Categorie: Musica

Sevdah, il nuovo progetto musicale di Mombao, tra solar punk e performance

di - 22 Giugno 2023

Mombao nasce dall’incontro tra Damon Arabsolgar e Anselmo Luisi. Entrambi studenti di economia, hanno un background musicale diverso, tra jazz e indie-elettronico. Sono partiti senza una direzione precisa, con il solo limite strutturale di costituire un duo e hanno iniziato a sperimentare. Gradualmente, nel progetto sono stati inglobati mondi diversi – come i canti popolari. La loro musica è diventata così transdisciplinare. Mombao ha preso forme diverse, attingendo da culture disperate tra loro. Mombao punta alla creazione di una catarsi collettiva, assumendo una posizione politica che rompe usi e costumi musicali tradizionali. Le loro influenze fanno parte del passato, agiscono nel presente e hanno uno sguardo diretto verso il futuro. L’immaginario che permea il progetto è solar punk: vede la possibilità di creare diverse utopie. Come hanno raccontato, «è una luce che ci conduce in questo presente critico, che ci fa interrogare su quali siano gli elementi che ci consentono di vivere».

Un concerto orizzontale

Per Mombao, il concerto è una performance. È una partecipazione visiva, un rito che dà un significato a ciò che viene prima e cosa viene dopo. Mombao non performa su un palco, ma in mezzo alle persone, creando un modo orizzontale di fare musica dal vivo. De-costruendo il concetto di palco, il duo si pone in una posizione di vulnerabilità che consente loro di arrivare alle persone presenti in modo travolgente. L’orizzontalità con cui preparano le loro performance sovvertono il concetto di palco, un’architettura che non consente una vera e propria vicinanza tra pubblici e artisti. Le performance si svolgono, solitamente, al centro di una sala, con i due musicisti ricoperti di argilla e pittura corporea. La radice popolare del progetto permette a Mombao di avere una natura transterritoriale e un impatto su culture diverse. La performance che ne risulta è un rituale techno/punk mistico in cui il pubblico è coinvolto e trascinato a passare da uno stato di grande concentrazione e ascolto a una danza liberatoria.

Mombao, “Sevdah”, 2023

Sevdah, il nuovo progetto musicale

Prodotto da Giacomo Carlone, Sevdah è il nuovo album di Mombao. Come racconta il duo, Sevdah è una parola bosniaca di origini persiane che significa “affondare consapevolmente nella malinconia fino a raggiungere uno stato di grazia e poesia”. Parola che Mombao ha scoperto durante un tour nei Balcani. Sevdah rappresenta la sensazione che “proviamo quando ci sentiamo sradicati, quando ci accorgiamo di quanto ci manca una ritualità condivisa che ci aiuti a dar significato a questi tempi complessi fatti di cambiamenti radicali”.

Pietro Porro per “Sevdah”, 2023

Cuore di Sevdah è il brano Rasti, che ha lanciato l’intero progetto. Per Mombao, l’album rappresenta un incontro tra culture, dove l’umano incontra il non-umano, il vegetale, l’animale e la tecnologia. Alcuni brani sono canti popolari dell’Est Europa ibridati con bloc artificiali, altri sono canti turchi trasformati in chiave techno; altri sono canti Yoruba provenienti dalla Nigeria, altri ancora coinvolgono strumenti Gnawa dal Marocco. Il risultato è un’emozione fatta di «Parole che nella nostra lingua non esistono, ma che riescono comunque a toccare le viscere di ogni cultura».

Sevdah rappresenta quello che Mombao ha esperito e imparato viaggiando e suonando in Marocco e nei Balconi. Qui, la musica è uno strumento per raggiungere qualcosa d’altro: dilata strutture e fa prendere decisioni basate sull’effetto di determinate frequenze che i loro corpi hanno percepito.

L’immaginario visivo

Sevdah è accompagnata dalle foto e dalla fotogrammetrie di Giulio Favotto – che ha curato la grafica e l’immaginario visivo del disco, ibridandoci con le “anarcocalligrafie”, vedute e timbri di Pietro Porro. Artista triestino, Porro è un maestro del tratto calligrafico. Nella sua pratica, pone un’attenzione particolare al gesto – al modo, ad esempio, in cui il pennino danza sulla carta. Centrale nella produzione di Porro è il “Grande Epistolario”, che ha giocato un ruolo centrale nel mondo visuale di Sevdah.

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