Categorie: Mostre

La parabola della vista: disegni di Andrea Bolognino al Museo di Capodimonte

di - 26 Marzo 2022

La guerra. Siamo totalmente immersi nella guerra in questi giorni e, forse, ne avremo per mesi. Immagini orribili, palazzi sventrati, profughi, carri armati, volti distrutti dal dolore e dalla sofferenza. E siamo nell’attesa che prima o poi arrivi un cadavere, un corpo simbolicamente carico, senza vita, che ci atterrisca e ci ricordi, una volta di più, il dolore che la vita può serbarci. Il nostro sguardo è come sottomesso da questo flusso che ci pervade e ci ottenebra. La vista è il senso più potente, l’unico che ci comanda in modo totale. Possiamo allontanarci da un odore, non toccare una superficie bollente, tapparci le orecchie, rigettare qualcosa di disgustoso. Ma non possiamo smettere di guardare ciò che ci devasta o rapisce.

Risulta perciò temeraria la sfida della mostra di Andrea Bolognino, “Cecità, accecamento, oltraggio” a cura di Sylvain Bellenger, con l’assistenza di Luciana Berti e Francesca Dal Lago, per il settimo appuntamento del ciclo “Incontri Sensibili” al Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli. 24 disegni su carta realizzati a matita, carboncino, acquerello e acrilico diluito, che osano sfidare lo Zeitgeist della nostra epoca. Quello di una costante, battente, opprimente schiavitù visiva. Un’avventura non solo percettiva ma tecnica, ideologica e filosofica. Un gioco con gli scuri, sin dalla sala che accoglie le opere in penombra, illuminata da tenui fasci di luce che ne accarezzano la carta, le forme e i colori. Così distanti dai risplendenti ori della Crocifissione di Masaccio o della Corona della Madonna dell’Umiltà, che pervadono i corridoi del Museo.

«Disegno senza guardare, cerco di incorporare uno sguardo immaginifico e sovrapporre due visioni, interna ed esterna, che vengono a collassare sulla singola superficie». Lavori che sembrano rifuggire volontariamente ogni espressività aggressiva, per distendersi sui bianchi e i neri, interiori e notturni, frutto di giochi di immaginazione fatti a occhi chiusi, e riaperti in scarti di luce. Come a voler indebolire lo sguardo, nostro sovrano e tiranno, decisore di ogni giudizio estetico quanto politico e sociale.

Giocando sui confini spaziali del proprio atelier, ricolmo di oggetti, attrezzi e tappeti, che confinano i propri vuoti e pieni percettivi (in difetto rispetto alla odierne forme e corporeità overperformed) Bolognino, se è alla ricerca di “momentanee apparizioni dell’essenziale”, sembra altresì coglierle attraverso esplosioni di frammenti vitali, come frutti di una mnemotecnica cromatica ed emotiva, da ripercorrere insieme e accanto a lui, nel movimento del proprio respiro e nel raccoglimento di questa camera oscura.

Come nella nebulosa di fiori, colori, campi, volti e mani di Oltraggio (2021), che si affastellano simili a scene a metà tra il ricordo della vista e l’oblio della mente, dove luci e bagliori rasentano l’estasi di una cecità ricolma di sensualità dimenticate e riconquistate. Come nei tratti legamentosi di Presbiopia (2021), che sembra scandagliarci con circospezione e timore. O come nell’opprimente Leucoma Corneale (2021) che, con la sua consistenza pulsante e nebulosa, ci ipnotizza e ci cattura simile a un pensiero ossessivo. Infine negli ori e cerulei di Fotofobia (2021) e Cheratomileusi (2021), sfolgoranti come pietre iridescenti su uno sfondo oculare di cellulosa.

«Bianco e nero creano immaginari estranei alla realtà», sottolinea il direttore del Museo, Sylvain Bellenger. Così il trittico di Parabola (2021), vere e proprie copertine di antiche riviste di fantascienza, segni di spazi infiniti e perduti, come inconclusi e smisurati possono essere i percorsi interiori di ognuno di noi. Così la Parabola dei Ciechi di Pieter Bruegel il Vecchio, posto in dialogo con le opere del giovane artista napoletano, più che da ispirazione o dote ideologica, funge da pietistico ammonimento, da dolce richiamo a un’umanità disperante, goffa ma sognante. Che insiste e non recede dai propri folli proponimenti.

E se l’occhio è travolto da una sordida “vergogna prometeica”, annichilito al cospetto della potenza estranea delle Immagine, della Macchina e dell’Evento, in Scafandro (2021) trova ricovero nel ricomporsi di nuove vibrazioni, attraverso felici sperimentazioni di colori cieli e mari, rivisitati e misteriosi. O confortandosi nel mito della propria potenza e animalità, di un Polifemo (2021) che ritrova per sé fasci di energia, di pareti e superfici che si attorcigliano a mani forti e possenti, che ci accolgono, ci afferrano e ci brandiscono.

Le superfici tracciate da Bolognino divengono così il luogo in cui meditazione, gesti e vibrazioni tentano di ricreare un equilibrio perfetto tra mente, spazio e occhio. Un luogo in cui le nostre guerre, i nostri dolori e i nostri dissapori possano per un attimo placarsi, raggomitolarsi per poi ridefinirsi come nostri, come umani e veri.

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Oltre 5000 volumi per l’arte contemporanea: apre BIBLIOheart a Vimercate

Quindici anni di attivitĂ  dell'associazione heart confluiscono in una nuova biblioteca specializzata in arte contemporanea. Intervista a Simona Bartolena sul…

22 Giugno 2026 18:30
  • Arte contemporanea

Oltre le mura. Reclaiming Collective, il secondo capitolo di FORT Biennale

Nato per difendere e separare, il Forte di Fortezza diventa il luogo in cui immaginare nuove forme dello stare insieme.…

22 Giugno 2026 18:00
  • Teatro

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 22 al 28 giugno

Una selezione degli spettacoli e dei festival piĂą interessanti della settimana, dal 22 al 28 giugno, in scena nei teatri…

22 Giugno 2026 17:30
  • Arte contemporanea

Una cooking session con Rirkrit Tiravanija? Da Pirelli HangarBicocca Milano succede anche questo

L'artista thailandese incontra i visitatori insieme alla curatrice Angela Vettese, portando nel vivo della sua pratica artistica con una conversazione,…

22 Giugno 2026 17:00
  • Arte contemporanea

Fondazione Prada accende l’estate: le mostre da vedere a Milano e Venezia

Arte contemporanea, cinema e nuove tecnologie: tutte le mostre e gli appuntamenti estivi di Fondazione Prada a Milano e Venezia,…

22 Giugno 2026 16:21
  • Mercato

Da Degas a Basquiat: la Collezione Anthony Favaro protagonista all’asta di Fidelis Auctions

Il 23 giugno, la casa d'aste Fidelis Auctions presenterĂ  a Bologna una vendita d'arte moderna e contemporanea impreziosita da due…

22 Giugno 2026 15:09