blog@exibart.com
home inaugurazioni calendario speed-news forum annunci concorsi sondaggi commenti pubblicità contatti
Exibart.platform > onpaper mobile bookshop rss radio tv alert newsletter segnala blog
recensioni > roma milano napoli venezia torino toscana vedi le altre 
rubriche > libri architettura design fashion in fumo decibel vedi le altre 
e-mail    password password persa? registrati ora!


CERCA IN TUTTI I BLOG
VUOI APRIRE ANCHE TU UN BLOG?

Informati cliccando qui

GLI ULTIMI 10 INTERVENTI IN TUTTI I BLOG
 
Sergio Lombardo – Recent works on paper a NUMERO CROMATICO

Sergio Lombardo (Roma, 1939) a Numero Cromatico  presenta una  serie di opere su carta frutto della ricerca sui Quilting prodotte in questi ultimi due anni.

Sono figure in bianco e nero che si ripetono in serie come se fossero mattonelle di un pavimento in cui Sergio Lombardo inserisce significati estetici e psicologici. Bravo ma forse anche troppo al punto che nel mondo dell’ arte risulta incartato, colpa anche di un mondo artistico che si fa le scarpe da solo  e isola chi fa più degli altri.

Non badate a queste considerazioni, sono nulla in confronto ai suoi lavori che risultano molto efficaci dal punto di vista visivo. Ci vuole erudizione psicologica e lascio all’autore le dovute spiegazioni, la mostra è godibilissima.



di gila
visita il blog Arte sotto i piedi

scritto 11/04/2019 12.23.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: sergio lombardo – recent works on paper a numero cromatico
 
L’Arte Contemporanea…Bruciamola!


Lo abbiamo conosciuto alla Gran Loggia del Grande Oriente di Rimini. Si chiama Peter Gazzola, giovane artista riminese che ha portato al sua arte in uno scenario internazionale diverso dal solito: la massoneria.

Chi è Peter Gazzola?

Peter Gazzola nasce a Rimini il 18 gennaio 1980, è un artista autodidatta, versatile ed eclettico.

Per eseguire le sue opere, utilizza svariate tecniche e stili appresi nel corso degli anni: spazia dal disegno alla pittura, dalla scultura (marmo, bronzo, ferro, legno, ceramica, resina..) alla fotografia (sia nella tecnica classica della pellicola sia nelle nuove tecnologia digitali), nella Computer Art e nei New Media.

Trae ispirazione sia dalla Storia che da fatti di attualità, inerenti alla Politica, Cultura, Scienza, Sport, ecc.. Ne è un esempio il manifesto che raffigura una caricatura del Parlamento Italiano oppure per “RIMINI E’ UN SOGNO”; in entrambe le opere “osa” ed utilizza un linguaggio dissacrante per portare in evidenza le problematiche che tutti sanno, di cui tutti parlano ma che si fa finta di non vedere, in sostanza si tratta di una Vox Populi artistica.

In una performance del 2006 ha messo al rogo molte delle sue opere e nel 2007 viene pubblicato il suo primo libro “L’Arte Contemporanea.. Bruciamola!” (Christian Maretti Editore).

Ha esposto sia in Italia che all’estero, è presente nel “Catalogo degli Scultori Italiani” e sul “Catalogo dell’Arte Moderna”, entrambi di Mondadori (2009). Nel 2009, presso Edzna, in Messico, è stato protagonista di uno straordinario ritrovamento: 2 Teschi di Cristallo, con grande probabilità, risalenti all’antica Civiltà dei Maya.

Da diversi anni collabora anche con il padre, l’artista riminese Gian Paolo Gazzola. (www.gianpaologazzola.it)

Il critico Manuele Scagliola lo definisce così in una sua citazione: “Nell’era della specializzazione forzata, dove ci si fossilizza ad occuparsi di un solo argomento, di un solo lavoro ripetuto all’infinito, risulta sempre più raro trovare persone in grado di destreggiarsi in ogni direzione con tanta leggerezza ed entusiasmo. E Peter Gazzola sembra esser nato sotto il segno della poliedricità, riuscendo ad occuparsi (difficile non ricordare l’eclettismo dei grandi maestri del Rinascimento)di ogni tecnica artistica: disegno, pittura, scultura, ceramica, fotografia, scrittura. L’artista non dovrebbe conoscere limiti, la sua creatività dovrebbe valicare ogni frontiera, sperimentando, trovando nuove strade, nuovi materiali, fino a diventare una forza incontrollabile della natura”.



IL CATALOGO:

L’Arte Contemporanea…Bruciamola!

Rilegato: 204 pagine, 181 foto, a colori e bianco e nero

Testi di Manuele Scagliola e Peter Gazzola

Lingua: Italiano e Inglese

Anno 2007

Editore: Christian Maretti Editore



di Andrea Speziali
visita il blog IL NOTIZIARIO DI ANDREA SPEZIALI

scritto 06/04/2019 20.01.37 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
LA CERAMICA D’AUTORE, RINASCE TRA VIETRI E RAITO





Mostra Personale di  Laura Marmai
“Suggestioni  Pasquali”
Sede FAI  Via Portacatena  50 – Salerno
Dal 5 al 26 aprile 2019

 




LA CERAMICA  D’AUTORE,
RINASCE TRA VIETRI  E  RAITO

Laura Marmai, friulana di nascita e  salernitana di adozione,  da sempre innamorata della ceramica e del sortilegio della fucina vietrese, ha sempre cercato  nella realizzazione dell’oggetto ceramico la ricerca e la sperimentazione. A contatto con ceramisti d’eccezione come lo sono Pasquale e Lucio Liguori, Francesco Raimondi e Nello Ferrigno, votati da sempre alla magia e al sortilegio della creazione, Marmai ha saputo maturare una visione personale che la porta oggi ad essere un’interprete attenta e originale nel panorama della ceramica vietrese. Lo stesso Nello Ferrigno che la presenta per questo importante evento a Salerno scrive: “Il nostro territorio, nel qual Laura è inserita a pieno titolo, è ricco di artisti ed artigiani della ceramica. In questo contesto, lei è riuscita a discernere i personaggi che più potevano interessarla ed a trarne linfa vitale per i suoi lavori; ha guardato anche oltre i nostri confini, ha studiato le opere di altre realtà ed ha inserito tutte queste informazioni in un database che le ha permesso di trovare una sua cifra che la identifica e la contraddistingue”.

Tra Vietri e Raito, negli anni Venti  e Quaranta, la storia ci racconta che vi è stato l’importante apporto di artisti stranieri: olandesi e tedeschi, il cosiddetto “periodo tedesco”,  richiamati proprio dalla luce del sole della Costiera Amalfitana, Gunther Stüdemann, Leo Anzengruber, Elsie Dölker oltre che dalla personalità di Richard Dolker, maestro delle Kunstwerbeschule di Stoccarda,artefice della rinascita della ceramica vietrese del primo dopoguerra. Non ultimo, dobbiamo considerare anche l’artista vietrese Guido Gambone, che ha portato avanti l’eredità dei loro predecessori introdussero innovazioni nello stile della tradizione grazie anche alle influenze delle avanguardie storiche del primo novecento. Una storia straordinaria fiorita per caso a contatto della zona collinare e la costiera salernitana. La produzione delle ceramiche artistiche di Vietri sul Mare, famose in tutto il mondo,  rimane una delle realtà più importanti della regione Campania, tuttavia, dopo quel magico periodo tedesco, diversi autori si sono votati ad una produzione “turistica”, ripetendo  modi di fare  che fanno parte solo della tradizione e del passato. Una nuova spinta e un grande nuovo apporto alla ceramica d’autore viene dato oggi dalla ricerca di importanti autori attenti alla contaminazione e al rinnovamento di questa pratica artigianale e anche da Laura Marmai, di formazione pittrice e ora anche grande ceramista, che nella piena maturità, alla ricerca dell’insolita  e misteriosa bellezza, ci offre risultati di qualità grazie anche al suo innato senso coloristico  e decorativo, nato tanti anni fa dall’amore per tutta la pittura moderna e soprattutto per Gustav Klimt. Delle invenzioni coloristiche dell’artista austriaco recupera il forte cromatismo, “lo stile fiorito”, il controllo della forma, un sapiente equilibrio dei contrasti timbrici e persino la serenità di un’arte senza tempo. Vi è  soltanto da sperare che questo processo di ricerca e di rinnovamento intrapreso da Laura Marmai e da diversi altri autori vietresi non si interrompa e che possa essere di aiuto favorendo nuove opportunità di rilancio di questa pratica aiutati soprattutto da una giusta politica culturale da parte dei comuni interessati, affinché si possa proseguire  con impegno e consolidare  questa realtà ormai internazionale della ceramica d’autore.  Sandro  Bongiani




Le opere:






 




 
Mostra segnalata da Archivio Ophen Virtual Art di Salerno




di Giovanni Bonanno & Sandro Bongiani
visita il blog ARCHIVE OPHEN VIRTUAL ART

 
Rita Mandolini Disturbo di conversione

Nello spazio espositivo AOCF58 GALLERIA BRUNO LISI vediamo in mostra  opere in nero di Rita Mandolini a cura di Elettra Diletta. Quadri neri a ricordo di donne, una visione senza dubbio drammatica di una condizione che patiscono i soggetti ritratti. Sono suore che celano la loro femminilità, per simboleggiarlo Rita Mandolini fa uso del nero in varie declinazioni.

Oltre i quadri usa il nero per un pettine e un ventaglio e in basso alla parete, sul pavimento, fili di liquirizia ammassati.

Non posso fare altro che rifarmi al testo della curatrice Diletta Borromeo che eroicamente, nonostante il piede incidentato, ha partecipato al vernissage. Quale atto migliore poteva esprimere? Di seguito il testo, scritto molto bene.

 

 Meccanismo psichico e psicosomatico, causato da fattori mentali quali lo stress e il conflitto, il disturbo di conversione dà luogo a fenomeni che esprimono chiaramente ciò che fino a quel momento è stato celato, invisibile ad occhi esterni. Sebbene il titolo della mostra sia in parte ironico e dal duplice significato, sono effettivamente invisibili al mondo le protagoniste dei dipinti di Rita Mandolini, invischiate in una materia densa, quella del nero: il non-colore per antonomasia, con la sua qualità assorbente, che esalta per contrasto la luminosità e che è divenuto, nella storia della pittura, un elemento determinante per la composizione e la spazialità. La scala dei toni di nero, con ripetute pennellate, conferisce lo spessore materico e la profondità dei riverberi, fra tratti lucidi e opachi. Il non-colore costruisce la forma, che appare sfuggente e gradualmente si trasfigura, dando corpo a un’immagine persistente e penetrante. Le immagini di suore, una quadreria di suore, in cui ogni dipinto è un ritratto. L’osservatore dev’essere avvezzo all’attesa, occorre qualche istante prima che lo sguardo si abitui alla reale percezione della superficienera. É l’oscurità, la condizione prediletta dall’artista. Il buio e i piccoli anditi: spazi intimi e nascosti, come i luoghi in cui ci si rifugia nell’infanzia. Ci troviamo in una dimensione privata e raccolta, ove si affacciano memorie sepolte, fra giochi e paure, evocate nella fotografia che ricorda il muretto della scuola sormontato da vetri taglienti. «I legami visivi ed emotivi che instauro con un luogo o una storia sono per me fondamentali nel dare forma a un’idea», scrive l’artista. In questo caso, l’esecuzione dei ritratti di suore si è dispiegata dal 2009 al 2019, un lasso di tempo in cui si colloca la visita al convento di Santa Rita, dove – nel racconto di Mandolini durante una conversazione – una suora le ha mostrato la “reliquia” di Yves Klein, devoto alla Santa, un prezioso scrigno contenente colori e oro dell’artista francese. Lo scrigno sembrava ambiguamente, ironicamente (e forse drammaticamente) simile a una trousse per il trucco femminile. Senza eufemismi né indulgenza, e in contrasto con l’apparente tranquillità emanata dai ritratti, lo sguardo si rivolge alle contraddizioni interiori sorte da proibizioni, inibizioni, conflitti, negazione della femminilità, segreti inconfessabili. Fronteggiano la quadreria due tradizionali simboli di femminilità: in Orpello (2017) appare un pettine, rappresentato a guisa di quelli dipinti da Diego Velàzquez, maestro nell’uso del nero; mentre un ventaglio, talismano di femminilità celata con frivolezza, è “decorato” con l’ecografia uterina dell’artista, mettendo in mostra un altro andito segreto, visibile nel suo aspetto fisico e crudo, spazio interno fra le interiora scelto come autoritratto. Il ventaglio conserva la forma originale, ma l’immagine è in attrito con la funzione dell’oggetto, che risulta quindi alterata così come avviene con la liquirizia, una massa strisciante di materia che invade il pavimento pur continuando a diffondere il caratteristico profumo che la rende così invitante. Identità e interiorità si trovano in opposizione, o comunque in bilico sul filo di un labile confine, tra lo sguardo distaccato e la compassione (nel significato latino del sentimento di vicinanza). Ma si tratta anche del confine tra la forma (se così possiamo chiamare la cangiante epifania dei dipinti) e l’informe (il ventre sul ventaglio e la matassa dei cavi di liquirizia). «Mi diverte molto modellare, ma anche disfare», afferma l’artista. La forma vive dunque in uno stato sempre mutevole, in virtù della luce o della malleabilità della materia, anche grazie allo sguardo altrui.

Luogo: AOCF58 GALLERIA BRUNO LISI Indirizzo: Via Flaminia 58 – Roma – Lazio Quando: dal 01/04/2019 – al 19/04/2019 Vernissage: 01/04/2019 ore 18,30 Autori: Rita Mandolini Generi: arte contemporanea, personale Orari: dal lunedì al venerdì ore 16.30 – 19.00 (chiuso sabato e festivi)



di gila
visita il blog Arte sotto i piedi

 
“Poeti a Roma. Resi superbi dall’amicizia”

Grande mostra fotografica “Poeti a Roma. Resi superbi dall’amicizia” al WEGIL curata da Giuseppe Garrera e Igor Patruno, promossa dalla Regione Lazio, organizzata da AGCI Lazio in collaborazione con LAZIO crea e aperta al pubblico dal 30 marzo al 23 giugno 2019, raccoglie oltre 250 fotografie originali che ritraggono questi scrittori e poeti per le vie della capitale.

Pier Paolo Pasolini, Attilio Bertolucci, Giorgio Caproni, Sandro Penna, Giuseppe Ungaretti, Alberto Moravia, Giorgio Bassani, Carlo Emilio Gadda, Anna Maria Ortese, Elsa Morante, Amelia Rosselli, Natalia Ginzburg, Alfonso Gatto, Dacia Maraini, Enzo Siciliano, Dario Bellezza, Renzo Paris, sono alcuni dei personaggi che hanno caratterizzato la storia  dal dopoguerra in poi.  Un periodo culturale incentrato sul neorealismo che faceva scrivere e pubblicamente dire agli intellettuali, erano così definiti, che l’Italia era il peggior paese del mondo, caratterizzato da fame, miseria, ignoranza, arretratezza, criminalità di tutti i tipi, prostituzione, corruzione, fascismo, trame oscure ecc. ecc.

Insomma un luogo da non vivere ma dove i personaggi di cui sopra hanno fatto carriere ragguardevoli e grande successo.

Pure le foto tradiscono i contenuti dei loro scritti diventati famosi perché appare una Roma alquanto piacevole dove bar e hotel e paesaggi urbani esprimevano un lusso e dei servizi ora difficili d’avere. Le stesse foto fatte sul set di alcuni film neorealisti fanno apparire una Roma senza buche e voragini, mondezza e discariche diffuse che sono gli scenari attuali.

Paradossalmente una Roma migliore nonostante la si voleva rappresentare al peggio che vede tutti in giacca e cravatta e vestiti lussuosi.

 

 

Un atteggiamento o un politically correct che tutto sommato ha sempre caratterizzato   l’ espressione artistica e che vede in questi giorni  Fiorello dire  per il David di Donatello “Ai funerali si vedono persone molto più allegre e serene”.  Sostiene, il famoso comico, che  il David di Donatello è una festa tra loro gli altri non interessano. Ebbene si, si ripete l’esclusività culturale di sempre anche se gli intellettuali sono decaduti al punto da scomparire dalla scena. Oggi chi è del cinema è di quelli che hanno la “responsabilità” di parlar male dell’Italia.  Poeti a Roma3Non solo non è cambiato nulla ma le facce che si vedono adesso sono sempre più cupe e tristi altro che quelle che si vedono nelle foto al WEGIL.

Si, a forza di fare i catastrofisti è cambiata la faccia dei personaggi famosi del cinema, addolorati e sempre in procinto di lagnarsi sono sempre più difficili da amare. poi ci dicono che sempre meno la gente va al cinema.

Insomma, al WEGIL le foto sono interessanti specie per chi si vuol documentare sulla Roma di quei tempi (in bianco e nero) e sui personaggi della cultura, in più offrono spunti che lasciano pensare.

 

 

WEGIL

Largo Ascianghi 5 – Roma – Lazio

dal 30/03/2019 – al 23/06/2019



di gila
visita il blog Arte sotto i piedi

 
“Luigi Bartolini. Linee di Libertà. Incisioni 1915-1936”


Dal 28 marzo al 16 aprile 2019, in mostra a Roma i lavori di Luigi Bartolini, uno dei maggiori incisori italiani del ‘900.  In mostra 23 incisioni, realizzate tra il 1915 e il 1936, che il professor Giuseppe Modica, nel ruolo di curatore, e la signora Luciana Bartolini, figlia dell’artista, hanno selezionato. Veri e propri capolavori anticipatori di molto “nuovo” che vediamo adesso proposto da prestigiosi artisti. Una mostra da vedere e che lascia pensare, aleggia nella sala l’enorme statura di Luigi Bartolini autore  di versi, testi critici, romanzi con oltre 70 pubblicazioni all’attivo. Scrisse “Ladri di biciclette” da cui fu tratto il celebre film di De Sica.

Opening
28 marzo 2019, ore 18
fino al 16 aprile 2019

Accademia di Belle Arti di Roma – Aula Colleoni
Sede di Via Ripetta – Piazza Ferro di Cavallo 3, Roma



di gila
visita il blog Arte sotto i piedi

 
Tra terra e cielo. Così si apre la rassegna della massoneria internazionale a Rimini


Tra Terra e Cielo. È questo il tema generale della kermesse della Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia. L’appuntamento è per venerdì 5 Aprile al Palacongressi di Rimini con tutte le logge del Grande Oriente. Presente ai lavori il Gran Maestro, con la sua Giunta, che sarà alla guida del Grande Oriente d’Italia nel quinquennio 2019-2024. Le votazioni del 3 marzo hanno confermato al vertice della più antica e numerosa istituzione massonica italiana il Gran Maestro uscente, Stefano Bisi.
I profani estranei al Grande Oriente che partecipano all’importante appuntamento di primavera (quella del 2019 è la ventesima edizione organizzata a Rimini) valutano un’affluenza di 4500 visitatori. Un numero che conferma l’evento del Grande Oriente d’Italia tra i più seguiti nella riviera romagnola che ospita i meeting più importanti del paese.
L’emblema principe di quest’anno è il celebre Uomo Vitruviano disegnato da Leonardo da Vinci, genio di tutti i tempi del quale, quest’anno, ricorrono i 500 anni dalla morte.
La raffigurazione, che trae spunto dagli scritti del I secolo dopo Cristo di Vitruvio Pollione, riproduce le proporzioni ideali del corpo umano e dimostra come esso possa essere armoniosamente inscritto nelle due figure “perfette” del cerchio, che rappresenta il Cielo, la perfezione divina, e del quadrato, che simboleggia la Terra. Tra Terra e Cielo, appunto, dove la centralità dell’uomo appare in una sintesi dell’armonia dell’essere umano nel cosmo.
Il Grande Oriente d’Italia invita, dunque, alla riflessione e per dare voce a questa suggestiva lettura simbolica ha invitato personaggi illustri. Tra loro Gianrico Carofiglio, Paolo Nespoli, Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte Costituzionale, Alessandro Barbano, Michele Mirabella, solo per citare alcuni, che saranno al Palacongressi per discutere dei nostri tempi.

 

Curiosità per i meno esperti: la banconota del dollaro che presenta simboli massonici, costante tema di cronaca sul complottismo, nasconde una parola chiave. Se tracciamo diagonali seguendo i confini della piramide fino a disegnare la stella di David i punti culminano sulle lettere A.N.O.M.S.. In verità la lettura è “Monas”, uguale al termine Monade, “Solo”. Nel sistema Pitagorico, la diade emana dalla Monas che è, quindi, la “Causa Prima”. Monas è anche un monumento celebre in Indonesia che al suo culmine ha una fiamma, come riporta graficamente il dollaro accanto alla lettera “M”. Per ora non posso comunicare altro. Non resta che essere a Rimini all’appuntamento con la Gran Loggia, l’invito a tutti.



di Andrea Speziali
visita il blog IL NOTIZIARIO DI ANDREA SPEZIALI

scritto 04/04/2019 14.45.58 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
Domani i funerali di Google+


Google Plus chiuderà definitivamente i battenti il 2 aprile. Lo ha reso noto Google, che aveva preannunciato il pensionamento del suo social nell'ottobre scorso. La chiusura della piattaforma, non molto popolare tra gli internauti, era inizialmente in programma per l'agosto 2019.

Nel dicembre scorso, tuttavia, l'azienda ha deciso di anticipare i tempi, dopo la scoperta di una seconda falla di sicurezza che ha messo a rischio i dati di 52 milioni di utenti. "A partire dal 2 aprile 2019 chiuderemo gli account Google+ e tutte le pagine create, ed elimineremo i contenuti archiviati", si legge sul blog di Google. Foto, video e pagine saranno dunque cancellati, e gli utenti che vogliano conservarli devono salvarli prima del 2 aprile.

La piattaforma continuerà a funzionare per gli utenti aziendali: chi ha un account Google Plus collegato alla G Suite potrà proseguire ad usarlo.

La chiusura di Google+  fa parte di una serie di chiusure annunciate di quattro servizi Google Google+ Allo, Inbox, e goo.gl . Google sta chiudendo diversi servizi che potete trovare riassunti nell’utile servizio killedbygoogle

Ecco le date di chiusura di ciascuno di essi, e come salvare gli eventuali dati ancora in vostro possesso che voleste conservare.





di Andrea Speziali
visita il blog IL NOTIZIARIO DI ANDREA SPEZIALI

scritto 01/04/2019 14.37.50 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
Alessandra Angelini / XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano.




Broken Nature: Design Takes on Human Survival
1 MAR - 1 SET 2019

A cura di Paola Antonelli

PARTECIPAZIONI INTERNAZIONALI: ALGERIA, AUSTRALIA, AUSTRIA, CINA, CUBA, FINLANDIA, FRANCIA, GERMANIA, ITALIA, LIBANO, LITUANIA, MYANMAR, PAESI BASSI, POLONIA, REGNO UNITO, REPUBBLICA CECA, RUSSIA, SLOVENIA, SRI LANKA, STATI UNITI, TUNISIA.



La XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano è intitolata Broken Nature: Design Takes on Human Survival ed è a cura di Paola Antonelli, Senior Curator del Dipartimento di Architettura e Design e direttrice del reparto Ricerca e Sviluppo al MoMA.  La Triennale riafferma la propria decisione di dare una nuova continuità all’Esposizione Internazionale, la cui XXI edizione è stata organizzata nel 2016, dopo vent’anni di pausa. L'esposizione è composta da una mostra tematica e da 22 Partecipazioni Internazionali che coprono tutti i continenti offrendo una proposta diversificata in termini di temi, prospettive, contesti e provenienze.
Broken Nature è un’indagine approfondita sui legami che uniscono gli uomini all’ambiente naturale, legami che nel corso degli anni sono stati profondamente compromessi, se non completamente distrutti. La XXII Triennale di Milano, analizzando vari progetti di architettura e design, esplora il concetto di design ricostituente e mette in luce oggetti e strategie, su diverse scale, che reinterpretano il rapporto tra gli esseri umani e il contesto in cui vivono, includendo sia gli ecosistemi sociali che quelli naturali. La mostra tematica comprende una selezione di un centinaio di progetti degli ultimi tre decenni, esempi di design, architettura e arte ricostituente provenienti da tutto il mondo, propongono approcci creativi che mirano a correggere il corso autodistruttivo dell’umanità ma anche a pensare in maniera diversa alla nostra relazione con l’ambiente e con tutte le specie presenti sul pianeta, inclusi gli esseri umani. Per la prima volta vengono inseriti in un unico dialogo e in un unico spazio, allo scopo di svelare il potenziale del design come catalizzatore di cambiamenti sociali e comportamentali. 


L'opera di Alessandra Angelini in mostra al padiglione cinese, artista e docente all’Accademia di Brera, interpreta il rapporto dell’Uomo con la Natura in un’emozionante opera dal titolo Foresta. Una Xilografia su legno di filo, foglia oro, rame e argento. Esemplari unici stampati dall'artista su piallacci naturali di legno. Così descrive la sua opera: “FORESTA desidera ricordare a tutti noi l'importanza  della natura e il corretto uso dei processi industriali. E’ affascinante spingere la natura forte  e decisa del legno verso i confini delicati e talvolta indefiniti del colore. Differenti essenze, Betulla, Frassino, Ciliegio che si trasformano in delicate superfici a tratti morbide, a tratti rigide, pronte ad accogliere oro, argento, rame...pitture nate  da processi di stampa xilografici … motivi grafici che prendono vita in forma di colore e segno”.






Panoramica del padiglione cinese 
in cui si può vedere il lavoro di Alessandra Angelini






Catalogo Triennale Milano in partnership with Electa

 


di Giovanni Bonanno & Sandro Bongiani
visita il blog ARCHIVE OPHEN VIRTUAL ART

 
Pippo Oriani. Maschere Ballerine Menestrelli

Nelle sale del Castello normanno svevo di Bari si sta tenendo la mostra " Pippo Oriani. Maschere ballerine menestrelli" a cura di Mariastella Margozzi, Direttore del Polo museale della Puglia e del Castello, e di Gabriele Oriani, figlio dell’artista, uno dei leader del movimento futurista torinese.
La mostra, che sarà visitabile fino al 20 maggio, presenta una selezione di opere significative dell’attività di Pippo Oriani, dagli esordi e fino all’inizio degli anni Settanta, dedicando particolare attenzione al tema delle maschere e della Commedia dell’Arte che tanto influenzò la fantasia creatrice dell’artista.

Prolifico pittore, architetto, arredatore ed editore italiano, Pippo Oriani si inserisce all’interno della temperie artistica del primo Novecento in maniera del tutto personale e peculiare, definendo un percorso che si configura fin dagli esordi come espressione della volontà di immergersi nel vivo della modernità, intesa come ricerca estetica rinnovata nei modi e nelle tecniche e tesa ad indirizzare in maniera globale il gusto della società italiana dell’epoca. La sua continua sperimentazione testimoniata dalla grande creatività espressa in molteplici ambiti, non esclusa la cinematografia, fa di lui un pioniere in ogni campo, in linea con l’idea futurista di voler cambiare lo stile di vita in tutti i suoi aspetti.

Entusiasta, divertito e divertente, di profonda cultura e frequentatore assiduo della Parigi degli anni Trenta, Oriani è una delle personalità che ha contribuito all’europeizzazione dell’arte italiana nella prima metà del Novecento. Braque, Picasso e Leger sono i riferimenti stilistici di Oriani in quegli anni di formazione e nelle opere di questi artisti la fantasia indomita di Oriani scruta gli elementi a cui rifarsi, le situazioni compositive da riproporre, i temi e le iconografie.

Le tipologie delle maschere, dei menestrelli e dei clown presentate in questa sede suonano, danzano, recitano, studiano la parte. Quello di Oriani è un universo dove la coscienza si perde tra i riquadri colorati degli arlecchini e le bianche vesti dei Pulcinella che si stagliano come nuvole e gonfie vele nel vortice dei piani colorati e decorati. Tutte le opere in mostra fanno parte della Fondazione Pippo Oriani.

Per tutta la durata della mostra sarà proiettato l’unica parte superstite del film Vitesse, girato da Oriani nel 1933 e riscoperto da Mario Verdone e da Gabriele Oriani, importante testimonianza della partecipazione italiana alla cinematografia d’avanguardia europea degli anni Trenta.



di incircolarte
visita il blog incircolarte

 






     Exibart.
   Pubblicazione iscritta nel registro della stampa del Tribunale di Firenze con il n. 5069/01.
   Direttore Responsabile: Matteo Bergamini
   Direttore Editoriale: Cesare Biasini Selvaggi
   Direttore Commerciale: Federico Pazzagli - fax: 06/89280543
   Amministrazione: amministrazione@exibart.com -fax: 06/89280277