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fino al 5.IX.2010
Melvin Moti
Trento, Fondazione Galleria Civica

Sontuosa carta da parati, cammei, pavoni e ritratti immortali ridotti in fumo. Granelli di cenere per avere la chance di vedere e capire mondi infinitamente più grandi. E certo inaspettati...

Sprofondare nella lettura del libro che Elio Grazioli ha dedicato qualche anno fa alla polvere nell'arte è un'avventura culturale senza precedenti. Spiace solo, per ovvi motivi cronologici, che nell'indice dei nomi non ci sia un riferimento a Melvin Moti (Rotterdam, 1977), poiché occuperebbe un posto di assoluta rilevanza. La sua polvere è infatti protagonista alla Fondazione Galleria Civica, che prosegue coraggiosamente nei suoi progetti sulla produzione d'arte contemporanea, senza condizionamenti culturali, solo avendo come riferimento la qualità dei progetti. Quest’esposizione dedicata al giovane artista olandese ne è la dimostrazione.
Il titolo della mostra, Dalla polvere alla polvere, penetra e oltrepassa la metafora che fin dai tempi antichi ha visto l’uomo riflettere sul fenomeno bio-chimico rappresentato dalla polvere. Mettere al centro della propria ricerca una sostanza fra le più piccole della materia, quella che sta fra visibilità e invisibilità e che l'uomo può vedere a occhio nudo solo se stratificata o "messa in luce”, è un'operazione d'indagine estremamente complessa.
Per metterla in atto Moti esce dalla sua rappresentazione diretta per entrare nell'effetto che il mezzo espressivo ha provocato. L’artista infatti spazia dall'uso delle immagini a quello degli oggetti, tra le azioni e i suoni. È lo stesso concetto di opera d'arte che viene investito in questo processo di ricerca. Lo si percepisce nella modalità dell'esposizione, dove tutti i linguaggi utilizzati convivono in una dimensione armonica, che propone al visitatore un vero e proprio viaggio nello spazio e nel tempo, per arrivare a uno stato mentale in cui il significato della polvere come metafora della condizione umana è completamente messo a nudo.
Melvin Moti - The Peacock Room - 2009 - 4 c-print - cm 30x40 ognuna - courtesy l’artista
Questa concezione totalizzante dello spazio espositivo ha portato Moti alla ricostruzione di ambienti che fanno preciso riferimento alle teorie museali di Alfred Barr, primo direttore del MoMA. Troviamo così sulle pareti delle sale, rivestite con tessuti Jacquard e Moiré, fotografie di stoffe turchesi che riportano decorazioni dorate, cammei e medaglioni incorniciati, leggii antichi di legno che supportano libri rivestiti di tessuto o flaconcini contenenti polvere come se fossero reperti.
Accanto a queste opere che mimano contesti storici - dove l'elemento pulviscolare è protagonista della rappresentazione - v’è un film d'animazione in 35 mm: Dust, realizzato quest'anno da Jean-Marc Gauthier, che ha riprodotto con più calcolatori il movimento dei granelli di polvere nelle loro aggregazioni e disgregazioni. Questi piccolissimi corpi richiamano le immagini che ci provengono dallo spazio, scrutato dai potenti telescopi spaziali.
Melvin Moti - Dust - 2010 - film in 35 mm film - 12’ - animazione di Jean-Marc Gauthier - courtesy l’artista
Dopo questi rimandi contemporanei e storici, in cui il tempo è contrassegnato dalla presenza della polvere, il viaggio del visitatore si conclude con un quadro antico di Joshua Reynolds, grande ritrattista inglese del Settecento che aveva fatto di questa forma espressiva la sua professione, rinnovandola e dando immortalità a chi veniva immortalato da lui. Un’immortalità effimera, però, poiché tutta la materia di cui è fatta anche l'opera d'arte è sottoposta a un'erosione che la riduce in polvere. Proprio come quella rappresentata e ricordata da Moti nelle sue opere.

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dal 24 giugno al 5 settembre 2010
Melvin Moti - From Dust to Dust
a cura di Andrea Viliani
Fondazione Galleria Civica

Via Cavour, 9 - 38122 Trento
Orario: da martedì a domenica ore 10-17
Ingresso libero
Libro d’artista disponibile
Info: tel. +39 0461985511; fax +39 0461237033;
info@fondazionegalleriacivica.tn.it; www.fondazionegalleriacivica.tn.it

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