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GLI ULTIMI 10 INTERVENTI IN TUTTI I BLOG
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Ammazza quanto so' brutti...
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Ultimamente mi hanno colpito due cose della TV per la loro inarrivabile bruttezza. Due cose che apparentemente tra loro non hanno nulla a che fare ma che invece, forse, sono sintomi di una decadenza diffusa che le collega furtivamente. Intanto, una cosa tipicamente italiana: gli annunci telegiornalistici. Intendo prorio le notizie date al telegiornale dai/lle telegiornalisti/e. Sarà che da un po' di tempo, avendo il digitale terestre, guardo molto BBC world news (che pare che lì se li fabbricano, l'annunciatori/trici perfetti/e!), ma se già prima quel modo barbaro di annunciare il telegiornale - che oscilla fra l'ebetismo ipnotico di Giorgino alla protervia similbocconiana dell'attuale successora della Gru'ber, Lucia Goracci - mi sfastidiava parecchio, ora proprio la cosa mi appare davvero inaccettabile. Poi dici che uno rimpiange a calde lacrime Mentana... anzi, mi voglio rovinare: de 'sta ggente era persino meglio Angela Buttiglione! Ma tant'è, mala tempora currunt e meno male che io padroneggio la lingua, come diceva l'americano a Roma de Sordi. Un'altra cosa brutta, ma brutta brutta brutta che sta invadendo la TV - anche se almeno stavolta internazionalmente diffusa - sono i trailer cinematografici (che adesso si chiamano teaser ma nella sostanza cambia poco, anzi nulla). Non so se c'avete fatto caso anche voi. Ne vedevo qualcuno sparato a raffica dalla TV locale di turno in comapgnia di mia madre, quando la santa donna se n'è uscita: "A Vale', 'sti cosi so' tarmente brutti che te fanno passa ' la voja d'anna' ar cinema! Fanno tutti sembra' er firme 'na gran boiata!". Come darle torto... e poi magari il film, una volta che uno lo va a vedere, è pure bello... Che vi devo dire, io non sono ancora - e probabilmente non lo sarò mai - abbastanza addentro alle cose cinematografiche per capire come si sceglie il modo e la maniera di realizzare un trailer. Sicuramente non affidano la cosa ad una persona particolarmente dotata di capacità di sintesi (un regista di cinema che si rispetti, generalmente, non lo è); a quel punto è chiaro che non rimane che fare un'accozzaglia di effettacci speciali - sempre che ci siano - o di facce sbiadite e battute strascicate - soprattutto nei film d'autore. Sempre la santa donna di prima dice giustamente: allora è meglio il giornale che ci mette le stelle! Poi uno pensa che su 'ste boiate, tanto per esaltarle un altro po', ci hanno anche messo su una Web TV... all'apoteosi del cattivo gusto davvero non c'è limite.
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di Valeria Silvestri
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Showcooking al Ducati Caffè
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 Logo Ducati caffè | |
ducati caffe’ presenta showcooking con lo chef Emiliano Pascucci mercoledì 15 luglio, ore 21.00
Mercoledì 15 luglio alle ore 21 presso il DUCATI CAFFE’ di Roma si terrà lo SHOWCOOKING con lo chef emiliano pascucci, sous - chef del rinomato ristorante LA PERGOLA che vanta Tre Stelle della Guida Michelin.
Durante la serata verrà presentato al pubblico il menu ideato dallo chef, che mostrerà la realizzazione dei singoli piatti e guiderà gli invitati nella degustazione degli stessi.
L’appuntamento è parte di una serie che vede impegnato il DUCATI CAFFE’ nella presentazione di serate in cui l’arte culinaria e la degustazione di piatti unici sono parte di uno stesso evento, presentato in esclusiva da protagonisti della cucina italiana. Per ogni serata sono previsti ospiti del mondo della ristorazione, oltre che rappresentanti dell’enogastronomia italiana.
Con questa iniziativa il DUCATI CAFFE’ si candida ancora una volta ad essere un locale che nel suo innovativo “concept restaurant e lounge bar” sa unire l’universo DUCATI e il top della gastronomia italiana, promuovendo e condividendo eventi, emozioni e tendenze nel segno dell’eccellenza, dello stile e del Made in Italy.
Prenotazioni: 06.68891718, prenotazioni@ducaticafferoma.com
Costo: 50 euro.
Il Menù della serata Antipasti Tartar di tonno con avocado e pomodorini
Primi Piatti Cannoli di scampi, patate in salsa di crostacei
Secondi Piatti Filetto di spigola su caponatina di verdure e olio al basilico
Dessert Frutti di bosco ice in gelatina di champagne
DUCATI CAFFE’ Via delle Botteghe Oscure, 35 – 00186 Roma Tel 06.68891718, info@ducaticafferoma.com, www.ducaticafferoma.com
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di Valeria Silvestri
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ZOOart 2009
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ZOOart
Speed news
Grande
successo di pubblico ieri sera l’inaugurazione dello ZOOart a Cuneo.
Più
di un migliaio di persone sono intervenute alla vernissage inaugurale di questa
importante manifestazione di arte internazionale.
Tutto
è andato molto bene, anche se verso le 20,00 un accenno di pioggia ha fatto
temere il peggio.
Ma
poi il cielo si è rischiarato e alle 21,30 tutto si è avviato per la lunga ed
emozionate notte d’arte inaugurale. Che ha avuto il suo culmine con la
performance “ Supereroe – Artist fly at incredibile speed “ realizzato
dall’artista Jonas Zagorskas, che è giunto appositamente dalla Polonia per dare
vita a questo ironico evento performativo.
Successo
di fanciulli anche per ZOObimbi, che realizzato da Lucia Polano e Chiara
Gribaudo, propongono dinamiche creative per i ragazzi.
Foto
e video visibili e scaricabili presso i siti :
foto
http://www.flickr.com/people/40050920@N07/
video
http://www.youtube.com/user/zooartcuneo
Ricordiamo
che ogni Venerdì sera alle ore 21,30 ci sarà la visita guidata gratuita alle
opere che il primo ciclo propone in visione fino a Domenica 10.
Giovedì
9 ore seguirà l’ inaugurazione e presentazione del secondo cliclo di artisti
nazionali ed internazionali e la premiazione degli artisti della rassegna
ManifestaZOOne.
Siamo
anche molto lieti di segnalare lo ZOOdrink punto dissetante presso gli spazi
dello ZOOart.
Un particolare ringraziamento a chi sostiene la rassegna: Regione
Piemonte, Provincia di Cuneo, Città di Torino, Fondazione CRC, Fondazione CRT,
Accademia Albertina di Torino, GAI, IED di Torino, Collezione La Gaia di Busca,
Scrittorincittà.
Sponsor tecnici: Publiproget Alba, Milano Assicurazioni di
Sciaretta & C. Cuneo, Mollo srl Alba, Fuoritempo Cuneo, Castelmar Cuneo,
SOL Group, Commercianti via Roma.
Media partner sono il settimanale CUNEO7 e il sito web
cuneocronaca.it
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di d;o)
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scritto ieri, 11.32
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LA SCALA A RITMO DI ROCK
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 Locandina Teatro La Scala | |
Niente orchestra alla Scala perché fino al 10 luglio il corpo di ballo del Teatro danza sulle note dei Pink Floyd. L’essenzialità massima è ricercata nei costumi e nella scenografia realizzata dalle luci di Jean-Michel Désiré. La coreografia del 1972 è di Roland Petit: il maestro eccezionalmente interpreta la musica. I ballerini sul palco con i loro movimenti diventano tutt’uno con i brani dei Pink Floyd attraverso gesti e movimenti che ricordano una gestualità in parte quotidiana e in parte tribale. Passione e struggimento sono alternati a momenti di ironia: un esempio? il balletto sulle note di “Money” in cui il Corpo di Ballo danza in preda alla furia del dio denaro.
Uno spettacolo che per un’ora e mezzo tiene con occhi e orecchie incollati alla scena e scroscio di applausi interminabile alla fine.
Il balletto continua un tour in giro per l’Italia, tra le tappe Cremona il 14 luglio.
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di Anna Musini
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scritto ieri, 10.25
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INTERIOR LANDSCAPE
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 Worry Beads, 2009 bronzo patinato, acciaio dolce 20 cm x dimensioni variabili Photo A. Osio | |
Con gesti minimi senza fare rumore e senza suscitare scalpore Mona Hatoum descrive il paesaggio desolato dell’animo colpito dalla guerra.
Nel 1975 Mona Hatoum si trova a Londra quando in Libano, suo paese natale, scoppia la guerra civile e l’artista viene costretta all’esilio. Nella capitale inglese intraprende gli studi e inizia la propria carriera artistica, inizialmente dedicandosi alla performance per poi approdare ad installazioni realizzate con luce, suono, video e oggetti tratti dalla quotidianità.
Attraverso le sue opere nozioni geografiche, politiche, storiche legate alla biografia dell’artista e alle vicende del popolo palestinese trovano un’espressione poetica. Dubbi e questioni vengono sollevate delicatamente e silenziosamente mediante installazioni che mostrano affinità stilistiche con l’arte minimalista e surrealista.
Interior Landscape in mostra alla fondazione Querini Stampalia di Venezia si compone di 25 opere che mettono in risalto i tratti distintivi del lavoro artistico di Mona Hatoum. Elementi prelevati dall’ambito domestico e femminile si mescolano ad altri derivati dal linguaggio della guerra: la familiarità e la semplicità di oggetti d’uso quotidiano assumono connotazioni ambigue e pericolose. Situazioni intime diventano estranianti perché messe in relazione all’esperienza del conflitto e dell’emigrazione: un letto di chiodi, una sedia coperta da una ragnatela, uno zerbino di chiodi. Le numerose cartine geografiche tessute in tappeti o disegnate sui vassoi di cartoni, solitamente utilizzati nelle pasticcerie, dimostrano l’impronta che gli eventi storici e politici imprimono nelle cose di tutti i giorni.
Emblematica è l’opera Worry Beads che raffigura una collana le cui perle assumono i connotati di palle di cannone. Misbah è un’installazione che occupa una piccola stanza buia: al centro appesa al soffitto ruota una lanterna che proietta alle pareti le sagome di stelle e di soldati che abbracciano il fucile. La lampada solitamente utilizzata nelle camere dei bambini genera in questo caso un sentimento di disorientamento.
Il senso di mistero è accresciuto dagli interventi dell’artista all’interno della collezione permanente della Fondazione: tra mobili e oggetti di arredamento s’inseriscono quasi impercettibilmente alcune opere e il visitatore si perde tra le meraviglie di questa “caccia al tesoro”. Sublime una ragnatela di perle in vetro trasparente che unisce delle sedie poste in cerchio in mezzo ad una sala. Tuttavia la bellezza dei fili cristallini potrebbe indicare la solitudine di una sala disabitata dove nessuno si siede più e un ragno vi ha posto la sua dimora.
L’essenziale espressione dell’artista racchiude una pluralità di significati e domande in sospeso che coinvolgono e interrogano lo spettatore: “mi piace lasciare le mie opere 'aperte', in modo che possano essere interpretate su più livelli”.
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di Anna Musini
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scritto 03/07/2009 15.00.00
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Vicissitudine di un piede sano
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C'era una volta un piede sano. Che poteva indossare di tutto: sandaletti, tacchi a spillo, zeppe in sughero e infradito. Finchè un giorno, in occasione del matrimonio del suo migliore amico, il piede decide coraggiosamente di fare ciò che le mani praticano nel loro quotidiano e cioè dedicarsi alla sua cura...
Il pedicure è un'arte, và affrontata con passione e da 'artisti del piede' competenti. Alla stessa stregua del tattoo, ci vuole sensibilità, estro e senso di responsabilità.
... ebbene, l'inconsapevole piede si sottopone alla tortura più indelicata di tutta la sua vita, solo per 'apparire' più bello: viene lavato, ammorbidito, asciugato, ma soprattutto "grattuggiato" come una reale fetta di parmigiano!
Solo che questa volta le piccole scagliette "raspate" sono rappresentate dalla sua pelle, spacciata per morta: il processo è irreversibile, la rigenerazione cellulare è un fatto che non gli appartiene più.
Così lo sventurato piede si ritrova solo, indebolito, ammalorato; forse non si riprenderà più...
Addio tacchi a spillo; ora anche lo smalto risulta inutile, nascosto dalla gomma da ginnastica! Addio lunghe camminate all'aria aperta, è stato bello sentirsi attivi!
E' iniziata 'la guerra dei duroni'...
Angela Russo
P.S.: se vi garba, vi consiglio un'ottima pedicurista!
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di Angela Russo
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negazione come presenza
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 A. Sant'Elia, Città Futurista, 1913 Dal Futurismo al Taoismo passando per il presente senza dogmi | |
"Architetto della città futura non ci costruirai la tua casa" M. Sarfatti
Dedicati ad Antonio Sant'Elia, questi versi di un'ancor giovane e vergine di Fascismo Margherita Sarfatti, esprimono la negazione che la morte può produrre. La realtà del futuro non godrà dell'operato di un uomo che costruiva spazi per uomini. Il progetto resterà tale: possibilità.
Questi versi mi suggeriscono di riflettere sull'inganno a cui ci spinge il concetto di tempo in relazione alla scansione lineare di passato/presente/futuro. La coscienza dell'onnicomprensività del presente ci consente di abbracciare come esistenti entità che diciamo rapportarsi all'adesso in termini di prima e dopo, ma che nel momento in cui avvengono sono sempre presenti. La momoria e la proiezione dell'immaginazione sono le labili prove dell'esistenza di passato e futuro. Quando il ricordo e la lungimiranza ci consentono di assorbire la luce del presente come una infinita e puntuale (della dimensione del punto) esistenza, allora i versi di Margherita Sarfatti diventano constatazione priva di aggettivi. La tensione progettuale della esperienza di Sant'Elia esiste, continua ad esistere. La possibilità come negazione, si trasforma in possibilità del presente, cosa che circola. Il non costruire case diventa possibilità di respirare. Aria.
Dedicato agli architetti che non costruscono case.
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di emanuela genesio
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She lost her island
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E' strano: trovare la fine qui a Londra attraverso un finale prettamente italiano…
... e lo spunto mi è arrivato da una storia realmente accaduta quest’ultimo fine settimana. Ancora una volta sono arrabbiata, per niente sbalordita, del tutto motivata ad agire… E mi risuona nella testa un advertisement, che leggo tutti i giorni alla fermata dell’autobus, mentre aspetto impaziente il primo mezzo della giornata:
Snooze button.
Don’t want to go to work.
Curse the alarm clock.
But the alarm clock doesn’t determine what you’re doing today.
You do it.
Life is the most important thing anyone has.
What are you doing with yours?
Una nuova ragazza italiana è sopraggiunta al college, Gloria, nome appropriato per chi, come lei, ha già il destino segnato da infinite possibilità in campo lavorativo. Padre imprenditore, madre mantenuta, viene a studiare l’inglese per subentrare ben presto al padre nell’impresa di "famiglia".
Scuole private, insegnanti dello stesso rango, amici del rango medesimo, Gloria ti risulta subito innocua, appena la conosci, poi, scambiate appena due parole, la situazione diventa chiara, anzi splendente, e decidi che è giunta l’ora di cambiare aria, che una così non la frequenteresti neanche per gioco.
L’ho capito il secondo giorno quando, scendendo la rampa più trafficata del college, me la sono ritrovata al piano di sotto che piangeva, mentre parlava al telefono. Ancora all’oscuro di tutto un mondo sconosciuto per me, mi fa subito tenerezza e, con atteggiamento materno, le sono vicina, offrendole il mio appoggio.
Le è morta un’amica, in quel di Siena, una ragazza di appena 20 anni, che, recatasi ad un rave party in una cittadina di 3000 anime vicino la più grande città, ha osato troppo tra alcohol e droga ed è andata in crisi cardiaca. E fin qui la tenerezza continua, finchè d’mprovviso Gloria scopre il suo mondo e rivela le innumerevoli nefandezze della società per bene in cui sta crescendo. La cosa sbalorditiva è però la sua totale inconsapevolezza riguardo ciò che dice perché, abituata sin da piccola, l’assuefazione a certi riti di illegittima consuetudine si è radicata in lei rendendola per certi aspetti persino innocente.
Ancora una volta il Nord, che ostenta la sua faccia pulita al pubblico del Meridione, non riesce a mantenere il segreto di uno spirito malvagio e assassino. E la mia schiaffeggiata città, oramai impotente dopo decenni d’inquisizione, ancora una volta non possiede il potere di reagire e continua a soffrire…
Angela Russo
Londra, 28 settembre 2008
|
di Angela Russo
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scritto 03/07/2009
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Here he comes...
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 Guardate cosa sono riuscita a scovare da facebook!!!! risale all'ultimo Natale...certo che se l'arte è soggettiva, la sua bellezza è oggettiva... | |
Sembra accreditata la presenza di Marco Cattelan al concorso TalentPrize! Per rispondere a Giovanni Levi, si..............lo sapevo!;) O meglio, l'avevo sentito ma prima volevo esserne sicura! ora, tramite l'ufficio stampa, ne ho quasi la certezza, sono sempre un pò vaghi! domani scriverò agli organizzatori dell'evento, cercando di capire...ne ho parlato anche con altri appassionati e sembra più che accreditata! Spero di vedere qualcosa di nuovo perchè sul sito ufficiale non hanno caricato nemmeno le opere precedenti! Giovanni, per caso sai chi lo cura? Ho visto che il commento biografico appartiene ad un certo Kauffmann, è lui il curatore?!
Qui è sempre un mistero e spesso ti scoraggi...;( Penso l'idea di aprire un altro blog su di lui sia più che positiva, ne sono contenta così si potrebbe scambiarsi anche qualche informazione e, perchè no, trovarsi... Però vorrei fosse chiaro che se mai si venisse a creare un fans' club, sarei io a curarlo, che ne dici?
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di Lucrezia Fappani
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Caro consigliere non si scaldi...
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 Il manifesto incriminato | |
Un consigliere comunale di Trieste, un integerrimo sbirro in pensione che porta vecchiette e disabili a Medjugorie, ha fatto un'interpellanza al sindaco ed un esposto alla Procura per il manifesto d'artista di Massimo Deganutti esposto nel progetto di public art dell'attivissimo Gruppo 78. La colpa? Oscenità. Ci sono esposte due donne a seno nudo, ed il consigliere non vuole che il suo comune dia il patrocinio a cose che potrebbero turbare la cittadinanza. Però, caro consigliere, lei deve essere proprio molto macho per scaldarsi per questa immagine. Se siete, come me, invidiosi potete scrivergli per fargli i complimenti...
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di daniele capra
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