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Archivio Carlo Palli - Prato / In arte oggi vince chi tace.




ARCHIVIO CARLO  PALLI



A Prato esiste un esempio  virtuoso di collezionismo attivo che da anni è impegnato  nella diffusione dell’arte contemporanea. Carlo Palli, classe 1938, un tempo gallerista e  libero professionista come battitore d’asta e oggi grande collezionista che da oltre cinquant’anni vive  con impegno e passione dentro al sistema ufficiale dell’arte.



Collezionista di classe,  è convinto che in arte vince chi tace  con un lavoro incessante e sotterraneo  giocato sulla la ricerca e la riflessione  delle proposte in atto. Più che una collezione  è una raccolta dentro la quale esistono più collezioni. Comprende soprattutto “Poesia Visiva”, “Fluxus”, “Nouveau Rèalisme”, “Scuola di Pistoia” (Roberto Barni, Umberto Buscioni, Gianni Ruffi), “Musicisti fiorentini d’avanguardia” (Sylvano Bussotti, Giancarlo Cardini, Giuseppe Chiari, Pietro Grossi, Daniele Lombardi, Albert Mayr), “Architettura Radicale”. E ci sono anche opere di Arte Povera (Michelangelo Pistoletto, Alighiero), Hermann Nitsch (Azionismo Viennese), Toxic e Rammellzee (New Graffiti), Maurizio Nannucci, Massimo Nannucci, Paolo Masi, Antonio Catelani e Carlo Guaita (Zona, Base), Massimo Barzagli (anni Novanta), fotografia, libri d’artista e riviste d’avanguardia degli anni Sessanta e Settanta, documenti (cataloghi, libri, manifesti, foto, lettere, cartoline, inviti, ecc …). Quindi, non un normale collezionista che guarda al valore economico della sua collezione, bensì un appassionato ricercatore nell'ambito delle discipline collezionate (come i libri d'artista, le riviste d'avanguardia, gli strumenti musicali nell'arte contemporanea, il fascino dell'oggetto, ecc...). Per lui un documento può valere assai più di un'opera. Insomma, una grande collezione italiana.  (Sandro  Bongiani).


Attualmente la Collezione di Carlo Palli comprende più di 15mila tra opere e testimonianze, il cui nucleo principale è incentrato su movimenti degli anni ’60 e ’70 tra cui le Scritture Verbo Visive. Nel 2006, circa 250 opere sono state donate al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato e una selezione di opere è in comodato al Museo Novecento di Firenze. 



Visit. https://www.collezionedatiffany.com/arte-oggi-vince-tace-archivio-carlo-palli/




di Giovanni Bonanno & Sandro Bongiani
visita il blog ARCHIVE OPHEN VIRTUAL ART

 
erotismo lirico


Ren Hang, Untitled

Un corpo di donna abbandonato al flusso dell’acqua, svela l’osmosi primordiale con l’elemento archetipo originario della vita che al tempo stesso, prelude la stagnazione liquida del disfacimento. È una immagine creata da Ren Hang il fotografo cinese nato a Changchun nel 1987 e morto suicida a soli 29 anni nel 2017. Autore di opere censurate, sequestrate, vandalizzate e denunciate per oscenità, rappresenta i corpi dalla intensa carica erotica per esplorare l’inconfessato e profondo rapporto che l’essere umano intreccia con la natura. 

Hang fotografa gli elementi di erotismo più estremi, tingendoli di surreale quando adorna i suoi modelli di perle, serpenti, fumo, pesci, pavoni, frutta o piante. E proprio per il rapporto intimo e sensuale che alcuni protagonisti dei suoi scatti intrattengono con l’universo vegetale, può richiamare per certi versi il discusso “Pteridophilia” video dell’artista cinese Zheng Bo, proiettato nell’Orto botanico di Palermo in occasione di Manifesta12, tutt'oggi a rischio censura.

Le fotografie di Ren Hang risultano sempre permeate da un senso di mistero e da una purezza formale tali da apparire poetiche, innocenti, feroci e delicate, un mondo quello dell’artista ricco di mezze tinte e di contrasti che felicemente si fondono trasformando gli esili corpi glabri di giovani modelli, tutti simili tra loro, in forme scultoree definite, dove il genere non ha motivo d’importanza e non ne muta l’intensità e la lirica esaltazione della bellezza. 



di Lori Adragna
visita il blog IL FEMMINILE NELL'ARTE

scritto 12/08/2018 20:27:00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: ren hang zheng bo pteridophilia manifesta12 suicidio fotografia erotismo
 
Mostra Collettiva Internazionale “Marginali Attivi / 70 Ryosuke Cohen”



Mostra Collettiva Internazionale  “Marginali Attivi / 70 Ryosuke  Cohen”, a cura di  Sandro  Bongiani - Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno


 

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY
 “Marginali Attivi / 70 Ryosuke  Cohen”
a cura di Sandro Bongiani



Dal 31 luglio  al 1 dicembre  2018
Inaugurazione:  martedì 31 luglio  2018,  ore 18.00

S’inaugura  martedi 31  luglio 2018, alle ore 18.00, la mostra  collettiva internazionale a cura di Sandro  Bongiani dal titolo: Marginali Attivi / 70 Ryosuke Cohen che lo Spazio  Ophen Virtual Art Gallery di Salerno dedica all’artista giapponese, uno dei più longevi e interessanti   artisti contemporanei nati negli anni quaranta.  Una interessante mostra collettiva in concomitanza  anche della speciale ricorrenza del suo settantesimo compleanno, presentando 164 opere su un totale corpus grafico di  ben 281 operearrivate  da ogni parte del mondo  da importanti artisti internazionali che periodicamente si  sono avvicendati a collaborare con impegno e assiduità con Cohen.




Ryosuke Cohen, nato nel 1948, Osaka, in Giappone,  è un Mail Artista. Il nome della famiglia è Kouen  ma su consiglio di Byron Black, ha adottato  il nome  inglese  'Cohen' come in ebraico. Cohen scoprì la mail art in Canadà.  Ryosuke è il figlio di un noto scrittore di haiku in Giappone, Jyunichi Koen. I primi lavori di Cohen sono il risultato di un misto di tradizione e immaginario giapponese, numeri  e icone contemporanee  così com’è la sua firma, la lettera "C". L’artista giapponese per lungo tempo è stato interessato al movimento  Dada e Fluxus,  in contatto con Shozo Shimamoto e i membri del gruppo Gutai condividendo in modo spontaneo e naturale un nuovo modo di fare arte contemporanea. Ryosuke non è il primo artista postale e marginale giapponese, ma sicuramente è l’autore giapponese più longevo nel network internazionale Dopo Ray Johnson e  Guglielmo Achille Cavellini, anche Ryosuke Cohen  rimette  ancora una volta in gioco le carte della sperimentazione in  un sistema culturale antiquato che preferisce l’opera creata appositamente per essere commercializzata. Lo fa proponendo un particolare suo progetto “Brain Cell” (Cellula celebrale), iniziato nel giugno 1985 con  migliaia di membri  sparsi in oltre 80 paesi.  Un lavoro che raccoglie ogni 7-10 giorni circa le immagini di tanti artisti su un'unica pagina allegando un elenco di indirizzi di collaboratori, 55 in media per opera, che lo ha visto coinvolto per oltre  30 lunghi anni,  rifiutando l’opera unica e concetti  consueti come l’originalità e quindi, preferendo maggiormente il gioco, la ricerca  e la libertà concreta dell’artista volutamente collocato ai margini dell’attuale sistema culturale. Per questo modo di fare, egli è forse il più  interessante e attivo artista nella rete di chiunque altro per la capacità organizzativa del progetto e per diffusione capillare dell’arte marginale.  Nell'agosto 2001 ha iniziato in Italia  il progetto “Fractal Portrait”, facendo ritratti e silhouette del corpo ai suoi amici artisti in occasione dei  vari Meeting   svolti in diverse parti del mondo; Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Irlanda del Nord, Spagna, Jugoslavia, Germania, Olanda, Corea, Italia e Francia.  Cohen è l’artista contemporaneo che non rappresenta più colui che produce un’opera d’arte secondo le vecchie idee classiciste della tradizione, ma ricopre il ruolo di mediatore e di intermediario tra la realizzazione di un’idea progettuale (la sua) e coloro che partecipano al progetto. Praticamente, egli si fa promotore di un “fare” diventando regista di un intervento provvisorio,  che nasce  dal contributo degli altri e  si materializza insieme  nella collaborazione collettiva in cui tutti possono partecipare ed essere positivamente e  appassionatamente coinvolti nella creazione dell’opera. In oltre trent’anni di lavoro ha esposto con mostre e svolto performance  e incontri  in diverse aree geografiche del  mondo.  Attualmente vive a Ashiya-City Hyogo in Giappone.


















Artisti presenti: Ryosuke Cohen, Giappone John Held, Usa INicolas de la Casininière, Francia IJan Theuninck, Belgio I Josè Luis Alcalde Soberanes, Messico I Horst Tress, Germania I Pedro Bericat, Spagna I Mauro Molinari, Italia I John M. Bennett, Usa IRémy Pénard, Francia I Virginia Milici, Italia I Lamberto Caravita, Italia I Renata e Giovanni Stradada, Italia I Rosalie Gancie, Usa I Michel Della Vedova, Francia I Vittore Baroni, Italia I Bruno Cassaglia, Italia I Tommaso Cascella, Italia I Giovanni Fontana,  Italia I Antonio Sassu, Italia ILancillotto Bellini, Italia I Mariano Filippetta, Italia I Emilio Morandi, Italia Marina Salmaso, Danimarca Luisa  Bergamini, Italia Guido  Capuano, Italia Dmitry Babenko, Russia Cinzia Farina, Italia Umberto Basso, Italia Cesar Reglero, SpagnaMarcello Diotallevi, Italia I  Fernando Andolcetti, Italia Alfonso Caccavale, Italia ILeonor  Arnao, Argentina I Santini del Prete, Italia Pascal Lenoir, Francia Monica Michelotti, Italia  Matthew Rose, Francia Alberto Sordi, Italia Guy Bleus, Belgio IClaudio Grandinetti, Italia C. Mehrl Bennett, Usa Alessandra Borsetti Venier, Italia ILars Schumacher, Germania I Ernesto Terlizzi, Italia I Jacob de Chirico, Italia Susanne Schumacher, Germania Ruggero Maggi, Italia Maria Credidio, Italia Maya Lopez Muro, Argentina Antonio Gomez Garcia, Spagna Michel Della Vedova, Francia IFernanda Fedi, Italia I Fernando Aquiar, Portogallo Gino Gini, Italia Anna Boschi, Italia Luc Fierens, Belgio Gyorgy Galantai, Ungheria Alessandro Ceccotto, Italia I Giovanni Bonanno, Italia Pier Roberto Bassi, Italia Seiei Jack, Giappone Ko De Jonge, Olanda Keiichi Nakamura, Giappone  Calogero  Barba, Italia Katerina Nikoltsou, Grecia Carlo Iacomucci, Italia Kiki  Franceschi, Italia Antonio Baglivo, Italia Tomaso  Binga, Italia Matthew Rose, Francia Anna Banana, Canada Noriko Shimizu, Giappone Miguel  Jimenez, Spagna Rosa Gravino, Argentina Giancarlo Pucci, Italia Rolando Zucchini, Italia Alessandra Angelini, Italia Domenico Ferrara Foria, Italia Aarol Flores, Messico Gabi Minedi, Italia Laura Agostini, Italia Maribel Martinez, Argentina Alexander Limarev, Russia BuZ Blurr, Usa Patrizio Maria, ItaliaFranco Altobelli, Italia Daniele  Virgilio, Italia Aleksandar Jovanovic, Serbia IRoberto Keppler, Brasile Oronzo Liuzzi, Italia Francesco Aprile, Italia Osvaldo Cibils, Italia Domenico Severino, Italia Lucia Spagnuolo, Italia Linda Paoli, Italia IElena Marini, Italia Francesco Cornello, Italia Juan Lopez de Ael, Spagna Mabi Col, Italia Mzia Valerian, Belgio Rafael Gonzales, Spagna Miray Birce Gur, Turchia IJaromir Svozilik, Norvegia Fulgor C. Silvi, Italia Stefan Reinhard, Germania Lia Franzia, Italia Pierpaolo Limongelli, Italia Turkan Elci, Turchia Claudio  Romeo, ItaliaMichelle, Usa The Wasted Angel, Belgium Angela Caporaso, Italia  Eni Ilis, BrasileBeatriz Albuquerque, Portogallo Anna Karina Fries, Germania Derya Auci, Turchia IStiliachus, Germania Anna Miller, Oba Mail Art Group, Germania Maria Teresa Cazzaro, Italia Horvath Piroska, Austria Bruno Chiarlone Debenedetti, Italia Cecilia Bossi, Italia Mustafa Cevat Atalay, Turchia Vero Rigole, Belgio Adriano Bonari, ItaliaTeri Anderson, Inghilterra Maurizio Follin, Italia Afrodite Karamanli, Grecia Sigrid Sack, Germania Rossana  Bucci, Italia Roberto Scala, Italia Cobàs  (Mario Carchini), Italia Amadeu Escorcio, Portogallo Piero Barducci, Italia Bayron Dede, Turchia John  Gayer, Finlandia Nicolas Malevitsis, Grecia Antonia Mayol Castellò, Spagna Silvano Pertone, Italia Francesco Mandrino,  Italia Francine Fox, Usa IAdriana  Lucaciu, Romania Kathleen  McHugh, Usa Sophia Martinon, Grecia Janys Oliveira Fortaleza, Brasile Marie-Christine De Grave, Belgio Heloisa  Sonaglio, Brasile. Connie Jean, Usa Meral Agar, Turchia Raz Mail Art, Australia Claire Dinsmore, Usa I Oznur Kepce, Turchia Francisco Sanchez Gil, Spagna Hilar Tursoluk, Turchia Annie Label, Australia I Marysia Raposo, Brasile Turkan Elci, Turchia Maria Josè Silva - Mizé, Portogallo Sharon Silverman, Usa.




di Giovanni Bonanno & Sandro Bongiani
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Pray - Una forma d'arte per la spiritualità

Pray 


La vita è questo incredibile dono che ognuno di noi esperisce, emozionandosi.

 

Poterlo esprime attraverso l’arte attiva quella gioia di rendere condivisibile e fisica questa consapevolezza.

 

In questi ultimi anni le relazione fra dimensione reale e percezione mentale sono al centro dei miei interessi.

 

In particolare si ho attivato due percorsi, uno che guarda al bisogno spirituale, mistico, l’altro che affronta le dinamiche celebrali, all’incredibile trasformazione fra elaborazioni biochimiche e la formazione dei “pensieri”.

 

Sul fronte del primo percorso in questi giorni sto completando la seconda tappa del progetto Pray che, avviatasi nel 2016, ora ha preso forma nella creazione di un rosario per pratiche agnostiche, che presenterò prossimamente in un antico bosco naturale nei pressi di Cuneo.

 

Da diversi anni mi interessa capire quanto sia necessario, per molte persone anche agnostiche, il bisogno di praticare delle prassi di meditazione/spirituali che a volte necessitano di manufatti fisici ma che non siano vincolate a prassi religiose storiche.

 

Ho pensato che poteva essere utile creare degli strumenti per questa collettività che vuole potersi esprimere liberamente dalle religioni consolidate; individui che sentono una necessità di relazionarsi con i misteri della vita oltre la dimensione del “divino”.

 

Dopo le bandierine di preghiera che avevo presentato due anni fa, presso i laghi di Roburent in valle Stura, ora ho ideato un rosario rielaborando alcuni modelli delle più noti religioni.

 

Questo “rosario agnostico” sarà presentato con un evento performativo in un antico bosco, per riportare alla dimensione primordiale la relazione fra essere l’umano e natura.

 

Link Domenico Olivero CV




di d;o)
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scritto 25/07/2018 20:10:08 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: pray domenico olivero
 
E la chiamano estate - Quando andavamo in villeggiatura

"E la chiamano estate - Quando andavamo in villeggiatura" è il libro (edito da Secop) del giornalista Valentino Losito  che domenica 22 luglio verrà presentato - alle ore 19,30 - presso Lido La Rotonta a Santo Spirito. Raffaella Leone introdurrà e modererà la conversazione sulla tematica del libro che Michele Mirabella e l'autore intesseranno.

Il libro è una raccolta di storie, di personaggi grandi e piccoli, che hanno animato l'estati dell'autore, trascorse in villeggiatura nella marina di Bari Santo Spirito, location unica in tutte le storie raccontate.

Oscar Iarussi, nella prefazione scrive che è la 'nostalgia' il sentimento, sottile e acuto, che s'insinua nel lettore... e io, per esperienza diretta (avendolo già letto) aggiungo : "...sin dai primi racconti e che lo costringe a 'consumarli', tutti, uno ad uno, senza interruzione".



Nato nel 1956 a Bitonto, Valentino Losito è giornalista professionista dal 1991. Ha lavorato per oltre 25 anni alla Gazzetta del Mezzogiorno, dove è stato capo servizio di politica interna e poi vice caporedattore centrale. Dal maggio del 2013 a ottobre 2017 è stato presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia di cui era stato segretario dal 2007 al 2010. Attualmente è consigliere nazionale dello stesso Ordine. È appassionato di giornalismo, politica, calcio, lirica, poesia e della sua città, Bitonto.

A metà degli anni ’90 è stato promotore, nella sua città, del Centro studi e documentazione Agorà. Si è sempre interessato ai temi legati alla cittadinanza attiva e ai rapporti tra fede e politica in relazione soprattutto all’educazione delle giovani generazioni.


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scritto 17/07/2018 21:49:51 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
Enzo Arpaia arte, poesia e scultura di Armando Mele

'Enzo Arpaia arte, poesia e scultura di Armando Mele' è il titolo della mostra che si inaugura domani alle ore 19 a Palazzo Marchesale di Santeramo. La presentazione sarà a cura della scrittrice Concetta Antonelli. Organizzata dalla locale Proloco la mostra si avvale del Patrocinio del Comune di Santeramo in Colle.

A costituire il percorso espositivo troveremo trentacinque dipinti, in tecniche varie, di Arpaia accompagnati da versi di alcuni grandi della poesia. A 'incorniciare' il tutto saranno i lavori di Armando Mele, particolarissime installazioni realizzate dal recupero di antichi reperti, materiale ferroso e attrezzi agricoli.

La mostra potrà essere visitata fino al 30 luglio, dalle ore 18 alle 21 tutti i giorni e, nei festivi, anche dalle ore 10 alle ore 12.


"(..) Enzo Arpaia ama i paesaggi inondati di luce e di sole : è la luce della sua terra quella che appare sulle tele, ma non si tratta della luce variabile e momentanea degli impressionisti e dei loro epigoni. La sua luce serve piuttosto a catturare e ad elaborare immagini filtrate dalla memoria, lievi, tratteggiate con una genuina bizzaria, inscindibile del rapporto intimo che intrattiene con l'emozione e con la sua innata sensibilità. Bagliori azzurri esaltano i suoi scorci liberi e giocosi in una pittura affidata all'impulso e a un tratteggio personalissimo, che traccia sulla tela un intrigante fascino cromatico : ne emerge la complessità dei suoi stati dell'anima, il suo costante guardarsi dentro. 

La sua pittura si risolve in un'appassionata autenticità: soggetti semplici come una marina dalle acque turchine, un campo, angoli di giardino, un viottolo alberato, una radura con qualche ulivo, un viale di peschi fioriti affascinano proprio per la loro naturale quotidianità,per la pluralità delle loro voci, ombre e colori. E l'emozione si trasferisce dal pittore allo spettatore, dall'artista allo sguardo di chi riconosce, nelle opere dell'artista, tracce del quotidiano che ha spesso guardato senza vedere (..)" - G. F. Ferlisi

"L’artista Armando Mele, ricreando il giusto rapporto tra l’uomo e l’ambiente, ha ritrovato nel dialogo scultorio, un ottimo incontro con la natura, che nel tempo è diventato, dialogo continuo, scambio emozionale e deontologia personale dalla quale raramente se ne allontana.

Il personale e continuo dialogo con la natura lo distingue dagli altri, non possiamo dimenticate, che gli schizzi delle caverne ci appartengono, un retaggio di creatività rupestre, potrebbe essere la memoria di un continuo divenire, che distingue l’uomo per la sua anima.

L’attitudine mentale e la creatività manuale, riescono a smuovere la staticità dell’uomo spingendolo a urlare a se stesso e agli altri, la sua stessa creatività di essere artista.

Una vita dedicata all’arte, che non corre verso il nulla, ma urla la sua presenza dicendo a gran voce: “Io sono qui, con la mia creatività, con il mio vissuto, che ha segnato un tracciato della mia vita, che da oggi è la mia pietra miliare, del passato, presente e futuro”. - Anna Sciacovelli



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scritto 14/07/2018 16:21:51 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
Arte e Magia, il fascino dell'esoterismo in Europa. Al Roverella




Arte, magia ed esoterismo sono i protagonisti della mostra che Palazzo Roverella ospiterà dal 29 settembre 2018 al 27 gennaio 2019.
Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con l’Accademia dei Concordi ed il Comune di Rovigo e curata da Francesco Parisi, l’esposizione ripercorre i rapporti tra le correnti esoteriche in voga tra il 1880 e gli anni immediatamente successivi al primo conflitto mondiale e la loro influenza sulle arti figurative europee, dal movimento simbolista alle successive avanguardie storiche. Tra gli artisti in mostra: Odilon Redon, Paul Ranson, Eugene Grasset, Jean Delville, Felicien Rops, Austin Osman Spare, Paul Serusier, Alberto Martini, Carlos Schwabe, Wassily Kandinsky, Auguste Rodin, Edvard Munch, Frantisek Kupka, Giorgio Kienerk, Leonardo Bistolfi, Ferdinand Hodler, Albert Trachsel, Mikalojus Constantitnas Ciurlionis, Hugo Höppener (Fidus), Peter Behrens, Bruno Taut, Ernesto Basile, Paul Klee, Johann
es Itten, Luigi Russolo, Willelm Morgner, Kazimir Malevic, Gaetano Previati, George Frederic Watts, Giacomo Balla, Piet Mondrian, Frantisek Kupka, Romolo Romani.

L’attenzione per le dottrine esoteriche, con il loro bagaglio di figurazioni e miti, esplode nell’Europa di fine Ottocento coincidendo con lo sviluppo dell’arte simbolista. A partire dalla Francia e dal Belgio l’influenza della cultura esoterica sulle arti figurative si diffuse ben presto in Europa, intrecciandosi con la letteratura e coinvolgendo, grazie a Josephin Peladan e al suo Salon de la Rose+Croix, i maggiori protagonisti del simbolismo internazionale, da Arnold Böcklin a Gaetano Previati.
Le teorie ermetiche, e principalmente la Teosofia di Helena Petrovna Blavatsky, ebbero infine un ruolo rilevante, assieme alle ricerche sull’ottica e sui colori, nella genesi dell’astrattismo in particolar modo all’interno del movimento del Bauhaus, influenzando l’opera di artisti come Paul Klee, Johannes Itten, Piet Mondrian e Wassily Kandinsky. In Italia il legame con le simbologie esoteriche influenzerà anche le ricerche sull’astrattismo di pittori come Giacomo Balla, Arnaldo Ginna e Julius Evola in un singolare parallelo con gli interessi per le dottrine esoteriche di scrittori come Gabriele D’Annunzio, Dino Campana e Luigi Pirandello.

Suggestionati da testi letterari come I grandi iniziati di Edouard Schuré o dal celebre romanzo decadente La-Bas di Joris Karl Huysmans, pittori e scultori, ma anche viaggiatori, scrittori e giornalisti, trovarono nelle religioni orientali o nei testi ermetici una sorta di moda alternativa alle riflessioni sul cristianesimo. Nel corso del ‘900 poi si vennero a creare vere e proprie comunità, come quella di Monte Verità (località vicino ad Ascona), sviluppate attorno ad un sistema utopico magico/irrazionale in cui gli adepti praticavano culti solari, nudismo e vegetarianesimo ed in cui si ritrovavano, fra gli altri, Carl Gustav Jung, Hermann Hesse e Paul Klee.
A testimonianza di quanto l’interesse degli artisti per l’esoterismo abbia seguito un andamento costante ciascuna delle otto sezioni in cui la mostra si sviluppa è introdotta da un’opera storica (dal Rinascimento all’Illuminismo).
In mostra, lo spettatore si troverà coinvolto in un vero e proprio percorso iniziatico che procederà dall’invito al silenzio (sezione I, Entrata, Enigma, Invito al silenzio), attraversando templi ed are (sezione II, L’architettura esoterica: i templi e gli altari) verso l’illuminazione iniziatica terminando quindi con la rappresentazione di aure e raggi (sezione III, Psyche, Cosmo, Aura e forme ancestrali).
Tra i protagonisti della mostra in accurate sezioni iconografiche, il Diavolo in tutte le sue mutazioni: dai demoni intenti a seminare zizzania tra gli uomini, fino al moderno Faust che accompagna l’artista nell’atto creativo. La strega, già icona del Liberty decadente, conduce ora l’artista negli abissi della voluttà e della sottomissione come nel celebre dipinto di Gustav Adolf Mossa Elle. Gli animali notturni, civette, lupi, corvi, pipistrelli, misteriosi e affascinanti. Infine una galleria di ritratti di artisti, filosofi e pensatori, esponenti di teorie esoteriche occidentali ed orientali.
Un’ampia sezione è dedicata inoltre ai libri illustrati e alle incisioni, ad accompagnare l’intero percorso, dal Malleus Maleficarum, incunabolo rinascimentale, fino alle edizioni realizzate tre 800 e 900.
In catalogo, edito da Silvana, testi critici di Jean-David Jumeau Lafond (Salone Rosa+Croce), Hana Larvovà (Praga e la Boemia magica), Emanuele Bardazzi (L’illustrazione e l’esoterismo tra 800 e 900), Fabio Mangone (L’architettura esoterica), Paolo Bolpagni (Musica e esoterismo), Mario Finazzi (Giacomo Balla e la teosofia), Mara Folini (Monte Verità e gli artisti mitteleuropei), Matteo Fochessati (Teosofi e antroposofi in Liguria), Jolanda Nigro Covre (Esoterismo ed astrattismo).

Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, per la promozione della grande mostra di settembre, lancia tre proposte “speciali”. Innanzitutto una “Offerta per i gruppi”: il gruppo che prenoterà la visita entro il 30 settembre riceverà 5 biglietti omaggio e un catalogo di mostra.
La seconda “Offerta speciale” è indirizzata ai residenti a Rovigo e nel territorio provinciale: chi di loro acquisterà il biglietto, sia in veste di visitatore singolo che di gruppo, esibendo quel biglietto avrà il diritto di tornare ad ammirare tutte le volte che vorrà. Naturalmente, per evitare abusi, il biglietto acquistato la prima volta verrà reso nominale, ovvero verrà contrassegnato con nome e cognome dell’acquirente che, esibendo quel biglietto nominativo e un documento di riconoscimento, potrà riprestarsi in mostra tutte le volte che vorrà. Se il possessore del biglietto nominale vorrà tornare in mostra accompagnato da qualcuno, familiare o amico, la seconda persona avrà diritto ad un biglietto ridotto.

Informazioni e prenotazioni: www.palazzoroverella.com



di Andrea Speziali
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La lunga settimana della Villa Delle Rose: Cocoon Riccione, Andrea Damante, Gianluca Vacchi, Vida Loca


Il mese di luglio della Villa delle Rose di Misano Adriatico inizia più intenso che mai, con l’inaugurazione del mercoledì Cocoon Riccione, e due ospiti speciali per festeggiare al meglio il week-end della Notte Rosa: Andrea Damante e Gianluca Vacchi. Gran finale con la domenica Vida Loca.

In allegato il comunicato dettagliato e le foto di Alicante, Damante e Vacchi.


di Andrea Speziali
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scritto 06/07/2018 15:17:54 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
Porta della Marina

Lunedì 9 luglio presso il Salotto letterario 'Giuseppe Degennaro' in Bitonto (di fronte al Teatro Traetta) si terrà la prima presentazione dell'ultimo libro di Emanuele Cazzolla 'Porta della Marina'.

Ritornano i protagonisti di 'Condominio killer' in un nuovo giallo che si dipana tra Acquamarina e Bitonto. Con spunti di cronaca romanzata, tracce autobiografiche e l'immutato amore dell'Autore per il proprio territorio; un amore manifesto per la terra al di qua e al di là di Porta della Marina.

Introduce Nicola Pice mentre il giornalista Gianluca Battista dialogherà con l'Autore.

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Venerdì 13 luglio presso il Salone sottostante la Chiesa dello Spirito Santo di Santo Spirito si terrà la seconda presentazione dell'ultimo libro di Emanuele Cazzolla 'Porta della Marina'. Introduce il
Prof. Vincenzo Colonna mentre il giornalista Gianluca Battista dialogherà con l'Autore.

"Questo romanzo è figlio di "Condominio killer" che lo ha preceduto. Ma non è un giallo. In esso c'è pure un delitto (anzi ce ne sono due), c'è un'indagine, c'è l'individuazione di un colpevole. Questi ingredienti canonici sono, però come un vassoio su cui viene servito ben altro (...)
Su tutto prevale l'amore dell'autore per i propri luoghi, stavolta non solo quelli affacciati sul mare (Acquamarina) , ma anche quelli dell'immediato entroterra (Bitonto). Insomma un amore manifesto per le terre al di qua e al di là di Porta della Marina." - Giuseppe Maria de Boisy



Emanuele Cazzolla (1961, Santo Spirito - Bari), giornalista pubblicista, è esperto di arti grafiche e comunicazione. Si occupa di arte, musica, letteratura, tradizioni popolari. Ha realizzato il volume dedicato ai disegni di Francesco Speranza. Ha scritto i testi per il libro "L'Aldiqua" foto racconto del XXIC Congresso Eucaristico Nazionale. Nel 2011 ha dato alle stampe la raccolta narrativa "Il vecchio devoto altri 11 racconti brevi", e nel 2013 il saggio Rutigliano fischia" (SECOP edizioni) dedicato ai fischietti in terracotta e la sagra di S.Antonio Abate. Nel 2016 ha pubblicato "Condominio killer" (SECOP edizioni), il suo primo romanzo giallo.





di incircolarte
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scritto 04/07/2018 11:56:00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
INTERVISTA di SANDRO BONGIANI A RYOSUKE COHEN, (Japan).



 INTERVISTA A RYOSUKE COHEN
BY SPACE OPHEN VIRTUAL ART GALLERY

Performance  of Ryosuke  Cohen, (Japan).

 Intervista di  Sandro Bongiani a Ryosuke Cohen in occasione del 70° anniversario dell’artista giapponese e della Mostra  Retrospettiva che è stata presentata il 30 giugno  a Pontassieve (Firenze).

 
L'artista giapponese Ryosuke  Cohen

MARGINALI ATTIVI & SWARM ART
Nato nel 1948 a Osaka, in Giappone, Ryosuke Cohen non è il primo e unico artista postale giapponese, prima di lui anche Shozo Shimamoto aveva condiviso la Mail Art, tuttavia, è certamente l’autore giapponese più longevo e per certi versi, anche il più interessante e attivo nel network internazionale di chiunque altro per la diffusione capillare della pratica Mail artistica. Dopo “Brain Cell”, nell'agosto 2001 ha iniziato anche un altro progetto chiamato “Fractal Portrait Project”, iniziato in Italia al fine di realizzare più proficuamente il concetto di “Brain Cell”, facendo ritratti e Silhouette (face and body) agli amici artisti incontrati in questi anni nei in diversi incontri (Meetings) in tutto il mondo. Secondo Ryosuke Cohen, “Brain Cell” è come la struttura di un cervello visto al microscopio, ci appare come lo schema delle rete con migliaia di neuroni accumulati e ramificati insieme proprio come il Network dell’arte postale. La Mail art - scrive l’artista - “is dynamic", because you can be more of an individual free to create works of art with a new mind, being fragments of the entire network and sharing snippets of many other artists"e poi, “la rete si espande da A a B, da B a C, da C a D, da D a A, da C a A e così via, è come un corpo unico con una costruzione cerebrale fatta di un gran numero di cellule nervose strutturate e complesse, sistemate in un ordine non lineare. Ecco perché ha definito questo tipo di esperienza “Brain Cell (cellule del cervello)”. Praticamente è il risultato di un complesso intreccio di cellule nervose del cervelloun progetto senza fineaggiungendo, “ciò che nasce dal “flusso” Dada, Fluxus e Mail Art è l’unico modo per realizzare la nuova arte del domani”.Un’arte marginale che implica la collaborazione e la partecipazione globale degli artisti come strategia primaria per costruire l’opera. In occasione dei 70 Years di Cohen e della mostra personale a Pontassieve vicino Firenze (Italy), ho provato a fargli un’intervista, una sorta di dibattito a due sul suo coinvolgimento intenso nel mondo della Mail Art e dell’arte marginale e provare, seppur in modo provvisorio, a fare un primo bilancio delle cose che ha svolto in questi anni di lavoro.


Sandro Bongiani: da studente avevi iniziato la tua prima attività interessandoti a Matisse e Cezanne e successivamente il movimento Dada e Fluxus fino a scoprire nel 1981 la corrente alternativa e marginale della Mail Art. Da qui, sono nati nel 1985 i primi Brain Cell e poi nel 2001, in Italia, i grandi Fractal Portrait Project. Ci racconti gli inizi della tua attività artistica?
Ryosuke Cohen: Intorno al 1980, quando lavoravo all'Arte Concettuale, venni a conoscere la Mail Art attraverso Byron Black, Canadian Video Artist. Poi ho iniziato a inviare Mail Art, usando "fukuwarai", un gioco tradizionale giapponese in cui una persona bendata mette i tratti del viso (occhi, naso, bocca e sopracciglia) su un viso di carta e "C" come nella tabella di prova della vista. Non prima.  Ho davvero sentito l'importanza di Networking Art nello scambio con i Mail Artists, ho iniziato a inviare BRAIN CELL come uno dei modi migliori per esprimere una mia idea.  Ho inviato per la prima volta il mio "Ritratto e Corpo" in modo da rafforzare il concetto di  BRAIN CELL, e poi ho fatto BRAIN CELL (Mail Artists in Italy, 2001). Da allora il progetto è in corso in molti paesi in Europa, Stati Uniti, Canada e così via.

S.B. Che atmosfera culturale si respirava in Giappone tra gli anni 70 e 80 rispetto a oggi?
Ryosuke Cohen: Nel 1970, quando si tenne il Japan World Expo Osaka, il Giappone era salito sul'ondata di maggiore crescita economica. L'anno successivo mi sono laureato in un college di educazione nel 1974 e sono diventato un insegnante d'arte, sono stato un buon collega di Sumi Yasuo, un membro di Gutai, e poi sono entrato in contatto con altri membri del gruppo Gutai.

S.B. In quale anno è nato AU (Artist Union or Art Unidentified) e cosa pensi del gruppo Gutai?
Ryosuke Cohen: Nel 1975 si organizzarono in AU (Artist Union) sollecitati da Masunobu Yoshimura, a Tokyo. All'inizio, AU ha iniziato con un vasto gruppo di autori: non solo artisti ma architetti, persone legate al teatro, critici e così via. Più tardi Shozo Shimamoto ha rilevato AU.  Ho preso parte all'organizzazione nel 1977, quando  vi erano molti membri (7- 8), 5 artisti Gutai erano già stati in AU. Ho promosso relazioni amichevoli, ad eccezione della grande amicizia che avevo con Shozo Shimamoto, anche con Saburo Murakami, Tsuruko Yamazaki, Yasuo Sumi.

S.BPer diversi anni sei stato in contatto e hai fatto dei viaggi in Europa con il mitico Shozo Shimamoto, che ricordi hai di lui?
Ryosuke Cohen: In AU avevo fatto frequenti attività con Shozo Shimamoto dal 1977 al 1992: scambi meravigliosi con molti artisti nelle nostre tre volte che siamo stati insieme all'estero (Europa dell'Est nel 1985, USA nel 1987 e Europa occidentale nel 1990). Ho molti ricordi belli di Shozo Shimamoto nei nostri viaggi artistici. Certamente, da come aveva studiato psicologia, è stato un bravissimo produttore di eventi dell'UA e di se stesso.

S.B. Come viene realizzato un “Brain Cell”, che strategia usi per realizzare l’opera finale?  
Ryosuke Cohen: Riguardo al BRAIN CELL, stampo 150 fogli di formato A3 per numero, a un ritmo di un lavoro ogni 10 giorni. Ci sono circa 50 partecipanti per ogni numero. Il mio lavoro successivo è quello di inviare  per posta un foglio a ciascun partecipante, di legare 50 fogli in un libro una volta all'anno e di conservare il resto per i fare i Portrait Project, per le mostre che si fanno e per l'invio a chi è interessato.

S.B. I contributi dei collaboratori sono parte integrante del tuo lavoro?
Ryosuke Cohen: Inutile dire che non posso fare i BRAIN CELL senza i partecipanti a questo progetto. Brain Cell Network ha costantemente avuto nuove partecipazioni e continua a muoversi e diffondersi insieme nel tempo.

S.B. Ci vuoi precisare meglio cosa intendi per “Fractal” e per “Soup Orion”, qual’è la filosofia di base che sorregge il tuo lavoro?
Ryosuke Cohen:  Fractal è l'idea di auto-somiglianza proposta dal matematico francese, Benoit Mandelbrot. Non amo i termini di "individualità e "originalità" nell'arte. Penso che possa essere composto dall'accumulo sull'idea di molti artisti e sulla storia dell'arte: cioè, sono una raccolta di molti frammenti.  La ragione della proposta di Orion Soup è che dovremmo discutere non solo di un'attività nel nostro ristretto campo, ma anche di un tema libero unico per l'artista, che è il tema fondamentale per l'umanità: e il numero primo matematico. Orion Soup è la parola coniata che ho usato per questo modo di fare.

S.B. L’aspetto più interessante e nuovo degli artisti  di oggi è quello d’interagire tra loro in una corale partecipazione.  Questo accade anche in natura.  L'aspetto interessante di tali sistemi biologici è che questi comportamenti nascono ed emergono in modo spontaneo e autonomo, e vede nella collaborazione tra gli individui l’aspetto fondante anziché la competizione e supremazia del più forte come succede spesso nel sistema ufficiale dell’arte contemporanea. La formazione di grandi gruppi coordinati ma spontanei, ci appare come un immenso sciame assai noto in natura, vedi il comportamento coordinato di insetti come le api, vespe e formiche. E’ un organismo gigante con una mente propria e una intelligenza superiore alla somma dei singoli individui. Lo studio di modelli di questi sistemi porta allo sviluppo di algoritmi che appartengono alla classe chiamata swarm intelligence ("sciami intelligenti"). Il comportamento collettivo osservabile è il frutto delle semplici iterazioni che ha un singolo componente verso gli altri oppure verso l'ambiente. In tutti questi casi il gruppo sembra davvero un organismo gigante ed efficiente con una mente propria e un’intelligenza superiore alla somma dei singoli individui.  Questa esperienza la definisco "arte di confine", proprio perché desidera collocarsi in un "altrove praticabile” rispetto allo scenario totalizzante di una mediocrità planetaria. Praticamente un "laboratorio planetario" composto da numerosi "Network" sparsi su tutto il pianeta: archivi di idee, di sperimentalismo e di ricerca spontanea. Oggi ci appare  una sorta di strana ragnatela di comunicazioni creata da altrettanti corrispondenti capace di superare le infinite distanze geografiche del pianeta coinvolgendo concretamente tutte le Nazioni del mondo in un impressionante e gigantesco puzzle mobile, sempre variabile, perennemente in movimento”. L’arte di confine è ormai una rete consolidata di rapporti relazionali composta da migliaia di artisti del Network che si scambiano ogni giorno messaggi creativi in forma di e-mail, lettere, buste, cartoline, collage, poesie visive, libri d’artista e persino oggetti tridimensionali. Con essa la comunicazione visiva assume dimensioni planetarie, totalmente nuove e inaspettate. Insomma, è il più grande laboratorio sperimentale di ricerca artistica del pianeta terra (Il laboratorio globale del Network), un grande polmone di ricerca libera. Osservato nel suo insieme sembra un gigantesco dinosauro planetario, uno swarm intelligence, un magnifico essere dal grande occhio che si rigenera permanentemente con gli apporti spontanei di tante presenze individuali. Vuoi dirci qualcosa di più sul tuo metodo di lavoro per realizzare l’opera?
Ryosuke Cohen: Ho continuato a stampare BRAIN CELL ogni volta per mezzo di Gokko Print (una tipica stampante serigrafica semplificata giapponese).  Per prima cosa, mi preparo 16 -18 originali formato cartolina delle Mail Arts arrivate, quindi realizzo una versione sensibilizzata da cartolina, utilizzando ciascuna versione (16 -18) originali. Successivamente, stampo 16 -18 diverse copie per un foglio da 3 A, e aggiungo sigilli e/o timbri. Finisco per stampare 150 fogli di BRAIN CELL per un opera. Fractal Portrait è una performance che realizzo realmente incontrando i Mail Artists  nei “Meetings” che faccio ogni anno, disegnando il contorno del viso e del corpo direttamente sul posto. Dopo che, tornato in Giappone, finisco ogni opera con inchiostro nero cinese (sumi).

S.B. Dopo i "Brain Cell", a partire dal l'Italia del 2001, hai approdato al “Fractal Portrait Project” del viso e del corpo nei vari incontri che hai fatto in diversi paesi del mondo approfondendo in modo più proficuo il concetto dei "Brain Cell", che significato hanno le tue performance che fai per realizzare le opere Fractal Portrait Project?
Ryosuke Cohen: L'incontro con molti artisti postali all'estero mi permette di conoscere meglio come si impegnano in un'ampia varietà di forme artistiche e di capire direttamente la loro passione per l'arte.

S.B. La lettura dei Fractal Portrait Project / include, l’azione performativa che va a integrarsi con l’esperienza dei precedenti Brain Cell, e secondo me, riassume una parte di vita e di storia vera del Giappone; penso a Hiroshima con il tragico bombardamento atomico. Insomma, Hiroshima come la Pompei spazzata via dalla Vesuvio del 79 d.c. infatti, si racconta che a Hiroshima il 6 agosto 1945 alle ore 8:15 il bombardamento atomico abbia letteralmente proiettato le persone al muro diventando solo semplici ombre. Dilagano nella città di Hiroshima vecchia immagini di questo tipo, quasi una sorta di macabro promemoria. Le ombre di Hiroshima hanno fermato tragicamente il tempo e per un momento anche la storia del Giappone. Anche nei tuoi lavori la presenza dell’uomo diventa sagoma, “presenza -essenza” dell’uomo contemporaneo. Ci vedo questa associazione nei tuoi lavori. Cosa ne pensi?
Ryosuke Cohen: Fractal Portrait è un'immagine che si collega da "Now" (il presente) al futuro. Non cattura l'idea dell'ombra ma la silhouette vivente degli artisti. Hiroshima è una storia triste. Nel 1986 o 1987, Bern Porter, fisico americano coinvolto nel Progetto Manhattan, venne a trovarmi in Giappone. A quel tempo aveva lasciato una carriera di fisico per diventare un Mail Artist. E’ stato un partecipante dal numero 1 di BRAIN CELL. Mi aveva detto: "LA CELLULA DEL CERVELLO è un simbolo di pace". Ho iniziato con enfasi sul Networking of art con i BRAIN CELL, ma recentemente sento fortemente il peso delle sue parole per questa pace.

S.B. Nel panorama contemporaneo dell’arte esistono due tipi di artisti; quei pittori che collaborano con il sistema “commerciale” dell’arte, e poi “gli altri”, i franchi tiratori, liberi da obblighi e da vincoli. Riguardo il sistema “ufficiale” dell’arte, il tuo posizionamento è autonomo, rispetto a mode e tendenze pre-confezionate, preferendo l’attivismo del circuito planetario, altro modo, parallelo e convergente, di fare ricerca libera a 360 °. Diceva Marcel Duchamp: Il grande artista deve andare nella clandestinità e nell’anonimato. Sicuramente, con la Mail Art, la dichiarazione di Duchamp diventa un lucido programma, dal momento che in te non c’è nessun interesse commerciale e si presta a questa “nuova dimensione” per la sua intrinseca capacità di scavalcamento della critica, dei galleristi, del mercato, in un confronto “diretto”, tra un artista e l’altro e, soprattutto, in un attraversamento “libero” delle più diverse tendenze dell’arte di ricerca. Cosa puoi dirci?
Ryosuke Cohen: Non c'è scopo nelle attività dell'artista. Non è qualcosa che possiamo fare per dominarlo. Credo che il lavoro dell'artista sia quello di pensare sempre a "Cos'è l'arte?".

S.B. In una interessante intervista del 2012, John Held Jr. ti chiese se dopo aver completato la silhouette frattale salvavi qualche opera per te stesso, magari per una possibile e futura mostra dei lavori. In quella occasione tu confessavi che ti risultava difficile raccogliere tutto il materiale da esporre, visto che ogni opera realizzata viene regalata agli amici. Di sicuro, una mostra del genere fino a qualche anno fa risultava improponibile se non impossibile per un artista che lavora come te. Nel 2015 con lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery il problema è stato superato presentando 15 anni di lavoro dei “Fractal Portrait Project” visibili con un vernissage virtuale collettivo e contemporaneo in tutto il pianeta. Come vedi la tecnologia e i nuovi strumenti di comunicazione risolvono problemi considerati apparentemente insormontabili. Che ne pensi?
Ryosuke Cohen: Non mi sarei mai aspettato che il mio lavoro fosse presentato in questo modo. Sono rimasto sorpreso dalla raffinatezza dello Spazio Ophen Virtual Art Gallery. Sono grato del risultato. Sono certo che, a causa della diffusione della SNS, il ruolo assumerà un'importanza sempre maggiore in futuro.

S.B. Una mia personale curiosità, come importante artista contemporaneo, hai un sogno particolare nel cassetto che vorresti realizzare al più presto?
Ryosuke Cohen: Innanzitutto, mi piacerebbe andare all'estero il più spesso possibile, al fine di continuare a fare i  Fractal Portrait Project. Attualmente conservo tutte la Mail Art (35 anni circa) presso un magazzino di noleggio e  la mia casa. In secondo luogo,  credo che lo donerò a musei e alle gallerie in modo da utilizzarlo per ricerche su la Mail Art.           
(Tradotto il 20 maggio 2018 dall’inglese all’italiano a cura di Sandro Bongiani).

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Intervista a Ryosuke Cohen, di Sandro  Bongiani


di Giovanni Bonanno & Sandro Bongiani
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