«Il MAXXI si espande, il futuro prende forma» e oggi il futuro del museo di Roma, istituito nel 2010, è un po’ più vicino: dopo la valutazione delle 103 idee progettuali pervenute in forma anonima, sono stati resi noti i nomi degli autori dei primi cinque progetti classificati per il concorso internazionale di idee, nell’ambito del programma Grande MAXXI. Il primo classificato è risultato il progetto guidato dallo studio italo-francese LAN. Seguono nella graduatoria dei primi classificati: Gino Baldi (Italia), Olav Resell (Norvegia), Arquivio Architects (Spagna) e Galar-Velaz-Gil (Spagna). I primi cinque progetti classificati saranno presentati alla stampa il 14 giugno alle 12, al MAXXI.
Rivolto principalmente a gruppi di progettazione multidisciplinari, il bando per la realizzazione di MAXXI HUB, un nuovo edificio multifunzionale, e MAXXI GREEN, un sistema di verde pubblico attrezzato, in un’area di pertinenza del Museo lungo l’asse di via Masaccio, era stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea lo scorso 8 febbraio e su quella della Repubblica Italiana il 9 febbraio.
I nuovi ambienti ospiteranno un polo di ricerca per l’arte e l’architettura e un centro di eccellenza per il restauro dell’arte contemporanea, oltre ad aule per la formazione specialistica e depositi. Sul tetto del MAXXI HUB dovrebbe sorgere un giardino, mentre i sotterranei dovranno ospitare un garage. La fascia di verde attrezzato dovrà svolgere la funzione di collegamento tra gli spazi aperti del museo.
Per la realizzazione del progetto, che inizierà nel 2023, con consegna prevista per il 2026, è previsto un investimento di più di 37,5 milioni di euro, che derivano da risorse di bilancio del Ministero della Cultura e del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, di cui 15 milioni di euro dal Piano strategico Grandi progetti Beni culturali (MiC); 2,5 milioni di euro dalla linea di investimento 1.2 del PNRR di competenza del MiC; 20 milioni di euro dal Fondo MIMS per gli interventi infrastrutturali di conservazione, manutenzione, riqualificazione, restauro e valorizzazione dei beni culturali e degli spazi, anche verdi, a essi strumentali.
«La commissione giudicatrice ha selezionato all’unanimità i migliori progetti secondo i criteri di integrazione, sostenibilità , innovazione, accessibilità e fattibilità tecnica ed economica. Ha ritenuto inoltre di assegnare due menzioni», dichiarano dal museo. La commissione è costituita da Giovanna Melandri, Presidente, Petra Blaisse, Maria Claudia Clemente, Mario Cucinella, Lorenzo Mariotti, membri supplenti Pippo Ciorra, Simone Gobbo.
Lo studio LAN è stato fondato nel 2002 da Benoit Jallon e Umberto Napolitano, nominati Chevaliers de l’ordre des Arts et des Lettres nel 2018, con l’idea di esplorare l’architettura come area di attività all’intersezione di più discipline, alla ricerca di una visione che coinvolga questioni sociali, urbane, ecologiche e funzionali.
Tra i progetti dello studio, il Teatro Maillon (Équerre d’argent 2020), la Torre Euravenir, nominata per il Premio Mies van der Rohe 2015 e il Premio Soufaché dell’Accademia di architettura, gli alloggi sperimentali di Bègles, presentati alla Biennale di Venezia 2016, la residenza studentesca di Rue Pajol a Parigi, primo premio nazionale BigMat, l’EDF Archive Center, insignito del Leaf Awards 2011, il Neue Hamburger Terrassen, premiato con l’International Architecture Awards 2014. Attualmente LAN sta lavorando a progetti in Europa, tra Francia, Belgio, Germania e Slovenia, e si sta espandendo in Medio Oriente e Asia.
Oltre alla progettazione architettonica e urbana, lo studio è coinvolto nel dibattito critico e ha sviluppato la sua produzione teorica attraverso convegni, mostre e pubblicazioni come “Napoli Super Modern”, volume edito del 2020 in occasione dell’omonima mostra al museo SAM di Basilea, in Svizzera, dedicata alla peculiare storia architettonica della città partenopea. In Italia hanno già lavorato a Bari, nel 2013, per un progetto di pianificazione urbana.
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