Tutti i segni del paesaggio, nell’arte. Due giornate di studio all’Università di Verona: si parte domani, con l’interpretazione dei luoghi urbani

di - 22 Marzo 2013
Cos’è il paesaggio? Di certo una costruzione culturale, che deriva dalle pitture “paesistiche”: non è semplicemente ambiente, non semplicemente territorio “documentato”, ma un insieme di elementi che hanno a che fare con l’antropologia e la morfologia, le caratteristiche antropiche e naturali. Insomma è un sistema di segni, a rappresentazione della realtà. E che ha coinvolto nella sua indagine tutti i campi dell’arte e dell’architettura, coinvolgendo storici, architetti,  artisti, fotografi e urbanisti. È attorno a questi temi e al ruolo della creatività e dei loro protagonisti, che del paesaggio hanno analizzato i caratteri e le configurazioni, che l’Università  di Verona metterà in scena due giornate di studio dal titolo “Il paesaggio nelle arti”, di cui la prima domani, e il secondo appuntamento il prossimo 20 aprile. A cura di Loredana Olivato, Daniela Zumiani e Enrico Gusella, si partirà con “Ambienti e luoghi urbani interpretati da artisti e architetti: forme, significati e prospettive”, tavola rotonda incentrata sui temi dei “luoghi d’autore” e vedrà la partecipazione di Lucrezia De Domizio Durini, intorno al pensiero e all’opera di Joseph Beuys; l’architetto Claudio Aldegheri, l’artista altoatesino Josef  Rainer e degli stessi curatori; Loredana Olivato e Daniela Zumiani, rispettivamente docenti di Storia dell’arte moderna e di Storia dell’architettura all’ateneo scaligero, ed Enrico Gusella, cultore della materia al dipartimento TeSIS dell’università di Verona. Il 20 del mese prossimo invece l’appuntamento approfondirà più da vicino “Lo sguardo degli autori”, con la partecipazione dei fotografi Raffaello Bassotto, Giovanni Chiaramonte e Cesare Gerolimetto; inoltre correlato ai temi, domani l’opening alla Galleria PH Neutro della mostra “Forme del paesaggio contemporaneo” con gli scatti degli stessi Bassotto, Chiaramonte, Gerolimetto e Rainer.

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