Il Natale a Goa negli scatti di Brice Dossin

di - 31 Dicembre 2020

Il Natale a Goa, in India, è decisamente lontano dalla classica immagine delle feste natalizie che abbiamo nella mente come paesaggi innevati, tavolate di famiglia con parenti e amici che si scambiamo i regali sotto grandi e luminosi alberi addobbati. Dimenticate tutto questo e preparatevi a sorprendevi con le fotografie scattate da Brice Dossin, fotografo francese che 12 anni fa andò per la prima volta a Goa, proprio in concomitanza con le festività natalizie.

Colpito da quello che definisce “un gioioso caos” generale che emanava il luogo, Dossin  decise di ritornare nella costa sud-ovest dell’India anche per il Natale del 2018 e del 2019. “Xmas Vindaloo”, edito da Dewi Lewis Publishing, è il frutto del lavoro fotografico di questi anni di studio e ricerca sul campo.

Fino al 1947, anno in cui ottenne l’indipendenza, l’India è stata una delle colonie della Corona Inglese mentre la città di Goa, fino al 1961, è stata sotto il dominio portoghese per poi essere annessa all’India. Negli anni ’60 divenne il centro della comunità hippie per poi, nel 1990, trasformarsi nella capitale della trance music.

Nella città però, vive ancora una comunità cristiana che si combina alle variegate commistioni di culture sopracitate: “Ho deciso di utilizzare le celebrazioni natalizie come elemento ricorrente come un modo per unire tutti i temi del libro perché era l’aspetto sorprendente di Goa, qualcosa di inaspettato.” ha affermato Dossin.

Nel corso della sua carriera Dossin ha avuto modo di incontrate Gesù in vesti inaspettate, mucche non addomesticate in giro per la strada, finti pupazzi di neve, un centinaio di babbi Natale in ogni angolo della città. Questa “dimensione parallela”, come è stata definita dallo stesso fotografo, è stato il luogo perfetto per quelli che sono i suoi campi di ricerca: gli eccessi, il consumo di massa, la frivolezza della società.

L’anticonvenzionale Natale di Goa, caratterizzato da un clima da 35 gradi di temperatura, è stato un campo fertile per tutti questi elementi disparati di indagine. Inoltre, Dossin ha dichiarato che era interessato al luogo poiché voleva capire se c’era ancora una traccia della comunità hippie che ha popolato il resort negli anni ’60. Ha dichiarato che il vibe hippie è rimasto ma allo stesso tempo ha subito variazioni dovute alla giustapposizione di vecchie tradizioni e riammodernamenti dovuti all’era che viviamo. Il Natale, il passato coloniale di Goa, la subcultura della trance music e i turisti in cerca di spiritualità il tutto combinato con la follia generale del luogo.

Una foto che riesce a spiegare questo concetto è quella con uomo che indossa un cappello di babbo Natale mentre mangia del cocco sulla spiaggia affiancato da una mucca (foto in Homepage). Dossin ha raccontato che la foto è stata scattata durante il carnevale hippie che era stato cancellato perché l’airforce indiana aveva colpito il Pakistan e per questo tutti i raduni erano stati vietati, ma nonostante le restrizioni alcune persone decisero di travestirsi e riunirsi ugualmente.

Un file rouge di Xmas Vindaloo, non è solo il tema del Natale, ma la scelta artistica dell’utilizzo costante del flash nelle foto nonostante il sole accecante che contraddistingue il luogo. Come ha spiegato il fotografo: “L’uso del flash mi permette di dare al banale un tocco di spettacolare, dà ai colori una qualità plastica, come in un film di Hollywood o in una pubblicità. Il flash evidenzia anche la superficie delle cose, che è ciò che mi piace indagare. Sono attratto dalla fotografia spontanea.”

Se vi sentite annoiati o stanchi della quotidianità e avete voglia di vedere qualcosa che vi sorprenda oltre l’ordinario, probabilmente questo è il libro che fa al caso vostro.

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