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Cina, Gansu: sulla Via della Seta, Lanzhou (parte seconda)
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 Cina Provincia del Gansu dal treno, dicembre 2012 foto mmg | |
Atterrare
all’ aeroporto di Lanzhou significa prendere un vecchio autobus per
andare in città, considerato che il campo di volo è a circa 70 km
dal centro cittadino. Il viaggio dura circa un'ora, e mentre si
cammina fuori l'aeroporto verso la fermata dell'autobus, il freddo
piu’ intenso e piu’ secco, mi ha già morso il naso. Ci saranno
almeno meno 5C gradi.
Resteremo qui solo per una notte e un
giorno, domani prenderemo il treno per Dunhuang. Al di fuori dei
finestrini scorrono immagini di un paesaggio collinare molto secco;
qua e là appaiono slogan comunisti, scritti a grandi caratteri sulle
colline o dipinte sulle case.
Prendo la mia guida, e prendo a
leggere della città, che ha un passato piuttosto glorioso e
turbolento. La zona di Lanzhou fu conquistata dall'imperatore Qin
intorno al 6 ° secolo aC, prima faceva parte del territorio di
quello che oggi i libri di storia chiamano le popolazioni Qiang
occidentali, usando il plurale. Sapendo che il famoso imperatore ha
bruciato tutti i libri di storia e di cultura non conformi alla sua
idea di storia e scritti fino a quel momento, mi chiedo che cosa
abbiamo perso in conoscenza, mi chiedo come abbia alterato per sempre
le idee che possiamo avere di quello che successe lì, in quel
momento : tutto quello che sappiamo è la versione approvata
dall'imperatore Qin. Un po’ quello che succede oggi con la storia
della Rivoluzione Culturale o dei fatti di piazza TianAnmen, quello
che circola in Cina e’ la versione dell’oligarchia comunista.
Penso a questo mentre alterno la lettura del libro e la lettura degli
slogan sulle colline.
Nel 81 aC gli Han si presero LanZhou
dagli Hun (Unni). Questa zona, oggi chiamata Gansu, fino allo
Xinjiang (che eloquentemente significa: La Nuova Frontiera) sono aree
in cui diversi regni ed imperi della storia cinese hanno combattuto
per conquistare nuove terre a spese delle popolazioni che vi
abitavano. E' buffo che quando un Impero o uno Stato più grande
porta guerra ad uno Stato vicino per rivendicarne la terra e la
ricchezza, saccheggiando e distruggendo, i libri di storia chiamino
tutto cio’ "espansione" ed “unificazione”. Se i
nazisti avessero vinto la seconda guerra mondiale, forse adesso
avremo tre quarti d'Europa parlante tedesco, e i libri di testo
direbbero che "la Germania si espanse" e “unifico’”
l’Europa. Così è quando leggiamo dell'Impero Romano, così è
quando leggiamo dell'Impero Cinese: si sono solo "espansi",
e massacrando qui e li, hanno anche “civilizzato”. Dettagli
raccapriccianti di macellazione di intere popolazioni, costringendole
a lasciare i luoghi in cui vivevano da secoli o forse millenni, il
completo annientamento di altre culture, oppure la loro riduzione a
folklore, quando va bene, non sono mai chiaramente scritti e
dichiarati. La’, fuori dagli Imperi, ci sono sempre e solo
“barbari”. C'è forse un vincitore che abbia chiaramente scritto
nei suoi libri di storia: "Li abbiamo massacrati tutti e i loro
nipoti ora ballano nei loro variopinti costumi per noi."? Il
vincitore si prende tutto, incluso il diritto di scrivere la sua
versione dei fatti e della storia, sostenendo che sia l'unica
versione, la Verita’ Storica.
Lanzhou
veniva chiamata la Città d'Oro, e per secoli è stato un importante
collegamento lungo l'antica Via della Seta Settentrionale, ed è
stato per proteggere la città che la Grande Muraglia fu estesa fino
al passo dello Yumen. Ho letto che dopo la caduta della dinastia Han,
Lanzhou divenne la capitale di una successione di stati tribali. Mi
chiedo ancora: che cosa significa "tribale"? Tribale
confronto a cosa? Nel 4 ° secolo fu per breve tempo la capitale
dello stato indipendente di Liang. Indipendente da chi?
Un fatto è
che, grazie alla Via della Seta e il flusso delle altre culture,
Lanzhou e la zona che chiamiamo oggi Gansu, fu per secoli un centro
di studi buddisti e di irradiaizone del Buddismo verso la cina. C'è
un accenno di battaglie per questa terra, quando il libro ricorda che
nel 763 l'area è stata "invasa" da parte dell'Impero
Tibetano. Nel 843 fu conquistata dai Tang. Notate: non
ri-conquistata, perche’ ai quei tempi questi imperi o monarchie non
si ritenevano affratellate o parenti. Dopo alcuni cambiamenti di
mano, riguardante gli Stati che possedettero la zona di Lanzhou e la
città, nel 1235, il tutto entro’ in possesso dell'impero Mongolo.
Il
ruolo del periodo dell’invasione Mongola è tra i fatti centrali
per la storia della Cina, ma sottovalutata e sottostimata in Cina,
forse perché fa ancora male all'orgoglio nazionalista cinese
riconoscere pienamente che essi furono parte di un impero straniero,
il più vasto impero contiguo sulla faccia della terra; è grazie a
questo che abbiamo, per la prima volta, un enorme unificazione sotto
un unico governo di tutta la terra e tutti i popoli e le culture che
in futuro formeranno ciò che noi conosciamo come "Cina",
oggi. Ed è anche perché i mongoli si affermarono sul Tibet, fino ad
allora un impero completamente indipendente, con una storia vecchia
come quella cinese, che iniziarono le rivendicazioni territoriali che
porteranno all’invasione e assoggettamento finale del 1959. Infatti
la dinastia Ming eredito’ questo enorme paese unificato dai
Mongoli. Compreso Lanzhou, naturalmente.
Che
qui abitassero popoli provenienti da diverse culture e tradizioni e’
anche dimostrato dalle varie, sanguinose rivolte che hanno visto
Lanzhou come loro epicentro, come le rivolte Dungan in 1864-1875 in
Shaanxi e Gansu, e nel 1895-1896 nel Qinghai e Gansu. La dinastia
Qing elimino’ milioni di musulmani cinesi, nello Yunnan
praticamente riusci a fare piazza pulita, massacrandoli o
costringedoli ad andare in Myanmar, dopo che domo’ la ribellione Du
Wenxiu, ribellione nata contro la discriminazione con la quale i
Qing trattavano i musulmani. Le relazioni tra musulmani cinesi e il
governo centrale non sono ancora pacifiche, come le moderne
ribellioni e uccisioni nella provincia di Xinjiang di quest’anno,
2013, mostrano ancora una volta. A volte il sangue di oggi diventa
solo le linee di storia scritta di domani, qualche volta le linee di
sangue rimangono e la storia rimane non scritta definitivamente.
Se
avessi avuto un dubbio sulle storie che circolano sull'inquinamento
di Lanzhou, l'aria che sto respirando sta aiutando a dissiparli.
LanZhou ha davvero una delle peggiori qualità dell'aria dei posti in
cui sono stato in Cina. Qualche istituto di ricerca ha scritto una
volta che Lanzhou è una delle 30 (o 20? Non ricordo bene) città
piu’ inquinate del mondo. Riesco a vedere le fabbriche intorno alla
città. Riesco a vedere la secchezza quasi desertica delle colline,
immagino che le tempeste di sabbia provenienti dal deserto del Gobi
qui devono essere davvero in grande stile. Nessuna sorpresa che la
qualità dell'aria sia peggiore della spesso citata Pechino.
Siamo
arrivati all'hotel prenotato da Howard via internet. Sorpresa: la
stanza mostrata dalle foto in linea ha nulla a che vedere con la vera
camera: quella sul sito è meglio arredata, nell’edificio
principale e il prezzo speciale che include la prima colazione non
era legata a questa camera ma ad una sistemazione di grado molto più
basso, che si trova in un edificio adiacente. Howard è leggermente
sconvolto. Cerco di fare il filosofo, c'est
la vie mon chère.
Sistemiamo
i bagagli e usciamo per una passeggiata, non siamo lontani dal
centro, che, non sorprendentemente, è un centro commerciale. Saliamo
su un autobus, riscaldato. Caratteristiche della città sono edifici
in audace vecchio stile Unione Sovietica. Arriviamo in una grande
piazza rotonda. Sulla nostra sinistra, un po' lontana e ricoperta da
quasi fluorescenti luci verdi, s’erge una grande moschea. Da qui
sembra interessante, decidiamo di andare più vicino, saltiamo fuori
dall'autobus e camminiamo nel freddo.
Da vicino l’edificio non è
emozionante, comunque scattiamo delle foto, giusto per ricordo. Per
un attimo mi fermo e penso: “Il ricordo di chi?”. Tornando a
piedi verso la via che porta al centro commerciale Howard compra per
strada alcuni spiedini di carne di manzo, una delle specialita’
locali. Io? No, grazie.
Vaghiamo
per la zona commerciale, vi è una strada laterale dove vendono
cuccioli di cane, tra le altre cose. Il luogo è molto poco
interessante. Tornando indietro, si va verso il fiume, il fiume
Giallo. D'altra parte del fiume alcune luci schiariscono, a macchie,
un parco urbano. Caminando capisco meglio una delle possibili ragioni
del forte inquinamento: la città si trova chiaramente in una specie
di valle, creata dal fiume, ed è insaccata in una sorta di curva, ed
è anche circondata da montagne, e tutto questo è ideale per avere
un alto grado di aria inquinata. Arriviamo al famoso ponte di ferro
sul fiume Giallo. Il ponte è stato fatto quando la Cina ha costruito
la sua prima grande ferrovia, ed è stato il primo ponte di ferro sul
fiume Giallo, ora conosciuto come il Ponte Zhongshan (Sun Yat-sen).
Guardo il fiume che scorre sotto, così fangoso ... lo hanno chiamano
giallo per via del colore fangoso? Penso che sia molto
probabile.
Torniamo alla nostra sconcertante stanza, domani
dobbiamo alzarci presto perche’ vogliamo visitare il Museo
Provinciale del Gansu, una delle cose migliori da vedere in Lanzhou,
e poi abbiamo un appuntamento per quello che potrebbe essere un
incontro interessante, con un uomo d'affari che commercia vini di
importazione e voglio vedere se vorrebbe trattare vini italiani in
Cina, che è il mio attuale campo d'attività principale qui.
(continua)
|
di Marco M Gobbo
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Settimo Torinese mette in mostra le fotografie di Ernesto Cosenza
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Si apre venerdì prossimo all'Ecomuseo del Frediano di Settimo
Torinese (via Ludovico Ariosto, 36 bis), la mostra fotografica
"Naturarte" dell'amico Ernesto Cosenza.
L'inaugurazione è prevista per le ore 18, alla presenza di Antonello
Ghesaura, assessore alla cultura della città e sarà presentata da
Antonio Zappia e Silvio Bertotto.
"Sono soddisfatto per aver trovato
spazio in questa importante sede - ha affermato Cosenza - e di poter
diffondere la cultura della fotografia ispirata agli alberi come
soggetto determinante per fermare il tempo.
L'esposizione sarà aperta al
pubblico sino al 23 giugno.
http://langhemonferrato.langhe.it/articoli/cosenza
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di "Nel poeta e nell'artista c'è l'infinito."
visita il blog VOCAZIONE VAGABONDO
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Sembra così non esserci mai l’alba di una crescita, ma dei tramonti nei rispettivi orticelli che durano da tanto tempo….
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Riflessioni : esistono ancora Assessori coscienziosi....
La solitudine
Voci sempre più insistenti, provenienti dal "palazzo" casellese,
raccontano di una Mara Milanesio sempre più isolata all'interno della
giunta Baracco.
Voci che riferiscono di tentativi di moralizzazione che
non avrebbero trovato l'apprezzamento dei propri colleghi, pochi inclini
ad abbandonare certe "abitudini". Questo spiegherebbe il mistero
dell'assenza della sua firma in calce al volantino con cui gli "evoluti"
presentavano se stessi ai casellesi in vista delle elezioni
amministrative, poi abortite in seguito alla sentenza del Tar.
La Milanesio pagherebbe quindi il proprio impegno a favore di un'azione
amministrativa maggiormente tesa all'interesse collettivo. Impegno che
andrebbe a cozzare contro il muro eretto da chi intende continuare
privilegiare il proprio orticello di potere. Non per nulla alcune voci
parlano addirittura di una sua prossima defenestrazione.
Noi ci auguriamo invece che prima o poi (meglio prima che poi) qualcuno
sia veramente in grado di defenestrare definitivamente questo sistema di
potere politico-affaristico, purtroppo comune a molte altre realtà, che
tiene sotto scacco la nostra città.
(inserito da
Gabbiano Jonathan)
_____________________
Non conosco la giovane assessore Milanesio, mi riferiscono abbia una grande capacità di impegno e volontà.
Forse
pensava di immaginare un cambiamento, un rilancio, magari ascoltare
idee provenienti da svariate riflessioni cultural-politiche, e di varie
latitudini con aperture e dialoghi.
Forse ha ragione Gabbiano
Jonathan, la sua volontà di mutare questo stato di cose cozza contro il
muro eretto dalla sua maggioranza che si comporta e si muove
esattamente come “Il sistema Torino.”
Un sistema da encefalo piatto, senza stimoli, rinnovamenti e suggerimenti costruttivi.
Una
gestione di potere (non solo culturale) chiusa e clientelare (amici
degli amici) apparentemente agli antipodi che si compenetrano, fino a
formare un tutt’uno omogeneo in cui i personaggi si scambiamo ruoli, ma
al cui interno si accede attraverso un esclusivo processo di
cooptazione.
Ovviamente questi soggetti, eliminano ogni possibilità di critica....
Sembra così non esserci mai l’alba di una crescita, ma dei tramonti nei rispettivi orticelli che durano da tanto tempo....
http://www.nonsolocaselle.net/2013/05/la-solitudine.html
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di "Nel poeta e nell'artista c'è l'infinito."
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Exfabbricadellebambole: una nursery per artisti
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«La nuova realtà del mondo dell’arte vede palesarsi il seguente scenario: non vi è artista che entri nella storia dell’arte senza prima aver avuto uno o più passaggi nella storia del mercato dell’arte». La realtà fotografata da Mariolina Bassetti e Renato Pennisi nel loro articolo sul Mercato dell’Arte nel XXI Secolo, scritto qualche anno fa per l’Enciclopedia Treccani e da cui questa citazione è tratta, potrà far storcere il naso ai benpensanti ma, che ci piaccia o meno, le cose stanno proprio così. Oggi non basta più avere critici, storici dell’arte ed istituzioni dalla nostra parte per sfondare ma è necessario confrontarsi perennemente con il mercato sia in ambito locale che internazionale. Lo sanno bene all’Exfabbricadellebambole, associazione milanese che da tre anni si occupa di “coltivare” giovani artisti, da un lato, dando forma al loro talento, sgrossandolo dalle incertezze della giovinezza, e dall’altro insegnandogli a muoversi in un mondo dell’arte ai più ignoto nelle sue reali fattezze. (segue)
|
di Rosy Menta
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scritto 21/05/2013 9.28.08
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Cina, Provincia del Gansu: sulla Via della Seta (parte prima)
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 Statua di Bodhisattva, dettaglio, al Gansu Museum di Lanzhou | |
Come si arriva alla Via della Seta?
Non so voi, ma io ci sono arrivato
durante le vacanze di Natale del 2012, sempre grazie allo spirito
organizzativo di Howard, amico di SuZhou. Con lui avevo visitato in
precedenza le magnifiche grotte buddiste di LongMen (vedi blog:
http://www.exibart.com/blog/blogmsg.asp?idblog=6222
) , e poi ancora quelle di YunGang (vedi blog:
http://www.exibart.com/blog/blogmsg.asp?idblog=6303
) ed ora eccoci ad organizzare il viaggio alle grotte di Mogao,
vicino a Dunhuang, nella provincia del Gansu.
In effetti abbiamo fatto un viaggio a
ritroso nel tempo, dalle grotte relativamente piu’ recenti, quelle
dove l‘influsso della cultura cinese e’ preponderante, indietro
fino a quelle che, invece, mostrano quasi intonsi i segni dell’arte
Indiana e i riverberi del Gandhara.
Dal Budda paffuto, pacioso e spesso
ilare di stile cinese arriveremo al giovane Maestro dall’espressione
di beata, siderale distanza dai problemi di quest’esistenza, magro
e dai lineamenti cosi belli da parere effeminato.
E’ siamo cosi a Suzhou, il 24
dicembre, a casa di Howard e l’amico Jeffrey e’ con noi, ma lui
non verra’ a DunHuang, andra’ poi in un’altra provincia,
nell’Hunan, a visitare la sua famiglia di origine. Suzhou con i
suoi 2 gradi, il vento e un accenno di nevischio e’ proprio fredda
per noi che arriviamo dai 18 gradi di Shenzhen. Passiamo insieme
quattro giorni tranquilli, mangiando un po’ troppo e visitando
alcune parti della citta’ che Jeffrey non conosce, un pomeriggio lo
dedichiamo a girovagare nella strada piu’ commerciale, giusto per
vedere vetrine e qualche tempio locale.
Il giorno finale della visita di
Jeffrey visitiamo il Museo di Suzhou, che fu completamente
ridisegnato e ricostruito dall’architetto Ieoh Ming Pei e
inaugurato nel 2006.
Mi ci sono recato diverse volte, per
curiosare tra le collezioni d’arte antica o vedere qualche mostra
di arte contemporanea, e aggirarmici nei suo interni mi da sempre
molto piacere, ogni volta scopro un dettaglio, un particolare che
mostra l’accuratezza e direi l’amore con il quale Pei ha
ripensato il posto, dandogli una veste moderna ma con precisi e forti
richiami ad un’architettura classica cinese che qui e’ famosa
sopratutto per i Giardini, tutti considerati patrimonio
dell’Umanita’. Il museo e’ ad entrata libera, a tutt’oggi,
aprile 2013, e la cosa contrasta parecchio con i biglietti che
bisogna pagare in giro per la Cina se si vuole visitare Templi e
Pagode. Misteri del marketing turistico cinese.
Durante le serate accudiamo e
trastulliamo il piccolo bichon bianco di Howard, che abbiamo chiamato
Neve, e che e’ reduce da una brutta parassitosi alla pelle, grazie
alla trascuratezza di una cugina dell’amico, che ci aveva malbadato
durante il periodo precedente alla nostra visita; pianifichiamo il
viaggio, che a dire il vero e’ davvero gia’ completamente
organizzato da Howard e chiacchieriamo sui prossimi progetti
lavorativi oppure guardiamo un film in dvd, che ancora oggi si
possono trovare in Cina a circa 10 RMB (ovvero un euro e venti
centesimi) in negozi e sulle bancarelle.
Partiremo il 28 dicembre, Jeffrey per
ChangSha e noi prenderemo un aereo per LanZhou, la capitale della
provincia del Gansu, una provincia che e’ intrisa di storia antica
e recente e che il partito comunista ritiene uno dei posti sacri
(usano proprio questi termini religiosi) della Rivoluzione, vedremo
poi perche’.
Da Lanzhou prenderemo un treno per
DunHuang, una volta il confine dell’impero Han e centro di assoluta
importanza sulla via della Seta cinese, dove nelle vicinanze si
trovano le grotte di Mogao, nostro obbiettivo principale, ma Howard
mi spiega come ci siano parecchi altri posti che vale la pena di
vedere mentre saremo li, tra -10C e -20C: la Montagna Sabbiosa degli
Echi, l’oasi con il lago a Luna Crescente, il passo dello Yumen e
quello di Yangguan, andremo nel deserto del Gobi, che si sta
espandendo e che ormai quasi lambisce la cittadina, mi dice che
mangeremo carne di asino, fichi secchi buonissimi, noci e nocciole di
prima qualita’, la famosa pasta fresca tirata (lamian) di Lanzhou e
del Gansu, che qui si gusta sopratutto al mattino, come prima
colazione. DunHuang fu la porta d’entrata e di interscambio di
filosofie, religioni e non solo un punto di commercio, e anche se la
Seta ha poi dato il nome alla via, da qui si commerciava di tutto e
di piu’, DunHuang era forse la Hong Kong dell’epoca. Insomma, la
visita si delinea proprio interessante sotto molteplici aspetti.
Peccato che Jeffrey non sara’ dei nostri, penso che sarebbe
piaciuto anche a lui visitare dei posti che fanno parte della storia
cinese, e anche della poesia, visto che il passo dello Yangguan viene
citato in una poesia famosissima in Cina, che tutti i cinesi
apprendono a scuola. Sky, uno dei miei pochi altri amici cinesi che
in questo momento si trova a Newcastle Upon Tyne per un master in
giornalismo, mi ha gia’ espresso la sua amichevole invidia, perche’
proprio Yanggang e la via della Seta sarebbe uno dei suoi obiettivi
di visita. Gli ho promesso che davanti alla statua del poeta Wang Wei
a Yanggang gli mandero’ un pensiero speciale per lui, impegnato a
gustarsi i pudding natalizi della vecchia Inghilterra.
Da DunHuang riprenderemo il treno per
LanZhou, facendo uno stop a ZhangYe, una volta si chiamava Ganzhou e
leggenda vuole che qui nacque l’imperatore mongolo Kublai Khan, e
Marco Polo, che qui soggiorno’ un anno, la chiama Campichu nel suo
Il Milione. Con questo viaggio mi sento ormai davvero sulle orme del
mio famoso omonimo veneto, in tempi diversi abbiamo visitato gli
stessi luoghi: SuZhou, HangZhou, DunHuang, Zhangye, Pechino, ChengDu
e altre citta’ nei loro dintorni, e mentre lui parlava sicuramente
il cinese di allora meglio di me, io mi accontento di essere un po’
narratore di questa Cina, come lo fu lui allora.
Mogao, arriviamo.
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di Marco M Gobbo
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Biennale di Venezia - eventi collaterali
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Ecco
rapidamente tutti gli eventi collaterali divisi per aree col relativo link per
tutte le informazioni.
Arsenale
Breath
Arsenale di Venezia, Torre di Porta
Love
me, Love me not" Contemporary Art from
Azerbaijan and its neighbours Arsenale Nord, Tesa 100 www.loveme-lovemenot.com
Passage
to History: 20 Years of La Biennale di Venezia and Chinese Contemporary Art Arsenale
Nord, Nappa 89 www.chengdumoca.org
Voice
of the Unseen Arsenale, Tesa alle Nappe n. 91, Tese di San Cristoforo n. 92-93-94
www.voiceoftheunseen.org
Dorsoduro
Future
Generation Art Prize @ Venice Palazzo Contarini Polignac, Dorsoduro 874 (Accademia)
www.pinchukartcentre.org
Bart
Dorsa. Katya Dorsoduro 417 (Fondamenta delle Zattere) www.mmoma.ru
Lost
in Translation Università Ca’ Foscari, Dorsoduro 3484 www.mmoma.ru
Otherwise
Occupied Liceo Artistico Statale di Venezia, Palazzo Ca' Giustinian Recanati, Dorsoduro
1012 (Accademia) www.otherwiseoccupied.co.uk
About
Turn: Newfoundland in Venice, Will Gill & Peter Wilkins Galleria Ca' Rezzonico,
Dorsoduro 2793 www.tnaf.ca
RHIZOMA
(Generation in Waiting) Magazzino del Sale, Dorsoduro 262 (Fondamenta delle Zattere)
www.edgeofarabia.com
Salon
Suisse Palazzo Trevisan degli Ulivi, Dorsoduro 810 (Campo Sant'Agnese) www.biennials.ch
Back
to Back to Biennale - Free Expression Campo Sant’Agnese, Dorsoduro Ca' Bonvicini,
Santa Croce 2161 www.bb2biennale.com
Noise
A Ex Magazzini di San Cassian, Santa Croce 2254 (Calle della Regina, Campo San Cassian)
www.dearteassociazione.org
Steel-Lives,
Still-Life Centro Studi e Documentazione della Cultura Armena, Loggia del Temanza,
Dorsoduro 1602 (Corte Zappa) www.steel-lives.com
Transitions
Dorsoduro 453 (Rio Terà San Vio) www.nuovaicona.com
San
Marco
Lawrence
Weiner : The grace of a gesture Palazzo Bembo, San Marco 4793, (Riva del Carbon)
www.writtenartfoundation.de
A
Remote Whisper Palazzo Falier, San Marco 290629 May - 24 novembre www.pedrocabritareis-palazzofalier.org
Glasstress,
White Light / White Heat Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, Palazzo Cavalli
Franchetti, Campo S. Stefano 2847Berengo Centre for Contemporary Art and Glass,
Campiello della Pescheria, Murano; Scuola Grande Confraternita di San Teodoro, San
Marco 4810 www.fashion.arts.ac.uk
Culture?Mind?Becoming Palazzo Mora, Strada Nuova 3659 (San Felice) Palazzo
Marcello, San Marco 3699 (Rio Terà degli Assassini) www.globalartcenter.org
Art
and Knowledge - The Spirit of the Place in the Platonic Solids of Lh Bert Biblioteca
Nazionale Marciana, Piazzetta San Marco 7 www.platonicsolids.lore-bert.com
Ink
• Brush • Heart, XiShuangBanNa Conservatorio di musica Benedetto Marcello, Palazzo
Pisani, San Marco 2810 Organizzazione: Museo di Arte Contemporanea, Shanghai
Nell'acqua
capisco Ateneo Veneto, San Marco 1897 (Campo
San Fantin) - Procuratie Vecchie, Piazza S. Marco 153/A www.the-hart-foundation.org
PERSONAL
STRUCTURES Palazzo Bembo, San Marco 4793, (Rialto, Riva del Carbon) www.personalstructures.org
This
is not a Taiwan Pavilion Palazzo delle Prigioni, accanto a Palazzo Ducale
www.venicebiennaletaiwan.org
The
Dream of Eurasia. 987 Testimonials The Italian Attitude Palazzo Barbarigo Minotto,
San Marco 2504 (Fondamenta Duodo o Barbarigo)
www.venicebiennale-eurasia .org
Thomas
Zipp - Comparative investigation about the disposition of the width of a circle
Palazzo Rossini-Revedin, San Marco 4013 (Campo Manin)www.kaistrasse10.de
Castello
Mind
• Beating “ Arsenale Novissimo, Spazio Thetis; Castello 925 www.sanchuanmuseum.com
Imago
Mundi Fondazione Querini Stampalia, Castello 5252 (Santa Maria Formosa) Organizzazione:
Fondazione Querini Stampalia onlus www.querinistampalia.it
Bedwyr
Williams: The Starry Messenger Santa Maria Ausiliatrice (Ludoteca), Castello 450
(Fondamenta San Gioacchin) www.walesvenicebiennale.org.uk
United
Cultural Nations Museo Storico Navale, Castello (Calle San Biagio/Fondamenta Arsenale)
www.marina.difesa.it
In
Grimani. Ritsue Mishima Glass Works Palazzo Grimani di Santa Maria Formosa, Castello
4858 (Ruga Giuffa) www.palazzogrimani.org
Ai
Weiwei – Disposition Zuecca Project Space/Complesso delle Zitelle, Giudecca 32 (Fondamenta
delle Zitelle) - Chiesa di Sant’Antonin, Castello (Salizada Sant’Antonin) www.zueccaprojectspace.com
25% Catalonia at Venice Cantieri Navali, Castello
40 (San Pietro di Castello) www.llull.cat
The
Museum of Everything Serra dei Giardini Viale Giuseppe Garibaldi, Castello 1254
www.musevery.com
The
Intimate Subversion by Ángel Marcos Scuola di San Pasquale, Castello 2786 (San Francesco
della Vigna) www.musac.es
The
Grand Canal Museo Diocesano, Sale espositive, Castello 4312 www.grandcanalart.org
Rhapsody
in Green Istituto Santa Maria della Pietà, Castello 3701 portal2.ntua.edu.tw/enntua/index.htm
PATOMEN,
Carlos Marreiros Arsenale, Castello, 2126/A (Campo della Tana) www.mam.gov.mo
'You
(you).' - Lee Kit, Hong Kong Arsenale, Castello
2126 (Campo della Tana) www.venicebiennale.hk
Cannareggio
Emergency
Pavilion: Rebuilding Utopia Teatro Fondamenta Nuove, Cannaregio 501 www.emergencypavilion.org
OVERPLAY
Associazione Culturale Italo-Tedesca, Palazzo Albrizzi, Cannaregio 4118 www.acitve.it
Who
is Alice? Spazio Light Box, Cannaregio 3831 (San Felice) www.moca.go.kr
Scotland
+ Venice Palazzo Pisani (Santa Marina), Cannaregio 6103 (Calle delle Erbe) www.scotlandandvenice.com
Varie
Perspectives
by John Pawson Isola di San Giorgio Maggiore, Basilica di San Giorgio Maggih www.swarovskifoundation.org
The
Joycean Society Punch Space, Giudecca 800/o www.fondationprincepierre.mc
I
libri d’acqua Monastero di San Nicolò, Riviera San Nicolò 26, Lido di Venezia www.ilibridacqua.it
|
di d;o)
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scritto 17/05/2013 22.20.47
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Salone del libro e mostra di Mattia Preti alla Reggia di Venaria.
|
 «Riposo durante la fuga in Egitto» di Caravaggio (1696) | |
Mercoledì 15 maggio, Vittorio Sgarbi ha inaugurato alla Reggia di Venaria Reale, la mostra di Mattia Preti, pittore
caravaggesco calabrese, protagonista dell'arte del Seicento.
Sgarbi così descrive la bravura dell'artista: "Un pittore colto,
sofisticato che rende omaggio al Caravaggio" dice Sgarbi,
sottolineando come Preti vada al di là del cogliere l'attimo decisivo tipico di
Merisi, celebrando invece il dettaglio e l'articolazione della scena, fino a
raggiungere una dinamica narrativa dal ritmo cinematografico.
Vittorio Sgarbi, curatore della mostra, accompagna gli invitati nell'esposizione
alla Reggia, in occasione del galà della vigilia del Salone del libro, illustra
dettagliatamente agli ospiti l'ampia varietà dell'opera di Preti, proponendo
tutte le invenzioni e le composizioni.
"Ricca l'iconografia religiosa,
intensa la serie di ritratti femminili" descrive il critico che fa da
Cicerone alla mostra, introdotta dal quadro del Caravaggio 'Riposo durante la
fuga in Egitto' (1696-1698).
Dopo l’inaugurazione sempre alla Reggia, cena per gli invitati eccellenti ( Ministri, politici e amministratori, ambasciatori, uomini d'affari, ecc..) un allestimento
quasi da matrimonio, con cesti copiosi di limoni in centro tavola, tovaglie
bianche fino a terra, formaggi, salumi, primi e secondi in mini bicchierini
chic, tra vitello tonnato e carne battuta al coltello alla piemontese in
versione mignon, cartocci di frutta e piccole banane esotiche. Il tutto
innaffiato, a scelta, da un Dolcetto d’Acqui e una Barbera.
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di "Nel poeta e nell'artista c'è l'infinito."
visita il blog VOCAZIONE VAGABONDO
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Facciamo i debiti distinguo...
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Gli artisti confondono ciò che è “strutturale” alla
professione con il “valore artistico” due cose diverse ma che possono essere
congiunti e connessi senza essere incompatibili. Paradossalmente vorrebbero
essere riconosciuti ed avere dignità professionale senza essere all’interno di
un sistema d’ordinamento istituzionale e questo sì che è incompatibile! Far
parte di ordinamenti e regole istituzionali non toglie validità a un’opera d’arte
né sminuisce o intacca il piano concettuale, filosofico, ideologico, poetico,
estetico, ricerca e quant’altro possa invalidarne
fondatezza e pregio.
Molti si sono, diciamo eufemisticamente “inalberati”,
sostenendo l’inutilità della petizione difendendo l’inconciliabilità della
figura artistica in una sistematizzazione di regolamentazione del sistema
rivendicando la “libertà” espressiva che, ovviamente, questa rimane eticamente
e responsabilmente di competenza dell’artista. Vorrei sottolineare che la “libertà”
attuale (fraintesa!) non è libertà è totale anarchia in cui oltre a mancanza di
regolamentazioni, anche a tutela della professione, ma dell’arte stessa, in
quanto assistiamo a una caduta a 360° anche della ricerca stessa tanto
rivendicata e all’immagine dell’arte italiana nel mondo.
Se per libertà si intende lasciar fare di tutto a tutti
allora si smetta di rivendicare spazi gratuiti o di lamentare i criteri
selettivi messi in atto nelle assegnazioni degli spazi istituzionali (pochi) ancora
rimasti a disposizione, poiché i
selezionatori, rivendicano giustamente, la stessa libertà di scegliere e
scartare secondo i loro pareri, interessi, sodalizi e consorterie. Non esiste
rivendicazione di diritti senza reciprocità.
La petizione vuole essere, e lo ripeto, un semplice
strumento pragmatico, per ordinare alcuni punti prioritari a favore degli
artisti. I problemi sono tantissimi e il sistema è complesso ma, non potendo
risolvere tutto con la bacchetta magica, si vuol partire da alcuni punti
fondamentali e urgenti, per aprire altri tavoli e dibattiti futuri. Si inizia
sempre da un punto, il resto, deve seguire se c’è la volontà e la
collaborazione anche di altre figure, competenze e istituzioni.
http://www.change.org/it/petizioni/programma-lavoro-onorevole-letta-l-italia-l-arte-e-il-sistema-fantasma
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di Rosy Menta
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v i s t a e s u o n o 1 3_quinta edizione
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 Marco Illuminato, Efflorescenze, stampa digitale su forex. Elaborazione della cartina di Cherasco in forma mandalica. | |
La
manifestazione Vistaesuono, eventi d’arte
contemporanea tra storia e luoghi, giunta alla quinta edizione, si propone di
mettere in comunicazione la storia, le tradizioni, la cultura e il folklore del
territorio di Langa con la giovane creatività, le tecnologie e la
sperimentazione formale ed estetica di artisti e designer del panorama contemporaneo.
Nel mese di maggio, il tessuto urbano della città di Cherasco si colora della
presenza di oggetti, immagini, installazioni e performance visivo-sonore che
nascono da un anno di lavoro accademico portato avanti dai curatori tra le mura
dell’Accademia Albertina e dell’Istituto Europeo di
Design di Torino. Il risultato, una koiné di sperimentazione tecnologica e
memorie locali, declina un concetto di arte contemporanea e design profondamente
progettuale, a stretto contatto con le esigenze del committente, al fine
di valorizzare il territorio e il suo prezioso sapere, popolare e sofisticato
insieme.
Da
tre anni, Vistaesuono collabora con il Premio Cherasco Storia,
proponendo una trasposizione visiva del testo laureato da una prestigiosa
giuria nazionale di accademici. Nello specifico, il dialogo tra la creatività
contemporanea e la tradizione storica, scaturito da un approccio libero ai
significati e dalla sperimentazione tecnologica, si concretizza in un’opera
installata nel tessuto urbano della città da uno dei giovani artisti
dell’Accademia Albertina di Belle Arti o dell’Istituto Europeo di Design di
Torino. Per questa edizione, il testo di Gabriele Turi, Schiavi in un mondo libero, diventa Slave Corporation, videoperformance elaborata da Luca Isola e
Valeria Molinaro (Istituto Europeo di Design di Torino) nella Chiesa di San
Gregorio.
A
partire dall’anno accademico in corso, Vistaesuono apre un canale diretto con la scuola dell’obbligo, Vistaesuono educational, progettando incontri di formazione e
laboratori didattici in collaborazione con lo staff locale d’insegnanti.
L’elaborazione di suoni, immagini e forme nel panorama del contemporaneo,
attraverso ascolto, esercitazioni teorico-pratiche e successiva creazione di
installazioni, documentazione o attività partecipate, mette in risalto la necessità
di un incontro profondo tra il mondo esterno ed interno, e la conseguente
capacità di selezionare e progettare. Per questa edizione, i workshop realizzati
con le scuole medie ed elementari di Roreto (frazione di Cherasco) e le medie
della sede centrale di Cherasco si sono svolti attorno al tema del micro-macro, nella direzione di un
design partecipato da una parte e della produzione di un evento visivo-sonoro
dall’altra.
Infine, per
festeggiare i primi cinque anni di vita, Vistaesuono
collabora con l’Associazione culturale People
organizzando un concerto nella suggestiva chiesa di San Gregorio con la
presenza del chitarrista Francesco Bruno accompagnato dalle percussioni di Iginio
De Luca (sabato 11 maggio ore 21). Il concerto, un viaggio musicale senza confini, fonde il linguaggio
jazz con i ritmi tribali ed i loops elettronici, in un itinerario dal sapore
worldmusic che ricalca lo spirito aperto e sperimentale di Vistaesuono.
Grazie, dunque,
a tutti coloro che seguono fedelmente la manifestazione, che hanno passeggiato,
curiosato, proposto riflessioni e apprezzato un approccio al reale non dogmatico
e sempre alla ricerca di qualità.
Apertura straordinaria su due week-end: 11-12 e 18-19 maggio, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.30; sabato 18 per la notte bianca dalle 21.30 alle 23.30, Chiesa di San Gregorio, Cherasco (CN); INGRESSO LIBERO.
Per info: www.vistaesuono.org; tel. 328.03.77.638
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di emanuela genesio
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Non abbiamo bisogno di....
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"Non abbiamo bisogno di chissà quali grandi cose o chissà quali grandi uomini. Abbiamo solo bisogno di più gente onesta."
Facciamo nostro questo enunciato di Benedetto Croce che mai come oggi ci potrebbe rappresentare. L'arte in questo momento, anche se considerata "secondaria" rispetto alle urgenze e alle priorità attuali, potrebbe essere un piccolo tassello in grado di dare risposte e soluzioni in un mare di parole al vento e volgarità. Fate circolare, condividete, informate!
http://www.change.org/it/petizioni/programma-lavoro-onorevole-letta-l-italia-l-arte-e-il-sistema-fantasma
Grazie. Rosy Menta
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di Rosy Menta
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