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GLI ULTIMI 10 INTERVENTI IN TUTTI I BLOG
 
OBAMA FOR PRESIDENT


Ciò di cui l'Italia avrebbe un gran bisogno...

di albertoagazzani
visita il blog Perle ai porci

scritto oggi, 09:53 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: obama barack
 
Parlo con te

Video YouTube



Lapio

PARLO CON TE (Giorgia)

ti ho raccontato storie che ancora mi somigliano
nell'universo nero si disperdono
sono diversa
sono nuova
ma le note ancora mi appartengono
parlo con te
parlo con te
e tu spiegami adesso tutto questo silenzio dove va a finire
se non riesco a parlarti e non so più toccarti
mi sento morire
parlo con te
parlo con te
ti ho raccontato delle strade che ti portano fino alla luna
e i tuoi pensieri adesso si dissolvono
ti ho raccontato delle lettere di te che non bastavi mai
cantavo di te
cantavo di me
e tu spiegami adesso tutto questo silenzio dove va a finire
se non riesco a parlarti e non so più toccarti
mi sento morire
morire come fosse l'ultima speranza
di trovare una bellezza ancora intatta
ancora intatta
ti ho raccontato storie che mi confondono
i tuoi pensieri adesso mi nascondono
vorrei che tu volessi ancora le parole mie che cambiano
parlo con te
parlo con te
e tu spiegami adesso tutto questo silenzio dove va a finire
se non riesco a parlarti e non so più toccarti
mi sento morire
spiegami questa distanza
spiegami tu l'indifferenza
ora non so più mentire
ho trovato il coraggio di dire mi sento morire
morire come fosse l'ultima speranza di trovare una bellezza ancora intatta


Giorgia

 

...vorrei che tu volessi ancora le parole mie che cambiano
parlo con te
parlo con te
e tu spiegami adesso tutto questo silenzio dove va a finire
se non riesco a parlarti e non so più toccarti
mi sento morire
spiegami questa distanza
spiegami tu l'indifferenza
ora non so più mentire
ho trovato il coraggio di dire mi sento morire...



di Raffaella
visita il blog Nel mondo dell'anima.

 
24 luglio (idem)

CASO = CAOS

di daniele podda
visita il blog Vivente per hobby

 
Collettiva Acqua Terra Fuoco/Elementi vesuviani alle Terme di Stabia dal 3 agosto

Collettiva

“Acqua Terra Fuoco” /  “Elementi Vesuviani”

 

Progetto di Neotto

A cura e con presentazione critica di GianniNappa

AssociazioneCulturale Merliani 137

 

Terme di Stabia/Salone delle esposizioni

03/08/2008 – 27/08/2008

Inaugurazione 03/08/2008 ore 18,00

 

Con il contributo delle Terme di Stabia S.p.a.

Comune di Castellammare/ Assessorato allepolitiche giovanili

Sponsor: Dimora servizi immobiliari/Boscoreale(Na)

 

Una collettiva diartisti che vuole interpretare l’indissolubile rapporto tra l’uomo e la natura,la forza di una terra vulcanica che genera altra vita.

Terra, acqua e fuoco,elementi che dal Vesuvio rinascono in un continuo ciclo naturale che da unaparte si impone come magma e fuoco che tutto calpesta e copre ridando nuovovolto ai luoghi e l’acqua che dallo stesso Vesuvio viene offerta per lenire leumane sofferenze rendendole termali, utili e rilassanti.

Dodici artisti conlinguaggi ed esperienze diverse, proporranno un percorso che dalla pittura allascultura indaga in forma creativa gli aspetti naturalistici più coinvolgenti edirompenti della nostra terra, e che nel Vesuvio e l’acqua si fondono con laterra in una genesi primordiale che sprigiona un immenso fascino da millenni.

La collettiva sicompone di opere selezionate da Gianni Nappa, con la partecipazione di 12 artistidell’area vesuviana e napoletana con diverse espressioni ed esperienze, ungiusto mix di artisti già affermati e giovani di sicuro avvenire.

 

Le terme diCastellammare, luogo che dall’antichità si offre come rifugio per ritemprare erigenerare, dove l’acqua è l’elemento principe e dove proprio l’aspettonaturalistico delle opere che spazieranno dalle sculture in pietra vesuviana diBigal all’installazione della sirena di Francesco Saverio Biondi, ai cretti dimagma di Leonardo Amendola ai vulcani e vesuvi di Neotto e Barbara YulakRoos;  le colate di cera di IlariaParente, l’acqua di Mario Stoccuto che fonde piani ed elementi nei suoi dipintio le incantate visioni di Ena Villani ; una catarsi che troverà nelle opere diBernardo Gentile l’espressione della rigenerazione degli elementi attraversol’informale, così come il magma ribollente sotto la crosta aspetta di fondersicon acqua, terra e aria per dare corpo all’opera del gruppo Janamè che  con tecnica di ultima creazione elabora unmix tra ceramica e digitale; senza tralasciare l’armonia degli elementiinterpretati da Remo Romagnuolo, e la forza cromatica di Rino Sessa cheinterpreta gli elementi in chiave neofuturista.

 

Artisti :

Leonardo Amendola, Francesco Saverio Biondi,Bigal, Bernardo Gentile, Janame’, Neotto, Ilaria Parente, Remo Romagnuolo,Barbara Yulak Roos, Rino Sessa, Mario Stoccuto, Ena Villani.



di Gianni nappa
visita il blog Napoli, movimenti e arte di inizio millennio

 
ELUANA & CELENTANO - DA IL CORRIERE DELLA SERA DEL 16 LUGLIO 2008!!!!

adriano celentano ha recentemente preso posizione a favore della sopravvivenza della Englaro. sotto il testo autografo uscito sul corriere.

Celentano: «Tante bottiglie d'acqua
per far crescere in noi un dubbio»

«E se, contrariamente all'apparenza, Eluana fosse in uno stato di serenità?

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Caro Direttore,
certo non è difficile immaginare il grande disagio del padre di Eluana e il dolore che, giorno dopo giorno, ha potuto devastare il suo cuore nel vedere una figlia in quello stato. Dopo sette anni di dure battaglie per liberarla dalla morte, rassegnato all'impotenza, soprattutto da parte della scienza, la disperazione lo porta a iniziare una nuova battaglia, ma stavolta non contro la morte. Contro la vita. Quella vita che senza alcuna pietà tiene imprigionata la sua amata Eluana da 16 anni. Quella vita che non vuole cessare, ma che poco per volta fa morire di dolore chi gli sta intorno. Ed è proprio questo dolore così grande, troppo grande, che spinge il padre di Eluana a combattere perché qualcuno lo aiuti a liberare la figlia. Quella figlia che in un lontano giorno gli strappò una promessa: quella di interrompere ogni trattamento di sostegno, nel caso si fosse trovata nella situazione in cui, purtroppo ancora oggi, giace dopo 16 anni.

Una battaglia quella di Beppino Englaro che racchiude una contraddizione spaventosa, ma al tempo stesso, forse, il più grande gesto d'amore che un padre possa fare per una figlia. è chiaro che, per quanto mi riguarda, essendo un credente, nel senso che do per scontato che il nostro, qui sulla terra, nel bene e nel male, non sia che un misero microscopico passaggio in confronto a quella che sarà la vera Vita! Quella vita che Dio ci ha preservato nell'eterna Bellezza. E se poi penso alle parole di Gesù quando disse che «l'uomo non è padrone neanche di uno solo dei capelli che porta in testa», non posso che essere d'accordo con chi la difende, la vita.

Ammiro quindi Giuliano Ferrara per le sue battaglie a favore della vita e spero, pur comprendendo il suo stato d'animo, signor Englaro, che le bottiglie d'acqua in piazza del Duomo aumentino
. (Il video) Aumentino per far aumentare il dubbio. Il dubbio in coloro che credono di non avere dubbi e quindi di scartare a priori la possibilità di un'altra vita oltre quella terrena. Una vita diversa dove non ci sono bugie e incidenti ma solo gioco e Amore. Quell'amore che la sua amata figlia non ha fatto in tempo a conoscere. E qui, solo per un attimo, vorrei mettermi nei panni di chi non crede ed è amareggiato per la triste sorte di una figlia. Così mi chiedo se qualche volta, specie in casi come questi, a uno che non crede possa venire il dubbio, che magari potrebbe esserci davvero un qualcosa che va oltre l'aridità di questo attimo fuggente trascorso sulla terra. E allora, come padre, mi domando: forse Eluana vuol dirmi di non prendere in considerazione ciò che mi chiese in un momento di spensierata giovinezza?... Forse nei luoghi dove si trova ora non soffre e magari già intravede le meraviglie del cielo?... E se, contrariamente all'apparenza, si trovasse invece in uno stato di grande serenità, in attesa del trionfale ingresso nella vita celeste? O forse, chissà, di un ritorno a questa, di vita?... E poi ancora, la cosa che più di tutti mi domanderei: e se fossi proprio io a rattristare il suo animo, per il gesto che suo padre sta per compiere?... Certo mi rendo conto che è facile parlare per chi è al di fuori della tragedia, e io mi scuso per questo, signor Englaro. Ma la mia vuole essere in qualche modo una parola di aiuto, per chi si trovasse nella sua situazione. A volte i miracoli succedono proprio quando meno te l'aspetti. Forse Eluana ha bisogno della conversione di suo padre per far sì che la sua dipartita da questo mondo avvenga in modo spontaneo e senza alcuna interruzione. O addirittura che si svegli. Si dice che la fede è un dono. Perché solo attraverso la fede succedono le cose più grandiose, e io dirò una preghiera per lei.

Adriano Celentano
16 luglio 2008



di luca francesconi
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Anima Fragile

Video YouTube



fisciano (sa)

Anima Fragile

E tu
chissà dove sei
anima fragile
che mi ascoltavi immobile
ma senza ridere.
E ora tu chissà
chissà dove sei
avrai trovato amore
o come me, cerchi soltanto d'avventure
perché non vuoi più piangere!
E la vita continua
anche senza di noi
che siamo lontano ormai
da tutte quelle situazioni che ci univano
da tutte quelle piccole emozioni che bastavano
da tutte quelle situazioni che non tornano mai!
Perché col tempo cambia tutto lo sai
cambiamo anche noi
e cambiamo anche noi
e cambiamo anche noi!
e cambiamo anche noi!

Vasco Rossi

sono la donna che ha fermato il tempo

sono la donna che ha scandito le ore

solo attraverso le dita.

sono la donna che sta morendo

Raffaella

Soffrire da soli, mangiare la pelle e toccare le ossa, suicidio mentale che appagherà mai un suicidio fisico? La vita è strana, ti fanno male, un pò alla volta, la voglia di fuggire rimane l'ennesima utopia per chi vive nel mondo delle idee. Il mondo non si cambia, ma il piccolo mondo si potrebbe sempre cambiarlo, se solo si avesse il coraggio di farlo.Sono in preda ad un esaurimento nervoso, ho paura.



di Raffaella
visita il blog Nel mondo dell'anima.

scritto 22/07/2008 21:06:32 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: anima fragile
 
Giulio Durini


Il tema della nostalgia in arte è stato uno dei principali motori che, dagli anni ’80, ha caratterizzato la rinascita della pittura iconica. Il fenomeno non è nuovo ed ha anzi accompagnato la pittura (e la scultura) in ogni epoca, quasi fosse necessario, imprescindibile e vitale il ricercare e ritrovare dei modelli e delle vie da seguire nel passato. Si è creata così una continuità con la tradizione che è sostanzialmente rimasta tale fino all’alba del Novecento, quando l’irrompere dell’Impressionismo e delle successive avanguardie storiche ha reso sottilissimo quel fil rouge (a dire il vero piuttosto irrigidito al tempo) che per secoli ha rappresentato la tradizione del nuovo in arte. Il rapporto tra tradizione e innovazione è certamente più complesso nella sua globale evoluzione storica e politica, ma è certo che gli anni ’80 in Italia, con l’esperienza dei cosiddetti “pittori anacronisti”, hanno segnato un momeno di forte rottura con la tendenza avanguardista imperante, rilanciando il sentimento della nostalgia ed anzi elevandolo a valore primario. Nostalgia per il passato, per la grande tradizione delle epoche auree della pittura ha soprattutto significato un recupero del rapporto tra creatività e creazione, che nel ritrovato “manufatto” artistico condensa concetto e progetto. La Bellezza ritorna ad essere un valore primario e le antiche tecniche pittoriche, al tempo pressochè dimenticate, una necessità. Oggi a distanza di quasi trent’anni la situazione è radicalmente mutata. Nella nostra contemporaneità il dipingere “come se si fosse nel Seicento” non ha più alcun senso e rappresenta la manifestazione manierata e sterile, ormai vecchia e polverosa, di necessità consegnate al passato. La pittura iconica oggi, trent’anni dopo l’Anacronismo, è una realtà assodata, quasi, purtroppo, una moda, ed a fronte di una situazione inedita occorrono soluzioni nuove e coraggiose. Il segnale più drammatico di questo nuovo fenomeno sta nell’ondata di conformismo che ha invaso la scena figurativa italiana ed internazionale; un morbo che ha contagiato soprattutto (ma non solo) le ultime generazioni, chiuse in manierismi tanto compiaciuti quanto ormai insensati e stavolta davvero anacriniostici, che rendono la scena artistica invasa, nel migliore dei casi, da finti Freud, da finti Nerdrum, da finti Currin, Close e Katz, quando non, ancora ed ad nauseam, dagli altrettanto sterili imitatori degli “antichi”, da Mantegna e Cotan ai Preraffaelliti. Una tendenza al plagio che alla cattiva fede dell’artista associa l’ignoranza dell’osservatore, incapace di saper distinguere la citazione dal plagio. Vincere la nostalgia e trasformarla in un nuovo sentire e vedere la realtà è uno degli aspetti più intriganti e prepotenti della superba pittura di Giulio Durini, cui la Galleria First di Roma dedica, fino al 14 settembre, una eccezionale quanto coraggiosa mostra. Durini vive e lavora nell’isolamento aristocratico della sua natura e della sua storia. Incurante della moda e dei modi del suo tempo, nel quale vive calato con la lucida consapevolezza di un giovane dalla cultura internazionale, Durini si è concentrato sulle ansie e sulle nevrosi della sua (e nostra) epoca, creando una pittura senza tempo, antica nella forma, ma carica al limite dell’eccesso di un sentimento e di emozioni quanto mai contemporanee, che nell’eterna rappresentazione del corpo trovano la loro espressione più compiuta. In nessuna epoca quanto la nostra, infatti, l’immagine del corpo ha rappresentato un’autentica ossessione. La quantità di immagini di corpi che affollano la nostra quotidianità ne è la prova più evidente. Eppure nessuna delle forme che vediamo erette a modello della perfezione contemporanea ha sembianze reali. Le moderne tecniche di elaborazione digitale delle immagini (Photoshop) e la diffusione della chirurgia estetica hanno reso possibile ciò che in passato non lo era. Solo la pittura, linguaggio astratto ed astrattivo per eccellenza, era in grado di rappresentare l’invisibile o l’impossibile. Oggi l’antica lezione della pittura si è trasformata in dogma della contemporaneità, trasformando le immagini della nostra cultura in realtà quotidiana. Durini rappresenta l’ossessione odierna verso il corpo in tele nelle quali la citazione nostalgica all’antico è evidente, ma filtrata, arricchita e vivificata da nuovi sentimenti e turbamenti, rinchiusi in corpi statuari tanto sensuali quanto impossibili, in espressioni e volti che tradiscono umanità rassegnate alla fierezza della propria inquieta ossessione. Il corpo dipinto da Durini esce dal recinto del ritratto assumendo una valenza universale in grado di fissare sulla tela e restituire con forza e vigore l’espressione, culturale e sensuale, di un’intera epoca. Un grande pittore, dunque, che antepone l’espressività al manierismo, rendendo così la sua pittura viva e vibrante, modernissima non ostante il forte legame con un’idea classica di Bellezza, scandalosa e provocatoria più per le nude verità che cela e rivela che per le nudità manifeste; verità davanti alle quali il velo dell’ipocrisia, spesso, si fa sipario.



di albertoagazzani
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scritto 22/07/2008 19:41:09 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: giulio durini
 
Roberto Ferri


Uno dei più travolgenti talenti della giovane scena artistica italiana

di albertoagazzani
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scritto 22/07/2008 19:38:13 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: roberto ferri
 
Gonzalo Orquin


Con buona pace della "nuova" figurazione e di chi crede che i grandi pittori non esistano più...

di albertoagazzani
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scritto 22/07/2008 19:36:00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: gonzalo orquin
 
Giovanni Gasparro


Giovanni Gasparro, giovanissimo pittore pugliese, celebra l'amico Carlo Guarienti, maestro del Novecento da non dimenticare

di albertoagazzani
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scritto 22/07/2008 19:33:42 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: giovanni gasparro carlo guarienti
 






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