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GLI ULTIMI 10 INTERVENTI IN TUTTI I BLOG
 
91 anni fa nasceva a Detroit l'artista americano Ray Johnson



91 anni fa, il 16 ottobre del 1927,  nasceva a Detroit un artista chiave della Pop Art   e uno dei padri fondatori della Mail Art.



"I have simply had to accept that out of a life necessity I have written a lot of letters, and given away a lot of material and information, and it has been my compulsion. And as I have done this, it has become historical. It’s my resume, it’s my biography, it’s my history, it’s my life".  (Ray Johnson)






La Mail Art è nata  più di 50 anni fa, nel 1962, da quando l'artista americano Ray Johnson, fondò la “New York Corrispondance School of Art” occasionalmente in contemporanea con il movimento “ Fluxus”  del lituano-americano George Maciunas (1961)  e la  Pop Art di Leo Castelli a New York (1962). Una sorta di scuola d’arte per corrispondenza nella quale gli elaborati grafici con l’inserimento di timbri e collage venivano per la prima volta spediti per posta a conoscenti e persino ignari destinatari, dando  completa autonomia alla comunicazione e rendendo questo nuovo modo di espressione totalmente libero e al di fuori di qualsiasi schema imposto e prefissato dal potere culturale e di conseguenza dal mercato ufficiale dell’arte.  Rimane uno dei personaggi più originali  nel panorama degli anni 60’ in poi.




  


 







 








Biografia/ Ray Johnson era un artista americano noto per la sua pratica innovativa di Correspondence Art. Una pratica basata su collage, il suo lavoro combina fotografia, disegno, performance e testo su distanze geografiche, attraverso la spedizione della posta. I progetti di Johnson includevano prestazioni concettualmente elaborate che si occupavano di relazioni interpersonali e disordini psichici. "sono interessato a cose e cose che si disintegrano o si disgregano, cose che crescono o hanno aggiunte, cose che nascono da cose e processi del modo in cui le cose mi accadono realmente", ha detto l'artista. Nato il 16 ottobre 1927 a Detroit, nel Michigan, i suoi primi anni di vita comprendevano lezioni sporadiche al Detroit Art Institute e un'estate alla Ox-Bow School di Saugatuck, nel Michigan. Nel 1945, Johnson lasciò Detroit per frequentare il progressivo Black Mountain College in North Carolina. Durante i suoi tre anni nel programma, ha studiato con un certo numero di artisti, tra cui Josef Albers, Jacob Lawrence, John Cage e Willem de Kooning. Trasferitosi a New York nel 1949, Johnson stringe amicizia tra Robert Rauschenberg e Jasper Johns, sviluppando una forma idiosincratica di Pop Art. Nei decenni successivi, Johnson divenne sempre più impegnato in performance e filosofia Zen, fondendo assieme  la pratica artistica con la vita. Il 13 gennaio 1995 Johnson si suicidò, gettandosi da un ponte a Sag Harbor, New York, poi nuotando in mare e annegando. Nel 2002, un documentario sulla vita dell'artista chiamato How to Draw a Bunny,  ci fa capire il suo lavoro di ricerca. Oggi, le sue opere si trovano nelle collezioni della National Gallery of Art di Washington, D.C., del Museum of Modern Art di New York, del Walker Art Center di Minneapolis e del Los Angeles County Museum of Art.  In questi ultimi anni tutto il suo lavoro sperimentale è stato rivalutato dalla critica come anticipatore persino della Pop Art americana.
 




Opere:   Visit: Ray Johnson Estate.

 


 

The Video: The Ray Johnson Sampler

by Nicholas Maravell

https://www.youtube.com/watchv=Ac98kJbekOE&feature=share   


Durata del video 1:56:51  



di Giovanni Bonanno & Sandro Bongiani
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ARCHIVIO DI STATO DI SALERNO / Mostra Personale di Antonio Baglivo




ARCHIVIO DI STATO DI  SALERNO
Piazza Abate Conforti -dal 14 ottobre al 02 dicembre 2018 




Mostra personale di Antonio Baglivo

"Carte dall’esilio"
 libri d’artista e opere su carta" 



Inaugurata il 14 ottobre, in occasione della giornata nazionale “Domenica di carta 2018”, la mostra personale di Antonio Baglivo dal titolo CARTE DALL’ESILIO. Una selezione ordinata di opere: libri d’artista, calcografie a rilievo, disegni e monotipi che scandiscono le varie fasi di una lunga e articolata ricerca estetica realizzata dell’artista salernitano quasi esclusivamente durante gli ultimi venti anni di lavoro. Un arco temporale che l’autore stesso definisce come “anni di esilio”, ovvero di una condizione esistenziale di isolamento, di un volontario allontanamento durante il quale il dialogo con l’esterno è stato affidato quasi esclusivamente alle carte incise, ai segni grafici e ai testi poetici che, in forma di libro, si sono imposti come veicolo privilegiato e luogo di incontro per scambi, sinergie e per preziose collaborazioni. Oltre ad una ricca produzione di libri oggetto e libri d’artista in copia unica, nella mostra saranno esposte numerose plaquette realizzate in seno alle edizioni IBRIDILIBRI, che Antonio Baglivo cura e coordina in prima persona. Si tratta di oggetti minimi, generalmente di poche pagine, la cui tiratura, il più delle volte, non supera le trenta copie o addirittura si esaurisce in una copia singola. Oggetti ibridi perché difficilmente collocabili in una precisa categoria: non sono libri, nell’accezione canonica del termine, né sono opere d’arte grafica, né pitture, né sculture, semmai, spesso, sono la somma di tutto questo. Gran parte degli IBRIDILIRI esposti in questa mostra rappresentano una tipologia particolare di opere nelle quali si realizza l’incontro sinergico di due o più linguaggi, dove il corpo della scrittura e il testo iconico si sostanziano in un unicum fatto di rimandi e rispecchiamenti allusivi, senza mai assumere carattere didascalico o illustrativo ma sempre carichi di sollecitazioni estetiche, visive e tattili. Oggetti particolari nei quali, nel tempo, è confluito l’interesse di poeti e scrittori nazionali.





Antonio Baglivo / BIOGRAFIA



Antonio Baglivo, nato a Casal Velino nel 1951, vive e lavora a Bellizzi (SA).
Scultore, pittore, incisore, ceramista, nel 1977 a Salerno ha fondato il Centro di Documentazione Arte Contemporanea Laboratorio Dadodueche ha diretto fino al 1992. 
Notevole risulta la sua attività espositiva personale di cui indichiamo solo alcuni recenti progetti tra i più significativi:
Le superfici fossili, Galleria “A come Arte”, Napoli 1992; Mostra personale alla galleria “L’Idioma”, Ascoli Piceno 1993; Antologica 1984/94, Tempio di Pomona, Salerno 1994; Naturalia/Artificialia, Forte La Carnale, Salerno 1997; Katakatascia, Lavatoio Contumaciale, Roma 1997; Katakatascia, Villa Matarazzo, S. Maria di Castellabate 1999; Notturni tursitani, Villa Guariglia, Vietri sul Mare 2000; Teca Mundi. Mostra antologica di grafica e libri d’artista, Tempio di Pomona, Salerno 2003; Ibridilibri, Biblioteca Alessandrina, Università La Sapienza, Roma 2004; Crisalidi-Chimere, Palazzo S. Agostino, Salerno 2009; Ibridilibri, Museo Provinciale Irpino, Avellino 2009; La forma del libro, Biblioteca Nazionale di Napoli, 2010; La coda di Narciso, Biblioteca Vallicelliana, Roma,2010, Ibridilibri, Museo Comunale di Praia a Mare, 2018

Ideatore e curatore della collana IBRIDILIBRI e dell’archivio di libri d’artista IBRIDIFOGLI, ha  realizzato cartelle e plaquette in collaborazione con poeti e scrittori tra i quali: Maria Luisa Spaziani, Bianca Maria Frabotta, Antonio Porta, Elio Filippo Accrocca, Gerardo Pedicini, Idolina Landolfi, Luigi Giordano, Marcello Napoli, Paolo Aita, Giorgio Bàrberi Squarotti, Paolo Ruffilli, Gerardo Malangone, Alessandro Carandente, Gian Battista Nazzaro, Raffaele Barbieri, Cosimo Caputo, Domenico Cipriano, Biagio Fioretti, Franco Gordano, Cristina Tafuri, Cesare Ruffato, Riccardo Avallone, Franco Dionesalvi, Rino Mele, Mario Lunetta, Antonio Spagnuolo, Ugo Piscopo, Vito Pinto, Francesco D’Episcopo, Tommaso Ottonieri, Rubina Giorgi, Francesco Agresti, Elio Pecora, Lamberto Pignotti, Salvatore Violante, Raffaele Della Fera, Maria Teresa Schiavino, Arturo Schwarz.

Segnalato da Archivio Ophen Virtual Art di Salerno.




di Giovanni Bonanno & Sandro Bongiani
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Ruggero Maggi / TUTTI I COLORI DEL CAOS





TUTTI I COLORI DEL CAOS
personale di Ruggero Maggi

 
Napoli – dal 13 ottobre al 3 novembre 2018
vernissage: sabato 13 ottobre 2018 ore 18.00
curatori: Ruggero Maggi, Giovanna Donnarumma, Gennaro Ippolito




 

Via S.Paolo ai tribunali, 31 Napoli  
3275849181- 3342839785 
orario: lun-ven: 17-20:00 | sab: 10:30-15:00 
(possono variare, verificare sempre via telefono) 
vernissage: sabato 13 ottobre 2018. ore 18.00 
curatori: Ruggero Maggi, Giovanna Donnarumma, Gennaro Ippolito 
autori: Ruggero Maggi  
genere: arte contemporanea, serata - evento, personale 








L’uomo desidera certezze che apparentemente solo scienza e tecnologia possono offrirgli, in realtà arte e poesia hanno anticipato molte teorie scientifiche.
Gli artisti si inoltrano in territori misteriosi dove solo pochi coraggiosi osano…. la poesia è per gli audaci.
L’essere umano ricerca ordine e simmetria in un mondo complesso che possiede in sè però già tutto l’ordine necessario ma difficile da svelare.
Viviamo ai margini del Caos…


MIRABILIA
[…] Maggi come artista ha da sempre privilegiato la progettazione e realizzazione del libro come pratica artistica innovativa, lontana dai rigori di opere di grandi dimensioni e capace di innescare una sorta di cortocircuito tra la parola, l’immagine, il supporto, il formato e l’interazione con lo spettatore chiamato a cambiare il suo approccio con il libro e con l’opera d’arte.
[…] Maggi artista e Maggi grande promotore di cultura e di riflessione sulla contemporaneità, capace di sensibilizzare con chiarezza ma anche delicatezza di opere e azioni su questioni che toccano noi tutti. Così è anche per questa mostra pensata quasi come una Wunderkammer, una camera delle meraviglie, da percorrere con uno sguardo non superficiale ma curioso dei particolari intrinseci in ogni lavoro. Le meraviglie, le curiosità sono i libri, le pagine, gli innumerevoli oggetti che dialogano con le pagine a stampa, disegnate, negate, trasformate, sovrapposte, incollate, bucate con sapienza ed anche con una certa ironica leggerezza e casualità che le avvicina a oggetti di sapore surrealista. I ricordi di infanzia, suoi o della figlia, gli amori spinosi, i ricordi letterari, gli omaggi a grandi artisti, l’attenzione alla natura, ai particolari soprattutto della natura, tutto converge in un continuum che rende la mostra un unicum in cui procedere con stupore e attenzione.
Emma Zanella (direttrice Museo MAGA, Gallarate)





Ruggero Maggi
Artista e curatore. Dal 1973 si occupa di poesia visiva; dal 1975 di copy art, libri d’artista, arte postale; dal 1976 di laser art, dal 1979 di olografia, dal 1985 di arte caotica sia come artista - con opere ed installazioni incentrate sullo studio del caos, dell’entropia e dei sistemi frattali - sia come curatore di eventi.
Tra le installazioni olografiche: “Una foresta di pietre” (Media Art Festival - Osnabrück 1988) e “Un semplice punto esclamativo” (Mostra internazionale d’Arte Olografica alla Rocca Paolina di Perugia – 1992); tra le installazioni di laser art: “Morte caotica” e “Una lunga linea silenziosa” (1993), “Il grande libro della vita” e “Il peccatore casuale” (1994), “La nascita delle idee” al Museo d’Arte di San Paolo (BR). Suoi lavori sono esposti al Museo di Storia Cinese di Pechino ed alla GAM di Gallarate. Ha inoltre partecipato alla 49./52./54. Biennale di Venezia e alla 16. Biennale d’arte contemporanea di San Paolo nel 1980.
Nel 2006 realizza “Underwood” installazione site-specific per la Galleria d’Arte Moderna di Gallarate. Nel 2007 presenta come curatore il progetto dedicato a Pierre Restany “Camera 312 – promemoria per Pierre” alla 52. Biennale di Venezia.
Dal 2011 con cadenza biennale (2013/2015/2017) presenta a Venezia con il Patrocinio del Comune di Venezia Padiglione Tibet, progetto esposto successivamente alla Biennale di Venezia, al Museo Diotti di Casalmaggiore (CR) e presso la Biblioteca Laudense di Lodi. Nel 2014 Padiglione Tibet partecipa alla Bienal del Fin del Mundo in Argentina e nel 2016 è presentato al Castello Visconteo di Pavia.

Mostra segnalata da Archivio ophen Virtual Art di Salerno


di Giovanni Bonanno & Sandro Bongiani
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photo&graphia

Presso il Museo Civico di Bari (strada Sagges, 13), è in esposizione la mostra fotoletteraria photo&graphia: esposizione di materiali fotografici e letterari dedicati alla Basilicata e confluiti nel calendario 2018 realizzato per il Comune di Montalbano Jonico.


La mostra, curata da Lino Angiuli e Giuseppe Pavone per conto del Centro Ricerche per la Fotografia Contemporanea, gode del patrocinio del Mibact e della collaborazione della Regione Basilicata, della Fondazione Matera Basilicata 2019 e del Comune di Montalbano Jonico.

Sono stati invitati e coinvolti poeti e fotografi della Basilicata e della Puglia, allo scopo di intensificare ulteriormente le relazioni e gli scambi culturali tra le due regioni “cugine”. Infatti, grazie a questa iniziativa, anche la Puglia ha partecipato a preparare l’importante appuntamento di Matera 2019.

La mostra è già stata ospitata, nell’ambito del ciclo “Verso Matera 2019 – Festa dei Musei – Notte dei Musei”, presso il Museo materano di Palazzo Lanfranchi, con una presentazione inaugurale della Direttrice del Polo Museale della Basilicata, Marta Ragozzino.


Orari: lunedì, mercoledì, giovedì 10/18 - venerdì, sabato 10/19- domenica 10/14. - martedì chiuso.

Biglietto di ingresso: intero € 5, ridotto € 3.

Info: Centro Ricerche per la Fotografia Contemporanea - 339.3233162 - pinoart55@libero.it


di incircolarte
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scritto 08/10/2018 21.49.33 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
MEETING FRACTAL PORTRAIT PROJECT OF RYOSUKE COHEN / 2 - 3 - 4 ottobre 2018





PONTASSIEVE / FIRENZE  
MEETING  FRACTAL PORTRAIT PROJECT
2 - 3 - 4  ottobre 2018

 


XXVII  Rassegna internazionale “Incontri d’Arte”
La Barbagianna, una casa per l’Arte Contemporanea
 Pontassieve (Firenze), via di Grignano 25

PERFORMANCE OF  RYOSUKE  COHEN

"CORPO - AZIONE - MEMORIA"

a  cura  di Sandro  Bongiani e  Alessandra Borsetti Venier



 

Presentazione di  Sandro  Bongiani
3  ottobre 2018, dalle ore 15:00 alle 20:00

Mercoledì 3  ottobre 2018  dalle ore 15:00 alle 20:00   l’artista giapponese Ryosuke  Cohen  presenterà al pubblico la performance Corpo - Azione – Memoria, in occasione dei suoi 70 anni (1948-2018) e del  Meeting Fractal Portrait Project presso la  XXVII Rassegna Internazionale “Incontri d'Arte” curata da Alessandra Borsetti Venier “La Barbagianna – una casa per l’arte contemporanea” di Pontassieve, Firenze.

Ryosuke Cohen, uno dei più longevi e interessanti artisti giapponesi contemporanei nati negli anni quaranta, nel 1985 ha iniziato il progetto internazionale  “Brain Cell”  e  nel 2001 il Progetto “Fractal  Portrait”. Ryosuke Cohen non è nuovo alla performance, è dal 2001 che realizza  performances in occasione dei numerosi  meeting  svolti in tutto il mondo (la prima volta  è stata svolta in Italia), con face e body, coinvolgendo migliaia di artisti nel campo della collaborazione e della performance. Un progetto  globale di arte partecipata svolto da Cohen  nel campo dell’arte globale.
Cohen è oggi l’artista contemporaneo che non rappresenta più colui che produce un’opera d’arte secondo le vecchie idee classiciste della tradizione, ma ricopre il ruolo di mediatore e di intermediario tra la realizzazione di un’idea progettuale (la sua) e coloro che vi partecipano. Praticamente, egli si fa promotore di un “fare” diventando regista di un intervento provvisorio che si materializza  nella collaborazione collettiva in cui tutti possono partecipare ed essere positivamente coinvolti. In questa performance di Pontassieve verranno realizzate 5 opere  (body) Fractal Portrait Project  di grande dimensione di cm 209x89 ciascuna. Vogliamo evidenziare un lato ancora poco conosciuto dei progetti “Fractal Portrait” ,soprattutto alla conoscenza delle opere “Body” e della serie delle slhouette del corpo  realizzate  dall’artista in particolari momenti collettivi unendo insieme diversi fogli Brain Cell in cui i soggetti, gli amici incontrati nei vari tour vengono invitati a  distendersi a terra sopra questi fogli Brain Cell,  con l’artista  impegnato  per l’occasione a  disegnare e rilevare il contorno immediato del corpo. Una sorta di “performance collettiva” che, seppur con le dovute differenze di lavoro, lo lega indissolubilmente al suo  caro amico Shozo Shimamoto, divenendo, di fatto,  il naturale  attivo continuatore  e interprete dell’arte di ricerca oggi in Giappone. 
Per questo evento  Internazionale  il 3 ottobre 2018 saranno  presenti in mostra 36 opere della serie “Brain Cell” (Cervello Cellula) dal numero 966 dell’8 gennaio  2017 al 999 dell’ 8 novembre 2017 di cui una speciale opera realizzata appositamente per il numero 1000, e tre  lavori  Fractal  Portrait Project  body inediti di grande dimensione presentati precedentemente a giugno 2018 a Pontassieve.




Biografia Ryosuke Cohen, nato nel 1948, Osaka, in Giappone. Il nome della famiglia è Kouen  ma su consiglio di Byron Black, ha adottato  il nome  inglese  'Cohen' come in ebraico. Cohen scoprì la mail art in Canadà.  Ryosuke è il figlio di un noto scrittore di haiku in Giappone, Jyunichi Koen. I primi lavori di Cohen sono il risultato di un misto di tradizione e immaginario giapponese, numeri  e icone contemporanee  così com’è la sua firma, la lettera "C". L’artista giapponese per lungo tempo è stato interessato al movimento  Dada e Fluxus,  in contatto con Shozo Shimamoto e i membri del gruppo Gutai  condividendo in modo spontaneo e naturale un nuovo modo di fare arte contemporanea. Ryosuke non è il primo artista postale e marginale giapponese, ma sicuramente è l’autore giapponese più interessante nel network internazionale.  Dopo Ray Johnson e  Guglielmo Achille Cavellini, anche Ryosuke Cohen  rimette  ancora una volta in gioco le carte della sperimentazione in  un sistema culturale antiquato che preferisce l’opera creata appositamente per essere mercificata. Lo fa  proponendo un particolare suo progetto “Brain Cell” (Cellula celebrale), iniziato nel giugno 1985 con  migliaia di membri  sparsi in oltre 80 paesi.  Un lavoro che raccoglie  ogni 7-10 giorni circa le immagini di tanti artisti su un'unica pagina allegando un elenco di indirizzi di collaboratori, 55 in media per opera, che lo ha visto coinvolto per oltre  30 lunghi anni,  rifiutando l’opera unica e concetti  consueti come l’originalità e quindi, preferendo maggiormente il gioco, la ricerca  e la libertà concreta dell’artista volutamente collocato ai margini dell’attuale sistema culturale. Per questo modo di fare, egli è forse il più  interessante e attivo artista nella rete di chiunque altro per la capacità organizzativa del progetto e per diffusione capillare dell’arte marginale. 



Nell'agosto 2001 ha iniziato in Italia  il progetto “Fractal Portrait”, facendo ritratti e silhouette del corpo ai suoi amici artisti in occasione dei  vari Meeting   svolti in diverse parti del mondo; Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Irlanda del Nord, Spagna, Jugoslavia, Germania, Olanda, Corea, Italia e Francia.  Cohen è l’artista contemporaneo che non rappresenta più colui che produce un’opera d’arte secondo le vecchie idee classiciste della tradizione, ma ricopre il ruolo di mediatore e di intermediario tra la realizzazione di un’idea progettuale (la sua) e coloro che partecipano al progetto. Praticamente, egli si fa promotore di un “fare” diventando regista di un intervento provvisorio,  che nasce  dal contributo degli altri e  si materializza insieme  nella collaborazione collettiva in cui tutti possono partecipare ed essere positivamente e  appassionatamente coinvolti nella  creazione dell’opera. In oltre trent’anni di lavoro ha esposto con mostre e svolto performance  e incontri  in numerose e diverse aree geografiche del  mondo.   

Attualmente vive a Ashiya-City Hyogo in Giappone.



di Giovanni Bonanno & Sandro Bongiani
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I Matematici di Paladino

Sei sono le incisioni realizzate a colori da Mimmo Paladino per la cartella MATHEMATICA e che, sabato 13 ottobre 2018 alle ore 17:30, verrà presentata al pubblico alla Pinacoteca Metropolitana di Bari. Interverranno : Clara Gelao, ex direttrice della Pinacoteca (si ricorda che il 30 settembre la Dott.ssa Gelao lascerà la direzione della Pinacoteca  per raggiunti limiti di età; Enzo Di Martino , critico d'arte e donatore della cartella in argomento all'ente (la donazione è stata offerta «a testimonianza della stima e dell’amicizia nei confronti di Clara Gelao»); Francesca Pietroforte , Consigliere per i Beni e le Attività Culturali della Città Metropolitana di Bari.

Mathematica

Le sei incisioni (cm 30 x 40,8 su carta “Arches” di cm 56 x 76) in origine, sono raccolte in una cartella, accompagnata da un testo di Enzo Di Martino dal titolo Mathematica.

La raffigurazione di sei misteriose figure di Matematici, immobili, solenni e indecifrabili, abbigliati con vesti sontuose, sacerdotali; le forme e i numeri che adornano le loro figure, appaiono simbolicamente sacrali.

Per un Ente artistico di livello nazionale quale è la Pinacoteca Metropolitana di Bari, questa donazione è di grande importanza perché va ad arricchire in modo significativo la collezione di disegni e grafiche di autori contemporanei italiani con opere di un artista prestigioso come Mimmo Paladino.


L’esposizione resterà aperta sino al 18 novembre 2018

Mathematica_1

Di seguito il testo di Enzo Di Martino: 

«La rappresentazione della figura umana è uno degli aspetti più sorprendenti della manifestazione dell’arte perché è in questa operazione che l’artista rivela chiaramente la sua riconoscibile calligrafia espressiva e, allo stesso tempo, la sua inevitabile ambiguità.

Come accade di vedere in queste sei misteriose figure di Mimmo Paladino, immobili e solenni, indecifrabili.

In altre occasioni, ad esempio nelle sue note sculture bianche, l’artista le ha chiamate “testimoni”, ma potrebbero essere pensatori, filosofi, o “matematici”.

A ben vedere, del resto, la filosofia dei numeri può coincidere con la filosofia delle forme e nel caso di Paladino la “sacra ambiguità” della rappresentazione può indurre a pensare che si tratta forse di alchimisti, pensatori medievali che affermano di possedere la “pietra della conoscenza”.

Questi Matematici sono abbigliati con vesti sontuose, sacerdotali, e le forme e i numeri che adornano le loro figure appaiono simbolicamente sacrali.

Forse hanno a che fare con le misteriose sequenze dei numeri di Fibonacci e conoscono già il valore dello zero e la sapienza del fuoco.

I numeri e le forme sono peraltro ricorrenti nell’opera di Mimmo Paladino e risultano infine gli strumenti decisivi delle sue alchimie immaginative.

A noi riguardanti resta fronteggiare gli interrogativi senza risposte che questi matematici pongono, per fortuna nel segno splendente dell’opera d’arte.» 

Mathematica


di incircolarte
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scritto 27/09/2018 22.06.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
D'Ognissanti è la Festa

Chi sono per noi i Santi? Cosa rappresentano oggi? Cosa sappiamo delle loro storie? Sono queste le domande a cui si propone di dare una risposta “La Festa d’ Ognissanti”, spettacolo prodotto dall’Associazione Malalingua e vincitore del bando “I Tetri del Sacro” 2017. L’originale pièce teatrale sarà in scena sabato 22 settembre, alle ore 19:30, a Giovinazzo presso il Dolmen San Silvestro, Strada Provinciale 107.

Un evento che si inserisce nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio, previste il 22 e 23 settembre, finalizzate a valorizzare i beni del patrimonio nazionale attraverso iniziative culturali che consentano di vivere quei luoghi in modo innovativo e partecipato. A promuovere lo spettacolo il Comune di Giovinazzo e la Sovrintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per la città Metropolitana di Bari.

Il lavoro teatrale proposto mette in scena un testo scritto da Marco Grossi, che ne firma anche la regia, e Luca Avaliano, e si avvale di una colonna sonora a cura dell’associazione Bassa Musica, Città di Molfetta. Suggestivo palcoscenico naturale, l’area archeologica del dolmen San Silvestro di Giovinazzo, vedrà esibirsi, tra il sacro e il profano, Marianna De Pinto, Antonella Civale, Enzo Toma, Giuseppe Pestillo e gli stessi Avaliano e Grossi.

Indossando le vesti dei Santi più venerati, irromperanno sulla scena a bordo del loro carrozzone agghindato di luminarie, accompagnati dal suono di una fanfara. Nell’ atmosfera tipica di una festa paesana, annunciati da un improbabile banditore, giungeranno dinnanzi al pubblico per rievocare il loro ricordo, che appare purtroppo sbiadito nella società contemporanea.

Lo spettatore, attraverso le loro storie, scoprirà che i Santi sono esseri umani e, come tali, vittime di paure e contraddizioni, ma pur sempre divenuti, a seguito di un intenso travaglio spirituale, modelli da conoscere e seguire. Saranno loro stessi, in prima persona, a raccontare con ironia le loro vite, ciascuno ospitato in una diversa postazione e sarà il pubblico che, di volta in volta, deciderà presso quale luogo deputato recarsi e quale storia ascoltare. Avrà luogo, quindi, fra le testimonianza tangibili di un’epoca passata, uno spettacolo itinerante ed interattivo.

L’Associazione Culturale Malalingua nasce a Roma, dove ha gestito il teatro del villino Corsini presso la Casa dei Teatri dal 2013 al 2015. A partire dal 2011 l’attività dell’associazione si sdoppia con l’apertura di una sede pugliese a Molfetta. L’associazione è attiva nell’organizzazione delle due stagioni dalla rassegna teatrale “Storie da me - Autori in scena” e le quattro stagioni della rassegna “Altrove” presso la città di Molfetta. Nel marzo 2017 Malalingua ha aperto a Molfetta la sua nuova sede “Pro Loco Babilonia”: un nuovo spazio teatrale e un contenitore culturale a favore del territorio, delle eccellenze e degli artisti, uno spazio per riunirsi, confrontarsi e incontrarsi.

Lo spettacolo prodotto da Malalingua è ad ingresso gratuito, per info e prenotazioni rivolgersi al numero 3494037423.




Comunicato stampa


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scritto 19/09/2018 15.06.26 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
Paolo Scirpa a "100% Italia - Cent'anni di Capolavori"


"100% Italia - Cent'anni di Capolavori"

Mastio della Cittadella, Corso Galileo Ferraris angolo Via Cernaia, 10123 Torino

Dal 21 settembre al 10 febbraio 2019

curatori: Luca BeatriceAndrea BustoLorenzo CanovaClaudio Cerritelli
Marco MeneguzzoElena PontiggiaLuigi SansoneGiorgio Verzotti

















Paolo Scirpa è tra gli artisti esposti alla mostra "100% Italia – Cent’anni di capolavori". Con un percorso storico esaustivo, il progetto è l’occasione per evidenziare il ruolo preminente dell’arte italiana, che ha saputo segnare profondamente la creatività europea e quella mondiale.

Dal 21 settembre al 10 febbraio 2019, l'opera Ludoscopio Pozzo n. 113 (1978) sarà esposta nella sezione "Optical, Minimalismo, Arte Povera" al Mastio Della Cittadella di Torino. La sezione è a cura di Marco Meneguzzo.

"100% Italia - Cent’anni di Capolavori" è una mostra in tre sedi a Biella, Torino e Vercelli.

Info → http://www.museofico.it/ 100-italia/

Palazzo Gromo Losa | Museo del Territorio Biellese | Arca - Arte Vercelli |Museo Ettore Fico | Mastio Della Cittadella | Palazzo Falletti di Barolo



La mostra


100%Italia è una mostra dedicata agli ultimi cento anni di arte italiana, dall’inizio del Novecento ai giorni nostri. Con un percorso storico esaustivo, il progetto è l’occasione per evidenziare il ruolo preminente dell’arte italiana, che ha saputo segnare profondamente la creatività europea e quella mondiale.
Ogni anno e ogni decennio sono stati contraddistinti da forti personalità che hanno influenzato l’arte del “secolo breve” e oltre; nessuna nazione europea ha saputo infatti offrire artisti e capolavori, scuole e movimenti, manifesti e proclami artistici con la continuità dell’Italia. In un momento in cui il valore identitario di una nazione deve essere ripreso, riconfermato e ribadito, non per prevaricare, ma per aiutare la comprensione della storia, 100%Italia vuole fare il punto e riproporre evidenti valori che per un tempo troppo lungo molti critici hanno sottovalutato. Gli artisti considerati come capisaldi della cultura internazionale verranno esposti, ognuno con una o più opere rappresentative del proprio percorso e del periodo storico di appartenenza. La grandezza dei maestri si potrà quindi percepire in un unicum e in una sequenza espositiva che faranno fare al visitatore un viaggio straordinario lungo cent’anni.  100%Italia ha collaborato con collezioni e a archivi di musei, di fondazioni, di gallerie pubbliche e private e di collezionisti che insieme hanno costruito un evento unico nel suo genere.
Il Museo Ettore Fico si è avvalso della collaborazione e del supporto strategico dell’Associazione Nazionale delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea – che raggruppa circa 160 gallerie in tutta Italia – , dell’Associazione Fondazioni e Casse di Risparmio Spa – che rappresenta circa 30 Casse di Risparmio e 88 Fondazioni di origine bancaria sul territorio nazionale – nonché di Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, che hanno attivato la ricerca di un insieme di opere importanti, spesso mai esposte, al fine di offrire una mostra pressoché inedita per il grande pubblico nazionale e internazionale. Segnalato da  Sandro  Bongiani



di Giovanni Bonanno & Sandro Bongiani
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scritto 11/09/2018 12.11.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: marco meneguzzo, | paolo scirpa i sandro bongiani i torino.
 
Pino Pascali : io sono un bambino selvaggio

Il celebre artista pugliese Pino Pascali, a 50 anni dalla sua scomparsa, verrà ricordato attraverso immagini e parole, nella Pinacoteca Metropolitana "Corrado Giaquinto" sul Lungomare Nazario Sauro 27 a Bari, in un evento organizzato dall'Associazione Culturale Incontri, martedì 11 settembre alle ore 17.


Dopo i saluti istituzionali di Clara Gelao, Micaela Paparella e Silvio Maselli, seguiranno interventi di esperti del mondo dell'arte e dell'immagine, critici d'arte, storici, galleristi e scrittori: Santa Fizzarotti Selvaggi, Valentina Bonomo, Angelo Campanella, Lorenzo Madaro e Alessio Rega racconteranno di Pino Pascali, della sua originalità, del suo genio artistico.  Gianni Lenti leggerà originali dialoghi tratti dal volume : "Pino Pascali, io sono un bambino selvaggio" (Fides edizioni, marzo 2018) di Santa Fizzarotti Selvaggi e Valentina Bonomo , che sin dal 1982 si sono occupate della figura di Pascali e attraverso trasmissione RAI e tramite pubblicazione (1983).

Il volume, progettato nel corso del 2017, ripercorre la vita e le opere dell'artista, accompagnate dalle illustrazioni di Michele Cerone, in un dialogo immaginario con lo stesso Pascali e con un'importante testimonianza storica cioè l'intervista ai genitori dell'artista, Francesco e Lucia, a cura di Ettore de Marco e Achille Bonito Oliva del 1983. Le illustrazioni di Michele Cerone saranno mostrate in videoproiezione. Il libro è stampato appositamente con il formato dei libri di fiabe per bambini e all'infanzia.
Seguirà un filmato inedito di immagini esclusive girate già nel 1982 nella casa di Polignano a Mare della famiglia Pascali con oggetti, bozzetti e opere dell'artista. All'organizzazione dell'evento hanno collaborato Giancarlo Liuzzi e Grazia Andidero.

Pino Pascali figlio della terra di Puglia e di Bari in particolare, essendo nato nel capoluogo e avendo frequentato il liceo nella stessa città, è un artista particolare  per genialità e internazionalità: la risonanza infatti che ha avuto il lavoro di Pino Pascali nel panorama internazionale è quanto mai attuale e per le istanze di natura sociologica e artistica come tale.

La sua opera all'avanguardia, essendo stato uno dei principali esponenti dell'Arte Povera, risulta, anche per la sua personalità travolgente e vulcanica, trainante negli anni 60 e tuttora considerata un punto di riferimento per i giovani artisti e non solo. Il progetto di approfondimento di questo artista può essere infatti di grande interesse per gli istituti scolastici al fine di diffondere la storia dell'arte contemporanea.



L' evento riceve il patrocinio morale della Regione Puglia, del Comune di Bari e del FAI delegazione di Bari.


di incircolarte
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scritto 09/09/2018 10.50.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
INTERVIEWS WITH RAY JOHNSON OF JULIE J. THOMSON




THAT WAS THE ANSWER:
INTERVIEWS WITH RAY JOHNSON
Curato da  JULIE J. THOMSON
Data di pubblicazione: 4 settembre 2018
Pubblicato da Soberscove Press
Distribuito da ARTBOOK / D.A.P.






RAY JOHNSON 

Interviste con Ray Johnson riunisce una selezione di interviste e conversazioni dal 1963 al 1987 che offrono un accesso unico al pensiero distintivo e ai metodi di lavoro di Johnson. In tutto, le risposte di Johnson sono contrassegnate dal suo umorismo e da un'attenzione particolare al linguaggio. Riunendo queste interviste per la prima volta, That Was the Answer è un'introduzione ideale a Ray Johnson e una risorsa per coloro che desiderano approfondire la conoscenza di questo artista e del suo caleidoscopico corpus di lavoro.
-Ray Johnson (1927-1995) era un artista singolare, la cui vita e il cui lavoro erano inestricabilmente legati. Nato a Detroit, Johnson ha frequentato il Black Mountain College prima di trasferirsi a New York, dove il suo lavoro anticipava la Pop Art e l’avventura Fluxus. Meglio conosciuto per i suoi collage e le attività di Mail art, compresa quella che divenne nota come la Scuola di Corrispondenza di New York, operò fluidamente in una vasta gamma di modi. Per Johnson, tutto e tutti erano potenziali materiale per la sua arte - qualsiasi forma poteva diventare uno spazio per l'attività artistica - e  infatti, la forma dell'intervista non ha mostrato eccezioni.

-Julie J. Thomson è una studiosa e una curatrice indipendente che vive a Durham, nel North Carolina. Julie è stata per molti anni amica di Ray Johnson e ha curato la mostra "Inizia a vedere: i fotografi del Black Mountain College" al Black Mountain College Museum + Arts Center. I saggi di Julie su Ray Johnson sono stati pubblicati sul Journal of Black Mountain College Studies e sul Black Mountain College Museum + pubblicazioni del Centro Arti per le mostre Da BMC a New York: The Tutelary Years di Ray Johnson e Something Else Interamente: The Making of Ray Johnson's ' Paper Snake '.

That Was the Answer: Interviews with Ray Johnson is published by Soberscove Press and edited by Julie J. Thomson. It includes Interviews with David Bourdon Jr., Sevim Fesci, Richard Bernstein, John Held Jr., Diane Spodarek, Randy Delbeke, Richard Pieper, Henry Martin, Sydne Didier, Weslea Sidon, Shirley Samberg, Clive Phillpot.







 


di Giovanni Bonanno & Sandro Bongiani
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