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Lidapofaf - Lasciando il domani al presente o forse al futuro

lidapofaf

 

Presso l’atrio del Salone d’Onore posto al primo piano del Palazzo Comunale di Cuneo sarà esposta l’installazione “Lidapofaf - Lasciando il domani al presente o forse al futuro” opera dell’artista Domenico Olivero.

 

Il lavoro proposto è un gruppo di sculture in differenti materiali, un assemblaggio multi materico dai forti contrasti cromatici. Tre elementi scultorei che narrano del flusso della vita; percezioni materiche dell’emozionarsi al vivere.

 

Il progetto tratta il tema dell’immanenza, di quell’insieme di percezioni che l’uomo riordina nel suo percorso temporale, trasformandoli in un universo di senso e ordine. Si attiva così, fra l’opera e il fruitore, un dialogo fra ordine e disordine, fra senso e dubbi, fra chiaro e scuro.

 

Il tentativo di affrontare il tempo, le sue supposte divisioni, la sua misura, che potrebbero essere interpretate come le tre fasi del flusso della vita umana: il passato, il presente e il futuro. Ma forse anche liberi pensieri metafisici. 

 

 

Testo a cura di Marina Perlo

 

Sono molte le sensazioni che lentamente attraversano il vivere umano, a volte inaspettate, a volte sperate, a volte incomprese.

 

Avviandosi nel cammino dell’esistere avvengono incontri casuali, sguardi distratti, attenzioni fortuite. Tutto si compie per un’inarrestabile casualità che l’uomo riordina in supposte correlazioni, che poco hanno di naturale.

 

Su queste dinamiche è l’opera: “Lasciando il domani al presente o forse al futuro”, creata da Domenico Olivero, posta nello storico Palazzo Comunale della città di Cuneo al piano nobile accanto al Salone d’Onore.

 

Il lavoro artistico è ubicato in questa zona di passaggio, aperta al dialogo e alle possibili interazioni, consce o supposte.

 

Fra il passante, l’opera e lo spazio circostante, il fato appronta idee, pensieri, nulla.

 

L’installazione è costituita da tre particolari sculture dai forti colori e da diversi materiali, che compongono un lavoro unico.

 

Idealmente potrebbero essere il passato, il presente e il futuro, correlati in un assemblaggio che nelle forme ideate sviluppano possibili riflessioni temporali e spirituali.

 

Ma l’artista preferisce non ordinare troppo queste idee per non ricadere nell’errore del “sapere” ma lasciandosi allo stupore o forse all’immanenza.

 

L’evento avrà corso dall’1 al 18 Febbraio 2012, al primo piano nel foyer del Salone d’Onore presso il Palazzo Comunale di Cuneo. L’evento è organizzato col Patrocinio del Comune di Cuneo e col supporto di collezionisti privati.

 

 

 

Artista : Domenico Olivero

Titolo opera: “Lidapofaf - Lasciando il domani al presente o forse al futuro”

Curatore: Marina Perla

Periodo di esposizione: 1-18 Febbraio 2012.

Vernissage: 31 Gennaio 2012 ore 17,00

Luogo: Foyer – Primo piano - Palazzo Comunale

Indirizzo: Via Roma 28 12100 Cuneo

Orario: dal Lunedì al Venerdì dalle 9,00 alle 17,00.

Ingresso libero

Sito web  http://lidapofaf.blogspot.com/

Contatti: ph2oarte@libero.it 



di d;o)
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scritto ieri, 21.18 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: lidapofaf domenico olivero cuneo arte eventi mostra
 
"Nice to meet you" - ARTE FIERA DI BOLOGNA , 26/30 gennaio 2012

TIBET di Giovanni Bonanno, 2012

 

Nice to meet you

How to tell people that you are pleased to meet them

di  Loredana Galante

Testo di  0livia Spatola

Arte Fiera 2012  26/30  gennaio 2012

 

http://www.collezionebongianiartmuseum.it/home.php

 


Un evento performativo, ma non solo, quello di Loredana Galante che si terrà durante ArteFiera 2012 di Bologna. Il presupposto è l'utilizzo di uno strumento veloce per la diffusione di un messaggio semplice ed immediato che, come un virus, si diffonderà all'interno degli spazi espositivi della kermesse bolognese.
Il medium è un adesivo che verrà distribuito durante la fiera ed in cui saranno riportate le categorie dei visitatori presenti alla manifestazione. Artisti, critici, collezionisti, galleristi, indossando l'adesivo, diverranno parte dell'atto performativo dell’artista e veicolo inconsueto di comunicazione.
Combinando un approccio prettamente performativo ad uno maggiormente divulgativo, Loredana Galante lavora sul collettivo; la sua operazione rimane sempre una question(e) pubblica*, a volte intima, a seconda delle tematiche affrontate, ma sempre condivisa.
Al centro della ricerca dell’artista concorrono dinamiche relazionali a vari livelli: famigliari, professionali, il legame e l'impatto emotivo, le distanze e le interazioni interpersonali in continuo divenire.

Tutti i linguaggi concorrono per affermare un’idea volutamente pubblicitaria dell’arte, *poggiante sulla comunicazione performativa dell’immagine e dell’azione.

Quella di Loredana è un'operazione di metalinguaggio, trasversale ad un evento più ampio, quello dell'Arte Fiera a Bologna. Definirla una performance è riduttivo, in quanto saranno coinvolte più persone incaricate alla distribuzione degli adesivi che diverranno veri e propri alter ego dell’artista.
Il tentativo di svelare l'identità ed il ruolo dei visitatori palesandolo, significherà rendere queste persone parte attive dell'operazione artistica e dar vita ad una forma di Arte Partecipativa.
Una sorta di performance allargata, dunque, che dovrebbe espandersi a macchia d'olio nella fiera trasformando operatori del settore e visitatori in supporti mobili di piccole opere d'arte concettuale: gli adesivi/etichetta.


Artista: Loredana Galante
Titolo: Nice to meet you.
How to tell that you are pleased to meet them
A cura di: Olivia Spatola
Periodo:dal 25 al 30 gennaio 2012 
Orario:lun./sab. 9.00-13.00/16.00-20.00
Luogo reperibilità adesivi nice to meet you:
Arte Fiera stand 35 Espoarte (reparto editoria)
Luoghi di Arte Fiera OFF:Museo della Musica, strada Maggiore 34 Bo
Teatro delle Celebrazioni, via Saragozza 234, Bo
Palazzo Bevilacqua, via d’Azeglio 31, Bo
Spazio Poltrona Frau, strada Maggiore 27, Bo
Palazzo Gnudi, via Riva di Reno 75/77, Bo
BTF Extra, via Saragozza 35, Bo
Coordinamento:Associazione Ubik
Info: info@loredanagalante.it
Tel: +39 338 8834826
 

Per partecipare a Nice to meet you, gli adesivi sono reperibili all' Arte Fiera stand 35 Espoarte (reparto editoria)
 
Nice to meet you di Loredana Galante sarà presente nei seguenti eventi di Arte Fiera OFF 2012:
 

1)     mercoledì 25 gennaio ore 18.00 mostra personale di Giulia Manfredi presso il Museo della Musica in Strada Maggiore 34, Bo.

2) venerdì 27 gennaio ore 21.00 Concerto di ConiglioViola ed Antonella Ruggiero presso il teatro delle Celebrazioni in Via Saragozza 234, Bo.

3) venerdì 27 gennaio ore 21.00performance SENSE 1+1 di Tiziana Contino, Joy Coroner (a.k.a. Domenico Buzzetti), Giovanni Gaggia, Mona Lisa Tina presso BTF Extra in via Saragozza 35, Bo.

4) sabato 28 gennaio ore 19.30 mostra con video proiezioni architetturali di Nicola Evangelsti ed Elastic Group presso palazzo Bevilacqua Ariosti in via d'Azeglio 31, Bo.

5) sabato 28 gennaio ore 18.00 mostra collettiva presso lo spazio di Poltrona Frau in Strada Maggiore 27, Bo.

6) sabato 28 gennaio ore 19.30 mostra collettiva di Silvia Bordin, Gianluca Beccari, Massimo Festi e Raimondo Galeano presso Palazzo Gnudi in Via Riva Reno 75/77, Bo.

7) sabato 28 gennaio ore 19.00 performance di Chiara Scarfò / ore 21.00 performance di Roberto Paci Dalò presso BTF Extra in via Saragozza 35, Bo.

8) domenica 29 gennaio ore 19.00 performance di Max Bottino presso BTF Extra in via Saragozza 35, Bo .


*una question(e) pubblica di loredana galante, 2007, de ferrari editore
 
*arte galante, Achille Bonito Oliva



di Giovanni Bonanno & Sandro Bongiani
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Le performance contestate al Padiglione Italia della Biennale di Venezia a Torino.

Video YouTube



Le performance  contestate al Padiglione Italia della Biennale di Venezia a Torino.



1) Le croci, le religioni e condizione delle donne nel mondo.
 Una visitatrice (azianotta) ha addirittura minacciato di chiamare Croce Rossa e Carabinieri per tre artiste dell’associazione M’arte svestite e crocifisse, scopo dell’opera era attirare l’attenzione sul maltrattamento della donna nelle tre principali religioni monoteiste.

2) La performance LA COLAZIONE SULL' ERBA è di Franco Losvizzero.
Per la serie "L'Anno del Coniglio Bianco"
Il Coniglio Bianco è il "conduttore" nel paese delle meraviglie non solo di Alice.
 La Regina Mab è la fata che infesta i sogni delle persone nel Giulietta e Romeo di Shakespeare.
 Entrambe si radunano alla mensa dell'artista in un "Déjeuner sur l'herbe"dal celebre dipinto di Manet.
L'era del Coniglio, non solo nel calendario cinese, è iniziata.




Visto il grande successo testimoniato dalla grande affluenza di pubblico ottenuto dal periodo di apertura e tuttora nella Sala Nervi di Tori­no Esposizioni,  Il " PADIGLIONE ITALIA " della 54° Biennale di Venezia non chiude a fine gennaio, come previsto, ma viene prorogato  fino al 29 febbraio pros­simo.
Per chi dunque non l’avesse ancora fatto, c’è ancora tutto il tempo per visitare questa originale esposizione curata da Vittorio Sgarbi che ha portato nel capoluogo piemontese la creatività italiana.


Palazzo Esposizioni, Sala Nervi, Corso Massimo D'Azeglio, 15f, Torino.
Ingresso libero
Orari:
Dal martedì alla domenica dalle 14:00 alle 20:00
Fino al 29 Febbraio 2012



di "Nel poeta e nell'artista c'è l'infinito."
visita il blog VOCAZIONE VAGABONDO

 
EXIBART / IL DETTO DELLA SETTIMANA

Sandro Bongiani & C

 

DETTI  E  RIDETTI  

  - Tra parola  e  immagine -     

La Rubrica   settimanale di   “Detti, Ridetti e Riletti”   è un  ricorrente appuntamento settimanale   di frasi    e citazioni   personali   sull’arte e anche illuminanti   contributi   di diverso pensiero critico e poetico, alla ricerca di un nuovo rapporto sinestetico  tra parola e immagine, tra narrazione e opera d’arte a confronto.  

 

 

 

  EXIBART -  Lunedì   23  Gennaio  2012   

  

      

L'opera   

  KEITH   HARING

       

Untitled,  1986
Courtesy  Estate of Keith Haring

 

 

 IL DETTO:

 

 

 

  .... CREDO CHE SE GLI ARTISTI FOSSERO LASCIATI LIBERI DI DEFINIRSI CON UN'ETICHETTA, MOLTI SCEGLIEREBBERO DI NON AVERNE ALCUNA!

                                                                                             "Ben Shahn” 



di Giovanni Bonanno & Sandro Bongiani
visita il blog ARCHIVE OPHEN VIRTUAL ART

scritto 23/01/2012 8.00.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: sandro bongiani, exibart, keith haring, ben shahn, arte contemporanea.
 
Grazie R.!

road

Oggi mi è capitata una di quelle situazioni che definirei eccezionali: ho incontrato una vera artista.


Non scrivo qui per fare pubblicità, infatti non darò possibilità alcuna di comprendere chi sia, ma ne parlo per il piacere di condividere un'esperienza.


Tutti dicono di dipingere, ma in pochi riescono a trasmettermi qualcosa di forte, di grande, di umano.


Ho scoperto per caso che una cliente, amica di famiglia da diversi anni, un'inquilina di un palazzo a pochi passi dal mio ufficio, è un'artista!


Per amor di sintesi: dipinge da oltre quatrant'anni, conosce Argan di persona, espone in Italia ed all'estero, forma artisti di spessore, ne acquisiscono le opere appassionati d'arte prevalentemente italiani (a Roma e Matera la maggior parte dei suoi dipinti), ed oggi mi apre le porte della sua abitazione ad ammirare ciò che le rimane di una carriera artistica incredibilmente ricca, di spessore.


Ho riconosciuto subito che ha studiato.

Tantissimo.


Ho letto sulle tele una gestualità sapiente, una cura meticolosa nella ricerca dei cromatismi intelleggibili come naturalmente raggiunti che, piuttosto che regalare al quadro la ricerca di una terza dimensione, ebbene, questa dimensione glie la donano senza ombra di dubbio.


Mi riferisco sia ad una dimensione spaziale che fa emergere il quadro dal piano bidimensionale, sia di una dimensione umana che affonda le sue radici in una capacità di contemplare il mondo e l'uomo, con una forza espressiva che è capace di far scendere una lacrima ed allo stesso tempo di asciugarla con la stessa umanità di una madre.


Ho letto sulle tele una capacità signica e compositiva che va oltre il simbolo, la figura e la parola.


Ho letto sulle tele, delle storie, dei racconti, delle verità.


Pur volendone quantificare il valore, non sono riuscito a proferire parola, se non arrancando un timido pensiero che io stesso ho riconosciuto, scusandomi, inadeguato.


Non avevo mai avuto l'opportunità di provare qualcosa di simile prima d'ora. 


Neanche di fronte ai giganti dell'arte presentati in mostre di "alto livello".


Ora ciò che penso dell'arte stessa si arricchisce di una nuova consapevolezza, di una nuova dimensione, appunto.


E tutto questo, oggi, a pochi passi dal mio ufficio.


Grazie R. !



di isovni.com
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scritto 22/01/2012 18.37.10 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: arte art art system
 
doattime 22/01/2012

doattime 22/01/2012

doattime 22/01/2012

di d;o)
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scritto 22/01/2012 11.40.07 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
EXIBART / La notizia del giorno

Sandro Bongiani & C.

 

Chiude il Madre, gli artisti ritirano le opere. Licenziati 30 dipendenti

Il Mattino, Napoli - “Ultimi giorni per il Madre. Da martedì portone sbarrato. Se entro domani la Regione non convocherà un incontro per il rifinanziamento del museo di via Settembrini, addio all’arte contemporanea. Sul tavolo di Massimo Lo Cicero e Ugo D’Antonio, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Scabec (la società a maggioranza regionale che gestisce i servizi) e su quello di Pierpaolo Forte, presidente della Fondazione Donnaregina, sono arrivate le lettere delle Pierreci e della Mondadori Electa, le due società che si occupano della gestione del museo.In poche parole annunciano che manterranno aperto il museo fino a domani. Poi tutti a casa, a cominciare da una trentina di giovani dipendenti per i quali partiranno le lettere di licenziamento”

    

 

Caro Caldoro, tanto lavoro per niente!!!

A Napoli come a Palermo, la difficile situazione economica  costringe spazi e istituzioni a chiudere. Siamo  davvero alla resa finale? Da qui nasce la convinzione che  siamo arrivati ad una situazione insostenibile che metterà fine ad  una delle esperienze culturali più vivaci e discusse della recente storia artistica napoletana. Di fronte ad una situazione degenerata dalla crisi e dall’irresponsabilità collettiva  dei troppi qualunquisti e indaffarati profittatori, condizionata da  lobby secolari che  hanno prosciugato le ultime risorse di un’Italia depotenziata dagli scandali e da  situazioni provinciali.  Una cosa e certa: stiamo andando a rotoli giù per la scarpata e  la faccenda si sta complicando ulteriormente perché  non vediamo  mai la fine. Ormai siamo oppressi  dalla recessione e quindi da  aziende leader  che un tempo facevano fatturato nel mondo e  che ora sono costrette a chiudere. Anche l’arte risente di questa opprimente situazione negativa, vedi il Madre o alcuni altri Musei Italiani che tra  un tira e molla prolungano  l’agonia prima  di chiudere  definitivamente gli occhi.  A parte le convinzioni personali della buona o cattiva gestione  di questi sette anni di  proposte culturali a  Napoli, sta di fatto che Eduardo Cicelyn, ha portato a Donna  Regina  una ventata di aria nuova, dialogando con i più grossi calibri internazionali dell’arte. Altro che  sgarbate proposte dilettantistiche e provinciali presenze  veneziane. Se non  si chiuderanno i rubinetti e i finanziamenti come noi tutti auspichiamo, a breve, di sicuro, dopo Cicelyn ci sarà da parte degli artisti  in permanenza al Madre un fuggi fuggi generale, vedi  le prime ipotesi prospettate da Jannis Kounellis, di Mimmo Paladino e tanti altri che come un nefasto e antipatico  domino  ritireranno tutte  le opere presenti in concessione, ne siamo certi,   azzerando in sol colpo l’esperienza realizzata  proprio perché  non si fidano più di questa nuova amministrazione. E’ iniziata la fuga degli artisti che non intendono  concedere più le proprie opere. Infatti,  Jannis Kounellis nei giorni scorsi ha chiesto ufficialmente la restituzione di cinque pezzi affidati a suo tempo  in prestito perché  -  secondo il maestro greco -  è venuto a mancare un rapporto di fiducia personale con il Museo. Questo iniziale tormentone alla fine  potrebbe diventare una valanga che svuoterà  di colpo le stanze del palazzo dell’arte contemporanea napoletano. In tutto vi sono  ben 83 opere che rischiano di  prendere il volo  altrove per un altro museo. Inoltre, vi  sono le  vertenze già annunciate da chi ha donato i propri capolavori e che ora si sente poco  tutelato, come Kapoor, Paladino, Clemente e  tanti altri personaggi di primo piano. Ci si avvia  verso la peggiore delle ipotesi, ossia quella di  tirare tutti i remi in barca e andare via.  Di certo,  il Madre rimarrà un  inutile contenitore vuoto  senza alcuna prospettiva a  testimonianza  dell’ottusità della politica culturale italiana  e del nostro precario presente.      Credetemi, c’è da immaginarselo!!!

                                                                                                   

                                                        Cordialmente, Sandro Bongiani



di Giovanni Bonanno & Sandro Bongiani
visita il blog ARCHIVE OPHEN VIRTUAL ART

 
Sakate Hiroshi: Architectural Eros

Architectural Eros Sakate Hiroshi

My photographs are intended to represent something you do not seeEmmet Gowin

I lavori fotografici di Hiroshi Sakate si sono, nel corso degli anni, focalizzati su tre tematiche principali: la fotografia di paesaggio, il nudo e il ritratto.

La recente mostra “Architectural Eros” si concentra sull’esplorazione di dettagli architettonici che vengono trasformati dall’occhio dell’artista per divenire un nuovo soggetto, un’ espansione della percezione del soggetto che viene, in questo modo, ricreato e riprodotto sotto forma di “immagine nuova”. Le strutture scelte da Sakate includono interni ed esterni di edifici che grazie al suo personale senso della composizione, della luce e della prospettiva vengono ridefinite per comunicare nuove ambivalenti armonie, testimonianze dei valori estetici e dei significati culturali espressi dalle strutture architettoniche stesse.

Il sapiente uso della luce naturale e artificiale, diurna o notturna, riflessa o diretta e’ lo strumento principale usato da Sakate per trasformare dettagli di edifici in frammenti di esseri viventi, in una relazione che e' dialogo tra l’oggetto fotografato e lo sguardo rivelatore dell’artista.

Sakate non si accontenta di trasformare un dettaglio di un edificio in qualcosa di “piu’ interessante”, la sua non e’ una mera dichiarazione dimostrativa di percezione estetica, non e’ sua la frase: “questo dettaglio e’ una bella fotografia”, piuttosto Sakate ci restituisce quanto del costruttore, dell’architetto, dell’ideatore c’e’ in un edificio, ci ritorna i significati e le immagini, consce o inconsce non importa, che chi penso’ l’edificio proietto’ nella struttura-creatura, e al contempo, ci consegna le sue proprie proiezioni di significati e idee.

Le quindici fotografie scelte per Architectural Eros sono la concretizzazione artistica di un concetto di architettura come metafora psicoanalitica di cio' che la mente umana proietta all'esterno, sugli edifici.

E non e' un caso che Sakate raggiunga questo risultato, dato il suo essere, oltre che fotografo, architetto.

Non e' una novita' che “un edificio, una casa, una struttura siano luoghi in cui l'uomo si rapporta e vive con le superfici e con gli oggetti di cui si circonda per rappresentare il proprio mondo d'espressione non verbale, e in quanto luoghi quotidiani del nostro vissuto sono la superficie, l'epiderme tra il mondo esterno e il mondo interiore” (Mimmo Pesare. «Le radici psico-dinamiche dell'abitare». Dialegesthai. Rivista telematica di filosofia [in linea], anno 10 (2008) [inserito il 5 dicembre 2008], disponibile su World Wide Web: <http://mondodomani.org/dialegesthai/>, [39 KB], ISSN 1128-5478).

Il rapporto simbolico corpo-casa, organismo-edificio rappresenta uno dei temi ricorrenti dell'architettura e anche le strutture contemporanee, per quanto spezzate, divise, non-coerenti non riescono a sfuggire all'idea di corpo, ad una antropomorfizazzione della struttura, ed e' in questa metafora che si muove l'opera di Sakate.

Guardando le fotografie in mostra veniamo presi per mano e portati a percepire una realta’ diversa, arbitrariarmente scelta (come arbitrarie sono tutte le fotografie del mondo) per indicarci uno dei possibili significati che le immagini possono comunicare, e questa realta’ e’ l’umanizzazione, il rendere organismo vivente cio’ che normalmente percepiamo come inanimato, come “costruzione, somma di materiali”.

L’occhio fotografico e rabdomantico di Sakate diventa strumento rivelatore, di conoscenza, di chi interroga la struttura non accontentandosi di accettarla per come “sembra”, per poi darci una delle possibile risposte, a loro volta portatrici di nuovi, multipli significati e grazie alla sua esplorazione siamo invitati a partecipare a questo gioco di scoperta, di proiezioni, per dare nuovi e multipli significati a cio’ che, apparentemente, “vediamo” in un edificio.

Marco Maurizio Gobbo



di Marco M Gobbo
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EXIBART / La notizia del giorno

Sandro Bongiani & C.

   

L’Opificio di Firenze  è a rischio  chiusura

“Degli undici laboratori (tutti in grave sofferenza) almeno cinque rischiano il blocco se non la chiusura per mancanza di personale. E poco importa se l’Opificio delle pietre dure di Firenze è da mezzo millennio il paradiso del restauro mondiale”.      (Corsera giovedì 12 gennaio 2012)

  

Lo Scarabattolo (armadio delle cianfrusaglie) è un dipinto di Andrea Domenico Remps (1620-1699). Commissionato probabilmente nel 1689 dal marchese Francesco di Cosimo Riccardi che era maggiordomo maggiore del granduca Cosimo III de’ Medici. Il quadro si trova all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

 

L’Opificio delle pietre dure di  Firenze a causa dei tagli governativi e anche del “turnover” ha drasticamente ridotto il personale di questo grande laboratorio del restauro da 160 dipendenti  a soli 100 unità  collocati nei 4 settori più importanti. Pur avendo le concessioni e i contratti  da  onorare, diversi laboratori rischiano di chiudere per mancanza di personale specializzato, come  il  laboratorio del restauro degli arazzi, tessuti, oreficeria e persino quello del mosaico. La causa principale è la grave crisi finanziaria che non permette di avere sufficienti fondi per l’ordinario funzionamento di tale  laboratorio internazionale conosciuto in tutto il mondo. In questo laboratorio specializzato nel  restauro conservativo sono passati i più grandi capolavori di mezzo mondo proprio per la professionalità e la serietà del lavoro apportato. 

Anche in questo settore, purtroppo è a rischio di “lucchetto” . Vogliamo  illuderci che questa risorsa venga  almeno salvaguardata e che non ci sia alcuna mutilazione.      

                                                                      Cordialmente, Sandro  Bongiani 



di Giovanni Bonanno & Sandro Bongiani
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IL VILLAGGIO NEOLITICO DELLA MADDALENA DI CHIOMONTE


Un gioiello archeologico, un bene comune prezioso: dal 27 Giugno 2011 la sua fruibilità è compromessa a causa della militarizzazione della zona; il museo dei reperti è inaccessibile, requisito e trasformato in quartier generale della base.
 Fino a quando questi patrimoni saranno di fatto indisponibili al pubblico, se la legge che definisce il sito di interesse strategico nazionale riguarda solo l'area del cantiere?

http://www.notavtorino.org/


di "Nel poeta e nell'artista c'è l'infinito."
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scritto 16/01/2012 19.00.32 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: museo archeologico della maddalena di chiomonte. no tav valasusa necropoli
 






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