Omar Mismar at L’Arsenale, Venice Biennale. Photo: Marco Zorzanello. Courtesy of La Biennale di Venezia
Dal 2025 al 2028, la Saikalis Bay Foundation e Gasworks daranno vita a un nuovo programma di residenze a Londra, dedicato agli artisti libanesi. L’obiettivo? Creare connessioni sostenibili tra le comunità creative del Medio Oriente e la scena artistica internazionale.
La prima edizione, in programma dal 6 ottobre al 22 dicembre 2025, vedrà come protagonista Omar Mismar, artista multimediale e concettuale con base a Beirut, noto per una ricerca che intreccia estetica, politica e memoria collettiva.
Formatosi inizialmente come graphic designer, Mismar (classe 1986) ha conseguito un doppio titolo in Belle Arti e Visual and Critical Studies al California College of the Arts (2015), partecipando poi al prestigioso Whitney Independent Study Program di New York (2016–2017). La sua pratica è variegata: si muove tra fotografia, scultura, mosaico, performance, installazione e film senza costrizioni e con questi mezzi affronta apertamente le tensioni del presente, dai conflitti geopolitici ai desideri intimi che li attraversano.
Negli ultimi anni, Mismar ha esposto in istituzioni e contesti di rilievo internazionale, tra cui la Biennale di Venezia (2024), la mostra After the Mediterranean alla Hauser & Wirth di Minorca, The Shining Things al MMCA Changdong di Seoul, e il Beirut Art Center. I suoi lavori, come ha scritto la critica libanese Rasha Salti, «Trovano nella precarietà e nell’ambiguità un linguaggio visivo che non cerca di risolvere il conflitto, ma di renderne evidenti le tensioni invisibili».
Fondata nel 2024 da Nicole Saikalis e Matteo Bay, la Saikalis Bay Foundation ETS nasce dalla convinzione che l’arte contemporanea sia un catalizzatore di trasformazione. Come la stessa Nicole Saikalis Bay racconta a exibart: «Sono nata a Beirut e ho studiato architettura a Parigi: per me l’arte è sempre stata uno spazio di relazione, un modo per costruire ponti tra luoghi, culture e persone. Con il tempo ho capito che il collezionismo non è soltanto una forma di ricerca personale, ma un percorso che evolve verso la condivisione e il sostegno di chi crea».
Questa visione non poteva che portare alla creazione di una fondazione dedicata al sostegno degli artisti contemporanei e alla promozione di pratiche capaci di ampliare il dialogo tra Italia, Medio Oriente ed Europa. «Negli ultimi anni il nostro impegno si è concentrato sulla scena artistica mediterranea, una geografia che sentiamo profondamente nostra», continua Saikalis Bay. «Il sostegno alla Biennale di Lione 2022, curata da Sam Bardaouil e Till Fellrath e incentrata su Beirut, è stato un momento chiave. Ci ha permesso di avvicinarci a una comunità culturale che condivide con noi un’identità stratificata e dialogante».
L’incontro con l’artista Simone Fattal alla Whitechapel Gallery di Londra ha poi ulteriormente rafforzato questo impegno: «Da quella esperienza è nata la decisione di promuovere, in collaborazione con Gasworks, una residenza triennale per un artista libanese, offrendo la possibilità di sviluppare la propria ricerca in un contesto internazionale».
A Milano, l’approccio della Fondazione ha già preso forma con Circolo, lo spazio fondato nel 2021 da Nicole Saikalis e Matteo Bay per ospitare mostre, incontri e conversazioni. «Un luogo pensato per creare connessioni e continuare a esplorare l’arte come esperienza viva, aperta e collettiva» conclude Saikalis Bay.
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