Larry Gagosian apre una nuova sede ad Atene. Aspettando Los Angeles

di - 4 Agosto 2020

Tempi duri per tutti, nel mondo dell’arte, ma c’è modo e modo per affrontarli. E così, mentre le grandi fiere perdono edizioni lungo la via, tra un licenziamento e l’altro, qualcun altro guadagna terreno. E chi potrebbe farlo, se non Larry Gagosian? Il mega-dealer risponde colpo su colpo alle iniziative di espansione dei suoi pari – Hauser & Wirth, tra Zurigo e Minorca, e David Zwirner, online, su tutti – e annuncia l’apertura di una nuova galleria, in una città fuori dai radar ma con quel gusto esotico che tanto piace ai palati raffinati: Atene.

La nuova sede nella capitale greca, diretta da Christina Papadopoulou, sarà presentata questo autunno, con una mostra di opere su marmo e carta di Brice Marden, che ha già uno studio in Grecia ma non vi aveva mai esposto, nonostante una lunga frequentazione. Dall’estate del 1981, durante una vacanza sull’isola di Idra, l’artista americano iniziò a dipingere le sue caratteristiche forme astratte e minimaliste su frammenti di marmo di provenienza locale. In esposizione, una selezione di queste opere, insieme a una serie di disegni a inchiostro. La mostra aprirà il 24 settembre e sarà visitabile fino al 19 dicembre 2020, al 22 di Anapiron Polemou Street, Atene.

In realtà, Gagosian aveva già un piccolo avamposto ad Atene già dal 2009, diretto sempre da Papadopoulou. «Ci stiamo trasferendo in un edificio neoclassico più grande, per offrire ai nostri artisti uno spazio espositivo ampio e per interagire meglio con i collezionisti e con la scena artistica locali», ha commentato la direttrice a The Art Newspaper. Secondo Papadopoulou, sebbene il mercato dell’arte possa essere piccolo, «la Grecia ospita alcune importanti collezioni di arte contemporanea e c’è una vivace scena di giovani collezionisti in rapido sviluppo». E poi, Atene è anche una bella città, tanto affascinante quanto tranquilla, in cui invitare collezionisti anche non più tanto giovani, al riparo dai grandi assembramenti del jet set, ormai più pericolosi che utili.

Tra i punti di interesse del panorama contemporaneo in Grecia, c’è sicuramente l’EMST, il Museo Nazionale di Arte Contemporanea che, dopo molte difficoltà, tra ritardi nel termine dei lavori e problemi nel riunire la collezione, sembra stia ripartendo e, attualmente, è aperto, secondo le norme di sicurezza anti covid. E poi un ristretto ma attivo gruppo di gallerie d’arte contemporanea, tra cui Rodeo – che attualmente ospita una mostra di Apostolos Georgiou, che abbiamo recentemente visto anche al Mambo di Bologna -, The Breeder, Bernier / Eliades, che ha sede anche a Bruxelles, e Kalfayan Galleries, tutte ospiti ad Art Basel, che però ultimamente non se la passa troppo bene, tra edizioni saltate (praticamente tutto il 2020) e passaggi di proprietà. E magari proprio queste gallerie, orfane della loro vetrina internazionale, potrebbero essere molto interessate alla prossimità con un gallerista del calibro di Gagosian.

Ma Gago non si ferma nel cuore del Vecchio Continente. Nel frattempo, infatti, secondo alcune indiscrezioni riportate da Artnet, pare che la galleria avrebbe rilevato parte della ex sede della Marciano Art Foundation – un esperimento di museo privato tanto ambizioso quanto effimero, a voler usare un eufemismo, durato dal 2017 al 2019 – a Los Angeles, città ancora da scoprire per l’impero Gagosian.

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