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GLI ULTIMI 10 INTERVENTI IN TUTTI I BLOG
 
E la chiamano estate - Quando andavamo in villeggiatura

"E la chiamano estate - Quando andavamo in villeggiatura" è il libro (edito da Secop) del giornalista Valentino Losito  che domenica 22 luglio verrà presentato - alle ore 19,30 - presso Lido La Rotonta a Santo Spirito. Raffaella Leone introdurrà e modererà la conversazione sulla tematica del libro che Michele Mirabella e l'autore intesseranno.

Il libro è una raccolta di storie, di personaggi grandi e piccoli, che hanno animato l'estati dell'autore, trascorse in villeggiatura nella marina di Bari Santo Spirito, location unica in tutte le storie raccontate.

Oscar Iarussi, nella prefazione scrive che è la 'nostalgia' il sentimento, sottile e acuto, che s'insinua nel lettore... e io, per esperienza diretta (avendolo già letto) aggiungo : "...sin dai primi racconti e che lo costringe a 'consumarli', tutti, uno ad uno, senza interruzione".



Nato nel 1956 a Bitonto, Valentino Losito è giornalista professionista dal 1991. Ha lavorato per oltre 25 anni alla Gazzetta del Mezzogiorno, dove è stato capo servizio di politica interna e poi vice caporedattore centrale. Dal maggio del 2013 a ottobre 2017 è stato presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia di cui era stato segretario dal 2007 al 2010. Attualmente è consigliere nazionale dello stesso Ordine. È appassionato di giornalismo, politica, calcio, lirica, poesia e della sua città, Bitonto.

A metà degli anni ’90 è stato promotore, nella sua città, del Centro studi e documentazione Agorà. Si è sempre interessato ai temi legati alla cittadinanza attiva e ai rapporti tra fede e politica in relazione soprattutto all’educazione delle giovani generazioni.


di incircolarte
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scritto 17/07/2018 21.49.51 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
Enzo Arpaia arte, poesia e scultura di Armando Mele

'Enzo Arpaia arte, poesia e scultura di Armando Mele' è il titolo della mostra che si inaugura domani alle ore 19 a Palazzo Marchesale di Santeramo. La presentazione sarà a cura della scrittrice Concetta Antonelli. Organizzata dalla locale Proloco la mostra si avvale del Patrocinio del Comune di Santeramo in Colle.

A costituire il percorso espositivo troveremo trentacinque dipinti, in tecniche varie, di Arpaia accompagnati da versi di alcuni grandi della poesia. A 'incorniciare' il tutto saranno i lavori di Armando Mele, particolarissime installazioni realizzate dal recupero di antichi reperti, materiale ferroso e attrezzi agricoli.

La mostra potrà essere visitata fino al 30 luglio, dalle ore 18 alle 21 tutti i giorni e, nei festivi, anche dalle ore 10 alle ore 12.


"(..) Enzo Arpaia ama i paesaggi inondati di luce e di sole : è la luce della sua terra quella che appare sulle tele, ma non si tratta della luce variabile e momentanea degli impressionisti e dei loro epigoni. La sua luce serve piuttosto a catturare e ad elaborare immagini filtrate dalla memoria, lievi, tratteggiate con una genuina bizzaria, inscindibile del rapporto intimo che intrattiene con l'emozione e con la sua innata sensibilità. Bagliori azzurri esaltano i suoi scorci liberi e giocosi in una pittura affidata all'impulso e a un tratteggio personalissimo, che traccia sulla tela un intrigante fascino cromatico : ne emerge la complessità dei suoi stati dell'anima, il suo costante guardarsi dentro. 

La sua pittura si risolve in un'appassionata autenticità: soggetti semplici come una marina dalle acque turchine, un campo, angoli di giardino, un viottolo alberato, una radura con qualche ulivo, un viale di peschi fioriti affascinano proprio per la loro naturale quotidianità,per la pluralità delle loro voci, ombre e colori. E l'emozione si trasferisce dal pittore allo spettatore, dall'artista allo sguardo di chi riconosce, nelle opere dell'artista, tracce del quotidiano che ha spesso guardato senza vedere (..)" - G. F. Ferlisi

"L’artista Armando Mele, ricreando il giusto rapporto tra l’uomo e l’ambiente, ha ritrovato nel dialogo scultorio, un ottimo incontro con la natura, che nel tempo è diventato, dialogo continuo, scambio emozionale e deontologia personale dalla quale raramente se ne allontana.

Il personale e continuo dialogo con la natura lo distingue dagli altri, non possiamo dimenticate, che gli schizzi delle caverne ci appartengono, un retaggio di creatività rupestre, potrebbe essere la memoria di un continuo divenire, che distingue l’uomo per la sua anima.

L’attitudine mentale e la creatività manuale, riescono a smuovere la staticità dell’uomo spingendolo a urlare a se stesso e agli altri, la sua stessa creatività di essere artista.

Una vita dedicata all’arte, che non corre verso il nulla, ma urla la sua presenza dicendo a gran voce: “Io sono qui, con la mia creatività, con il mio vissuto, che ha segnato un tracciato della mia vita, che da oggi è la mia pietra miliare, del passato, presente e futuro”. - Anna Sciacovelli



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scritto 14/07/2018 16.21.51 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
Arte e Magia, il fascino dell'esoterismo in Europa. Al Roverella




Arte, magia ed esoterismo sono i protagonisti della mostra che Palazzo Roverella ospiterà dal 29 settembre 2018 al 27 gennaio 2019.
Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con l’Accademia dei Concordi ed il Comune di Rovigo e curata da Francesco Parisi, l’esposizione ripercorre i rapporti tra le correnti esoteriche in voga tra il 1880 e gli anni immediatamente successivi al primo conflitto mondiale e la loro influenza sulle arti figurative europee, dal movimento simbolista alle successive avanguardie storiche. Tra gli artisti in mostra: Odilon Redon, Paul Ranson, Eugene Grasset, Jean Delville, Felicien Rops, Austin Osman Spare, Paul Serusier, Alberto Martini, Carlos Schwabe, Wassily Kandinsky, Auguste Rodin, Edvard Munch, Frantisek Kupka, Giorgio Kienerk, Leonardo Bistolfi, Ferdinand Hodler, Albert Trachsel, Mikalojus Constantitnas Ciurlionis, Hugo Höppener (Fidus), Peter Behrens, Bruno Taut, Ernesto Basile, Paul Klee, Johann
es Itten, Luigi Russolo, Willelm Morgner, Kazimir Malevic, Gaetano Previati, George Frederic Watts, Giacomo Balla, Piet Mondrian, Frantisek Kupka, Romolo Romani.

L’attenzione per le dottrine esoteriche, con il loro bagaglio di figurazioni e miti, esplode nell’Europa di fine Ottocento coincidendo con lo sviluppo dell’arte simbolista. A partire dalla Francia e dal Belgio l’influenza della cultura esoterica sulle arti figurative si diffuse ben presto in Europa, intrecciandosi con la letteratura e coinvolgendo, grazie a Josephin Peladan e al suo Salon de la Rose+Croix, i maggiori protagonisti del simbolismo internazionale, da Arnold Böcklin a Gaetano Previati.
Le teorie ermetiche, e principalmente la Teosofia di Helena Petrovna Blavatsky, ebbero infine un ruolo rilevante, assieme alle ricerche sull’ottica e sui colori, nella genesi dell’astrattismo in particolar modo all’interno del movimento del Bauhaus, influenzando l’opera di artisti come Paul Klee, Johannes Itten, Piet Mondrian e Wassily Kandinsky. In Italia il legame con le simbologie esoteriche influenzerà anche le ricerche sull’astrattismo di pittori come Giacomo Balla, Arnaldo Ginna e Julius Evola in un singolare parallelo con gli interessi per le dottrine esoteriche di scrittori come Gabriele D’Annunzio, Dino Campana e Luigi Pirandello.

Suggestionati da testi letterari come I grandi iniziati di Edouard Schuré o dal celebre romanzo decadente La-Bas di Joris Karl Huysmans, pittori e scultori, ma anche viaggiatori, scrittori e giornalisti, trovarono nelle religioni orientali o nei testi ermetici una sorta di moda alternativa alle riflessioni sul cristianesimo. Nel corso del ‘900 poi si vennero a creare vere e proprie comunità, come quella di Monte Verità (località vicino ad Ascona), sviluppate attorno ad un sistema utopico magico/irrazionale in cui gli adepti praticavano culti solari, nudismo e vegetarianesimo ed in cui si ritrovavano, fra gli altri, Carl Gustav Jung, Hermann Hesse e Paul Klee.
A testimonianza di quanto l’interesse degli artisti per l’esoterismo abbia seguito un andamento costante ciascuna delle otto sezioni in cui la mostra si sviluppa è introdotta da un’opera storica (dal Rinascimento all’Illuminismo).
In mostra, lo spettatore si troverà coinvolto in un vero e proprio percorso iniziatico che procederà dall’invito al silenzio (sezione I, Entrata, Enigma, Invito al silenzio), attraversando templi ed are (sezione II, L’architettura esoterica: i templi e gli altari) verso l’illuminazione iniziatica terminando quindi con la rappresentazione di aure e raggi (sezione III, Psyche, Cosmo, Aura e forme ancestrali).
Tra i protagonisti della mostra in accurate sezioni iconografiche, il Diavolo in tutte le sue mutazioni: dai demoni intenti a seminare zizzania tra gli uomini, fino al moderno Faust che accompagna l’artista nell’atto creativo. La strega, già icona del Liberty decadente, conduce ora l’artista negli abissi della voluttà e della sottomissione come nel celebre dipinto di Gustav Adolf Mossa Elle. Gli animali notturni, civette, lupi, corvi, pipistrelli, misteriosi e affascinanti. Infine una galleria di ritratti di artisti, filosofi e pensatori, esponenti di teorie esoteriche occidentali ed orientali.
Un’ampia sezione è dedicata inoltre ai libri illustrati e alle incisioni, ad accompagnare l’intero percorso, dal Malleus Maleficarum, incunabolo rinascimentale, fino alle edizioni realizzate tre 800 e 900.
In catalogo, edito da Silvana, testi critici di Jean-David Jumeau Lafond (Salone Rosa+Croce), Hana Larvovà (Praga e la Boemia magica), Emanuele Bardazzi (L’illustrazione e l’esoterismo tra 800 e 900), Fabio Mangone (L’architettura esoterica), Paolo Bolpagni (Musica e esoterismo), Mario Finazzi (Giacomo Balla e la teosofia), Mara Folini (Monte Verità e gli artisti mitteleuropei), Matteo Fochessati (Teosofi e antroposofi in Liguria), Jolanda Nigro Covre (Esoterismo ed astrattismo).

Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, per la promozione della grande mostra di settembre, lancia tre proposte “speciali”. Innanzitutto una “Offerta per i gruppi”: il gruppo che prenoterà la visita entro il 30 settembre riceverà 5 biglietti omaggio e un catalogo di mostra.
La seconda “Offerta speciale” è indirizzata ai residenti a Rovigo e nel territorio provinciale: chi di loro acquisterà il biglietto, sia in veste di visitatore singolo che di gruppo, esibendo quel biglietto avrà il diritto di tornare ad ammirare tutte le volte che vorrà. Naturalmente, per evitare abusi, il biglietto acquistato la prima volta verrà reso nominale, ovvero verrà contrassegnato con nome e cognome dell’acquirente che, esibendo quel biglietto nominativo e un documento di riconoscimento, potrà riprestarsi in mostra tutte le volte che vorrà. Se il possessore del biglietto nominale vorrà tornare in mostra accompagnato da qualcuno, familiare o amico, la seconda persona avrà diritto ad un biglietto ridotto.

Informazioni e prenotazioni: www.palazzoroverella.com



di Andrea Speziali
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scritto 06/07/2018 15.21.51 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
La lunga settimana della Villa Delle Rose: Cocoon Riccione, Andrea Damante, Gianluca Vacchi, Vida Loca


Il mese di luglio della Villa delle Rose di Misano Adriatico inizia più intenso che mai, con l’inaugurazione del mercoledì Cocoon Riccione, e due ospiti speciali per festeggiare al meglio il week-end della Notte Rosa: Andrea Damante e Gianluca Vacchi. Gran finale con la domenica Vida Loca.

In allegato il comunicato dettagliato e le foto di Alicante, Damante e Vacchi.


di Andrea Speziali
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scritto 06/07/2018 15.17.54 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
Porta della Marina

Lunedì 9 luglio presso il Salotto letterario 'Giuseppe Degennaro' in Bitonto (di fronte al Teatro Traetta) si terrà la prima presentazione dell'ultimo libro di Emanuele Cazzolla 'Porta della Marina'.

Ritornano i protagonisti di 'Condominio killer' in un nuovo giallo che si dipana tra Acquamarina e Bitonto. Con spunti di cronaca romanzata, tracce autobiografiche e l'immutato amore dell'Autore per il proprio territorio; un amore manifesto per la terra al di qua e al di là di Porta della Marina.

Introduce Nicola Pice mentre il giornalista Gianluca Battista dialogherà con l'Autore.

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Venerdì 13 luglio presso il Salone sottostante la Chiesa dello Spirito Santo di Santo Spirito si terrà la seconda presentazione dell'ultimo libro di Emanuele Cazzolla 'Porta della Marina'. Introduce il
Prof. Vincenzo Colonna mentre il giornalista Gianluca Battista dialogherà con l'Autore.

"Questo romanzo è figlio di "Condominio killer" che lo ha preceduto. Ma non è un giallo. In esso c'è pure un delitto (anzi ce ne sono due), c'è un'indagine, c'è l'individuazione di un colpevole. Questi ingredienti canonici sono, però come un vassoio su cui viene servito ben altro (...)
Su tutto prevale l'amore dell'autore per i propri luoghi, stavolta non solo quelli affacciati sul mare (Acquamarina) , ma anche quelli dell'immediato entroterra (Bitonto). Insomma un amore manifesto per le terre al di qua e al di là di Porta della Marina." - Giuseppe Maria de Boisy



Emanuele Cazzolla (1961, Santo Spirito - Bari), giornalista pubblicista, è esperto di arti grafiche e comunicazione. Si occupa di arte, musica, letteratura, tradizioni popolari. Ha realizzato il volume dedicato ai disegni di Francesco Speranza. Ha scritto i testi per il libro "L'Aldiqua" foto racconto del XXIC Congresso Eucaristico Nazionale. Nel 2011 ha dato alle stampe la raccolta narrativa "Il vecchio devoto altri 11 racconti brevi", e nel 2013 il saggio Rutigliano fischia" (SECOP edizioni) dedicato ai fischietti in terracotta e la sagra di S.Antonio Abate. Nel 2016 ha pubblicato "Condominio killer" (SECOP edizioni), il suo primo romanzo giallo.





di incircolarte
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scritto 04/07/2018 11.56.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
INTERVISTA di SANDRO BONGIANI A RYOSUKE COHEN, (Japan).



 INTERVISTA A RYOSUKE COHEN
BY SPACE OPHEN VIRTUAL ART GALLERY

Performance  of Ryosuke  Cohen, (Japan).

 Intervista di  Sandro Bongiani a Ryosuke Cohen in occasione del 70° anniversario dell’artista giapponese e della Mostra  Retrospettiva che verrà presentata il 30 giugno  a Pontassieve (Firenze).

 
L'artista giapponese Ryosuke  Cohen

MARGINALI ATTIVI & SWARM ART
Nato nel 1948 a Osaka, in Giappone, Ryosuke Cohen non è il primo e unico artista postale giapponese, prima di lui anche Shozo Shimamoto aveva condiviso la Mail Art, tuttavia, è certamente l’autore giapponese più longevo e per certi versi, anche il più interessante e attivo nel network internazionale di chiunque altro per la diffusione capillare della pratica Mail artistica. Dopo “Brain Cell”, nell'agosto 2001 ha iniziato anche un altro progetto chiamato “Fractal Portrait Project”, iniziato in Italia al fine di realizzare più proficuamente il concetto di “Brain Cell”, facendo ritratti e Silhouette (face and body) agli amici artisti incontrati in questi anni nei in diversi incontri (Meetings) in tutto il mondo. Secondo Ryosuke Cohen, “Brain Cell” è come la struttura di un cervello visto al microscopio, ci appare come lo schema delle rete con migliaia di neuroni accumulati e ramificati insieme proprio come il Network dell’arte postale. La Mail art - scrive l’artista - “is dynamic", because you can be more of an individual free to create works of art with a new mind, being fragments of the entire network and sharing snippets of many other artists"e poi, “la rete si espande da A a B, da B a C, da C a D, da D a A, da C a A e così via, è come un corpo unico con una costruzione cerebrale fatta di un gran numero di cellule nervose strutturate e complesse, sistemate in un ordine non lineare. Ecco perché ha definito questo tipo di esperienza “Brain Cell (cellule del cervello)”. Praticamente è il risultato di un complesso intreccio di cellule nervose del cervelloun progetto senza fineaggiungendo, “ciò che nasce dal “flusso” Dada, Fluxus e Mail Art è l’unico modo per realizzare la nuova arte del domani”.Un’arte marginale che implica la collaborazione e la partecipazione globale degli artisti come strategia primaria per costruire l’opera. In occasione dei 70 Years di Cohen e della mostra personale a Pontassieve vicino Firenze (Italy), ho provato a fargli un’intervista, una sorta di dibattito a due sul suo coinvolgimento intenso nel mondo della Mail Art e dell’arte marginale e provare, seppur in modo provvisorio, a fare un primo bilancio delle cose che ha svolto in questi anni di lavoro.


Sandro Bongiani: da studente avevi iniziato la tua prima attività interessandoti a Matisse e Cezanne e successivamente il movimento Dada e Fluxus fino a scoprire nel 1981 la corrente alternativa e marginale della Mail Art. Da qui, sono nati nel 1985 i primi Brain Cell e poi nel 2001, in Italia, i grandi Fractal Portrait Project. Ci racconti gli inizi della tua attività artistica?
Ryosuke Cohen: Intorno al 1980, quando lavoravo all'Arte Concettuale, venni a conoscere la Mail Art attraverso Byron Black, Canadian Video Artist. Poi ho iniziato a inviare Mail Art, usando "fukuwarai", un gioco tradizionale giapponese in cui una persona bendata mette i tratti del viso (occhi, naso, bocca e sopracciglia) su un viso di carta e "C" come nella tabella di prova della vista. Non prima.  Ho davvero sentito l'importanza di Networking Art nello scambio con i Mail Artists, ho iniziato a inviare BRAIN CELL come uno dei modi migliori per esprimere una mia idea.  Ho inviato per la prima volta il mio "Ritratto e Corpo" in modo da rafforzare il concetto di  BRAIN CELL, e poi ho fatto BRAIN CELL (Mail Artists in Italy, 2001). Da allora il progetto è in corso in molti paesi in Europa, Stati Uniti, Canada e così via.

S.B. Che atmosfera culturale si respirava in Giappone tra gli anni 70 e 80 rispetto a oggi?
Ryosuke Cohen: Nel 1970, quando si tenne il Japan World Expo Osaka, il Giappone era salito sul'ondata di maggiore crescita economica. L'anno successivo mi sono laureato in un college di educazione nel 1974 e sono diventato un insegnante d'arte, sono stato un buon collega di Sumi Yasuo, un membro di Gutai, e poi sono entrato in contatto con altri membri del gruppo Gutai.

S.B. In quale anno è nato AU (Artist Union or Art Unidentified) e cosa pensi del gruppo Gutai?
Ryosuke Cohen: Nel 1975 si organizzarono in AU (Artist Union) sollecitati da Masunobu Yoshimura, a Tokyo. All'inizio, AU ha iniziato con un vasto gruppo di autori: non solo artisti ma architetti, persone legate al teatro, critici e così via. Più tardi Shozo Shimamoto ha rilevato AU.  Ho preso parte all'organizzazione nel 1977, quando  vi erano molti membri (7- 8), 5 artisti Gutai erano già stati in AU. Ho promosso relazioni amichevoli, ad eccezione della grande amicizia che avevo con Shozo Shimamoto, anche con Saburo Murakami, Tsuruko Yamazaki, Yasuo Sumi.

S.BPer diversi anni sei stato in contatto e hai fatto dei viaggi in Europa con il mitico Shozo Shimamoto, che ricordi hai di lui?
Ryosuke Cohen: In AU avevo fatto frequenti attività con Shozo Shimamoto dal 1977 al 1992: scambi meravigliosi con molti artisti nelle nostre tre volte che siamo stati insieme all'estero (Europa dell'Est nel 1985, USA nel 1987 e Europa occidentale nel 1990). Ho molti ricordi belli di Shozo Shimamoto nei nostri viaggi artistici. Certamente, da come aveva studiato psicologia, è stato un bravissimo produttore di eventi dell'UA e di se stesso.

S.B. Come viene realizzato un “Brain Cell”, che strategia usi per realizzare l’opera finale?  
Ryosuke Cohen: Riguardo al BRAIN CELL, stampo 150 fogli di formato A3 per numero, a un ritmo di un lavoro ogni 10 giorni. Ci sono circa 50 partecipanti per ogni numero. Il mio lavoro successivo è quello di inviare  per posta un foglio a ciascun partecipante, di legare 50 fogli in un libro una volta all'anno e di conservare il resto per i fare i Portrait Project, per le mostre che si fanno e per l'invio a chi è interessato.

S.B. I contributi dei collaboratori sono parte integrante del tuo lavoro?
Ryosuke Cohen: Inutile dire che non posso fare i BRAIN CELL senza i partecipanti a questo progetto. Brain Cell Network ha costantemente avuto nuove partecipazioni e continua a muoversi e diffondersi insieme nel tempo.

S.B. Ci vuoi precisare meglio cosa intendi per “Fractal” e per “Soup Orion”, qual’è la filosofia di base che sorregge il tuo lavoro?
Ryosuke Cohen:  Fractal è l'idea di auto-somiglianza proposta dal matematico francese, Benoit Mandelbrot. Non amo i termini di "individualità e "originalità" nell'arte. Penso che possa essere composto dall'accumulo sull'idea di molti artisti e sulla storia dell'arte: cioè, sono una raccolta di molti frammenti.  La ragione della proposta di Orion Soup è che dovremmo discutere non solo di un'attività nel nostro ristretto campo, ma anche di un tema libero unico per l'artista, che è il tema fondamentale per l'umanità: e il numero primo matematico. Orion Soup è la parola coniata che ho usato per questo modo di fare.

S.B. L’aspetto più interessante e nuovo degli artisti  di oggi è quello d’interagire tra loro in una corale partecipazione.  Questo accade anche in natura.  L'aspetto interessante di tali sistemi biologici è che questi comportamenti nascono ed emergono in modo spontaneo e autonomo, e vede nella collaborazione tra gli individui l’aspetto fondante anziché la competizione e supremazia del più forte come succede spesso nel sistema ufficiale dell’arte contemporanea. La formazione di grandi gruppi coordinati ma spontanei, ci appare come un immenso sciame assai noto in natura, vedi il comportamento coordinato di insetti come le api, vespe e formiche. E’ un organismo gigante con una mente propria e una intelligenza superiore alla somma dei singoli individui. Lo studio di modelli di questi sistemi porta allo sviluppo di algoritmi che appartengono alla classe chiamata swarm intelligence ("sciami intelligenti"). Il comportamento collettivo osservabile è il frutto delle semplici iterazioni che ha un singolo componente verso gli altri oppure verso l'ambiente. In tutti questi casi il gruppo sembra davvero un organismo gigante ed efficiente con una mente propria e un’intelligenza superiore alla somma dei singoli individui.  Questa esperienza la definisco "arte di confine", proprio perché desidera collocarsi in un "altrove praticabile” rispetto allo scenario totalizzante di una mediocrità planetaria. Praticamente un "laboratorio planetario" composto da numerosi "Network" sparsi su tutto il pianeta: archivi di idee, di sperimentalismo e di ricerca spontanea. Oggi ci appare  una sorta di strana ragnatela di comunicazioni creata da altrettanti corrispondenti capace di superare le infinite distanze geografiche del pianeta coinvolgendo concretamente tutte le Nazioni del mondo in un impressionante e gigantesco puzzle mobile, sempre variabile, perennemente in movimento”. L’arte di confine è ormai una rete consolidata di rapporti relazionali composta da migliaia di artisti del Network che si scambiano ogni giorno messaggi creativi in forma di e-mail, lettere, buste, cartoline, collage, poesie visive, libri d’artista e persino oggetti tridimensionali. Con essa la comunicazione visiva assume dimensioni planetarie, totalmente nuove e inaspettate. Insomma, è il più grande laboratorio sperimentale di ricerca artistica del pianeta terra (Il laboratorio globale del Network), un grande polmone di ricerca libera. Osservato nel suo insieme sembra un gigantesco dinosauro planetario, uno swarm intelligence, un magnifico essere dal grande occhio che si rigenera permanentemente con gli apporti spontanei di tante presenze individuali. Vuoi dirci qualcosa di più sul tuo metodo di lavoro per realizzare l’opera?
Ryosuke Cohen: Ho continuato a stampare BRAIN CELL ogni volta per mezzo di Gokko Print (una tipica stampante serigrafica semplificata giapponese).  Per prima cosa, mi preparo 16 -18 originali formato cartolina delle Mail Arts arrivate, quindi realizzo una versione sensibilizzata da cartolina, utilizzando ciascuna versione (16 -18) originali. Successivamente, stampo 16 -18 diverse copie per un foglio da 3 A, e aggiungo sigilli e/o timbri. Finisco per stampare 150 fogli di BRAIN CELL per un opera. Fractal Portrait è una performance che realizzo realmente incontrando i Mail Artists  nei “Meetings” che faccio ogni anno, disegnando il contorno del viso e del corpo direttamente sul posto. Dopo che, tornato in Giappone, finisco ogni opera con inchiostro nero cinese (sumi).

S.B. Dopo i "Brain Cell", a partire dal l'Italia del 2001, hai approdato al “Fractal Portrait Project” del viso e del corpo nei vari incontri che hai fatto in diversi paesi del mondo approfondendo in modo più proficuo il concetto dei "Brain Cell", che significato hanno le tue performance che fai per realizzare le opere Fractal Portrait Project?
Ryosuke Cohen: L'incontro con molti artisti postali all'estero mi permette di conoscere meglio come si impegnano in un'ampia varietà di forme artistiche e di capire direttamente la loro passione per l'arte.

S.B. La lettura dei Fractal Portrait Project / include, l’azione performativa che va a integrarsi con l’esperienza dei precedenti Brain Cell, e secondo me, riassume una parte di vita e di storia vera del Giappone; penso a Hiroshima con il tragico bombardamento atomico. Insomma, Hiroshima come la Pompei spazzata via dalla Vesuvio del 79 d.c. infatti, si racconta che a Hiroshima il 6 agosto 1945 alle ore 8:15 il bombardamento atomico abbia letteralmente proiettato le persone al muro diventando solo semplici ombre. Dilagano nella città di Hiroshima vecchia immagini di questo tipo, quasi una sorta di macabro promemoria. Le ombre di Hiroshima hanno fermato tragicamente il tempo e per un momento anche la storia del Giappone. Anche nei tuoi lavori la presenza dell’uomo diventa sagoma, “presenza -essenza” dell’uomo contemporaneo. Ci vedo questa associazione nei tuoi lavori. Cosa ne pensi?
Ryosuke Cohen: Fractal Portrait è un'immagine che si collega da "Now" (il presente) al futuro. Non cattura l'idea dell'ombra ma la silhouette vivente degli artisti. Hiroshima è una storia triste. Nel 1986 o 1987, Bern Porter, fisico americano coinvolto nel Progetto Manhattan, venne a trovarmi in Giappone. A quel tempo aveva lasciato una carriera di fisico per diventare un Mail Artist. E’ stato un partecipante dal numero 1 di BRAIN CELL. Mi aveva detto: "LA CELLULA DEL CERVELLO è un simbolo di pace". Ho iniziato con enfasi sul Networking of art con i BRAIN CELL, ma recentemente sento fortemente il peso delle sue parole per questa pace.

S.B. Nel panorama contemporaneo dell’arte esistono due tipi di artisti; quei pittori che collaborano con il sistema “commerciale” dell’arte, e poi “gli altri”, i franchi tiratori, liberi da obblighi e da vincoli. Riguardo il sistema “ufficiale” dell’arte, il tuo posizionamento è autonomo, rispetto a mode e tendenze pre-confezionate, preferendo l’attivismo del circuito planetario, altro modo, parallelo e convergente, di fare ricerca libera a 360 °. Diceva Marcel Duchamp: Il grande artista deve andare nella clandestinità e nell’anonimato. Sicuramente, con la Mail Art, la dichiarazione di Duchamp diventa un lucido programma, dal momento che in te non c’è nessun interesse commerciale e si presta a questa “nuova dimensione” per la sua intrinseca capacità di scavalcamento della critica, dei galleristi, del mercato, in un confronto “diretto”, tra un artista e l’altro e, soprattutto, in un attraversamento “libero” delle più diverse tendenze dell’arte di ricerca. Cosa puoi dirci?
Ryosuke Cohen: Non c'è scopo nelle attività dell'artista. Non è qualcosa che possiamo fare per dominarlo. Credo che il lavoro dell'artista sia quello di pensare sempre a "Cos'è l'arte?".

S.B. In una interessante intervista del 2012, John Held Jr. ti chiese se dopo aver completato la silhouette frattale salvavi qualche opera per te stesso, magari per una possibile e futura mostra dei lavori. In quella occasione tu confessavi che ti risultava difficile raccogliere tutto il materiale da esporre, visto che ogni opera realizzata viene regalata agli amici. Di sicuro, una mostra del genere fino a qualche anno fa risultava improponibile se non impossibile per un artista che lavora come te. Nel 2015 con lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery il problema è stato superato presentando 15 anni di lavoro dei “Fractal Portrait Project” visibili con un vernissage virtuale collettivo e contemporaneo in tutto il pianeta. Come vedi la tecnologia e i nuovi strumenti di comunicazione risolvono problemi considerati apparentemente insormontabili. Che ne pensi?
Ryosuke Cohen: Non mi sarei mai aspettato che il mio lavoro fosse presentato in questo modo. Sono rimasto sorpreso dalla raffinatezza dello Spazio Ophen Virtual Art Gallery. Sono grato del risultato. Sono certo che, a causa della diffusione della SNS, il ruolo assumerà un'importanza sempre maggiore in futuro.

S.B. Una mia personale curiosità, come importante artista contemporaneo, hai un sogno particolare nel cassetto che vorresti realizzare al più presto?
Ryosuke Cohen: Innanzitutto, mi piacerebbe andare all'estero il più spesso possibile, al fine di continuare a fare i  Fractal Portrait Project. Attualmente conservo tutte la Mail Art (35 anni circa) presso un magazzino di noleggio e  la mia casa. In secondo luogo,  credo che lo donerò a musei e alle gallerie in modo da utilizzarlo per ricerche su la Mail Art.           
(Tradotto il 20 maggio 2018 dall’inglese all’italiano a cura di Sandro Bongiani).

Posted by Space Ophen Virtual Art Gallery
Tags: 
Intervista a Ryosuke Cohen, di Sandro  Bongiani


di Giovanni Bonanno & Sandro Bongiani
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La molo street parade fa vibrare la Romanga dal porto di Rimini con Fedez capitano


Dodici ore di festa, 200 mila persone: la migliore edizione di sempre della Molo Street Parade
Fedez rapper alle consolle dei pescherecci incanta il porto di Rimini per l’evento più affollato del primo week end di luglio in Italia: “Rimini pubblico incredibile”
Funziona il modello organizzativo di ‘safety and security’ 
 

Fedez capitano della Molo Street Parade dei record. Dal sold out di San Siro alla folla oceanica di Rimini: è andata in onda l’edizione migliore di sempre della parata musicale sul porto canale. “Rimini pubblico incredibile”: ha detto il rapper milanese che durante il suo show ha voluto immortalare la scena unica e mozzafiato per scattarsi una foto davanti a migliaia di fan accorsi da tutta Italia. Difficile ricordare tanto entusiasmo, soprattutto dei giovani e giovanissimi. E infatti, quando poco prima di mezzanotte Fedez arriva sulla consolle galleggiante del peschereccio ‘Aquila Marina’, l’atmosfera di festa va ben oltre i contorni del dj set en plein air, per trasformarsi in un vero e proprio showcase davanti a una folla festante.
Dopo Skin e Boy George, Taboo, Ellen Allien e Fabri Fibra, il rapper milanese al timone della Molo di questa settima edizione ha raggiunto un successo di pubblico senza precedenti.
Una notte internazionale, che ha visto protagonisti giovani, giovanissimi, famiglie, riminesi, turisti italiani e stranieri uniti, lungo un chilometro di musica, in una marea umana che si è ingrossata di ora in ora. Partita a mezzogiorno sulla spiaggia con la Holi Dance Festival per raggiungere il culmine alle ore 23,30 quando sono stati occupati tutti gli spazi disponibili, sia lungo la destra del porto - dal bar Iole al Rockisland - sia sul Lungomare, da Piazzale Boscovich a piazzale Fellini, che sulla spiaggia libera.
Dodici ore di musica, tutto esaurito continuo, 200 mila persone che si sono ‘date il cambio’ durante questo lunghissimo debutto dell’estate italiana, 120mila metri quadrati di festa per una serata all’insegna dell’energia musicale in uno scenario unico, in piena sicurezza, nella cornice di un modello di ‘safety’ e ‘security’ già collaudato e adottato negli anni precedenti, ma ulteriormente rafforzato da un dispiegamento di forze di sicurezza, steward e di modelli organizzativi senza precedenti. Nulla è stato lasciato al caso, l’intero quadrante di città chiuso e delimitato da barriere ha tenuto fuori venditori abusivi e vetri. Il dispiegamento di forze dell’ordine ha garantito meticolosi controlli, sia dalla ‘torre di controllo’ alta otto metri allestita vicino alla casa dei matrimoni, sia ai varchi di accesso e alle vie di fuga, consentendo all’evento di svolgersi in tutta tranquillità.
 
> Il commento del Sindaco di Rimini Andrea Gnassi: 
“Un evento straordinario e unico – commenta il Sindaco Andrea Gnassi – che riesce sempre a sorprendere e a mantenere altissimo un ‘clima internazionale’. Ormai la Molo Street Parade è accreditata come uno dei festival più di appeal d’Europa. Rimini c’è, non ha paura, non si chiude, ma risponde alla crisi rilanciando, mettendo in campo proposte nuove, che provano ad interpretare una società che cambia nei gusti e nelle modalità di fruizione del divertimento e dell'offerta turistica. Da Rimini lanciamo un messaggio preciso al Paese: la voglia di stare assieme è qui, a mangiare un piatto realizzato dal migliore chef del mondo, a ballare con i migliori deejay e con l’icona rap per milioni di fan e follower. E questa voglia è superiore a ogni paura. Dopo 7 anni il matrimonio fra la Molo Street Parade e la città è più forte che mai, capace di sconfiggere ogni crisi, anche grazie ad un dispositivo di sicurezza unico nel panorama nazionale. Con la Molo entra nel vivo la stagione dei grandi eventi estivi. Rimini propone dei contenuti che creano emozioni: siamo partiti con Al Meni, ieri la Molo, la prossima settimana sarà la volta della Notte Rosa con un’altra star internazionale come Alvaro Soler. Tre settimane strepitose, un poker d’assi in cui ad essere protagonista è il genius loci. Particolare ringraziamento va al Prefetto, al Questore e a tutte le forze dell’ordine, Carabinieri, Capitaneria, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale di Rimini che hanno saputo coordinare un modello operativo unico nel panorama nazionale”.
 
> Fedez capitano della line up sul porto 
Dopo l’anteprima sulla spiaggia a base di musica e lanci di colori con la Holi Dance Festival, dal tramonto ha preso il via la vera e propria parata musicale dai dieci pescherecci trasformati in grandi ‘consolle’ galleggianti su cui si sono alternati 80 djs, in un crescendo di ritmo in uno degli scenari più suggestivi di Rimini.
Un evento cresciuto, anno dopo anno, grazie al suo mix di radici e identità unite ad un programma artistico all’insegna dell’equilibrio tra ricerca di sonorità contemporanee e pop, guest star e musica live, capace di attraversare un tappeto musicale fra generi diversi.
Variegata e di grandissima qualità la ‘line up’ di questa settima edizione. Marco Faraone, tra i nomi più brillanti della techno internazionale, dopo l’esibizione al Tomorrowland 2017 e i suoi showcase nei club di Ibiza, è sbarcato alla Molo 2018 assieme al dj più giovane al mondo Federico Gardenghi reduce, a soli 14 anni, da un anno che lo ha visto salire su 52 aerei per volare verso le sue esibizioni, Hugo Bianco, direttamente da Miami, Jp Candela, un’icona della scena house spagnola, Rame, dallo storico collettivo bolognese Pastaboys, Provenzano, tra i migliori esponenti della dance music italiana, Rudeejay che lo scorso anno, ha vinto l’Italian Dance Music Awards, la crew latino-americana dei dj del Gran Caribe. Insieme a loro altre decine di deejay scelti dai club più rinomati della ‘movida’ si sono alternati al mixer. Alle 23,45 tutti davanti al peschereccio Aquila Marina per l’arrivo di Fedez. Il rapper milanese, l’artista italiano del momento che ha letteralmente colonizzato le scalette radiofoniche, dopo il sold out di San Siro è sbarcato alla Molo Street Parade sulle note di ‘Generazione Boh’ con il suo rap irriverente, un fenomeno mediatico alimentato anche dal web, dove ha trovato terreno fertile con una diffusione virale senza precedenti. Dopo i primi pezzi alla consolle, Fedez si è tolto la canotta ed è sceso sul palco allestito sulla banchina, davanti al peschereccio del Coconuts, cantando i pezzi che hanno fatto da colonna sonora alle ultime estati, all’unisono con il pubblico che lo acclamava, fra gli effetti speciali di potenti ledwall e fasci di luce.
Il momento clou di una festa musicale durata 12 ore che ha visto più volte la Molo miscelare tipologia di pubblico e di sonorità e ‘cambiare pelle’, a conferma della natura realmente popolare dell'evento.
 
> Safety e security: modello organizzativo ottimale 
L’area di svolgimento dell’evento di 120mila metri quadrati è stata totalmente messa in sicurezza. Novità di questa edizione la ‘torre di controllo’ sopra la casa dei matrimoni, dalla quale gli agenti hanno potuto avere una panoramica dall’alto a 360 gradi, mentre all’interno è stata predisposta la centrale con i monitor dai quali gli agenti hanno potuto osservare le riprese delle 14 telecamere posizionate. Ciò ha consentito il pieno svolgersi delle numerose e diverse attività in grado di ospitare il foltissimo pubblico che si è riversato a Rimini per l’evento. Il controllo anti vetro ai varchi di accesso, l’intervento coordinato e immediato di tutti gli operatori sul posto dalle forze dell’ordine, i presidi e controlli di ordine pubblico e sicurezza privata, hanno consentito uno svolgimento efficace e in sicurezza di un evento che per durata e consistenza numerica e concentrazione è unico in Italia. Un ‘modello Rimini’ che è stato efficace anche nella gestione immediata di un paio di episodi circoscritti di utilizzo di spray urticante che hanno provocato un fenomeno temporaneo di irritazione che si è prontamente risolta con un intervento di lavaggio con acqua fresca, senza nessun ulteriore intervento sanitario e che ha visto la situazione ristabilita dopo pochi minuti, senza nessun momento di panico. A conclusione dell’evento si è attivato il servizio di ripristino e pulizia dell’area consentendo di avere sin dalla prima mattina il lungomare e l’intera zona perfettamente pulita.
“Su questo episodio - commenta Gnassi - ormai purtroppo una moda imbecille e perfino delinquenziale di ogni grande evento nazionale e internazionale, si è registrata la capacità dei volontari della Croce Rossa di intervenere immediatamente e gestire la situazione, ristabilendola in pochi minuti”.
 
> Un risultato di tutti 
L’Amministrazione Comunale ringrazia tutti i protagonisti che hanno contribuito alla riuscita dell’evento. Un grazie speciale alle forze dell’ordine, ai volontari della Croce Rossa che hanno reso possibile questo successo col loro impegno e la puntuale attività di prevenzione e vigilanza: Prefetto, Polizia di Stato, Carabinieri, Capitaneria, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale. Rimini ha saputo mettere in campo attenzione, competenza, conoscenze, esperienza e il necessario coinvolgimento con i privati organizzatori e con i pescatori di Rimini.
 


di Andrea Speziali
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scritto 01/07/2018 21.50.31 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
Fabri Fibra: “Una figata così, solo Rimini”

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“Una giornata e una serata straordinarie. E non solo per i numeri mai visti in precedenza. Sabato 24 giugno, Rimini e la musica hanno dimostrato che si può: si può sconfiggere la paura attraverso un evento coinvolgente, popolare, in cui ogni componente ha dato il suo contributo per garantire la massima sicurezza”. Questo il commento del sindaco Andrea Gnassi, a mandare in archivio la sesta edizione della Molo Street Parade. 

In duecentomila ieri sera all’evento, per stare insieme, trascorrendo una serata di divertimento allo stato puro, in totale sicurezza. La Molo Street Parade edizione numero 6 sbanca in termini di presenze, per un successo di pubblico e di festa senza precedenti, nella cornice di un modello di ‘safety’ e ‘security’ già collaudato e adottato negli anni precedenti ma rafforzato per effetto delle nuove normative sulla sicurezza imposte dal Ministero dell’Interno dopo i fatti recenti, accaduti in altre città italiane e gli ultimi attentati. Nulla è stato lasciato al caso, l’intero quadrante di città chiuso e delimitato da barriere ha tenuto fuori venditori abusivi, vetri e malintenzionati. Il dispiegamento di forze dell’ordine e di steward ha garantito meticolosi controlli ai varchi di accesso e alle vie di fuga. Le misure strutturali di salvaguardia dell’incolumità e di servizio di ordine e sicurezza hanno consentito all’evento di svolgersi in tutta tranquillità.

> Dalla Molo a Holi dance fastival, ad Albachiara fino alla Notte Rosa

La Molo raddoppia con Holi dance festival che parte nella domenica di oggi, confermandosi un’apripista musicale d’eccezione per il debutto della Summer Beach Arena. La Molo dunque non finisce il sabato: spiaggia piena, prenotazioni anche per tutta la settimana in attesa della serata evento dedicata a Vasco Rossi #5:31 Albachiara, Vasco from Modena Park to Rimini Beach, che si terrà il 1 luglio, per proseguire la settimana successiva con la Notte Rosa.

> Safety e security: modello organizzativo ottimale

In un’area di 17 ettari, di cui oltre 10 occupati solamente dal pubblico della Molo, un muro umano ha vissuto la voglia di stare insieme e divertirsi dalle ore 18 alle 2 di notte. Otto ore che hanno visto più volte la Molo miscelare tipologia di pubblico e ‘cambiare pelle’, a conferma della natura realmente popolare dell’evento. L’area di svolgimento della Molo 2017 messa in sicurezza è stata allargata quest’anno dal ponte della Resistenza al Rockisland, ha ricompreso tutta la spiaggia libera, il lungomare Tintori fino a piazzale Kennedy e tutto il piazzale Fellini fino alla fontana dei Quattro Cavalli. Ciò ha consentito il pieno svolgersi delle numerose e diverse attività in grado di ospitare la marea di gente che quest’anno si è riversata a Rimini per l’evento. Il controllo anti vetro e anti alcool ai varchi di accesso, la perimetrazione dell’intera zona, l’intervento coordinato e immediato di tutti gli operatori sul posto dalle forze dell’ordine a diversi soggetti operativi, lo scambio di informazione, i presidi e controlli di ordine pubblico e sicurezza privata, hanno consentito uno svolgimento efficace e in sicurezza di un evento che per consistenza numerica e concentrazione è unico in Italia. Un ‘modello Rimini’ che nei fatti si è affermato come modello nazionale. A conclusione dell’evento si è attivato il servizio di ripristino e pulizia dell’area consentendo di avere sin dalla prima mattina il lungomare e l’intera zona perfettamente pulita. 

> Il commento del Sindaco di Rimini Andrea Gnassi

“Rimini lancia un messaggio preciso al Paese: vincere la paura si può. Rimini spalanca la sua identità per sconfiggere paure e stare insieme. I migliori deejay, una grande rockstar italiana, i sardoncini, un posto vero come la palata col porto e i suoi pescherecci, sono un prodotto turistico che crea economia, lavoro e indotto. Rimini con la sua strategia di spalancarsi al mondo e proporre il suo carattere agli altri, con quel sapore di provincia che non ha niente di provinciale, ha fatto la differenza. Dopo sei anni, la Molo Street Parade riesce sempre a sorprendere e a mantenere altissimo il livello di interesse e di ‘clima internazionale’ intorno a sé. Cresce in termini di numeri pubblico e di visibilità, cresce come capacità di fidelizzare un pubblico che, dopo aver vissuto questa esperienza unica, decide di ritornare perché solo a Rimini può trovare un clima così attraente, cresce in termini di sicurezza. Ogni anno alziamo l’asticella della qualità di questo evento, per una festa della musica ormai riconosciuta come una delle migliori iniziative italiane sulla scena internazionale, capace di portare Rimini nel mondo e le grandi tendenze musicali a Rimini. Non è un caso se anche Mtv International ha scelto questo evento per il lancio di un suo programma di punta che verrà trasmesso in tutto il mondo. Particolare ringraziamento va al Prefetto, al Questore e a tutte le forze dell’ordine, Carabinieri, Capitaneria, Guardia di Finanza, ai Vigili del Fuoco, alla Polizia Municipale di Rimini che hanno saputo coordinare un modello operativo che nonostante la complessità del luogo da presidiare (lungomari, spiagge, banchine, porto canale, mare) è risultato assolutamente efficace e efficiente. Un grande grazie alla Croce Rossa e a tutti i volontari e a tutti i soggetti della nostra comunità riminese coinvolti”.

>Fabri Fibra: “Solo chi è unico organizza una figata così!”

Ormai la Molo Street Parade si è accreditata come uno dei festival più di appeal d’Europa. Una line up eterogenea, fatta di 70 dj a bordo di 10 pescherecci ormeggiati lungo il porto canale e trasformati in altrettante consolle galleggianti, fotografa il successo di questa edizione. Un evento cresciuto, anno dopo anno, grazie al suo mix di radici e identità unite ad un programma artistico all’insegna dell’equilibrio tra ricerca di sonorità contemporanee e pop, capace di attraversare un tappeto musicale fra generi diversi. Una notte internazionale che ha visto protagonisti giovani, giovanissimi, famiglie, riminesi, turisti italiani e stranieri, uniti in un’onda umana che si è ingrossata di ora in ora, per raggiungere il culmine dopo le ore 23, quando sono stati letteralmente occupati tutti i 10 ettari di spazio disponibile, sia lungo la destra del porto – dal bar Iole al Rockisland – sia sul Lungomare, da Piazzale Boschovich a piazzale Fellini. Un colpo d’occhio mozzafiato, soprattutto per i tantissimi che sono riusciti a vederlo dalla cima della ruota panoramica. L’esibizione dei migliori dj internazionali insieme ai dj nati e cresciuti nella Riviera, ha registrato un’affluenza straordinaria grazie anche all’accresciuta ricchezza della line up illuminata da dj del calibro di Ellen Alien e di Fabri Fibra e alla consapevolezza di essere il più grande evento di musica elettronica in Italia. A rimarcarlo anche il “Fenomeno” alla consolle: “Siete unici – ha detto Fabri Fibra – solo chi è unico organizza una figata come questa”.

Una giornata capace di intercettare pubblici diversi, eterogenei, dal tramonto, alla cena, alla notte. Nel tardo pomeriggio la location del porto è sicuramente un set accogliente, suggestivo, curioso, famiglie e giovani si sono goduti fritto di pesce dei pescatori riminesi, dj set, aperitivo e cena, grazie anche alla moltiplicazione dei punti street food e dei palchi sonori sull’acqua. Con il calare del sole le file si sono ingrossate richiamando un’onda umana di giovani da ognuno dei tre varchi di accesso.

Lo show raffinato di Ellen Alien è stato all’altezza dei migliori festival internazionali di musica elettronica. Non a caso, lanciata da Linus su Radio Deejay in questi giorni come la regina della dance berlinese, Ellen Alien ha sviluppato il suo repertorio di grandi successi eseguiti con rara maestria, fusione della techno di Detroit con elettronica, house, fino all’ultimo lavoro appena uscito “Nost”. Il gran finale ha visto protagonista il rapper disco d’oro Fabri Fibra alla consolle del peschereccio Aquila Marina con “Fenomeno” tormentone dell’estate che gli è valso il platino di ‘Pamplona’la canzone di “Fenomeno” nata dalla collaborazione con Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti.

Grande successo per gli show degli altri 70 deejay fra cui Rame, dallo storico collettivo bolognese Pastaboys, Provenzano, tra i migliori esponenti della dance music italiana, i riminesi doc Ricky Montanari e Cirillo, Rudeejay, Da Brozz, Ackeejuice Rockers, Botteghi, Andy Love, Louders e tanti altri ancora, scelti da 10 staff diversi, ognuno dei quali ‘adotta’ un peschereccio per trasferire sull’acqua il meglio della propria offerta artistica. Home Festival, Samsara Beach, Coconuts + m2o Radio, Workshop Events + Wave Music Boat + Signal Hills, Altromondo Studios, Vidaloca, Saraghina Eyeswear, Jole, Chiringuito Loco Loco sono i locali e i progetti artistici che hanno firmato la line up di questa sesta edizione della Molo.

 > I pescatori di Rimini, anima dell’evento

Sulla terraferma, protagonista indiscusso della serata è stato il pesce pescato, pulito, preparato da oltre decine e decine di pescatori, fra quelli presenti nel punto allestito dal Consorzio Linea Azzurra e quelli impiegati sulle barche per pescare le materie prime. Decine e decine di quintali di fritto, di sardoncini, risotto di pesce e megliaia e miglia di piade sono stati serviti ininterrottamente dalle 18 fino alle due di notte. La tavolata gastronomica è proseguita sul lungomare, sia sul ramo del molo dove quest’anno tutti i locali dell’area proponevano il fuori locale con cibo di strada a cui si sono aggiunte altre decine e decine di punti ristoro e somministrazione.

> Un risultato di tutti

L’Amministrazione Comunale ringrazia tutti i protagonisti che hanno contribuito alla riuscita dell’evento: consorzio del porto, operatori privati, pescatori, deejay, lavoratori, imprenditori, albergatori, media, Hera, Anthea, istituzioni, forze dell’ordine, volontari della Croce Rossa che hanno reso possibile questo successo col loro impegno. Una serata di grande festa che si è svolta in sicurezza, anche grazie alla puntuale attività di prevenzione e vigilanza. Una comunità intera di forze economiche e sociali ha interagito e trovato pronta risposta e operatività con le forze dell’ordine, Polizia, Carabinieri, Capitaneria, Guardia di Finanza, con i Vigili del Fuoco, la Polizia Municipale. Non era facile e non è facile operare in un clima nazionale e internazionale particolarmente preoccupato. Rimini ha saputo mettere in campo attenzione, competenza, conoscenze, esperienza e il necessario coinvolgimento con i privati organizzatori. Il risultato premia Rimini ma premia soprattutto chi ha voglia di dire no alla paura e al terrore.



di Andrea Speziali
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scritto 29/06/2018 14.11.17 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
FEDEZ CAPITANO DEGLI 80 DEEJAY DELLA MOLO STREET PARADE

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RIMINI - FEDEZ CAPITANO DEGLI 80 DEEJAY DELLA MOLO STREET PARADE
IL RAPPER ITALIANO E’ LA GUEST STAR DELLA SETTIMA EDIZIONE DELLA GRANDE PARATA MUSICALE SUL PORTO. SUI PESCHERECCI TRASFORMATI IN CONSOLLE: MARCO FARAONE, FEDERICO GARDENGHI, HUGO BIANCO, RAME E TANTI ALTRI DJS. SULLA BANCHINA PROTAGONISTI I PESCATORI. 

Un ‘palcoscenico’ affacciato sul mare ed uno sulla terraferma per un chilometro di molo e uno di lungomare: è questo lo scenario mozzafiato della Molo Street Parade edizione numero 7.
Sabato 30 giugno il porto di Rimini torna a trasformarsi nel più grande e suggestivo ‘club en plein air’ della riviera romagnola. E la grande news di quest’anno è che, la Molo Street Parade aprirà le porte con Holi Dance Festival: il più grande festival dei colori, ispirato alla tradizionale festività indiana che, celebra l’arrivo della bella stagione. Nella spiaggia libera in piazzale Boscovich si alterneranno spettacoli, animazioni, musica elettronica con djs ed artisti nazionali ed internazionali, band che, faranno da colonna sonora alla “battaglia dei colori”. Un conto alla rovescia, ogni ora, scandirà i tempi dei lanci delle polveri colorate composte da un colorante alimentare in polvere di talco, senza utilizzo di elementi chimici. Il tutto accompagnato da maestose scenografie, elefanti giganti e show a tutto colore, ad ingresso gratuito!

> Fedez capitano della line up sul porto

Dopo l’anteprima sulla spiaggia a base di musica e colori, prenderà il via la vera e propria parata musicale sul porto: dall’ora del tramonto dieci pescherecci affacciati sul mare si trasformeranno in grandi ‘consolle’ galleggianti per ospitare 80 dj di fama nazionale e internazionale in uno degli scenari più suggestivi e identitari di Rimini, mentre sulle banchine del molo i pescatori serviranno sui loro piatti il simbolo della cucina locale, il pesce azzurro. È questa la formula che dal 2012 caratterizza la Molo Street Parade, una kermesse che quest’anno riuscirà a portare a Rimini una star del calibro di Federico Lucia in arte Fedez. Con il suo rap provocatorio, sarcastico e irriverente è diventato un fenomeno mediatico alimentato in gran parte dal web, dove ha trovato terreno fertile con una diffusione virale senza precedenti. I suoi video sono visti da milioni di ragazzi di tutte le età, i suoi brani scaricati da centinaia di migliaia di utenti, ha ottenuto il triplo disco di platino, una nomination agli Mtv Awards (categoria Super Man) ed è fondatore dell’etichetta indipendente Newtopia insieme all’amico e collega J-AX. Artista, produttore discografico, personaggio televisivo con X Factor, Fedez è molto seguito e popolare sui social ancor di più insieme alla sua compagna, la celebre fashion blogger Chiara Ferragni.
Nella line up dei dj che si alterneranno sui pescherecci ci sarà anche Marco Faraone: reduce dal debutto al Fabric di Londra e pronto per un’estate tra Ibiza e molti dei festival più importanti al mondo tra cui Tomorrowland, il giovane e già rinomato dj & produttore italiano è amato da pubblico e critica. Con i suoi dj set ‘incendiari’ ha conquistato i migliori club d’Italia e d’Europa come Panorama bar (Berlino), Cocoon Club (Francoforte), The Egg (Londra), Watergate (Berlino), The Arches (Glasgow), Amnesia (Milano), Output (New York) e famosi festival come Tomorrowland, Extrema Outdoor, East Ender, Barrakud, Day One, Klubbers Day, Ade (Amsterdam), Electrosonic e molti altri ancora. Dopo aver fondato nel 2015 la label UNCAGE, con ottime risposte di pubblico e critica, ha collaborato con l’etichetta Drumcode dello svedese Adam Beyer e con la label inglese Rekids di Radioslave. Da segnalare anche il remix appena uscito per la band australiana The Presets su Universal Music.
I suoi video su youtube hanno oltre 4,5 milioni di visualizzazioni. Non male per il dj più giovane al mondo: ci sarà anche Federico Gardenghi alla consolle dello stage Holi Dance Festival. Federico è una vera promessa del clubbing, grazie alla tecnica nel mixare e alla capacità di coinvolgere il pubblico nei dj set. Il suo sound, tech house/techno ma anche progressive ed electro ha conquistato tutti.
Insieme a loro altri 80 deejay, scelti dai club della ‘movida’ romagnola, si alterneranno in performance live all’insegna dei vari generi musicali: dall’elettronica al rock, dal pop al liscio, dalla deep house all’indie, dal hip hop alla dance anni ‘90, passando per il latino e tanto altro ancora.
Per citarne solo alcuni: Hugo Bianco, direttamente da Miami il resident che condivide la consolle al party Ibizenco Music On; Jp Candela, un’icona della scena house spagnola; Rame, dallo storico collettivo bolognese Pastaboys; Provenzano, tra i migliori esponenti della dance music italiana e Rudeejay che, con la sua energia, lo scorso anno, ha vinto (Italian Dance Music Awards) con il suo Best Mashup.
Ogni peschereccio avrà la propria impronta musicale, curata da uno staff artistico diverso: Casadei Danze, Gam Gam, Gran Caribe, Guenda Radio Bruno, Nameless Altro Mondo Studios insieme al Cocoricò, Coconuts, Wave Boat&Tiberio Festival, per una sera uno accanto all’altro sull’acqua per contagiare il pubblico con la loro energia musicale e gli effetti speciali di 150 metri quadrati di ledwall, migliaia di fasci luce coordinati a ritmo di musica, potenti impianti audio all’avanguardia. 
> Sulla banchina protagonisti i pescatori
La ‘tavola gastronomica’ quest’anno propone piatti per tutti i palati. Dall’emblema culinario: il sardoncino, pescato, pulito e cucinato, alle polpette vegetariane, dal pesce crudo con riso e verdure al fritto di pesce serviti assieme all’immancabile piadina. Anche quest’anno tutti i locali dell’area da via Destra del Porto, fino alla rotonda di piazzale Fellini, realizzeranno vere e proprie piazze per proporre il meglio dell’intrattenimento culinario.
Eat Parade, è la novità legata alla cucina di questa edizione. Dal lungomare Tintori, all’altezza del Delfinario fino alla rotonda di piazzale Fellini, si aggiungeranno Food Truck provenienti da tutta Italia e non solo. Perfino da Valencia.

> I palcoscenici degli show

Tre aree spettacolo sono previste sulla terraferma.
La prima, sulla banchina del Molo vicino al Faro di Rimini in via Destra del Porto (Ex Vele al Terzo) dove il Maestro Emiliano Bastari, dirigerà, la TREIA STREET BAND nel Blues Brother Show. Non è infatti la classica banda di ottoni: protagonisti flauti, clarinetti; immancabili però sax e percussioni. Gli arrangiamenti e adattamenti per questo organico sono di del M° Bastari. La scelta musicale è volutamente spaziosa: dalle colonne sonore alla musica pop, dalle canzoni degli anni ’60 ai brani più recenti. Musicisti e musiciste si esibiranno anche in coreografie d’effetto. Con un organico di 35 elementi, la Street Band Treia è pronta a coinvolgere e far ballare il pubblico in ogni occasione, con uno spettacolo dinamico e divertente. E in consolle a suonare ci sarà il riccionese DJ doc Boldro.
La seconda, per gli amanti della musica dal vivo: rock, italiana dagli anni ‘60 ai ‘90 sarà allestita, nell’area del pattinaggio, una ‘balera’ a cielo aperto a cura della Polisportiva Libertas di Rimini. La polisportiva è un punto di riferimento fondamentale per l’attività sportiva riminese: atletica leggera e pattinaggio a livello agonistico e le “Olimpiadi della Gioventù” per i più giovani.
La terza, sarà sul Lungomare C. Tintori vicino alla rotonda di piazzale Fellini. Per chi avrà voglia di avere un ‘look’ ispirato alla Molo Street Parade non resta che cercare lo stand a cura di Obiettivo Bellezza di Bologna, per Fluo make up, glitter e capelli. Il servizio gratuito di trucco, acconciatura e tatoo coi colori della Molo, è previsto dalle 16 alle 23. Il mini centro estetico sarà guidato da due docenti Obiettivo Bellezza: Barbara Leardini, make up artist specializzata in trucco televisivo e dall’hairstylist Mirco Cangini. In Emilia-Romagna è un punto di riferimento per la formazione e la crescita professionale di estetiste, make up artist, hair stylist, operatori del benessere e consulenti di bellezza. Presente in 12 città con laboratori professionali di estetica e acconciatura.

> Anteprima d’eccezione: venerdì si parte con la Eat Parade

Prove generali della parata musicale, venerdì 29 giugno, con “Eat Parade”: 30 specialisti dello Street Food insieme ai locali della zona Porto, spalmati da via Destra del Porto passando per il Lungomare fino a piazzale Fellini, ‘apparecchieranno’ la tavolata più lunga della riviera, il giorno prima della Molo a partire dalle ore 19. Un’intera area (dal Lungomare Tintori all’altezza del Delfinario, fino alla Rotonda del Grand Hotel) votata alle prelibatezze culinarie, gustose e low coast. Protagonisti indiscussi della serata saranno i Food Truck e i ristoranti dell’area che, proporranno il fuori locale. Prodotti a km zero, ricette della tradizione, piatti variegati arriveranno da tutta Italia e non solo come: arancini e pasticceria siciliana, arrosticini abruzzesi fino alla paella valenciana. Oltre a carni alla griglia, pollo fritto, polpette vegane, la specialità hawaiana formata da riso, pesce fresco e verdure, i Poff cakes: dolcetti originari dell’Olanda insieme al Nitro Caffè, un caffè estratto a freddo e gustoso, molto in voga in America.




di Andrea Speziali
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scritto 29/06/2018 14.09.59 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
Duilio Cambellotti in mostra ai Musei di Villa Torlonia

6 giugno – 11 novembre 2018

I musei di Villa Torlonia presentano un importante percorso monografico che consente di ricollocare ed apprezzare appieno il lavoro multidisciplinare di un artista spesso presente nei più grandi eventi espositivi nazionali e internazionali.

Nelle otto sale del Casino dei Principi è allestita la parte più cospicua della mostra con 230 opere, che abbracciano sei decenni d’intenso lavoro,  mentre nel Casino Nobile è presente una sezione dedicata alla scenografia e una “galleria di sculture”.

Duilio Cambellotti (Roma 1876-1960) fu orafo, ceramista, illustratore, pittore, scenografo teatrale e cinematografico, costumista, infine fotografo e collezionista (anche di ceramiche popolari, acquisite dal Civico Museo del Paesaggio di Maenza, LT); ma soprattutto fu uno scultore originalissimo che la più recente storiografia artistica identifica come il vero antagonista del dinamismo plastico boccioniano.



di Andrea Speziali
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scritto 29/06/2018 14.04.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 






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