blog@exibart.com
home inaugurazioni calendario speed-news forum annunci concorsi sondaggi commenti pubblicità contatti
Exibart.platform > onpaper mobile bookshop rss radio tv alert newsletter segnala blog
recensioni > roma milano napoli venezia torino toscana vedi le altre 
rubriche > libri architettura design fashion in fumo decibel vedi le altre 
e-mail    password password persa? registrati ora!


CERCA IN TUTTI I BLOG
VUOI APRIRE ANCHE TU UN BLOG?

Informati cliccando qui

GLI ULTIMI 10 INTERVENTI IN TUTTI I BLOG
 
Marta Cárdenas «Caleidoscopio»

Video YouTube



Il Rastro di Madrid pieno di bancarelle in una pittura cosmopolita e nello stesso tempo legata alla sua terra natale, un caleidoscopio che offre un senso di suspense, nelle opere della spagnola Marta Cárdenas esposte alla galleria Menhir Arte Contemporanea.

 



di Gaspar Alayza
visita il blog ALAYZA ARTE

scritto ieri, 21.58 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
Il punto la linea e il segno; Elementi fondamentali del linguaggio visivo

Sigmar Polke,Amiche,1965.olio su tela,150x190 cm. I punti sono disposti in modo da creare effetti di imprecisione visiva.Gli addensamenti di punti permettono di percepire la tridimensionalità dell'immagine.

Punti,linee e segni possiedono una forma,un colore e un andamento che conferiscono loro la capacità di esprimere e comunicare significati.

Il punto e la linea che nella geometria sono considerati adimensionali (cioè senza spessore),irreali,nel linguaggio visivo sono sempre da considerare come il prodotto concreto del gesto dell'artista,che attraverso uno strumento traccia dei segni su una superficie.

Insieme al chiaroscuro,il punto e la linea costituiscono secondo Paul Klee i "mezzi ideali" che l'artista ha a disposizione per esprimersi,e che egli deve di volta in volta adeguare ai "mezzi materiali" che concretamente utilizza(grafite,pigmenti,tela,carta ecc.)

Il gesto dell'artista,lo strumento utilizzato(matita,pennello,spatola ecc.)la superfice (foglio liscio o ruvido,tela,muro ecc.)sono ,quindi,variabili che condizionano in modo determinante il risultato finale;  infatti anche il variare di uno solo di questi elementi ( un gesto più lento e preciso,uno strumento più o meno morbido o appuntito) modifica significativamente il segno dal punto di vista espressivo.

Il punto ha una sua espressività e un suo carattere determinati innanzi tutto dalla forma,dalla dimensione,dal colore,dalle proprietà della superfice che lo accoglie,dalla sua posizione nel campo (cioè dalla posizione che occupa all'interno della superfice di fondo),nonchè dallo strumento e dal gesto più o meno preciso con cui viene tracciato.

Aggregazione di punti

Il punto è così conciso che raramente viene utilizzato da solo e,se aggregato ad altri punti,passa percettivamente in secondo piano,perchè il nostro sistema percettivo ricompone subito i singoli elementi in un insieme organizzato,in un immagine unitaria.

Il punto è pertanto interessante come elemento base per la costruzione di immagini;infatti aggregazioni di punti più o meno regolari per disposizione,forma,dimensioni o colore sono spesso utilizzate in pittura,nel mosaico e nella grafica,oltre che negli odierni sistemi di riproduzione dell'immagine mediante  computer o stampa in quadricromia.



di Mary Pierotti
visita il blog I segreti della pittura

scritto ieri, 12.38 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
Di Caprio... espiatorio

Leonardo Di Caprio fa una visita a Pompei. Ecco come dà la notizia l'ANSA: "Di Caprio arriva a sorpresa a Pompei. Interessato a graffiti erotici, l'attore si finge turista con mamma e fidanzata"; ed ecco invece l'Adnkronoks: "Dai graffiti del Lupanare alla Casina dell'Aquila, la passeggiata di Leonardo Di Caprio agli scavi di Pompei". Insomma, secondo voi Di Caprio è un porco che si finge turista per andare a sbirciare qualche disegnino erotico, o è una persona interessata alla cultura che va fare un giro a Pompei cominciando, per chissà quali motivi di sicurezza, proprio dal Lupanare? E non sarà che l'ANSA fa 'sta - questa sì - porcata solo perché Di Caprio ha sostenuto pubblicamente Obama nelle ultime elezioni? Chissà...

P. S.: è vero, questa cosa c'entra marginalmente con l'arte, ma è un'altra prova del rispetto che ne ha 'sta gente - praticamente zero. Quelle raffigurazioni saranno anche un po' spintarelle, ma sono bellissime... e questi invece le trattano come giornaletti porno.


di Valeria Silvestri
visita il blog Meditazioni Cartesiane

scritto 07/02/2010 22.01.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: ansa adnkronos leonardo di caprio pompei graffiti lupanare
 
Le strade di lei

Igor Mitoraj

In fondo non importa che i tuoi santi siano molti,

e che molti con un soffio spegneranno la candela
e in fondo tu già sai che domani è un giorno lungo
e che un altro verrà a dirti il tuo amore e i tuoi pensieri.
E tu lo seguirai come fosse uno sparviero,
pauroso dell'orgoglio, della sua fragilità.
E tu stringi intorno ai fianchi il tuo filo di aquilone,
la tua strada è molto lunga, forse non la seguirò.
E io vedo sulla porta i tuoi capelli troppo fini,
la tua strada è molto vecchia, forse non la seguirò.
Tu cammini accanto all'onda, so che andrai così lontano
e un bambino senza volto si innamorerà di te.
E ci sono molte pietre sul cammino di Maria
e sei tu che le raccogli e le porti oltre la sponda
e tu dici a chi ti incontra che la notte è molto fredda
e se lui ti sfiora il braccio tu sorridi e te ne vai.
E lui chiama per sapere il tuo nome, la tua storia,
e tu dici non importa ma se vuoi ti sposerò.
E lui è solo un disertore, lui è solo un fuggitivo,
il suo corpo è una bandiera, il suo corpo è una canzone.
E tu stringi intorno ai fianchi il tuo filo di aquilone
e lui fumerà il ricordo e non seguirà il tuo treno
e gli dai una vecchia copia di un romanzo di Delly
e richiudi la sua porta, il suo oroscopo è scaduto.

Francesco De Gregori


http://www.youtube.com/watch?v=flw_hbqgohw&feature=rec-r2-2r-4-HM


di Raffaella Rossi
visita il blog L'ARTE E LE SUE FORME

scritto 07/02/2010 20.20.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: le strade di lei francesco de gregori
 
quando lo dico iooooo...


Longanesi vs Marsilio, ovvero un tentativo di scalzare Stieg Larsson dalle classifiche (in realtà la tenzone è un velo di dignità sul ben più prosaico desiderio di accodarsi) a opera d'una coppia che usa lo pseudonimo di Lars Kepler.
Comincia così la storia editoriale de L'ipnotista (2009; trad. it. 2010). E non comincia male nemmeno il romanzo. Che però, dopo appena qualche decina di pagina, fa sopraggiungere il sospetto che il "fumettone" di Larsson resterà comunque davanti (a proposito di fumettoni, la diatriba sulla paternità dei suoi romanzi è l'appendice perfetta).
Insomma, qui si torna al discorso che facevamo con Jonquet: la verosomiglianza è una chimera e manco tanto affascinante, ma su certe cose mica si può soprassedere. Quali? Beh, se il nostro protagonista è un medico, il lettore richiede un minimo d'attenzione a questioni per l'appunto mediche. Mentre qui abbiamo emofiliaci che non si graffiano manco passeggiando fra i rottami, ipnosi che fanno risvegliare per qualche secondo persone in coma farmacologico e stupidaggini del genere (leggetevi questa stroncatura in merito).
Quanto ai rapporti con l'arte, ce n'è a bizzeffe, visto che la moglie dell'ipnotista fa nientemeno che la gallerista, dopo aver scritto "parecchie tesine sull'artista svedese Ola Billgren" (p. 62). Attenzione però, non è un personaggio di fantasia, bensì un pittore nato a Copenhagen nel 1940, quindi o han sbagliato gli autori oppure il traduttore, che potrebbe aver aggiunto quell'aggettivo con l'intenzione di fornire una specificazione, incorrendo tuttavia in un errore che era facilmente evitabile. E' invece frutto della fantasia degli autori Sim Shulman, altro artista che ha un ruolo piuttosto importante nello sviluppo del plot.
  


di marco enrico giacomelli
visita il blog .::raccolta differenziata::.

scritto 07/02/2010 20.01.07 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: libri stieg larsson lars kepler thierry jonquet ola billgren
 
Il ricco piatto di Bondi

Riporto qui un commento all'ultima trovata del mini-stro Bondi riportata dal Corsera: "So che probabilente questo intervento non sortirà alcun effetto, ma la libertà di pensiero e parola è la più bella conquista di uno stato democratico. Se non erro, la proposta del ministro Bondi dovrebbe essere tesa a migliorare i musei italiani . Orbene, come è stato più volte ricordato, c'è un concorso in espletamento nel Mibac per 500 addetti che ricoprirebbero tra vincitori ed idonei i posti mancanti per almeno un migliaio di unità. Fin qui nulla di nuovo, ma forse il signor Ministro non sa che la maggior parte di questo potenziale personale è altamente qualificato, che è costato allo Stato Italiano moltissimo, visto che essi sono in possesso di lauree triennali, specialistiche, dottorati o specializzazioni. Con tutto il rispetto per gli insegnanti che dovrebbero avere una adeguata preparazione, e spero per una proposta sensata si parli solo di professori di Storia dell'Arte, dubito fortemente possano ricoprire un ruolo adatto ai musei rispetto al personale selezionato direttamente dal Mibac. Tali concorsisti infatti per addetti alla sicurezza ed accoglieza , area F3, hanno dovuto sostenere prove di conoscenza approfondita dei beni culturali in tutta la regione, sicurezza sul lavoro, ordinamento del ministero, elementi di diritto pubblico e privato, inglese e prova pratica di informatica. Se queste persone sono state così selettivamente scelte, perchè utilizzare professori estrapolati da un contesto totalmente differente? Riflettete prima di eventuali riforme..." firmato SperanzaD. Ora, non so se vi ricordate, i questionari che riportavano domande e risposte su informatica e inglese furono modificati all'ultimo momento in quanto molte delle risposte indicate come corrette erano sbagliate. Ri-ora, non mi considero un guru né dell'informatica né dell'inglese, ma quando sono andata a dare un'occhiata a quei files, mi sono resa conto che sia in quello della prova di informatica che in quello della prova di inglese c'erano degli errori - al di là della quantità - di una, diciamo così, qualità straordinaria, nel senso che nemmeno un bambino delle elementari che conosce un po' di computer e di inglese si poteva sbagliare. Del tipo: come si selezionano più files? Risposta: con ctrl+puntatore. Ri-ri-ora, l'ho visto io con i miei occhi il mio nipotino selezionare più files con ctrl+shift; ora, capisco che lui sia figlio di un programmatore; capisco pure che più files si selezionano sia con ctrl+puntatore (se li vuoi selezionare random) sia con ctrl+shift (se li vuoi selezionare in sequenza): ma per la miseria, questo è un concorso ad un ministero per persone che poi dovrebbero fare quel mestiere, visto che stiamo parlando dell'area F3! Ma vuoi farli selezionare da altre persone che della materia ne sappiano davvero qualcosa, e non dal primo che ti capita a tiro? Ri-ri-ri-ora, se queste sono le premesse, ma dove può esistere che queste sono "prove di conoscenza approfondita"? Non perché magari non ne sappiano gli esaminandi, ma perché hanno già dimostrato di non saperne una mazza gli esaminatori. E mi dispiace, ma a 'sto punto faccio di tutta l'erba un fascio, vuoi per la parte politica al governo, vuoi perché la vedo dura che in queste cose il buongiorno non si veda dal mattino. Certo, forse in storia dell'arte si va meglio, visto il settore, ma la qualità di queste cose si giudica globalmente, e già ad una prima occhiata detta qualità si dimostra pessima. Quindi, è inutile che SperanzaD si nasconda dietro a un dito, la buffonata è partita da lontano, e le ultime dichiarazioni di Bondi insieme all'accordo con la UIL Beni Culturali, per come la vedo io, non fanno nient'altro che mettersi sulla scia di questa prospettiva finalizzata alla demolizione di un settore, e non vi fate incantare dal fatto che ve la vendano come una grossa novità (soprattutto se a farlo è il superlacchè Corsera!) perché è solo una gigantesca e studiatissima presa per i cultural fondelli. Come si dice, piatto ricco mi ci ficco!


di Valeria Silvestri
visita il blog Meditazioni Cartesiane

scritto 07/02/2010 18.04.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: sandro bondi uil beni culturali corriere della sera
 
Gli indizi del movimento,parte seconda

Gerardo Dottori, A 300km sulla città,1934,tecnica mista su compensato,120x150 cm (Peugia coll. privata)Le punte di freccia che formano la sagoma dell'aereo rinforzano l'effetto dinamico.

Il dinamismo è insito anche nelle forme.  La forma a punta di freccia è sicuramente una delle più efficaci per suggerire il moto,piochè agisce come una forza capace di portare velocemente l'occhio nella direzione indicata.Gerardo Dottori,nella sua opera a 300 km sulla città,ha utilizzato contemporaneamente più indizi di movimento (andamenti lineari dinamici a vortice,gradienti di dimensioni,incompletezza della forma in movimento ecc.)al fine di accentuare nell'osservatore la percezione del movimento.

Inoltre, se riportiamo  l'attenzione al rapporto tra figura e sfondo, si nota che è sempre la figura che tende a muoversi;allo stesso modo,in una composizione è l'oggetto più piccolo ad apparire in movimento,mentre lo sfondo tende a essere considerato statico.

L'effetto dinamico è causato in molti casi dall'instabilità percettiva prodotta dalle illusioni ottiche.   Queste rendono gli elementi non definibili in modo univoco,perchè essi continuano a fluttuare divenendo alternativamente figura sfondo,creando un effetto dinamico in cui le linee sembrano realmente muoversi.Si vedano,per esempio,i cubi di Necker,dove l'oscillazione contnua tra le due versioni possibili crea un'instabilità percettiva e conseguentemente un forte senso di moto.Altre volte le linee trascinano lo sguardo dell'osservatore in percorsi assai tortuosi,così difficili da seguire che il movimento sembra provenire  dalla superficie stessa.

La ricerca degli artisti appartenenti al movimento artistico dell'Optical Art hanno dato origine negli anni sessanta a una vera e propria moda e sono state applicate a oggetti e tessuti i cui motivi sono interamente giocati sull'ambiguità percettiva.



di Mary Pierotti
visita il blog I segreti della pittura

scritto 07/02/2010 14.35.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
I want you - Il volto di Dio


Il 7 febbraio 2010 è iniziato il progetto “I want you – Il volto di Dio” di SS4, a cura di Eden Dust e Lella Patissieri. L’artista costruisce una serie di immagini raffiguranti i volti di noti galleristi affiancati da un testo ricavato da una precedente performance nella quale aveva sottoposto il proprio portfolio a dieci gallerie internazionali e aveva ricevuto da queste un’e-mail in cui era rifiutata una collaborazione. Le lettere venivano poi stampate e spedite ad altrettante diverse gallerie. Con questa operazione SS4 si pone l’obiettivo di dare al mercato, da lui riconosciuto come unico Dio, un volto di uomo. L’esposizione dei lavori prodotti non è prevista, a dimostrazione della non possibilità della vita al di fuori del Mercato

I want you

Il volto di Dio

Progetto artistico di SS4 a cura di Eden Dust e Lella Patissieri



Assioma: il Mercato è Dio.



Il Dio dell’arte è onnisciente. A ciò che non ri-conosce è negato il diritto di esistere.



Il Dio dell’arte è onnipotente. A lui ogni cosa si china e si piega, Egli crea e distrugge.



Il Dio dell’arte è onnipresente. Lui è dietro ogni cosa visibile.





Il progetto “I want you - Il volto di Dio” in realtà non esiste. E’ costituito da una serie di opere fisicamente consistenti ma di cui non è prevista l’esposizione. Non si parla quindi di una vita sotto forma di progetto, ma di un’opera senza vita. E’ il destino che tocca all’arte non baciata dal soffio vitale del Mercato. E’ l’esistenza, fine a se stessa, cui è condannato l’artista (illico) figlio dell’illusione.

Il pleroma del Mercato costituito dalle Gallerie, dai Musei, dalle Riviste, dai Critici/Curatori, dai Collezionisti e dagli Artisti (eoni) è il sistema in cui l’Arte vive, tutto ciò che prende forma al di fuori di esso non è Arte, né mai lo sarà non essendolo mai stato. L’entità del pleroma che permea tutte le altre, e le tiene in qualche modo legate, è costituita dalle Gallerie che, grazie alla loro potenza sovrannaturale, sono in grado di orientarne il comportamento.

L’artista (illico) che vive nell’errore, alimenta le proprie illusioni attraverso la creazione di strutture fittizie simili a quelle in cui si manifesta l’Arte, ma delle quali, causa la loro transitoria natura, non resta traccia nella Storia. L’Artista (eone) è colui destinato a vivere nell’eternità grazie alla sua sostanza già eterna all’origine.

Il Mercato è uno ed è tutto, come in economia è l’unità costituita dalla domanda e dall’offerta così nell’Arte è tutti gli elementi del pleroma, che a dispetto della loro molteplicità sono una cosa sola. E’ doveroso specificare che la natura trascendente dell’Arte non consente di inquadrarla in un’ottica semplicemente economica, altrimenti risulterebbero incomprensibili alcuni fenomeni. Facciamo riferimento alla copertura dei costi di produzione da parte dello stato per la realizzazione di alcune opere monumentali, che restano proprietà delle Gallerie, ai poteri taumaturgici dei Critici/Curatori in grado di distinguere gli artisti (illici) dagli Artisti (eoni): pensate a una figura simile in grado di distinguere tra un’automobile e un’Automobile o tra una pera e una Pera. Ancora il fatto che esistano facoltà accademiche di Storia dell’Arte e nemmeno una di storia del maglione o del pedalino.

SS4 s’incammina su di un percorso di conoscenza e lo inizia cercando di vedere, di visualizzare il volto di Dio, il volto del Mercato. Convinto del fatto che la manifestazione più potente del Mercato sia da ricercarsi nella figura della Galleria e di conseguenza in quella del suo proprietario, l’artista realizza una serie d’icone in cui ne compare il ritratto.

Le icone sono bipartite: alla sinistra si trova il volto, alla destra il Testo. Quest’ultimo è l’eredità del progetto “I want you – Il grande rifiuto” in cui SS4 consultava, in un atto di divinazione, la Galleria sottoponendole il proprio lavoro e otteneva come risposta un’e-mail in cui si rifiutava una collaborazione. Il Testo, sacro in quanto proveniente da un essere divino, era poi stampato e spedito a un’altra Galleria, in modo che tornasse in possesso di un’entità della stessa natura di quella che l’aveva partorito.

SS4 cerca attraverso l’immagine di penetrare il mistero del divino. Egli riconosce la limitatezza delle proprie facoltà sensoriali che non riuscirebbero in nessun altro modo a coglierne l’immensità. E’ il tentativo, forse non inedito, di dare a Dio (il Mercato) il volto di un uomo.



-Il progetto “I want you – Il volto di Dio” potrà avere un seguito, al momento non definito, e cesserà definitivamente solo nel momento in cui SS4 dovesse essere rappresentato da una galleria commerciale.



-I vocaboli che compaiono in maiuscolo nel testo non vanno confusi con le versioni in minuscolo da cui differiscono per significato.



Http://iwantyouproject.blogspot.com

Http://eden_dust.blog.exibart.com


e-mail: ss4_79@yahoo.com

e-mail: iwantyouproject@yahoo.it

e-mail: trueedendust@yahoo.com

e-mail: lellapatissieri@yahoo.it





di Eden Dust
visita il blog Eden Dust

 
Immagini post precedente


1 William Bradley Danza serpentina,1894,19X11,4cm.L'occhio dell'osservatore segue l'andamento sinuoso delle linee curve,che suggeriscono i volteggi.

2 Simbolo delle olimpiadi invernali di Grenoble,1968



di Mary Pierotti
visita il blog I segreti della pittura

scritto 06/02/2010 12.57.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
La percezione del movimento

Giambologna il ratto della Sabina,1583,marmo,h410cm,Firenze loggia Lansi
L'intenso dinamismo è determinato dalle linee di forza della composizione,che si intrcciano con andamento a spirale e in direzioni differenti.

In una società come la nostra dove credo che molto di ciò che vediamo sia movimento e molto di ciò che viviamo sia addirittura caos,possiamo riscontrare che gli effetti dinamici del movimento siano ormai saturi nella nostra mente ma per esserne consapevoli dobbiamo farli emergere dalla nostra inteririorità .E' per questo che questa mattina parlerò degli indizi di movimento  studiate dalla Gestaltpsychologie (psicologia della forma).

"L'artista cerca di riprodurre in un immagine statica una sensazione di movimento e di energia-che chiameremo dinamismo- tramite una serie di fattori quali l'obliquità,la convergenza di linee,la tensione determinata da forme appuntite o allungate ecc.Questi fattori vengono chiamati indizi di movimento e inducono il nostro sistema percettivo a intuire il movimento laddove in realtà non esiste,esattamente come avviene per la percezione del tutto illusoria della profondità in un immagine bidimensionale.

Le linee oblique tendono a suggerire profondità e dinamismo, penetrando diagonalmente nello spazio,generando così una forte tensione percettiva.Esse appaiono percettivamente instabili perchè tendono idealmente ad avvicinarsi all'orizzontalità o alla verticalità,ossia una posizione "frontale".

Il notevole dinamismo delle linee convergenti è dovuto alla nostra abitudine alla visione prospettica.

Sono anche le linee a suggerire l'idea di moto.Gli andamenti lineari dinamici a onde e vortici  riproducono il libero fluttuare dei panneggi.In particolare l'andamento a spirale sottolinea in modo molto efficace la rappresentazione del moto e della vitalità dinamica.

Gli indizi di profondità (gradienti deformazione prospettica,sovrapposizione ecc.)possiedono una particolare tensione dinamica;pertanto possono anchessi risultare particolarmente efficaci nel suggerire il movimento.In effetti le linee e le forme che tendono a suggerire la profondità spaziale conducono l'occhio dell'osservatore in una determinata direzione e vengono perciò letti come elementi dinamici.

Quando vediamo un corpo in movimento rapido,riusciamo a fatica a distinguere le membra confuse nella corsa l'incompletezza e l'imprecisione del simbolo dei giochi olimpici sfrutta proprio l'impressione del movimento generata dalla difficoltà di lettura dell'immagine frammentata della figura in corsa.Le linee bianche e nere che costituiscono il simbolo sono particolarmente dinamiche anche perchè ricordano la scia determinata dallo spostamento d'aria e dalla forte tensione che comunemente si immagina prodotta dagli oggetti che si muovono ad alta velocità.Queste linee dinamiche sono molto usate per suggerire la direzione del movimento,la velocità,l'accellerazione o la frenata e sono particolarmente diffuse nei fumetti,nell'illustrazione e nella grafica.

 



di Mary Pierotti
visita il blog I segreti della pittura

scritto 06/02/2010 12.33.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 






  Exibart.
   Pubblicazione iscritta nel registro della stampa del Tribunale di Firenze con il n. 069/01.
   Direttore editoriale Massimiliano Tonelli
   Staff di direzione: Valentina Tanni (vicedirettore); Marco Enrico Giacomelli (caporedat. centrale); Massimo Mattioli (caporedat. news)
   Responsabile commerciale Cristiana Margiacchi
   Direttore responsabile Giovanni Sighele   Edita da Emmi srl,  via Garibaldi 5, 50123 Firenze
   Tel +39 02303126674   o   +39 06452214600
   Fax +39 02700515651   o   +39 06233298524