A Malaga, James Turrell illumina il Museo Picasso

di - 26 Dicembre 2020

Il bambino che amava la luce, l’artista concettuale James Turrell si è formato con un percorso di studi in belle arti, interessandosi di psicologia percettiva, matematica, storia dell’arte. Degli anni Sessanta – periodo in cui terminò i suoi studi – è la sperimentazione sulla luce al Mendota Hotel, un albergo dismesso che l’artista statunitense affittò in un quartiere residenziale di Los Angeles. Un edificio che fungeva da studio e spazio espositivo, laboratorio per una ricerca empirica. Figlio di un ingegnere aeronautico e appassionato esperto di volo, James Turrell ha rinunciato alla pittura, alla tela, al disegno, al movimento e al suono per materializzare il fenomeno più onnipresente e allo stesso tempo intangibile: la luce.

Turrell crea istallazioni luminose che attivano un’esperienza artistica di tipo sensoriale: con le sue opere non intende restituire uno sguardo sul mondo ma dar luogo a un’esplorazione in cui lo spettatore si ritrova a percepire la presenza fisica della luce, medium prediletto dell’artista. “In un certo modo la luce unisce il mondo spirituale con l’effimero mondo materiale”. Space Division Constructions è il nome di un gruppo di lavori cominciati nel ’76 che prevedono la coesistenza del “viewing space”, dove lo spettatore entra, e il “sensing space”, in cui si produce la luce. I due spazi interagiscono per creare una inquietante e ipnotica sensazione.

Di questi lavori fa parte Apertures, serie in cui una finestra a cornice nel muro divisorio delimita i due spazi. Lo spettatore ha bisogno di rimanere al buio per alcuni minuti prima di vedere apparire la luce monocromatica, rossa nel caso di Cherry (1998), istallazione che si trova oggi al Museo Picasso di Malaga. Come in altre opere di Turrell, in Cherry avviene l’imposizione del metafisico sull’ordinario e in questo l’artista statunitense si avvicina all’opera di Giorgio De Chirico. Ancor più evidente è la reminiscenza dell’opera di quei pionieri della pittura moderna che volevano ridurre l’arte agli elementi più basici: geometria, spazio e luce. Piet Mondrian, Ad Reinhardt e Kazimir Malevič hanno ispirato la ricerca dell’artista concettuale americano, vicino soprattutto al suprematista russo per una sintesi di riduzionismo e trascendenza.

James Turrell

Dai suoi inizi, l’attività artistica di James Turrell si è spinta oggi sino alla realizzazione di grandi progetti come quello del Roden Crater in Arizona, un portale nel per osservare la luce, il tempo e lo spazio. “Utilizzo la luce per esplorare il significato della percezione. Creo spazi che proiettano luce, che accendono la luce, però non faccio la luce. La luce è un tesoro, una fonte di bellezza e stupore. La paternità creativa non è rilevante, è come una sinfonia, come si fa a possedere una sinfonia?

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Musei diffusi: l’arte alpina dell’Hotel Bellevue di Cogne

Fondato nel 1925, l'Hotel Bellevue di Cogne è una "casa" dove l'arte alpina non si guarda in teca, ma si…

26 Aprile 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #201, altre forme di identità culturali e pubbliche: Lorenzo Castore

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

26 Aprile 2026 9:30
  • Mostre

The Only True Protest is Beauty: il debutto veneziano di Dries Van Noten

Fino al 4 ottobre, la mostra inaugurale di Fondazione Dries Van Noten trasforma l’opulenza in uno spazio di riflessione, dove…

25 Aprile 2026 22:27
  • Mostre

Il ciclo vitale della natura, nelle opere di Brad Downey: la mostra a Reggio Emilia

A Palazzo Brami di Reggio Emilia, SPAZIOC21 presenta gli esiti della residenza artistica di Brad Downey: nel suo lavoro esplora…

25 Aprile 2026 20:20
  • Mostre

Disegnare Roma. La città eterna nei taccuini di Heemskerck all’Istituto Centrale per la Grafica

Disegni, matrici e fotografie raccontano la formazione di un immaginario della città, dal viaggio romano di Maarten van Heemskerck alle…

25 Aprile 2026 20:00
  • Arte contemporanea

Apre a Mestre MUVEC – Casa delle Contemporaneità. Intervista alla dirigente Elisabetta Barisoni

Con una collezione che va dal 1948 ai nostri giorni, un premio dedicato alla pittura e una rete di residenze…

25 Aprile 2026 18:04