Categorie: Musei

Reggio Calabria, un piano strategico per il futuro del Museo Archeologico

di - 14 Aprile 2026

Sulla terrazza panoramica del MARC – Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, è stato presentato il Piano strategico 2026-2028. Una giornata che «Segna un nuovo percorso per il futuro», nelle parole del direttore Fabrizio Sudano che, con grande emozione, ha introdotto il lavoro di analisi e strategia durato un intero anno a una platea di giornalisti, di personalità della cultura e dell’industria.

Il Piano Strategico come documento di programmazione triennale è sempre più orientato verso modelli di gestione innovativi, rappresentando oggi uno strumento fondamentale per definire identità, obiettivi e sviluppo delle istituzioni culturali. Il Piano nasce per superare interventi frammentati e costruire una visione unitaria e programmata dei costi e dei tempi. Non solo un documento formale ma un vero e proprio strumento di governance che trasforma un museo da contenitore a ecosistema culturale attivo.

MARC – Museo Archeologico Nazionale Di Reggio Calabria

Regno Unito, Francia e Germania sono leader dei piani strategici, pubblicati regolarmente e focalizzati sulla sostenibilità economica, sulla digitalizzazione e sull’inclusione sociale. Anche la realtà statunitense aggiorna ogni tre o cinque anni il proprio piano, divulgato anche in rete, discostandosi dal modello europeo perché opera come ente privato no profit, bilanciando missioni culturali e margini economici.

Questo percorso gestionale è poco diffuso in Italia e se realtà consolidate come le Gallerie degli Uffizi o il Museo Archeologico Nazionale di Napoli lavorano per rafforzare una leadership già affermata, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria apre per la prima volta uno sguardo nuovo al futuro.

Il Piano Strategico 2026-2028 del MArRC, redatto dal direttore Fabrizio Sudano, si avvale della collaborazione di Ludovico Solima, professore ordinario nel corso di Management delle imprese culturali all’Università della Campania Vanvitelli, di Massimo Osanna, Direttore Musei del Ministero della Cultura, e del personale del Museo, segnando un cambio di paradigma: non più solo tutela e conservazione ma una visione integrata che punta a trasformare il museo in un  fulcro culturale del Mediterraneo. Un obiettivo ambizioso, che si traduce in una forte attenzione al territorio, all’inclusione e alla partecipazione attiva del pubblico.

A differenza dei grandi musei, dove il tema centrale è spesso la gestione di flussi turistici massivi e il consolidamento del marchio, il museo di Reggio Calabria si colloca in una fase diversa: quella della costruzione del proprio posizionamento internazionale e punto di riferimento per la storia della Magna Grecia, con i Bronzi di Riace come fulcro di identità. In questo senso, il piano strategico non si limita a programmare attività ma vuole anche proporsi come strumento di sviluppo territoriale, adottando un approccio più vicino ai modelli museologici contemporanei, incentrati sull’accessibilità come funzione fisica e digitale, sulla qualità come eccellenza dei contenuti e nell’accoglienza, sulla vitalità come capacità di innovare e coinvolgere, sulla ricerca come base di conoscenza e tutela, sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale, sulla trasparenza nel rapporto etico con cittadini e istituzioni.

Il pubblico non è più solo destinatario, ma diventa parte attiva nella costruzione dell’esperienza culturale. L’innovazione digitale e la valorizzazione del patrimonio si configurano come strumenti per rafforzare il legame con la comunità e aprirsi a nuove reti internazionali, il Museo intende rafforzare il legame sia con la città che con la zona dello stretto di Messina e con la regione Calabria, contribuendo allo sviluppo culturale, turistico e sociale dell’area. La terrazza panoramica del museo abbraccia visivamente tutte queste realtà, sottolineando la bellezza del luogo ma non nascondendo le criticità nell’isolamento che la città giornalmente deve gestire.

Questa differenza di approccio si riflette anche sul piano economico e gestionale. Mentre musei come gli Uffizi o il MANN, più fruibili in termini di centralità e viabilità possono contare su risorse consistenti e su un’elevata autonomia finanziaria, il museo calabrese si trova a operare in un contesto più fragile, dove la capacità di attrarre fondi e costruire partnership diventa una sfida centrale. Eppure, proprio in questa condizione si intravede l’opportunità per il museo di diventare internazionalmente appetibile.

Il piano strategico del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria appare meno vincolato a logiche di grande scala e più aperto alla sperimentazione di modelli sostenibili e inclusivi. Un laboratorio coraggioso, dove testare nuove forme di relazione tra museo, territorio e pubblico. La pianificazione strategica consente di mettere al centro le persone, rendendo il museo aperto ed accogliente. La strategia museale appare non più come un ideale astratto ma diventa una scienza applicata con obiettivi da raggiungere.

Sono quindi dieci le dieci attività che il museo si appresta a svolgere: completamento interventi PNRR; piattaforma digitale dedicata ai Bronzi di Riace; nuovo allestimento della Sala Bronzi; grande mostra sulla Magna Grecia; calendario della comunità per eventi in rete; pubblicazione della nuova guida del museo; rifunzionalizzazione del Roof Garden; restauro ed esposizione degli Stucchi di Terreti; progetto pilota deposito- Locri Epizefiri; restauro necropoli livello E.

Obiettivi strategici e operativi, una chiara visione e un monitoraggio dei tempi di realizzazione, garantiranno trasparenza in tutte le fasi del Piano, rendendolo documento dinamico e base comune per un dialogo interno. Il passo compiuto dal MARC segna una direzione chiara, importante e necessaria. Il Piano 2026–2028 non si limita a tracciare obiettivi ma ridefinisce il ruolo stesso dell’istituzione: da custode del passato a protagonista attivo del presente, capace di incidere sul futuro del territorio.

La sfida sarà ora quella di trasformare l’ambizione in risultati concreti, mantenendo coerenza tra visione e attuazione, in un contesto complesso ma ricco di potenzialità. Se saprà sostenere questo percorso con continuità e apertura, il MArRC potrà davvero affermarsi come modello innovativo nel sistema museale italiano, dimostrando che anche realtà considerate periferiche possono diventare centri propulsivi di cultura, partecipazione e sviluppo.

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