Massimiliano Pelletti, Kosmos e Kaos L’origine è la meta, installation view, ph. Riccardo Andreello, Courtesy Spazio Ersel e Galleria Barbara Paci, Pietrasanta
Reminiscenze classiche ma anche innovazioni materiche, armonia e assemblaggio, erosioni e levigature. Sono i termini entro i quali si agitano le opere di Massimiliano Pelletti, in esposizione negli spazi di Ersel, a Milano, fino al 30 maggio 2023. E visto che si manovrano limiti apparentemente antitetici, la mostra non può che partire da “Kosmos e Kaos – L’origine è la Meta”, come introduce il titolo, che fa riferimento all’ordine conosciuto, il Kosmos, e all’orizzonte ancora da conoscere, il Kaos. Tra questi due estremi, l’azione dell’arte.
Realizzata in collaborazione con Barbara Paci Galleria d’arte, curata da Barbara Paci e Cesare Biasini Selvaggi, la mostra di Pelletti si inserisce nel programma espositivo proposto da Ersel, società fondata nel 1936 e specializzata nella gestione di patrimoni, che dal 2022 ha dedicato a progetti artistici alcune sale nel centro di Milano. «Ersel da oltre vent’anni fa della passione per la cultura e per l’arte uno dei propri tratti distintivi, con la promozione di mostre personali e collettive, a Torino e più recentemente nei nuovi spazi milanesi», ha dichiarato Paola Giubergia, Responsabile relazioni esterne di Ersel.
Articolata attraverso le diverse sale dello spazio di via Caradosso, la mostra “KOSMOS e KAOS. L’Origine è la Meta “è scandita da oltre 20 sculture di Massimiliano Pelletti, alcune delle quali presentate in anteprima per questa occasione. Tra queste, la scultura intitolata Le tre Grazie, esposta per la prima volta in Italia dopo essere stata in Cina presso tre musei, Zhejiang Art Museum, Wuhan Art Museum e Guangdong Museum of Art.
«Assumendo figurazioni diverse, interpretando ruoli e immagini della mitologia e della storia, Massimiliano Pelletti non esegue una mera testimonianza classica», hanno commentato Barbara Paci e Cesare Biasini Selvaggi, curatori della mostra. «Egli vuole che l’osservatore riconosca dapprima le immagini di partenza in quanto parte della memoria collettiva, per poi risemantizzarle, manipolandole in assemblage scultorei, tra cristalli, cavità, fratture, in un originale meccanismo narrativo che riflette criticamente sulla storia tanto quanto sul presente e sulle avvisaglie di futuro. Nel continuo rimando tra un piano di manifesta naturalità, dove il tempo si racconta nei corpi scolpiti, e il piano simbolico della trasfigurazione artistica, risiede la forza e il fascino del lavoro di Pelletti»
Tra le sculture esposte, Towards You è una testa in marmo nero dove, tra le trame di un’iconografia classica, Massimiliano Pelletti ha inserito una tecnica di grande elaborazione. Per il colore degli occhi, l’artista ha usato un micromosaico in vetro e oro, tecnica mai usata in scultura per la sua complessità e che pochissimi artigiani al mondo padroneggiano.
L’attitudine a sperimentare è un tratto caratteristico dell’artista nato a Pietrasanta nel 1975, il quale ama avvalersi di numerose tecniche generalmente non associate alla scultura, per mettere in discussione un concetto stereotipato associato a questa pratica. Lo sguardo dell’artista si riflette quindi nei tagli, negli innesti, nella valorizzazione dei difetti materici, fino alla scelta di accostare elementi che generalmente non vengono usati all’interno della stessa serie: Horizon Elena è un’opera del 2022 che incarna perfettamente questa attitudine, unendo con un taglio netto l’alabastro bianco di Volterra e l’onice smeraldo.
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