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Cina, Gansu: sulla Via della Seta, Lanzhou (parte seconda)

Cina Provincia del Gansu dal treno, dicembre 2012 foto mmg

Atterrare all’ aeroporto di Lanzhou significa prendere un vecchio autobus per andare in città, considerato che il campo di volo è a circa 70 km dal centro cittadino. Il viaggio dura circa un'ora, e mentre si cammina fuori l'aeroporto verso la fermata dell'autobus, il freddo piu’ intenso e piu’ secco, mi ha già morso il naso. Ci saranno almeno meno 5C gradi.
Resteremo qui solo per una notte e un giorno, domani prenderemo il treno per Dunhuang. Al di fuori dei finestrini scorrono immagini di un paesaggio collinare molto secco; qua e là appaiono slogan comunisti, scritti a grandi caratteri sulle colline o dipinte sulle case.
Prendo la mia guida, e prendo a leggere della città, che ha un passato piuttosto glorioso e turbolento. La zona di Lanzhou fu conquistata dall'imperatore Qin intorno al 6 ° secolo aC, prima faceva parte del territorio di quello che oggi i libri di storia chiamano le popolazioni Qiang occidentali, usando il plurale. Sapendo che il famoso imperatore ha bruciato tutti i libri di storia e di cultura non conformi alla sua idea di storia e scritti fino a quel momento, mi chiedo che cosa abbiamo perso in conoscenza, mi chiedo come abbia alterato per sempre le idee che possiamo avere di quello che successe lì, in quel momento : tutto quello che sappiamo è la versione approvata dall'imperatore Qin. Un po’ quello che succede oggi con la storia della Rivoluzione Culturale o dei fatti di piazza TianAnmen, quello che circola in Cina e’ la versione dell’oligarchia comunista. Penso a questo mentre alterno la lettura del libro e la lettura degli slogan sulle colline.

Nel 81 aC gli Han si presero LanZhou dagli Hun (Unni). Questa zona, oggi chiamata Gansu, fino allo Xinjiang (che eloquentemente significa: La Nuova Frontiera) sono aree in cui diversi regni ed imperi della storia cinese hanno combattuto per conquistare nuove terre a spese delle popolazioni che vi abitavano. E' buffo che quando un Impero o uno Stato più grande porta guerra ad uno Stato vicino per rivendicarne la terra e la ricchezza, saccheggiando e distruggendo, i libri di storia chiamino tutto cio’ "espansione" ed “unificazione”. Se i nazisti avessero vinto la seconda guerra mondiale, forse adesso avremo tre quarti d'Europa parlante tedesco, e i libri di testo direbbero che "la Germania si espanse" e “unifico’” l’Europa. Così è quando leggiamo dell'Impero Romano, così è quando leggiamo dell'Impero Cinese: si sono solo "espansi", e massacrando qui e li, hanno anche “civilizzato”. Dettagli raccapriccianti di macellazione di intere popolazioni, costringendole a lasciare i luoghi in cui vivevano da secoli o forse millenni, il completo annientamento di altre culture, oppure la loro riduzione a folklore, quando va bene, non sono mai chiaramente scritti e dichiarati. La’, fuori dagli Imperi, ci sono sempre e solo “barbari”. C'è forse un vincitore che abbia chiaramente scritto nei suoi libri di storia: "Li abbiamo massacrati tutti e i loro nipoti ora ballano nei loro variopinti costumi per noi."? Il vincitore si prende tutto, incluso il diritto di scrivere la sua versione dei fatti e della storia, sostenendo che sia l'unica versione, la Verita’ Storica.


Lanzhou veniva chiamata la Città d'Oro, e per secoli è stato un importante collegamento lungo l'antica Via della Seta Settentrionale, ed è stato per proteggere la città che la Grande Muraglia fu estesa fino al passo dello Yumen. Ho letto che dopo la caduta della dinastia Han, Lanzhou divenne la capitale di una successione di stati tribali. Mi chiedo ancora: che cosa significa "tribale"? Tribale confronto a cosa? Nel 4 ° secolo fu per breve tempo la capitale dello stato indipendente di Liang. Indipendente da chi?
Un fatto è che, grazie alla Via della Seta e il flusso delle altre culture, Lanzhou e la zona che chiamiamo oggi Gansu, fu per secoli un centro di studi buddisti e di irradiaizone del Buddismo verso la cina. C'è un accenno di battaglie per questa terra, quando il libro ricorda che nel 763 l'area è stata "invasa" da parte dell'Impero Tibetano. Nel 843 fu conquistata dai Tang. Notate: non ri-conquistata, perche’ ai quei tempi questi imperi o monarchie non si ritenevano affratellate o parenti. Dopo alcuni cambiamenti di mano, riguardante gli Stati che possedettero la zona di Lanzhou e la città, nel 1235, il tutto entro’ in possesso dell'impero Mongolo.


Il ruolo del periodo dell’invasione Mongola è tra i fatti centrali per la storia della Cina, ma sottovalutata e sottostimata in Cina, forse perché fa ancora male all'orgoglio nazionalista cinese riconoscere pienamente che essi furono parte di un impero straniero, il più vasto impero contiguo sulla faccia della terra; è grazie a questo che abbiamo, per la prima volta, un enorme unificazione sotto un unico governo di tutta la terra e tutti i popoli e le culture che in futuro formeranno ciò che noi conosciamo come "Cina", oggi. Ed è anche perché i mongoli si affermarono sul Tibet, fino ad allora un impero completamente indipendente, con una storia vecchia come quella cinese, che iniziarono le rivendicazioni territoriali che porteranno all’invasione e assoggettamento finale del 1959. Infatti la dinastia Ming eredito’ questo enorme paese unificato dai Mongoli. Compreso Lanzhou, naturalmente.

Che qui abitassero popoli provenienti da diverse culture e tradizioni e’ anche dimostrato dalle varie, sanguinose rivolte che hanno visto Lanzhou come loro epicentro, come le rivolte Dungan in 1864-1875 in Shaanxi e Gansu, e nel 1895-1896 nel Qinghai e Gansu. La dinastia Qing elimino’ milioni di musulmani cinesi, nello Yunnan praticamente riusci a fare piazza pulita, massacrandoli o costringedoli ad andare in Myanmar, dopo che domo’ la ribellione Du Wenxiu, ribellione nata contro la discriminazione con la quale i Qing trattavano i musulmani. Le relazioni tra musulmani cinesi e il governo centrale non sono ancora pacifiche, come le moderne ribellioni e uccisioni nella provincia di Xinjiang di quest’anno, 2013, mostrano ancora una volta. A volte il sangue di oggi diventa solo le linee di storia scritta di domani, qualche volta le linee di sangue rimangono e la storia rimane non scritta definitivamente.
Se avessi avuto un dubbio sulle storie che circolano sull'inquinamento di Lanzhou, l'aria che sto respirando sta aiutando a dissiparli. LanZhou ha davvero una delle peggiori qualità dell'aria dei posti in cui sono stato in Cina. Qualche istituto di ricerca ha scritto una volta che Lanzhou è una delle 30 (o 20? Non ricordo bene) città piu’ inquinate del mondo. Riesco a vedere le fabbriche intorno alla città. Riesco a vedere la secchezza quasi desertica delle colline, immagino che le tempeste di sabbia provenienti dal deserto del Gobi qui devono essere davvero in grande stile. Nessuna sorpresa che la qualità dell'aria sia peggiore della spesso citata Pechino.


Siamo arrivati all'hotel prenotato da Howard via internet. Sorpresa: la stanza mostrata dalle foto in linea ha nulla a che vedere con la vera camera: quella sul sito è meglio arredata, nell’edificio principale e il prezzo speciale che include la prima colazione non era legata a questa camera ma ad una sistemazione di grado molto più basso, che si trova in un edificio adiacente. Howard è leggermente sconvolto. Cerco di fare il filosofo,
c'est la vie mon chère.
Sistemiamo i bagagli e usciamo per una passeggiata, non siamo lontani dal centro, che, non sorprendentemente, è un centro commerciale. Saliamo su un autobus, riscaldato. Caratteristiche della città sono edifici in audace vecchio stile Unione Sovietica. Arriviamo in una grande piazza rotonda. Sulla nostra sinistra, un po' lontana e ricoperta da quasi fluorescenti luci verdi, s’erge una grande moschea. Da qui sembra interessante, decidiamo di andare più vicino, saltiamo fuori dall'autobus e camminiamo nel freddo.
Da vicino l’edificio non è emozionante, comunque scattiamo delle foto, giusto per ricordo. Per un attimo mi fermo e penso: “Il ricordo di chi?”. Tornando a piedi verso la via che porta al centro commerciale Howard compra per strada alcuni spiedini di carne di manzo, una delle specialita’ locali. Io? No, grazie.


Vaghiamo per la zona commerciale, vi è una strada laterale dove vendono cuccioli di cane, tra le altre cose. Il luogo è molto poco interessante. Tornando indietro, si va verso il fiume, il fiume Giallo. D'altra parte del fiume alcune luci schiariscono, a macchie, un parco urbano. Caminando capisco meglio una delle possibili ragioni del forte inquinamento: la città si trova chiaramente in una specie di valle, creata dal fiume, ed è insaccata in una sorta di curva, ed è anche circondata da montagne, e tutto questo è ideale per avere un alto grado di aria inquinata. Arriviamo al famoso ponte di ferro sul fiume Giallo. Il ponte è stato fatto quando la Cina ha costruito la sua prima grande ferrovia, ed è stato il primo ponte di ferro sul fiume Giallo, ora conosciuto come il Ponte Zhongshan (Sun Yat-sen). Guardo il fiume che scorre sotto, così fangoso ... lo hanno chiamano giallo per via del colore fangoso? Penso che sia molto probabile.
Torniamo alla nostra sconcertante stanza, domani dobbiamo alzarci presto perche’ vogliamo visitare il Museo Provinciale del Gansu, una delle cose migliori da vedere in Lanzhou, e poi abbiamo un appuntamento per quello che potrebbe essere un incontro interessante, con un uomo d'affari che commercia vini di importazione e voglio vedere se vorrebbe trattare vini italiani in Cina, che è il mio attuale campo d'attività principale qui.

(continua)



di Marco M Gobbo
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Settimo Torinese mette in mostra le fotografie di Ernesto Cosenza


 Si apre venerdì prossimo all'Ecomuseo del Frediano di Settimo Torinese (via Ludovico Ariosto, 36 bis), la mostra fotografica "Naturarte" dell'amico Ernesto Cosenza.

L'inaugurazione è prevista per le ore 18, alla presenza di Antonello Ghesaura, assessore alla cultura della città e sarà presentata da Antonio Zappia e Silvio Bertotto.

"Sono soddisfatto per aver trovato spazio in questa importante sede - ha affermato Cosenza - e di poter diffondere la cultura della fotografia ispirata agli alberi come soggetto determinante per fermare il tempo.
L'esposizione sarà aperta al pubblico sino al 23 giugno.

http://langhemonferrato.langhe.it/articoli/cosenza



di "Nel poeta e nell'artista c'è l'infinito."
visita il blog VOCAZIONE VAGABONDO

 
Sembra così non esserci mai l’alba di una crescita, ma dei tramonti nei rispettivi orticelli che durano da tanto tempo….


Riflessioni : esistono ancora Assessori coscienziosi.... 

La solitudine

Voci sempre più insistenti, provenienti dal "palazzo" casellese, raccontano di una Mara Milanesio sempre più isolata all'interno della giunta Baracco.
Voci che riferiscono di tentativi di moralizzazione che non avrebbero trovato l'apprezzamento dei propri colleghi, pochi inclini ad abbandonare certe "abitudini". Questo spiegherebbe il mistero dell'assenza della sua firma in calce al volantino con cui gli "evoluti" presentavano se stessi ai casellesi in vista delle elezioni amministrative, poi abortite in seguito alla sentenza del Tar.
La Milanesio pagherebbe quindi il proprio impegno a favore di un'azione amministrativa maggiormente tesa all'interesse collettivo. Impegno che andrebbe a cozzare contro il muro eretto da chi intende continuare privilegiare il proprio orticello di potere. Non per nulla alcune voci parlano addirittura di una sua prossima defenestrazione.
Noi ci auguriamo invece che prima o poi (meglio prima che poi) qualcuno sia veramente in grado di defenestrare definitivamente questo sistema di potere politico-affaristico, purtroppo comune a molte altre realtà, che tiene sotto scacco la nostra città.



di "Nel poeta e nell'artista c'è l'infinito."
visita il blog VOCAZIONE VAGABONDO

scritto 21/05/2013 23.40.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: caselle torinese gabbiano jonathan cultura sistema torino
 
Exfabbricadellebambole: una nursery per artisti


«La nuova realtà del mondo dell’arte vede palesarsi il seguente scenario: non vi è artista che entri nella storia dell’arte senza prima aver avuto uno o più passaggi nella storia del mercato dell’arte». La realtà fotografata da Mariolina Bassetti e Renato Pennisi nel loro articolo sul Mercato dell’Arte nel XXI Secolo, scritto qualche anno fa per l’Enciclopedia Treccani e da cui questa citazione è tratta, potrà far storcere il naso ai benpensanti ma, che ci piaccia o meno, le cose stanno proprio così. Oggi non basta più avere critici, storici dell’arte ed istituzioni dalla nostra parte per sfondare ma è necessario confrontarsi perennemente con il mercato sia in ambito locale che internazionale. Lo sanno bene all’Exfabbricadellebambole, associazione milanese che da tre anni si occupa di “coltivare” giovani artisti, da un lato, dando forma al loro talento, sgrossandolo dalle incertezze della giovinezza, e dall’altro insegnandogli a muoversi in un mondo dell’arte ai più ignoto nelle sue reali fattezze. (segue)

di Rosy Menta
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scritto 21/05/2013 9.28.08 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
Cina, Provincia del Gansu: sulla Via della Seta (parte prima)

Statua di Bodhisattva, dettaglio, al Gansu Museum di Lanzhou

Come si arriva alla Via della Seta?

Non so voi, ma io ci sono arrivato durante le vacanze di Natale del 2012, sempre grazie allo spirito organizzativo di Howard, amico di SuZhou. Con lui avevo visitato in precedenza le magnifiche grotte buddiste di LongMen (vedi blog: http://www.exibart.com/blog/blogmsg.asp?idblog=6222 ) , e poi ancora quelle di YunGang (vedi blog: http://www.exibart.com/blog/blogmsg.asp?idblog=6303 ) ed ora eccoci ad organizzare il viaggio alle grotte di Mogao, vicino a Dunhuang, nella provincia del Gansu.

In effetti abbiamo fatto un viaggio a ritroso nel tempo, dalle grotte relativamente piu’ recenti, quelle dove l‘influsso della cultura cinese e’ preponderante, indietro fino a quelle che, invece, mostrano quasi intonsi i segni dell’arte Indiana e i riverberi del Gandhara.

Dal Budda paffuto, pacioso e spesso ilare di stile cinese arriveremo al giovane Maestro dall’espressione di beata, siderale distanza dai problemi di quest’esistenza, magro e dai lineamenti cosi belli da parere effeminato.

E’ siamo cosi a Suzhou, il 24 dicembre, a casa di Howard e l’amico Jeffrey e’ con noi, ma lui non verra’ a DunHuang, andra’ poi in un’altra provincia, nell’Hunan, a visitare la sua famiglia di origine. Suzhou con i suoi 2 gradi, il vento e un accenno di nevischio e’ proprio fredda per noi che arriviamo dai 18 gradi di Shenzhen. Passiamo insieme quattro giorni tranquilli, mangiando un po’ troppo e visitando alcune parti della citta’ che Jeffrey non conosce, un pomeriggio lo dedichiamo a girovagare nella strada piu’ commerciale, giusto per vedere vetrine e qualche tempio locale.

Il giorno finale della visita di Jeffrey visitiamo il Museo di Suzhou, che fu completamente ridisegnato e ricostruito dall’architetto Ieoh Ming Pei e inaugurato nel 2006.

Mi ci sono recato diverse volte, per curiosare tra le collezioni d’arte antica o vedere qualche mostra di arte contemporanea, e aggirarmici nei suo interni mi da sempre molto piacere, ogni volta scopro un dettaglio, un particolare che mostra l’accuratezza e direi l’amore con il quale Pei ha ripensato il posto, dandogli una veste moderna ma con precisi e forti richiami ad un’architettura classica cinese che qui e’ famosa sopratutto per i Giardini, tutti considerati patrimonio dell’Umanita’. Il museo e’ ad entrata libera, a tutt’oggi, aprile 2013, e la cosa contrasta parecchio con i biglietti che bisogna pagare in giro per la Cina se si vuole visitare Templi e Pagode. Misteri del marketing turistico cinese.

Durante le serate accudiamo e trastulliamo il piccolo bichon bianco di Howard, che abbiamo chiamato Neve, e che e’ reduce da una brutta parassitosi alla pelle, grazie alla trascuratezza di una cugina dell’amico, che ci aveva malbadato durante il periodo precedente alla nostra visita; pianifichiamo il viaggio, che a dire il vero e’ davvero gia’ completamente organizzato da Howard e chiacchieriamo sui prossimi progetti lavorativi oppure guardiamo un film in dvd, che ancora oggi si possono trovare in Cina a circa 10 RMB (ovvero un euro e venti centesimi) in negozi e sulle bancarelle.

Partiremo il 28 dicembre, Jeffrey per ChangSha e noi prenderemo un aereo per LanZhou, la capitale della provincia del Gansu, una provincia che e’ intrisa di storia antica e recente e che il partito comunista ritiene uno dei posti sacri (usano proprio questi termini religiosi) della Rivoluzione, vedremo poi perche’.

Da Lanzhou prenderemo un treno per DunHuang, una volta il confine dell’impero Han e centro di assoluta importanza sulla via della Seta cinese, dove nelle vicinanze si trovano le grotte di Mogao, nostro obbiettivo principale, ma Howard mi spiega come ci siano parecchi altri posti che vale la pena di vedere mentre saremo li, tra -10C e -20C: la Montagna Sabbiosa degli Echi, l’oasi con il lago a Luna Crescente, il passo dello Yumen e quello di Yangguan, andremo nel deserto del Gobi, che si sta espandendo e che ormai quasi lambisce la cittadina, mi dice che mangeremo carne di asino, fichi secchi buonissimi, noci e nocciole di prima qualita’, la famosa pasta fresca tirata (lamian) di Lanzhou e del Gansu, che qui si gusta sopratutto al mattino, come prima colazione. DunHuang fu la porta d’entrata e di interscambio di filosofie, religioni e non solo un punto di commercio, e anche se la Seta ha poi dato il nome alla via, da qui si commerciava di tutto e di piu’, DunHuang era forse la Hong Kong dell’epoca. Insomma, la visita si delinea proprio interessante sotto molteplici aspetti. Peccato che Jeffrey non sara’ dei nostri, penso che sarebbe piaciuto anche a lui visitare dei posti che fanno parte della storia cinese, e anche della poesia, visto che il passo dello Yangguan viene citato in una poesia famosissima in Cina, che tutti i cinesi apprendono a scuola. Sky, uno dei miei pochi altri amici cinesi che in questo momento si trova a Newcastle Upon Tyne per un master in giornalismo, mi ha gia’ espresso la sua amichevole invidia, perche’ proprio Yanggang e la via della Seta sarebbe uno dei suoi obiettivi di visita. Gli ho promesso che davanti alla statua del poeta Wang Wei a Yanggang gli mandero’ un pensiero speciale per lui, impegnato a gustarsi i pudding natalizi della vecchia Inghilterra.

Da DunHuang riprenderemo il treno per LanZhou, facendo uno stop a ZhangYe, una volta si chiamava Ganzhou e leggenda vuole che qui nacque l’imperatore mongolo Kublai Khan, e Marco Polo, che qui soggiorno’ un anno, la chiama Campichu nel suo Il Milione. Con questo viaggio mi sento ormai davvero sulle orme del mio famoso omonimo veneto, in tempi diversi abbiamo visitato gli stessi luoghi: SuZhou, HangZhou, DunHuang, Zhangye, Pechino, ChengDu e altre citta’ nei loro dintorni, e mentre lui parlava sicuramente il cinese di allora meglio di me, io mi accontento di essere un po’ narratore di questa Cina, come lo fu lui allora.

Mogao, arriviamo.



di Marco M Gobbo
visita il blog ArtAsia

 
Biennale di Venezia - eventi collaterali


 

Ecco rapidamente tutti gli eventi collaterali divisi per aree col relativo link per tutte le informazioni.

 

 

 

Arsenale

 

Breath Arsenale di Venezia, Torre di Porta

 

Love me, Love me not"  Contemporary Art from Azerbaijan and its neighbours Arsenale Nord, Tesa 100 www.loveme-lovemenot.com

 

Passage to History: 20 Years of La Biennale di Venezia and Chinese Contemporary Art Arsenale Nord, Nappa 89 www.chengdumoca.org

 

Voice of the Unseen Arsenale, Tesa alle Nappe n. 91, Tese di San Cristoforo n. 92-93-94 www.voiceoftheunseen.org

 

 

 

Dorsoduro

 

Future Generation Art Prize @ Venice Palazzo Contarini Polignac, Dorsoduro 874 (Accademia) www.pinchukartcentre.org

 

Bart Dorsa. Katya Dorsoduro 417 (Fondamenta delle Zattere) www.mmoma.ru

 

Lost in Translation Università Ca’ Foscari, Dorsoduro 3484 www.mmoma.ru

 

Otherwise Occupied Liceo Artistico Statale di Venezia, Palazzo Ca' Giustinian Recanati, Dorsoduro 1012 (Accademia) www.otherwiseoccupied.co.uk

 

About Turn: Newfoundland in Venice, Will Gill & Peter Wilkins Galleria Ca' Rezzonico, Dorsoduro 2793 www.tnaf.ca

 

RHIZOMA (Generation in Waiting) Magazzino del Sale, Dorsoduro 262 (Fondamenta delle Zattere) www.edgeofarabia.com

 

Salon Suisse Palazzo Trevisan degli Ulivi, Dorsoduro 810 (Campo Sant'Agnese) www.biennials.ch

 

Back to Back to Biennale - Free Expression Campo Sant’Agnese, Dorsoduro Ca' Bonvicini, Santa Croce 2161 www.bb2biennale.com

 

Noise A Ex Magazzini di San Cassian, Santa Croce 2254 (Calle della Regina, Campo San Cassian) www.dearteassociazione.org

 

Steel-Lives, Still-Life Centro Studi e Documentazione della Cultura Armena, Loggia del Temanza, Dorsoduro 1602 (Corte Zappa) www.steel-lives.com

 

Transitions Dorsoduro 453 (Rio Terà San Vio) www.nuovaicona.com

 

 

 

San Marco

 

Lawrence Weiner : The grace of a gesture Palazzo Bembo, San Marco 4793, (Riva del Carbon) www.writtenartfoundation.de

 

A Remote Whisper Palazzo Falier, San Marco 290629 May  - 24 novembre www.pedrocabritareis-palazzofalier.org

 

Glasstress, White Light / White Heat Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, Palazzo Cavalli Franchetti, Campo S. Stefano 2847Berengo Centre for Contemporary Art and Glass, Campiello della Pescheria, Murano; Scuola Grande Confraternita di San Teodoro, San Marco 4810 www.fashion.arts.ac.uk

 

Culture?Mind?Becoming  Palazzo Mora, Strada Nuova 3659 (San Felice) Palazzo Marcello, San Marco 3699 (Rio Terà degli Assassini) www.globalartcenter.org

 

Art and Knowledge - The Spirit of the Place in the Platonic Solids of Lh Bert Biblioteca Nazionale Marciana, Piazzetta San Marco 7 www.platonicsolids.lore-bert.com

 

Ink • Brush • Heart, XiShuangBanNa Conservatorio di musica Benedetto Marcello, Palazzo Pisani, San Marco 2810 Organizzazione: Museo di Arte Contemporanea, Shanghai

 

Nell'acqua capisco  Ateneo Veneto, San Marco 1897 (Campo San Fantin) - Procuratie Vecchie, Piazza S. Marco 153/A www.the-hart-foundation.org

 

PERSONAL STRUCTURES Palazzo Bembo, San Marco 4793, (Rialto, Riva del Carbon) www.personalstructures.org

 

This is not a Taiwan Pavilion Palazzo delle Prigioni, accanto a Palazzo Ducale www.venicebiennaletaiwan.org

 

The Dream of Eurasia. 987 Testimonials The Italian Attitude Palazzo Barbarigo Minotto, San Marco 2504 (Fondamenta Duodo o Barbarigo)

www.venicebiennale-eurasia  .org

 

Thomas Zipp - Comparative investigation about the disposition of the width of a circle Palazzo Rossini-Revedin, San Marco 4013 (Campo Manin)www.kaistrasse10.de

 

 

 

Castello

 

Mind • Beating “ Arsenale Novissimo, Spazio Thetis; Castello 925 www.sanchuanmuseum.com

 

Imago Mundi Fondazione Querini Stampalia, Castello 5252 (Santa Maria Formosa) Organizzazione: Fondazione Querini Stampalia onlus www.querinistampalia.it

 

Bedwyr Williams: The Starry Messenger Santa Maria Ausiliatrice (Ludoteca), Castello 450 (Fondamenta San Gioacchin) www.walesvenicebiennale.org.uk

 

United Cultural Nations Museo Storico Navale, Castello (Calle San Biagio/Fondamenta Arsenale) www.marina.difesa.it

 

In Grimani. Ritsue Mishima Glass Works Palazzo Grimani di Santa Maria Formosa, Castello 4858 (Ruga Giuffa) www.palazzogrimani.org

 

Ai Weiwei – Disposition Zuecca Project Space/Complesso delle Zitelle, Giudecca 32 (Fondamenta delle Zitelle) - Chiesa di Sant’Antonin, Castello (Salizada Sant’Antonin) www.zueccaprojectspace.com

 

25%  Catalonia at Venice Cantieri Navali, Castello 40 (San Pietro di Castello) www.llull.cat

 

The Museum of Everything Serra dei Giardini Viale Giuseppe Garibaldi, Castello 1254 www.musevery.com

 

The Intimate Subversion by Ángel Marcos Scuola di San Pasquale, Castello 2786 (San Francesco della Vigna) www.musac.es

 

The Grand Canal Museo Diocesano, Sale espositive, Castello 4312 www.grandcanalart.org

 

Rhapsody in Green Istituto Santa Maria della Pietà, Castello 3701 portal2.ntua.edu.tw/enntua/index.htm

 

PATOMEN, Carlos Marreiros Arsenale, Castello, 2126/A (Campo della Tana) www.mam.gov.mo

 

'You (you).' - Lee Kit, Hong Kong  Arsenale, Castello 2126 (Campo della Tana) www.venicebiennale.hk

 

 

 

Cannareggio

 

Emergency Pavilion: Rebuilding Utopia Teatro Fondamenta Nuove, Cannaregio 501 www.emergencypavilion.org

 

OVERPLAY Associazione Culturale Italo-Tedesca, Palazzo Albrizzi, Cannaregio 4118 www.acitve.it

 

Who is Alice? Spazio Light Box, Cannaregio 3831 (San Felice) www.moca.go.kr

 

Scotland + Venice Palazzo Pisani (Santa Marina), Cannaregio 6103 (Calle delle Erbe) www.scotlandandvenice.com

 

 

 

 

Varie

 

Perspectives by John Pawson Isola di San Giorgio Maggiore, Basilica di San Giorgio Maggih www.swarovskifoundation.org

 

The Joycean Society Punch Space, Giudecca 800/o www.fondationprincepierre.mc

 

I libri d’acqua Monastero di San Nicolò, Riviera San Nicolò 26, Lido di Venezia www.ilibridacqua.it

 



di d;o)
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scritto 17/05/2013 22.20.47 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: biennale, venezia collaterali eventi
 
Salone del libro e mostra di Mattia Preti alla Reggia di Venaria.

«Riposo durante la fuga in Egitto» di Caravaggio (1696)


  Mercoledì 15 maggio, Vittorio Sgarbi ha inaugurato alla Reggia di Venaria Reale,  la mostra di Mattia Preti, pittore caravaggesco calabrese, protagonista dell'arte del Seicento.

 

Sgarbi così descrive la bravura dell'artista: "Un pittore colto, sofisticato che rende omaggio al Caravaggio" dice  Sgarbi, sottolineando come Preti vada al di là del cogliere l'attimo decisivo tipico di Merisi, celebrando invece il dettaglio e l'articolazione della scena, fino a raggiungere una dinamica narrativa dal ritmo cinematografico.

Vittorio Sgarbi, curatore della mostra, accompagna gli invitati nell'esposizione alla Reggia, in occasione del galà della vigilia del Salone del libro, illustra dettagliatamente agli ospiti l'ampia varietà dell'opera di Preti, proponendo tutte le invenzioni e le composizioni.

"Ricca l'iconografia religiosa, intensa la serie di ritratti femminili" descrive il critico che fa da Cicerone alla mostra, introdotta dal quadro del Caravaggio 'Riposo durante la fuga in Egitto' (1696-1698).

Dopo l’inaugurazione sempre alla Reggia, cena per gli invitati eccellenti ( Ministri, politici e amministratori, ambasciatori, uomini d'affari, ecc..)   un allestimento quasi da matrimonio, con cesti copiosi di limoni in centro tavola, tovaglie bianche fino a terra, formaggi, salumi, primi e secondi in mini bicchierini chic, tra vitello tonnato e carne battuta al coltello alla piemontese in versione mignon, cartocci di frutta e piccole banane esotiche. Il tutto innaffiato, a scelta, da un Dolcetto d’Acqui e una Barbera.


 



di "Nel poeta e nell'artista c'è l'infinito."
visita il blog VOCAZIONE VAGABONDO

 
Facciamo i debiti distinguo...


Gli artisti confondono ciò che è “strutturale” alla professione con il “valore artistico” due cose diverse ma che possono essere congiunti e connessi senza essere incompatibili. Paradossalmente vorrebbero essere riconosciuti ed avere dignità professionale senza essere all’interno di un sistema d’ordinamento istituzionale e questo sì che è incompatibile! Far parte di ordinamenti e regole istituzionali non toglie validità a un’opera d’arte né sminuisce o intacca il piano concettuale, filosofico, ideologico, poetico, estetico, ricerca  e quant’altro possa invalidarne fondatezza e pregio.

Molti si sono, diciamo eufemisticamente “inalberati”, sostenendo l’inutilità della petizione difendendo l’inconciliabilità della figura artistica in una sistematizzazione di regolamentazione del sistema rivendicando la “libertà” espressiva che, ovviamente, questa rimane eticamente e responsabilmente di competenza dell’artista. Vorrei sottolineare che la “libertà” attuale (fraintesa!) non è libertà è totale anarchia in cui oltre a mancanza di regolamentazioni, anche a tutela della professione, ma dell’arte stessa, in quanto assistiamo a una caduta a 360° anche della ricerca stessa tanto rivendicata e all’immagine dell’arte italiana nel mondo.

Se per libertà si intende lasciar fare di tutto a tutti allora si smetta di rivendicare spazi gratuiti o di lamentare i criteri selettivi messi in atto nelle assegnazioni degli spazi istituzionali (pochi) ancora rimasti a disposizione, poiché  i selezionatori, rivendicano giustamente, la stessa libertà di scegliere e scartare secondo i loro pareri, interessi, sodalizi e consorterie. Non esiste rivendicazione di diritti senza reciprocità.

La petizione vuole essere, e lo ripeto, un semplice strumento pragmatico, per ordinare alcuni punti prioritari a favore degli artisti. I problemi sono tantissimi e il sistema è complesso ma, non potendo risolvere tutto con la bacchetta magica, si vuol partire da alcuni punti fondamentali e urgenti, per aprire altri tavoli e dibattiti futuri. Si inizia sempre da un punto, il resto, deve seguire se c’è la volontà e la collaborazione anche di altre figure, competenze e istituzioni. 

http://www.change.org/it/petizioni/programma-lavoro-onorevole-letta-l-italia-l-arte-e-il-sistema-fantasma



di Rosy Menta
visita il blog Arteoria

 
v i s t a e s u o n o 1 3_quinta edizione

Marco Illuminato, Efflorescenze, stampa digitale su forex. Elaborazione della cartina di Cherasco in forma mandalica.

La manifestazione Vistaesuono, eventi d’arte contemporanea tra storia e luoghi, giunta alla quinta edizione, si propone di mettere in comunicazione la storia, le tradizioni, la cultura e il folklore del territorio di Langa con la giovane creatività, le tecnologie e la sperimentazione formale ed estetica di artisti e designer del panorama contemporaneo. Nel mese di maggio, il tessuto urbano della città di Cherasco si colora della presenza di oggetti, immagini, installazioni e performance visivo-sonore che nascono da un anno di lavoro accademico portato avanti dai curatori tra le mura dell’Accademia Albertina e dell’Istituto Europeo di Design di Torino. Il risultato, una koiné di sperimentazione tecnologica e memorie locali, declina un concetto di arte contemporanea e design profondamente progettuale, a stretto contatto con le esigenze del committente, al fine di valorizzare il territorio e il suo prezioso sapere, popolare e sofisticato insieme.

Da tre anni, Vistaesuono collabora con il Premio Cherasco Storia, proponendo una trasposizione visiva del testo laureato da una prestigiosa giuria nazionale di accademici. Nello specifico, il dialogo tra la creatività contemporanea e la tradizione storica, scaturito da un approccio libero ai significati e dalla sperimentazione tecnologica, si concretizza in un’opera installata nel tessuto urbano della città da uno dei giovani artisti dell’Accademia Albertina di Belle Arti o dell’Istituto Europeo di Design di Torino. Per questa edizione, il testo di Gabriele Turi, Schiavi in un mondo libero, diventa Slave Corporation, videoperformance elaborata da Luca Isola e Valeria Molinaro (Istituto Europeo di Design di Torino) nella Chiesa di San Gregorio.

A partire dall’anno accademico in corso, Vistaesuono apre un canale diretto con la scuola dell’obbligo, Vistaesuono educational, progettando incontri di formazione e laboratori didattici in collaborazione con lo staff locale d’insegnanti. L’elaborazione di suoni, immagini e forme nel panorama del contemporaneo, attraverso ascolto, esercitazioni teorico-pratiche e successiva creazione di installazioni, documentazione o attività partecipate, mette in risalto la necessità di un incontro profondo tra il mondo esterno ed interno, e la conseguente capacità di selezionare e progettare. Per questa edizione, i workshop realizzati con le scuole medie ed elementari di Roreto (frazione di Cherasco) e le medie della sede centrale di Cherasco si sono svolti attorno al tema del micro-macro, nella direzione di un design partecipato da una parte e della produzione di un evento visivo-sonoro dall’altra.

Infine, per festeggiare i primi cinque anni di vita, Vistaesuono collabora con l’Associazione culturale People organizzando un concerto nella suggestiva chiesa di San Gregorio con la presenza del chitarrista Francesco Bruno accompagnato dalle percussioni di Iginio De Luca (sabato 11 maggio ore 21). Il concerto, un viaggio musicale senza confini, fonde il linguaggio jazz con i ritmi tribali ed i loops elettronici, in un itinerario dal sapore worldmusic che ricalca lo spirito aperto e sperimentale di Vistaesuono.

Grazie, dunque, a tutti coloro che seguono fedelmente la manifestazione, che hanno passeggiato, curiosato, proposto riflessioni e apprezzato un approccio al reale non dogmatico e sempre alla ricerca di qualità.

Apertura straordinaria su due week-end: 11-12 e 18-19 maggio, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.30; sabato 18 per la notte bianca dalle 21.30 alle 23.30, Chiesa di San Gregorio, Cherasco (CN); INGRESSO LIBERO.
Per info: www.vistaesuono.org; tel. 328.03.77.638



di emanuela genesio
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Non abbiamo bisogno di....


"Non abbiamo bisogno di chissà quali grandi cose o chissà quali grandi uomini. Abbiamo solo bisogno di più gente onesta." 
Facciamo nostro questo enunciato di Benedetto Croce che mai come oggi ci potrebbe rappresentare. L'arte in questo momento, anche se considerata "secondaria" rispetto alle urgenze e alle priorità attuali, potrebbe essere un piccolo tassello in grado di dare risposte e soluzioni in un mare di parole al vento e volgarità. Fate circolare, condividete, informate! 
http://www.change.org/it/petizioni/programma-lavoro-onorevole-letta-l-italia-l-arte-e-il-sistema-fantasma
Grazie. Rosy Menta


di Rosy Menta
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