Paolo Fresu
Paolo Fresu, il trombettista italiano di fama mondiale, ha deciso di oscurare per 5 giorni il suo profilo sulle piattaforme social.
Solo tre giorni fa si è svolto lâincontro (online) da parte del Ministro Franceschini con vari esponenti del mondo dello spettacolo, a cui hanno partecipato tra gli altri, oltre a Fresu, anche Stefano Accorsi, Alessio Boni, Roberto Bolle, Emma Dante, Anna Foglietta, Carlo Fontana, Monica Guerritore, Vinicio Marchioni, Stefano Massini, Roy Paci, Nicola Piovani, Vittoria Puccini, Luca Salsi, ma al jazzista probabilmente le misure non sono sembrate abbastanza, e cosĂŹ su Change è arrivata anche la petizione #velesuoniamo, firmata da Fresu, Ada Montellanico e Simone Graziano e condivisa da oltre 60mila firmatari, e rivolta a ottenere visibilitĂ e riconoscimenti per le figure dello spettacolo e non solo.
Agli artisti, lo abbiamo spesso notato in questi giorni, si chiede puntualmente di regalare qualcosa per varie raccolte fondi (una canzone, un disegno, ecc) ma quando è il momento di dare loro uno status al pari di altri lavoratori, questo viene puntualmente negato.
Lâarte di ogni comparto, in queste settimane, ha dimostrato la propria esistenza, ma ancora pare che questo non sia sufficiente per essere presa in considerazione.
Gli artisti non sono considerati professionisti, tanto suonano per passione!.
Dâaccordo con Fresu anche un altro italiano decisamente celebre, Antonello Venditti, che aveva chiesto un giorno di silenzio per chi non ha voce nĂŠ diritti.
Qualcuno aveva detto che con lâarte non si mangia, ma ancora una volta va rimarcato che lâartista è lâanello debole di un sistema che va rifondato alla base, tenendo conto di tutte le figure che vi operano a vario modo, ognuna di fondamentale importanza.
E giustamente anche Fresu si ritiene un lavoratore, come lui tanti altri operatori dellâarte a tutti i livelli. Non si devono considerare però solamente i âbigâ, punta dellâiceberg, ma tutti coloro che vi ruotano attorno. E cosĂŹ, dal 1 maggio, il profilo di Fresu è âal buioâ.
Al termine dellâincontro il Ministro Franceschini ha promesso 20 milioni di euro per i settori non finanziati dal Fus (teatri minori, circo, musica, danza); 13 milioni di euro che derivano dalla copia privata a favore di autori, artisti, interpreti, esecutori con redditi inferiori a 20mila euro lordi allâanno; e 5 milioni di euro per lo spettacolo viaggiante.
Una pioggia di risorse che, nonostante le buone intenzioni, non potranno essere definitive per un settore in affanno.
Vedremo se questa silenziosa protesta, che il musicista chiede di abbracciare anche ai propri colleghi, sortirĂ qualche effetto. Anche per far capire che internet non è lo spazio naturale dellâarte ma un surrogato, un mondo parallelo. Utilizzabile e condivisibile, certo, ma non in sostituzione.
E senza togliere nulla alle prioritĂ , alla ripartenza âlentaâ, alla necessitĂ delle nuove distanze e dei nuovi codici di comportamento che questa situazione impone allâItalia, chissĂ se la popolaritĂ di Fresu potrĂ essere una nuova sveglia per dare voce a unâaltra fetta di lavoratori dello spettacolo e dellâarte in genere.
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