Speaking After the Body inaugura Dissent Series

Curata da Lorenzo Lazzari, la mostra riunisce Carloni-Franceschetti, Shadi Harouni e Madeleine Ruggi per riflettere sulle memorie che le lotte…

16 Maggio 2026 17:30
  • Mostre

Cento visioni per cento visitatori: la rivoluzione digitale di Hero Pavel a Venezia

Fino al 30 maggio, la galleria LINLI Art Space di Venezia ospita la ricerca multimediale di Hero Pavel: cento opere…

16 Maggio 2026 16:40
  • Arte contemporanea

Le forme del dopo: un’antologica di Rosaria Matarese al Museo FRaC

Curata da Massimo Bignardi, l’antologica al Museo FRaC mette in dialogo le opere storiche di Rosaria Matarese con una nuova…

16 Maggio 2026 16:30