blog@exibart.com
home inaugurazioni calendario speed-news forum annunci concorsi sondaggi commenti pubblicità contatti
Exibart.platform > onpaper mobile bookshop rss radio tv alert newsletter segnala blog
recensioni > roma milano napoli venezia torino toscana vedi le altre 
rubriche > libri architettura design fashion in fumo decibel vedi le altre 
e-mail    password password persa? registrati ora!


CERCA IN TUTTI I BLOG
VUOI APRIRE ANCHE TU UN BLOG?

Informati cliccando qui

GLI ULTIMI 10 INTERVENTI IN TUTTI I BLOG
 
2011 Hong Kong & Shenzhen Bi-City Biennale of Urbanism \ Architecture

Biennale Architettura Shenzhen Hong Kong (photo mmgobbo)

Shenzhen Hong Kong Architecture Biennale 2011 2012.

(dal 8.12.2011 al 18.02.2012)

Questa e’ la quarta edizione della Biennale di Architettura di Shenzhen e Hong Kong ed e’ la prima con un direttore internazionale, Terence Riley ( founding partner of k/r (keenen/ riley).

Questa Biennale e’ la prima a concentrarsi sull'urbanistica come tema principale ed a considerare i vari aspetti delle città in crescita come agente attivo nella cultura contemporanea.
I
l programma e’ ricco e costituito da una serie di mostre, in spazi chiusi e all’aperto, che incorpora anche riflessioni specifiche sui luoghi delle citta’ di Shenzhen e Hong Kong.

Tra le varie mostre, tutte variamente stimolanti e prodotte appositamente per la Biennale, ho particolarmente apprezzato i casi-studio di città che hanno meno di 60 anni (… And Then it Became a City), poi una mostra che esplora lo sviluppo delle varie forme di trasporto urbano, un'altra per i recenti progetti in fase di costruzione a Shenzhen, quella dedicata agli alloggi a prezzi accessibili, e ancora “Boom, Shenzhen”, curata da Mary Ann O’Donnell, “Favela Painting”, il progetto di riqualificazione della favela di Santa Marta, a Rio De Janeiro, usando semplicemente il colore (artisti olandesi Jeroen Koolhaas e Dre Urhahn)... davvero parecchio da vedere, da leggere e su cui riflettere.

L’impressione generale e’ che la Biennale abbia davvero rispecchiato gli intendimenti del curatore, Mr. Terence Riley, che a suo tempo dichiaro’ :”... our idea is to create a paradigm that considers the cyclical growth pattern of urban sites such as Shenzhen, where cities create architecture, architecture creates cities, and how this process continues without end. At a time when sustainability is imperative, the idea of describing an open process that takes into account its own renewal and constant evolution is essential.”.

Se volete piu’ informazioni, qui il sito: http://hkszbiennale.org/2011/en/index.html

Raccomandabile, se passate o siete tra Shenzhen e Hong Kong durante questo periodo.



di Marco M Gobbo
visita il blog ArtAsia

 
Torino ha bisogno di calarsi sempre più a fondo in una dimensione internazionale.

2/2/2012.
A torino l'Ambasciatore Russo in Italia, Alexey Meshkov, con Piero Fassino.

 Piero Fassino sindaco di Torino, e l'assessore alla cultura Braccialarghe a fine settimana voleranno San Pietroburgo per  firmare un’intesa con il sindaco della metropoli russa Georgij Poltavcenko.
Un accordo di collaborazione tra le due città, Torino offre il suo sistema dell'arte contemporanea, il cinema. L’accordo con San Pietroburgo per lo scambio di opere d’arte, però, sarà soltanto il primo passo.
Ne seguiranno altri, con altre città, ancora da concordare.
L'Ermitage non ha bisogno di presentazioni, ospita una delle più importanti collezioni d’arte del mondo; l’edificio in origine faceva parte dell’importante reggia imperiale che per due secoli ospitò le famiglie degli zar, fino al 1917, anno dell’inizio della Rivoluzione d’Ottobre.
 Il museo espone opere di Caravaggio, Francesco Casanova, Paul Cézanne, Leonardo da Vinci, Jacques-Louis David, Edgar Degas, Paul Gauguin, Fra Filippo Lippi, Henri Matisse, Claude Monet, Pablo Picasso, Pierre-Auguste Renoir, Rembrandt, Pieter Paul Rubens, Tiziano, Vincent Van Gogh, Jacob Van Ruisdael, Diego Velázquez e moltissimi altri artisti.






di "Nel poeta e nell'artista c'è l'infinito."
visita il blog VOCAZIONE VAGABONDO

scritto 06/02/2012 16.24.45 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: torino san pietroburgo fassino ermitage
 
EXIBART / IL DETTO DELLA SETTIMANA

SANDRO BONGIANI & C.

 

DETTI  E  RIDETTI  

  - Tra parola  e  immagine -     

La Rubrica   settimanale di   “Detti, Ridetti e Riletti”   è un  ricorrente appuntamento settimanale   di frasi    e citazioni   personali   sull’arte e anche illuminanti   contributi   di diverso pensiero critico e poetico, alla ricerca di un nuovo rapporto sinestetico  tra parola e immagine, tra narrazione e opera d’arte a confronto.  

 

 

 

  EXIBART -  Lunedì   6 Febbraio  2012   

  

      

L'opera   

  MARCELLO  DIOTALLEVI

 

          

         FIABA AL VENTO, tessuto ripstop,  Courtesy  Collezione   Diotallevi  

 

 

 IL DETTO:

 

 "L'arte non insegna nulla, tranne il senso della vita" 
                                                                               (Henri Miller)



di Giovanni Bonanno & Sandro Bongiani
visita il blog ARCHIVE OPHEN VIRTUAL ART

 
Biennale di Venezia - Padiglione Italia" a Torino Sala Nervi in "Torino Esposizioni". La mostra curata da Vittorio Sgarbi che grazie al successo riscontrato è stata prorogata fino al 29 Febbario 2012.

Video YouTube



Credo che ci siano più punti in comune di quanto si creda tra arte e politica, due impegni che si occupano degli altri: chi fa arte deve interessare e avvicinare alla fruizione artistica la gente, per trasmettere ed esprimere sensazioni, il politico deve aiutare a risolvere i loro problemi. Per entrambi, l'oggetto della loro attenzione è lo stesso: il pubblico, i cittadini.



di "Nel poeta e nell'artista c'è l'infinito."
visita il blog VOCAZIONE VAGABONDO

 
EXIBART/ LA NOTIZIA DEL GIORNO

Sandro Bongiani & C.

 

    "Arriva la seconda edizione di VIP Art Fair, la prima fiera d'arte contemporanea in esclusiva sul web. Le "porte” aprono dal tre all'otto febbraio. Christiane Fischer, Presidente di AXA Art Assicurazioni sulla manifestazione afferma....."  (Exibart, 1 febbraio 2012)

            

                                                   

Sta per iniziare la seconda edizione di Vip 2.0 Art Fair, accessibile dal web tra il 3 e l’8 febbraio.  Vip2.0 si presenta con una serie di sale  virtuali  per ogni espositore,  consentendo ai collezionisti  virtuali di visitare la fiera “accompagnati” da curatori  o collezionisti d’eccezione. Verranno inoltre presentati  video con interviste ai galleristi su ciò che espongono in fiera.  Ci saranno gallerie importanti come Gagosian, David Zwirner, Pace Gallery e Marian Goodman.   Vip Art Fair online  non terminerà  il giorno 8 febbraio ma si estenderà ad altre tre fiere successive: VIP paper, VIP photo, VIP Vernissage a tutto settembre 2012.  Infatti,  VIP Paper si terrà tra il 20 e il 22 aprile, e presenterà edizioni limitate e opere su carta, mentre VIP Photo avrà luogo tra il 13 e il 15 luglio e VIP Vernissage dal 7 al 9 settembre. Una Fiera d’arte di certo  insolita, visibile stando seduti  comodi in un angolo del salotto accanto al camino di casa e visitabile con un colpo di mouse,  con la  percezione di  dettagliati spazi virtuali di   importanti gallerie espositrici  che permetteranno allo spettatore di  percorrere  virtualmente  le  sale  e vedere le opere che ogni Galleria d’arte  “metterà  in mostra”.  Le strategie dell’arte, credo, si stanno evolvendo prospettando ora  nuovi modi di presentare e condividere l’arte contemporanea e moderna.  Ambienti virtuali  nati dalla tecnologia attuale,  ideati  dalla necessità urgente  di coinvolgere milioni di collezionisti sparsi in tutto il pianeta del villaggio globale.  Dopo  Christie's,  Sotheby's  e  Live (una piattaforma di aste destinata gli utenti interattivi),   interessati   a costruire un mercato dell'arte anche online,  per il secondo anno consecutivo  VIP Art Fair apre le porte a una comunità "tutta virtuale"(collezionisti, curatori, appassionati, artisti  e persino curiosi),  con uno spazio   a portata di mouse destinato a sconvolgere già  l’assetto delle fiere  più importanti di  mezzo mondo. C’è da immaginarselo. Dopo il primo allestimento interattivo che aveva creato qualche problema  in più al popolo del Web, infatti,  a causa della massiccio afflusso di “visitatori”  il sistema era “saltato”   impedendo a tanti collezionisti  di visionare le opere presenti. Sembra che tutto ciò sia stato risolto.  Io sono molto ottimista su tali progetti, non a caso Gallerie come Continua, Tucci Russo, Kaufmann,  Massimo Minini hanno compreso da subito l’importanza  di tale iniziativa  condividendola  appieno e mettendoci la faccia. Dall’afflusso  dei visitatori della scorsa edizione, Web permettendo,  si prevede  un successo complessivo di proposte e  di vendite  che interesseranno  un  pubblico sempre  più virtuale ma raffinato.

E la crisi  mondiale, la recessione?

 Non si sente!!!.

 I migliori affari per chi ha un buon portafoglio si fanno proprio quando vi è una situazione di recessione planetaria  approfittando di chi  in cerca di  solidità  accetta di svendere qualche lavoro presente nella propria collezione personale.

 

                                                               Cordialmente, Sandro  Bongiani

 

             

http://www.vipartfair.com/

http://www.vipartfair.com/galleries

http://www.vipartfair.com/calendar

http://www.vipartfair.com/discussions

http://www.vipartfair.com/about

   http://www.collezionebongianiartmuseum.it/home.php 



di Giovanni Bonanno & Sandro Bongiani
visita il blog ARCHIVE OPHEN VIRTUAL ART

 
POIESIS/ Dedicato a Fausto Melotti

Ritratto di Fausto Melotti

 






UN  SOFFIO  DI  VENTO

 Poema visivo di  Giovanni  Bonanno
dedicato a Fausto  Melotti

 

 

La vita

di un uomo

è fatta di  oscuri tintinnii di campane appese per la gola,

di cadute, di miraggi e anche  di memorie solitarie che nascono da cadenze antiche.

Solo nell’oscurità il silenzio  incarna  essenze malinconiche  senza tempo.  

La luce vola oscura tra fruscii e  rintocchi che sbattono cupi nell’aria come presagi dell’invisibile.

Solo nella fantasia il silenzio magicamente  prende forma.

L’aspro vento  di Rovereto  sfiora e accarezza le  frange dei cenci appesi ad una trave  di ferro sibilando oscuri  e mirabili incanti  per poi  adagiarsi  fiera  sopra  la  polvere che il tempo ha  conservato.

Solo nei ricordi   il silenzio  diventa poesia   tra una  metamorfosi  e un battito d’ali che il tempo   si appresta a cancellare.

Nella penombra dei  pensieri,  insolite  presenze di latta e di ruggine  colano  orgogliosi lungo remoti pendii   per condensarsi in entità sospese.

Solo nel silenzio dell’oscurità

gli incanti   si trasformano

 in  note  

e  in contrappunti musicali

nel tentativo  

di esserci

ancora.

Giovanni Bonanno © 2012



di Giovanni Bonanno & Sandro Bongiani
visita il blog ARCHIVE OPHEN VIRTUAL ART

 
Mine Vaganti...

Non mi reputo un disoccupato, ma un creativo a tempo pieno. Dario Lazzaretto, sound artista, operatore culturale e ricercatore artistico. Ma dove trova terreno fertile per effettuare questa ricerca?

 Continuano così le mie interviste virtuali alla seconda mina vagante del settore culturale italiano. Un artista, che rispecchia appieno la condizione psicologica del settore dell’arte contemporanea italiana, ove il pensiero di tutti è messo in crisi da una frammentazione di tipo esistenziale, il che li porta molto spesso ad operare su una pluralità di linee di ricerca, talvolta del tutto personali e soprattutto isolate. L'ho intervistato attraverso la modalità della corrispondenza epistolare interattiva, cui Dario ha accettato di partecipare volentieri per esperire una sorta di riflessione interiore. Reduce dal terribile cataclisma in Giappone, in cui si è ritrovato coinvolto in prima persona, Dario non ha fatto in tempo a terminare la sua ricerca, umana oltre che artistica, e sogna di potervi ritornare, un giorno, quando tutto sarà tornato alla normalità.

Come mai inizia questo tuo vagabondare per i posti più disparati del mondo?

 Purtroppo solo di recente ho avuto la possibilità di muovermi un po' nel mondo. Ho vissuto tre mesi a Tokyo, per effettuare numerose registrazioni audio funzionali al mio lavoro, ma il viaggio ha avuto - necessariamente - fine qualche giorno dopo la recente catastrofe che ha colpito il Giappone. A giorni dovrò recarmi per una settimana a Tolosa, in Francia, dove ero stato invitato (e spesato) per seguire il Festival Traverse Video e presentare presso Les Abbatoir, il Museo d'arte contemporanea di Tolosa, alcuni video recentemente realizzati. Oggi sono a Padova, la mia città, e ci resterò qualche mese, credo. Sto comunque inviando varie domande di partecipazioni per Residenze d'arte nel mondo, auspicandomi di riprendere presto un aereo.

Ben tre mesi a Tokyo. Immagino che conosci perfettamente l'inglese per interagire con la nuova realtà con cui ti sei venuto a confrontare. Che tipo di esperienza reputi di aver portato a casa?

Non posso dire di parlare un inglese impeccabile, ma la lingua anglosassone mi è stata utile. Sebbene in Giappone pochi la parlino volentieri. L'esperienza è stata totale. Inebriato, pieno di nuove idee e ancora un po' scosso sono le prime parole che mi vengono in mente. Sebbene sia stato traumatico, comunque, non ricorderò certo il Giappone per il devastante cataclisma, ma per la frizzante e affascinante vita che sa offrire.

Forse, come in alcuni paesi stranieri, solo le persone con un elevato livello d'istruzione (professionisti e studenti universitari per lo più) sono capaci d'interagire perfettamente in lingua inglese. Cosa che, al contrario, non siamo soliti fare noi italiani per le note lacune nella preparazione culturale. Ad ogni modo... Dove hai vissuto? Se partito pianificando una meta precisa o hai modificato lì, di volta in volta, la tua sistemazione?

In verità ho parlato in inglese anche con poliziotti, contadini, pescivendoli. Dopo i primi giorni, passati tra l'Hotel e un divano fuori città (Fussa), trovato tramite couchsurfing.com, ho dimorato a Kiba (Koto) in una Guest House suggerita da un'agenzia contattata già in Italia (Oak House). Una volta presa la camera poi, ho esplorato comodamente la città, data la posizione abbastanza centrale. Mi interessavano gallerie ed istituzioni d'arte contemporanea di Ginza, Shibuya e Roppongi ed erano raggiungibili anche in bicicletta.

Ginza, Shibuia... e la mia mente va alla tesi di laurea alla Nakagin Capsule Tower di Kurokawa. Hai avuto modo di vederla? E di soggiornarvi? L'architettura metabolica di quegli anni è un elemento preponderante nella città. Cosa puoi dirci invece sull'arte nipponica? Esiste, allo stato attuale, un movimento in cui si riconosce il paese?

In verità non ho alloggiato nella Nakagin Capsule Tower, peraltro in condizioni non eccellenti, ma ho visto i moderni Capsule Hotel a Shibuya ed ho pensato a "La Montagna Sacra" (il migliore architetto del mondo). Parecchio interessante quasi tutta l'architettura moderna e contemporanea a Tokyo, comunque. Nell'arte visiva, prevalentemente nella figurativa, si nota un filo conduttore lungo più di 50 anni: a partire dai lavori di Chimei Hamada, passando per i celeberrimi Murakami e Nara, per giungere ad emergenti di pregio come Ai Shinohara, Inoko Toshiyuki, Wada Atsushi, Eisuke Sato... solo per citarne alcuni tra quelli che ritengo più interessanti. In ogni caso, si nota come la cultura manga-anime sia strettamente legata alle arti visive.

E tu cosa hai metabolizzato dell'arte nipponica? C'è qualcosa che hai deciso di far tuo nei prossimi lavori? Immagino tu sia molto ispirato dopo quest'esperienza...

Si, mi sono sentito assai ispirato. Ma per ora sto ancora metabolizzando. Mi piacerebbe poter rendere lo stesso "senso del tempo" che ho scoperto a Tokyo. Mi sono venute in mente parecchie idee per nuovi lavori e progetti, ad oggi, ancora in fase di ricerca o di lavorazione (soprattutto alcune installazioni audio). Di certo credo che proverò ad esplorare meglio l'aspetto performativo dei miei lavori, cercando di dare un giusto peso anche alla visibilità e alla lentezza del processo creativo, ma, come ho detto, work in progress e… acqua in bocca!

Tempo che lì, a quanto pare, non si piega dinnanzi alle catastrofi naturali. Come hanno reagito i giapponesi all'evento del terremoto?

Mah, tranne nei momenti iniziali - quei due lunghi minuti della prima scossa - in cui ho visto su più di un volto un’espressione di panico, direi che nei giorni seguenti tutti si comportavano normalmente. Grande e composta dignità, senso di collaborazione e fratellanza, compassione e forza d'animo. Questo è ciò che ricorderò.

Lo hanno riconosciuto in molti, tra i media. E tu invece? Come ha vissuto Dario, uno straniero venuto dal lontano occidente, quella circostanza terribile?

Per me è stato come una specie di incubo, i primi due giorni. Come un triste e prematuro arrivederci, ai miei amici e a quella terra, nei giorni successivi, finché non sono salito sull'aereo.

Immagino tu sia stato costretto a partire prima ancora di portare a termine la tua ricerca artistica e la tua esperienza personale lì. Credi di ritornarci, un giorno, magari quando si sarà ripristinata la normalità?

Proprio qualche giorno fa ho letto in un blog una domanda interessante che suonava più o meno così: "Voi che scappate dalla morte... cos'avete di così importante da fare, per affannarvi così tanto per sopravvivere?". Ci sto pensando spesso. Spero di poter tornare al più presto, ma in modo da poter restare qualche mese in più, magari uno o due anni. Comunque conto di tornare dopo che la situazione si sarà normalizzata.

Scorgo una certa fase di stallo nella tua vita, nella tua arte, e di profonda volontà di trasformazione e cambiamento... Reputi di essere anche tu, come in molti, fuori luogo in quest'Italia che sta implodendo su se stessa e nella propria crisi? Continui a nutrire il desiderio di fuggire?

Scorgi bene, Angela. Anche se credo fermamente nel mio lavoro passato, dopo aver visto a Tokyo - e come vedrò a Tolosa - le ricerche artistiche d'avanguardia (mi si perdoni il termine) e il rispetto, anche economico, con cui vengono trattate, mi sento un artista piccolo piccolo ma pure un po' più grande. Temo però che la crisi implosiva italiana, ancor prima che economica, sia culturale. A volte mi pare un abisso quello che ci separa dall'Europa e dal mondo. L'insofferenza del vivere in Italia nasce da questo, nel mio caso. Non è un problema prettamente economico. La volontà di cercare luoghi dove lavorare più serenamente, senza per forza dover strizzare un occhio al mercato, ed in un contesto sociale più evoluto e quindi più ricettivo, è alla base del mio pulsante desiderio di emigrazione. E non ho altro da aggiungere.

Angela Russo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



di Angela Russo
visita il blog Avant-garde

 
Lutto nel mondo dell'arte Torinese, muore il maestro Tabusso.

Tabusso, borgata nella neve.

Francesco Tabusso è stato negli anni'50 fondatore insieme ad Aimone, Casorati, Chessa, Niotti, della rivista “Orsa Minore" e nel 1954, appena ventiquattrenne, partecipa alla Biennale di Venezia.
Nel 1975 realizza la Grande Pala Absidale “Il Cantico delle Creature” per la Chiesa di San Francesco d’Assisi a Milano.
Il Maestro Tabusso, della «meraviglia», «sulle ali della realtà», nei suoi quadri si ha l'impressione di essere davanti ad una poesia dipinta, una coppia contadina, una festa paesana, le uova nel cappello (le uova contemplate nell’atelier casoratiano), l’alpeggio, il giardino di Rubiana, la sua Combray, il villaggio dove ritrovava estate dopo estate il tempo perduto, meditando i versi di Dino Campana, il poeta dei Canti Orfici che in Val Susa si rifugiò malato d’amore...



di "Nel poeta e nell'artista c'è l'infinito."
visita il blog VOCAZIONE VAGABONDO

scritto 30/01/2012 19.24.27 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: francesco tabusso torino aimone casorati chessa niotti, rivista “orsa minore"
 
EXIBART / IL DETTO DELLA SETTIMANA

Sandro Bongiani & C.

 

DETTI  E  RIDETTI  

  - Tra parola  e  immagine -     

La Rubrica   settimanale di   “Detti, Ridetti e Riletti”   è un  ricorrente appuntamento settimanale   di frasi    e citazioni   personali   sull’arte e anche illuminanti   contributi   di diverso pensiero critico e poetico, alla ricerca di un nuovo rapporto sinestetico  tra parola e immagine, tra narrazione e opera d’arte a confronto.  

 

 

 

  EXIBART -  Lunedì   30  Gennaio  2012   

  

      

L'opera   

  EMILIO  SCANAVINO

 

        

 LA CROCE. olio su tela tamburata. 146 x 112,  Courtesy Galleria Ferrari  

 

 IL DETTO:

 

  “l’arte è un amore dichiarato a lume di candela per filo e per segno”

                                                                                   (Sandro  Bongiani)



di Giovanni Bonanno & Sandro Bongiani
visita il blog ARCHIVE OPHEN VIRTUAL ART

scritto 29/01/2012 17.04.31 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: emilio scanavino,sandro bongiani,arte moderna, informale, exibart
 
Lidapofaf - Lasciando il domani al presente o forse al futuro

lidapofaf

 

Presso l’atrio del Salone d’Onore posto al primo piano del Palazzo Comunale di Cuneo sarà esposta l’installazione “Lidapofaf - Lasciando il domani al presente o forse al futuro” opera dell’artista Domenico Olivero.

 

Il lavoro proposto è un gruppo di sculture in differenti materiali, un assemblaggio multi materico dai forti contrasti cromatici. Tre elementi scultorei che narrano del flusso della vita; percezioni materiche dell’emozionarsi al vivere.

 

Il progetto tratta il tema dell’immanenza, di quell’insieme di percezioni che l’uomo riordina nel suo percorso temporale, trasformandoli in un universo di senso e ordine. Si attiva così, fra l’opera e il fruitore, un dialogo fra ordine e disordine, fra senso e dubbi, fra chiaro e scuro.

 

Il tentativo di affrontare il tempo, le sue supposte divisioni, la sua misura, che potrebbero essere interpretate come le tre fasi del flusso della vita umana: il passato, il presente e il futuro. Ma forse anche liberi pensieri metafisici. 

 

 

Testo a cura di Marina Perlo

 

Sono molte le sensazioni che lentamente attraversano il vivere umano, a volte inaspettate, a volte sperate, a volte incomprese.

 

Avviandosi nel cammino dell’esistere avvengono incontri casuali, sguardi distratti, attenzioni fortuite. Tutto si compie per un’inarrestabile casualità che l’uomo riordina in supposte correlazioni, che poco hanno di naturale.

 

Su queste dinamiche è l’opera: “Lasciando il domani al presente o forse al futuro”, creata da Domenico Olivero, posta nello storico Palazzo Comunale della città di Cuneo al piano nobile accanto al Salone d’Onore.

 

Il lavoro artistico è ubicato in questa zona di passaggio, aperta al dialogo e alle possibili interazioni, consce o supposte.

 

Fra il passante, l’opera e lo spazio circostante, il fato appronta idee, pensieri, nulla.

 

L’installazione è costituita da tre particolari sculture dai forti colori e da diversi materiali, che compongono un lavoro unico.

 

Idealmente potrebbero essere il passato, il presente e il futuro, correlati in un assemblaggio che nelle forme ideate sviluppano possibili riflessioni temporali e spirituali.

 

Ma l’artista preferisce non ordinare troppo queste idee per non ricadere nell’errore del “sapere” ma lasciandosi allo stupore o forse all’immanenza.

 

L’evento avrà corso dall’1 al 18 Febbraio 2012, al primo piano nel foyer del Salone d’Onore presso il Palazzo Comunale di Cuneo. L’evento è organizzato col Patrocinio del Comune di Cuneo e col supporto di collezionisti privati.

 

 

 

Artista : Domenico Olivero

Titolo opera: “Lidapofaf - Lasciando il domani al presente o forse al futuro”

Curatore: Marina Perla

Periodo di esposizione: 1-18 Febbraio 2012.

Vernissage: 31 Gennaio 2012 ore 17,00

Luogo: Foyer – Primo piano - Palazzo Comunale

Indirizzo: Via Roma 28 12100 Cuneo

Orario: dal Lunedì al Venerdì dalle 9,00 alle 17,00.

Ingresso libero

Sito web  http://lidapofaf.blogspot.com/

Contatti: ph2oarte@libero.it 



di d;o)
visita il blog doattime

scritto 27/01/2012 21.18.18 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: lidapofaf domenico olivero cuneo arte eventi mostra
 






  Exibart.
  Exibart.
   Pubblicazione iscritta nel registro della stampa del Tribunale di Firenze con il n. 5069/01.
   Direttore responsabile Artico Gelmi di Caporiacco
   Direttore editoriale Angelo Capasso
   Commerciale Fabienne Anastasio
   Edita da Emmi srl,  via Garibaldi 5, 50123 Firenze, p.iva 05247730483
   Tel +39 0200614243   o   +39 06452214600   o   +39 0552399766   o   +44 2078553485
   Fax +39 02700515651   o   +39 06233298524