L’Archivio Alinari è della Regione Toscana, con un nuovo museo: le cifre dell’accordo

di - 15 Gennaio 2020

Come già scrivevamo a dicembre, l’immenso patrimonio dell’Archivio Alinari è stato comprato dalla Regione Toscana, che il 14 gennaio ha ufficialmente presentato i dettagli. 15 milioni di euro il costo complessivo dell’operazione, una cifra relativamente esigua, rispetto al valore delle 48532 fotografie vintage, dei 473267 negativi su lastra di vetro, del milione e mezzo di negativi su pellicola b/n, dei 24762 libri e riviste di fotografia, delle 400 apparecchiature fotografiche e obiettivi, dei 125 fondi di archivio acquisiti dagli Alinari nel corso del Novecento e contenenti materiale fotografico datato dal 1860 a oggi, delle oltre 200mila immagini digitalizzate. E parte di questo patrimonio è fruibile anche sulla piattaforma di Google Cultural Institute. Per rendere l’idea, nel 2008, il fondo venne valutato in circa 138 milioni di euro dallo storico della fotografia Italo Zannier. Questi alcuni dei numeri dell’Archivio Alinari, che sarà ospitato negli spazi storici di Villa Fabbricotti, immobile di proprietà della Regione, in via Vittorio Emanuele II, a Firenze.

Gli Archivi Alinari: dalla crisi al rilancio, con un nuovo museo

Come raccontavamo nel dettaglio in questo articolo, la società che gestiva l’Archivio Alinari era gravata da debiti alti, bassi ricavi e dalla liquidazione, nel 2012, della Alinari24ORE, joint venture quadriennale istituita nel 2007 con il gruppo Il Sole 24 Ore. Il problema, infatti, si protraeva da tempo e, temendo il peggio, già il 10 dicembre 2018 la collezione venne sottoposta a divieto di esportazione dalla Soprintendenza toscana.

«Abbiamo evitato che un patrimonio culturale e storico immenso, di grandissimo valore, potesse disperdersi all’estero o finire in mani privati. Così invece l’archivio Alinari, uno dei più grandi al mondo e fondamentale per ricostruire un secolo e mezzo di storia italiana ed europea, resterà pubblico e chiunque potrà consultarlo», ha spiegato Enrico Rossi, presidente della Toscana. Per garantire la fruizione, verrà allestito dunque un nuovo museo nella Villa di Firenze risalente al Trecento e residenza di personalità quali la regina Vittoria d’Inghilterra e le sorelle di Napoleone, Elisa Baciocchi e Paolina Bonaparte, attualmente adibita a sede di uffici.

Il nuovo museo aprirà le sue porte in circa 27 mesi e, per gestire e valorizzare l’archivio, la Regione Toscana approverà un Piano strategico di sviluppo culturale del patrimonio entro aprile 2020, mentre entro maggio su darà impulso alla istituzione di una Fondazione, nella quale potrebbe essere coinvolto anche il Mibact.

«Una giornata molto importante, per arrivarci sono stati necessari mesi e mesi di grandissimo lavoro ed è solo la prima tappa di un percorso. Ringrazio tutti quanti hanno contribuito al successo di questa operazione, dal ministro Dario Francheschini, ai sovrintendenti, ai funzionari del Ministero e della Regione», ha proseguito Rossi, che ha lasciato intendere anche progetti di ampliamento della stessa collezione. «Quello che abbiamo realizzato potrà avere grandi sviluppi ed essere foriero di ulteriori acquisizioni, senza trascurare che, grazie alla sua unicità, il suo valore è destinato a crescere», ha concluso il Presidente della Regione Toscana.

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