Daniel Everett, Security Questions
«Non so come risponderti». Gli assistenti virtuali, come Siri o Alexa, in alcuni casi non riescono proprio a seguirci nelle nostre elaborate richieste. O forse siamo noi ad aver sbagliato a porre la domanda? Questione di formule, linguaggi, dialoghi, rapporti, che sono al centro della terza edizione di PhMuseum Days, festivl dedicato alla fotografia internazionale, in programma dal 22 settembre allâ1 ottobre 2023, presso lo Spazio Bianco di DumBO, a Bologna, e diffuso anche in altri luoghi della cittĂ . In programma, mostre, talk, proiezioni, letture portfolio e una sezione dedicata allâeditoria fotografica indipendente.
Donât Know How To Respond To That Ăš dunque il titolo di PhMuseum Days 2023, una frase che suona quasi come una presa di coscienza e apre diverse questioni sulla funzione della tecnologia nelle nostre vite e nella societĂ . «Lâobiettivo della nuova edizione Ăš avviare una riflessione sul dialogo tra gli esseri umani e le macchine, sullâevoluzione del linguaggio in senso lato e su alcune questioni ambientali che, nonostante la tecnologia, ancora non trovano una soluzione», spiegano dallâorganizzazione.
Temi che si incontrano giĂ nella preview del festival, RAM_4.0, di Sara Bastai (Portogallo, 1996), inaugurata il 18 maggio scorso e visitabile fino allâ1 ottobre 2023, presso il PhMuseum Lab. RAM_4.0 Ăš una narrazione fittizia della vita dellâartista sviluppata attraverso una conversazione con unâIntelligenza Artificiale. Inviando centinaia di foto contenute nel suo smartphone a un algoritmo che analizzava le immagini e descriveva ciĂČ che osservava, Bastai ha fotografato cosĂŹ nuovi scenari sulla base delle didascalie generate, realizzando un lavoro che si interroga sulla memoria e la rappresentazione aumentata della societĂ .
La conversazione con lâAI ritornerĂ anche in Another Online Pervert di Brea Souders (USA, 1978), progetto in cui al dialogo con un chatbot vengono combinate le fotografie scattate dalla stessa Souders per unâesplorazione unica di come una macchina e un essere umano possano imparare lâuno dallâaltro e costruire una storia condivisa. Il rapporto tra reale e virtuale diventa cosĂŹ sempre piĂč sfumato, come pure in West of Here di Leonardo Magrelli (Italia, 1989) che a prima vista sembrerebbe un classico reportage fotografico di Los Angeles, sebbene si tratti di Los Santos, cittĂ fittizia in cui Ăš ambientato il videogioco Grand Theft Auto V.
La fotografa Penelope Umbrico (USA, 1957) con Out of Order porterĂ invece quattro lavori (Screen Sun, 1320 TVs from Craigslist, 53.6 Million Metric Tons of E-Waste, Screen Code) che rappresentano la sua riflessione sullâonnipresenza dei dispositivi e degli schermi nelle nostre vite e sul peso del loro ciclo vitale, utilizzando le immagini raccolte per mappare i loro cambiamenti e il nostro rapporto con essi nel tempo. Il profondo e complesso intreccio tra tecnologia e vita contemporanea Ăš anche al centro della mostra Known and Strange Things Pass di Andy Sewell (Regno Unito, 1978), lavoro che ribalta la nostra percezione degli oggetti che ci circondano partendo da alcune fotografie scattate su entrambe le sponde dellâAtlantico, in luoghi dove passa la gran parte della cablatura di Internet.
La lente si sposterĂ poi sullâecologia con Non Technological Devices di ChloĂ© Milos Azzopardi (Francia, 1994). Attraverso una visione immaginifica e poetica del futuro, lâartista critica lâintervento umano sulla natura e crea altri modi di immaginare vite aumentate, attraverso la creazione di cyborg organici. Sullâimpatto ambientale di internet e dellâaviazione si concentra invece Flyinâ High del duo The Cool Couple (NiccolĂČ Benetton, 1986, e Simone Santilli, 1987, Italia), simulazione virtuale di unâora di volo da Milano a Roma a bordo di un aereo digitale, che Ăš anche un NFT. Acquistarlo, teoricamente, corrisponde a salire su un aereo per davvero e inquinare allo stesso modo, consumando la stessa quantitĂ di anidride carbonica.
Il percorso curatoriale esplorerĂ , infine, il tema del linguaggio con due lavori in particolare: captionthis di Luca Massaro (Italia, 1991), progetto sulle connessioni mutevoli tra immagine e parola oggi, sulla scomparsa della scrittura e sulle rappresentazioni mimetiche e memetiche; Security Questions di Daniel Everett (USA, 1980) che, partendo dalle domande di sicurezza degli algoritmi per confermare lâidentitĂ âumanaâ, affronta il divario tra la complessitĂ di una persona e i sistemi tecnologici che utilizziamo per differenziare lâumano dal non-umano.
Anche questâanno PhMuseum Days si espande oltre lo Spazio Bianco di DumBO, con sette mostre tra spazi pubblici e privati.
Le bacheche affissive di via dellâAbbadia curate da CHEAP ospiteranno Appunti per unâOrestiade Africana â A Democracy in Fatigue di Gloria Oyarzabal (Spagna, 1971), lavoro che riflette sullo sguardo e sul potere postcoloniale, ispirato dallâ(auto)critica che emerge nellâomonimo film di Pasolini durante un dialogo tra il regista e un gruppo di studenti africani.
Grazie alla nuova collaborazione con GALLLERIAPIĂ negli spazi della galleria sarĂ possibile visitare dal 20 settembre Deposit dellâartista inglese Felicity Hammond (Regno Unito, 1988), una serie di collage digitali che esplora il rapporto tra data mining, estrazione di minerali e i dispositivi che ne mediano lâincontro ipotizzando un materiale del futuro, formato dai rifiuti industriali e dai sottoprodotti della crescita tecnologica.
Al Cassero LGBTI+ Center, infine, Namsa Leuba (Svizzera-Guinea, 1982), porta la sua ultima serie di opere Illusions, in cui i membri della comunitĂ LGBTQ+ di Tahiti riecheggiano lo stile visivo di Gauguin per unâinterpretazione che sovverte le tipiche immagini âtropicaliâ dellâarte moderna che feticizzano lâimmagine del corpo femminile âesoticoâ.
Il programma prevede, inoltre, per il terzo anno consecutivo una collaborazione con Portofino Dry Gin che questâanno ha invitato lâartista Martina Giammaria (Italia, 1976) a confrontarsi con il tema dei PhMuseum Days utilizzando Portofino come set della propria ricerca concettuale. La sua Dream Of A Blue Garden, dal 14 al 28 settembre presso Condominio a Milano, accompagna lo spettatore in una Portofino surreale e onirica, dove due danzatori reinterpretano il paesaggio circostante, diventandone con il tempo parte integrante e armonica.
Le letture portfolio si svolgeranno invece esclusivamente online (con prenotazione sul sito) giovedĂŹ 28 settembre con Chiara Bardelli Nonino, curatrice ed editor indipendente, Francesca Marani, photo editor globale di PhotoVogue, Giangavino Pazzola, associate curator a Camera, Karen McQuaid, senior curator presso The Photographersâ Gallery di Londra, Svetlana Bachevanova, direttrice esecutiva dellâAssociazione FotoEvidence in Francia, Yumi Goto, curatrice di fotografia indipendente, ricercatrice ed editrice, e Sara Occhipinti, co-fondatrice dello Studiofaganel di Gorizia.
Per il programma completo, potete dare unâocchiata qui.
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