Enrico David - Domani torno, 2025. Installation view Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea, Rivoli-Torino Photo by Sebastiano Pellion di Persano. Courtesy Castello di Rivoli Museo dâArte Contemporanea
La visione di Enrico David (Ancona, 1966) è una delicata ma incisiva materializzazione della metamorfosi creativa. Con la mostra Domani torno, progettata appositamente per lo spazio della Manica Lunga del Castello di Rivoli, realizza una scenografia di oltre ottanta opere appartenenti al suo fervido immaginario. Un mondo ibrido prende forma attraverso la scultura, il disegno, la pittura, le opere tessili e installazioni ambientali. CosĂŹ come per il linguaggio materico, le opere si discostano volutamente lâuna dallâaltra per astrazione e figurazione. Domani torno potrebbe sembrare una collettiva di piĂš artisti per la varietĂ di libertĂ con cui è realizzato ogni singolo lavoro. Si tratta invece di una superlativa sintesi rappresentativa del suo operato degli ultimi quarantâanni.
Le opere rispecchiano la sua fervida fantasia, accomunate da ÂŤlâautoritĂ che come artista ho di mantenere il massimo controllo della nostra immaginazioneÂť, afferma Enrico David. La sua produzione è caratterizzata dallâelemento della discontinuitĂ intesa come trasformazione. Attraverso il corpo, distorto, potenziato in fattezze grottesche, denuncia lâassurditĂ della condizione umana. La metamorfosi della sua visione sembra viaggiare tra fiaba, sogno e inquietudine.
La Manica Lunga si trasforma quindi in una scenografia teatrale in cui gli incubi incontrano la realtĂ , un irrealismo fantastico influenzato da una narrazione folkloristica, mitologica e carnevalesca. Ogni personaggio fa parte della cosmologia personale di Enrico David, risultato di una ricerca aperta, volta ad esplorare il potere della creativitĂ . La diversitĂ si rivela lâingrediente basilare per costruire una narrazione autentica.
Attraverso le sue creature, Enrico David esplora la dimensione interiore dellâessere umano contemporaneo. Le sue sculture e i suoi disegni sembrano abitare un limbo culturale in cui, sebbene le credenze della tradizione popolare siano relegate a leggende, le possibilitĂ e le implicazioni della tecnologia trasformano questi immaginari fittizi in potenziali e preoccupanti scenari futuri. Come accettare la fine di unâepoca, accorgersi che lâingenuitĂ di certe credenze si riveli un inganno alla luce della scienza? E contemporaneamente come ci si sente nel realizzare che gli esseri umani stessi siano in una fase di trasformazione verso lâibrido, costantemente sotto la minaccia di una fine del mondo? Queste sono alcune delle riflessioni che il percorso visivo tra le opere di Enrico David accende, in un misto tra meraviglia e turbamento.
La mostra Domani torno è stata anche lâoccasione per presentare in Italia lâopera Il centro dei miei occhi è 160 (1995-2025), prodotta dal Castello di Rivoli Museo dâArte Contemporanea in collaborazione con Kunsthaus ZĂźrich grazie al sostegno della Direzione Generale CreativitĂ Contemporanea del Ministero della Cultura nellâambito del programma Italian Council 2025. Lâinstallazione luminosa suggerisce lâaltezza del raggio visivo di Enrico David, ovvero la misura ideale per collocare le opere alla parete in relazione alla sua statura. Ma lâopera sembra metaforicamente alludere allâingresso di una dimensione immaginativa in cui il neon diventa un portale luminoso tra corpo, tecnologia e astrazione.
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