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Le Secessioni europee in arrivo a Palazzo Roverella



Negli ultimi anni in Italia il tema delle Secessioni è stato indagato e presentato in rassegne prevalentemente dedicate al singolo episodio viennese e a quello romano.
“Secessione. Monaco Vienna Praga Roma. L’onda della modernità”, la mostra a cura di Francesco Parisi in programma a Rovigo a Palazzo Roverella, dal 23 settembre 2017 al 21 gennaio 2018, propone per la prima volta un panorama complessivo delle vicende storico-artistiche dei quattro principali centri in cui si svilupparono le Secessioni: Monaco, Vienna, Praga e Roma. Evidenziando differenze, affinità e tangenze dei diversi linguaggi espressivi nel primo vero scambio culturale europeo, basti pensare a Gustav Klimt e a Egon Schiele che esposero alle mostre della Secessione Romana o a Segantini che partecipò alle annuali mostre viennesi.
Nella rassegna vengono messi in evidenza gli esiti modernisti della secessione monacense, il trionfo del decorativismo della secessione viennese, il visionario espressionismo del gruppo Sursum praghese fino al crocevia romano e alla sua continua ricerca di una via altra e diversa.

L’esposizione promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, si avvale della prestigiosa collaborazione delle principali istituzioni museali europee, dall’Albertina di Vienna alla Klimt Foundation, dal Museo Villa Stuck di Monaco alla Narodni Galerie di Praga e di altre importanti collezioni museali europee.

Scandita per sezioni tematiche dedicate alle singole città europee, la mostra si apre, cronologicamente, con la Secessione di Monaco.
Quando, nel 1892, apparve sulla scena, non presentava una fisionomia ben definita e specifica, ma presto avrebbe assunto quel taglio modernista che sarà definito Jugendstil, titolo derivato dalla rivista «Jugend» che ospitò le illustrazioni della giovane bohème monacense e non solo, arrivando ad includere nel corso degli anni anche artisti italiani. Al movimento aderirono Franz von Stuck, Anders Zorn, Max Klinger, Max Liebermann, Ludwig von Hofmann. Il focus dell’intera sezione della mostra dedicata alla Secessione di Monaco sarà incentrato principalmente su gruppi di opere prodotte tra il 1898 e il 1910.

La Secessione di Vienna si formò nel 1897 e rappresentò, sin dal suo esordio, l’evoluzione e il superamento di tutte le formule allora esistenti, incluso il simbolismo. Sostenuto dallo scrittore Ludwig Hevesi e dal pittore Gustav Klimt, al volgere del secolo il movimento iniziò a rappresentare con i suoi compiacimenti astratto-razionalisti e bizantineggianti una visione diversa dell’arte rispetto al Modernismo europeo, estendendo la sua influenza, come la consorella monacense, verso l’area italiana e slava. Nonostante la Secessione di Vienna sia stata quella con un respiro più internazionale l’attenzione in mostra è posta in particolare sull’aspetto autoctono degli artisti esposti, con particolare rilievo alla pittura, alla grafica e alle arti decorative.

La Secessione di Praga prese forma in una serie di gruppi di artisti più o meno organizzati, che a partire dal 1890 si ritrovarono a manifestare le loro idee in aperto contrasto con l’arte ufficiale boema. Tra i primi movimenti modernisti sicuramente il ruolo di apripista lo ebbe il gruppo Manes, sorto singolarmente nell’accademia di Monaco, ma presto trasferitosi a Praga nel tentativo di riformare l’arte nazionale Ceca. Attorno al 1910 si formò invece il più celebre gruppo Sursum, che manteneva al suo interno diverse anime, da quella più espressionista e Nabis di Josef Vachal a quella più finemente tardo simbolista di Frantisek Kobliha fino allo scultore Frantisek Bilek. Dato il grande sviluppo dell’illustrazione, del disegno e dell’incisione, circa un terzo dell’intera sezione sarà costituito da opere su carta.

A differenza delle secessioni europee, che mostravano tutte una predisposizione all’estetica simbolista, la Secessione di Roma (1913-1916) aveva una formula diversa, quella dell’esposizione libera e “giovane” che permetteva al suo interno, seppur con alcune limitazioni, lo svilupparsi di linguaggi differenti.
Ben distinta dalle avanguardie futuriste la Secessione romana era legata piuttosto a criteri che appartenevano ancora ad un ambito di “aristocrazia dell’arte” che ne limitava le sperimentazioni più ardite, ma altresì aperta a suggestioni internazionali: la Prima Esposizione Internazionale della Secessione fu l’occasione per vedere in mostra per la prima volta opere di Matisse e dei post-impressionisti, mentre l’anno successivo, alla II Esposizione, accanto a Cézanne e Matisse, furono presenti Klimt e Schiele.


di Andrea Speziali
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Diario di un artista. La colonna infinita

"Tusiri inundu 1827" 2017 Domenico Olivero

In quest’ultimo tempo mi sto approcciando alle nuove tecnologie, in particolare alle stampanti 3D, che finalmente cominciano ad avere dei prezzi abbordabili.


Considerando che ha breve ricorreranno i cento anni della colonna infinita del sacrificio di Costantin Brancusi, vorrei avviare un progetto artistico che si leghi all’espressività artistica e che tratti il tema del complesso problema del dolore nato dall’odio fra essere umani.


A tal fine ho ideato un modulo in 3D che può essere prodotto in modo infinito, rendendo accessibile lo script softwaristico, al fine di renderlo malleabile alla volontà di ogni singolo artista, che vincolata la forma strutturale, ha la possibilità di variarne la sua estetica.


A breve attiverò una call a tutti gli artisti per realizzare in futuro la costruzione di una colonna infinita.


Altro approccio a questa tecnologia lo sto provando con una palla di neve, che vorrei far realizzare completamente dal sistema, prima come percezione attraverso uno scanner 3D e poi ricavato la percezione inviarlo direttamente alla stampante 3D per la realizzazione.


La prima interessante difficoltà è stata che essendo fatta di cristalli trasparenti di neve che riflettono la luce, lo scanner è riuscito a “vederla” in modo anomalo. Per cui ha rilevato/percepito delle forme che “personalizzano” la realizzazione , poi il file è stato inviato alla stampante che ha creato/stampato la sua percezione.





di d;o)
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scritto 19/06/2017 10:52:09 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: domenico olivero
 
COSMOS – Mille modi di rappresentare l’Universo

A Gubbio la mostra concorso COSMOS, con la partecipazione di 36 artisti internazionali che si confronteranno sul tema dell’interpretazione artistica dell’Universo.

E’ prevista per il prossimo 8 luglio, l’apertura della mostra concorso COSMOS – Mille modi di rappresentare l’Universo, organizzata dall’Associazione Culturale La Medusa di Gubbio, in Umbria. 

Il progetto espositivo, che vedrà la sua realizzazione e messa in opera presso i prestigiosi locali della Galleria degli Arconi di Palazzo dei Consoli, in pieno centro storico, ha ricevuto il patrocinio del Comune di Gubbio, dell’Unione Astrofili  Italiani e vede tra i compartecipatori al progetto il Polo Museale Diocesano cittadino. 

La Mostra - Concorso collettiva aperta a pittori, scultori e fotografi, ha come tema conduttore l’interpretazione e la rivisitazione del soggetto cosmologico ed astrofisico in arte. La Mostra - Concorso prevede in sede espositiva, la presenza di un modulo di votazione per i visitatori che inseriranno in apposita urna sigillata la propria preferenza. Il comitato scientifico scrutinerà a fine mostra le schede ed in sede di Finissage sarà proclamato il vincitore che avrà la possibilità nell’anno 2018 di esporre in Mostra Personale presso uno dei musei cittadini gestiti dall’Associazione Culturale La Medusa. 
In questi giorni si rendono noti i nomi dei 36 partecipanti, artisti internazionali che spaziano dalla pittura alla fotografica, artisti informali o iperrealisti che si confronteranno su uno dei temi più studiati in arte, quello dell’universo. 


Gli artisti, in ordine alfabetico sono: ADESSI ANNA MARIA, ANASTASI LILIANA, ANDRIANI ROSSELLA, ASMONE DOMENICO, BARCAROLO GIANLUIGI, BERTOLO PIERANGELO, BIANCHI GIANFRANCO, BRESCIANI PIERO, BRUNI ETTY, BUGIOTTI RENATO, CAPPELLI FRANCO, CROCE PATRIZIA, DOMIN JAQUELINE, EPI SANDRO, FABBOZZI CIRO, FORNASARI MEMO DOMENICO, GARBARINO ROBERTO, HERZOG HANS, LILLI GIAMPIERO, MAZZUCHIN ENRICA, MULE’ MATILDE, MEDORINI ALDO CLAUDIO, MONSIGNORI GIAMPAOLO, PAGLIA ANNA, PECCHIA LUCIA, POLATO LIALA, PRESTI ANTONIO, RICCI WALTER, SCARPONI PAOLO, SPADARO MARINA, SQUARCIA LAURA, STORARI RENATA, STORCHI GIORGIO, TREDICESIMO SEGNO (Valentina Grassi e Roberto Epostolio), VETROMILE ELEONORA, ZINNAMOSCA LUCIANO. 

COSMOS sarà dunque ufficialmente aperta alla presenza degli artisti sabato 8 luglio alle ore 17.00 e il finissage con premiazione avverrà domenica 30 luglio. Per maggiori informazioni contattare la segreteria organizzativa al numero 0759220904  o scrivere ad info@museogubbio.it


di incircolarte
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VENEZIA / BIENNALE D'ARTE POSTALE 2017


PRIMA BIENNALE INTERNAZIONALE DI ARTE POSTALE A VENEZIA

Anche quest'anno Padiglione Tibet partecipa ad
ART NIGHT VENEZIA 
SABATO 17 GIUGNO 2017 alle ore 19.30
PRIMA BIENNALE INTERNAZIONALE DI ARTE POSTALE 
A VENEZIA
 
Sede: Palazzo Zenobio, Fondamenta del Soccorso




L'Arte Postale è un network internazionale che ha contrassegnato, soprattutto alla fine del secolo passato, un’infinita serie di progetti, riviste, libri, mostre, in cui ha valore la relazione intrinseca tra l'oggetto spedito, il mittente ed il destinatario. Il Futurismo e il Dadaismo sono da considerarsi senz'altro gli antecedenti storici di questa forma di comunicazione artistica, così come è da sottolineare l'opera di Kurt Schwitters, creatore dei primi lavori realizzati con timbri e l'avvento, alla metà degli anni '50, della ricerca Fluxus con l'opera di artisti come Joseph Beuys, Ray Johnson, George Maciunas, Ken Friedman, Ben Vautier e di alcuni artisti e teorici del Nuovo Realismo francese come Pierre Restany ed Yves Klein. Ray Johnson, artista di New York, è considerato il creatore dell'Arte Postale: nel 1962 fonda, sbeffeggiando le vere scuole per corrispondenza, la New York Correspondence School (così definita da Ed Plunkett). Questa Biennale non vuole assolutamente rendere istituzionale un fenomeno artistico come la Mail Art che ha nel proprio codice genetico un'avversione per tutto ciò che può renderla ufficiale ed istituzionale - nel 1986 scrissi: “la Mail Art usa le istituzioni nei luoghi delle istituzioni contro le istituzioni” - ma vuole fare il punto su questo network antesignano dei recenti social network. Un grande archivio aperto al pubblico con migliaia di opere.
A cura di di Ruggero Maggi per Padiglione Tibet.


1st VENICE INTERNATIONAL MAIL ART BIENNIAL
Mail Art is an international network which has marked, especially at the end of past century, an infinite number of projects, shows, fanzines, books, in which the inner relation between the sent object, the sender and receiver its of value. Futurism and Dadaism can be considered the historical antecedents of this form of art communication, it's important to underline the Kurt Schwitters's rubber-stamped works, the Fluxus movement with the artists' work such as: Joseph Beuys, Ray Johnson, George Maciunas, Ken Friedman, Ben Vautier and the French New Realism with Pierre Restany and Yves Klein.Ray Johnson is considered the Mail Art's creator: at 1962 he founded, mocking the real Correspondence Schools, the New York Correspondence School (so defined by Ed Plunkett).This Biennial doesn't want make mail art institutional - at 1986 I wrote “Mail Art uses institutions in the places of institutions against institutions” -  which has in the own genetic code an aversion for all can make it official, but, at the contrary, it wishes take stock on this network precursor of current social network. A great archive with thousands of works.
by Ruggero Maggi for Tibet Pavilion



di Giovanni Bonanno & Sandro Bongiani
visita il blog ARCHIVE OPHEN VIRTUAL ART

 
Tutti pazzi per il Grand Hotel Campo dei Fiori. In libreria da oggi il catalogo della mostra


VARESE - Un evento senza precedenti quello della mostra ''Giuseppe Sommaruga. Un protagonista del Liberty'' allestita tra Varese e Milano, città notoriamente votate al liberty e curata da Vittorio Sgarbi e Andrea Speziali.
Il grande successo per la mostra allestita nel cuore del 'gigante Liberty addormentato', visitabile fino al 30 luglio durante le urban explorations condotte dagli oltre settanta volontari FAI giovani provenienti da tutta la Lombardia permette visite a ingresso libero con obbligo di prenotazione attraverso il sito di riferimento www.mostrasommaruga.it - organizzazione Italia Liberty.
Sopra ogni più felice previsione il record di 240 prenotati in 5 minuti per il weekend in cui apre il Grand Hotel Campo dei Fiori.

Di recente è stato pubblicato il catalogo/monografia ''Giuseppe Sommaruga (1867-1917). Un protagonista del Liberty'' curato da Andrea Speziali (grande esperto d'arte Liberty sul Paese) per i Tipi di CartaCanta in Forlì. Una ricca pubblicazione di 384 pagine a colori con foto, testi e scoperte inedite che permettono al visitatore di avere un valore aggiunto e una maggiore conoscenza sulla figura di Sommaruga assieme la visita della mostra allestita nelle tre location del Grand Hotel Campo dei Fiori, dell' Archivio di Stato di Varese e del Palazzo Lombardia a Milano. L'opera presenta al suo interno saggi firmati da Paolo Portoghesi, Enrica Zaru, Ettore Sessa, Maurizio Lorber, Federica Mentasti e lo stesso curatore dell'iniziativa che da Riccione in sei mesi è riuscito dopo 50anni a far riaprire il Grand Hotel al pubblico.

* UN ALTRO SISTEMA PER ACCEDERE - La prova d'acquisto del catalogo (valido per due persone) da accesso alla mostra al Grand Hotel Campo dei Fiori per una visita riservata contattando telefonicamente: 334 7746143.

Il Grand Hotel Campo dei Fiori: chiuso da cinque decenni, è un capolavoro ingiustamente dimenticato del Liberty italiano a firma di Sommaruga.
L'Archivio di Stato di Varese contiene documenti originali di Giuseppe Sommaruga e di Hector Guimard, coevo di Sommaruga (anche lui nato nel 1867) artefice del Modernismo internazionale, stile architettonico parallelo al Liberty italiano.
Il Palazzo Lombardia a Milano, sede della Regione, nelle sue forme seppur moderne, richiama gli stilemi tipici del Liberty italiano con forme concave e convesse. Il 22 giugno alle ore 15:00 inaugurerà la medesima mostra con un percorso espositivo cronologico che presenta anche autentici progetti di Sommaruga. A seguire passeggiata Liberty nei palazzi storici di Milano, da Palazzo Castiglioni ad altri edifici visitabili internamente assieme il curatore Speziali e i ciceroni esperti Luigi Matteoni e Vittorio Castracane che ne racconteranno l'origine.
La partecipazione è gratuita grazie al sostegno di Polini gropu che offrirà ai presenti l'elisir di bontà Limoncello Liberty

Alle mostre è possibile ammirare dal vivo documenti d’archivio e centinaia di immagini scattate da prestigiosi fotografi, tra i quali:
Sergio Ramari (vincitore della terza edizione del premio fotografico internazionale Italian Liberty e fotografo Urbex); Davide Niglia (fotografo internazionale di paesaggi, collabora con diversi artisti della scena musicale, ha esposto al MIA – Milan Image Art Fair) e l'architetto allestitore delle mostre Alessandro Angelo Carlo Raineri (vincitore della seconda edizione del premio fotografico internazionale Italian Liberty).

Una mostra che ha una sola parola d’ordine: Emozione, l’Emozione di assaporare il fascino dello stile Liberty in location assolutamente uniche, suggestive e normalmente non fruibili dal pubblico.


VISITE AL GRAND HOTEL - Prossimi appuntamenti in programma sono:
17-18 giugno (con prenotazione alle 21:00 di lunedì 12 giugno)
24-25 giugno (con prenotazione alle 21:00 di lunedì 19 giugno)
1-2 luglio (con prenotazione alle 21:00 di lunedì 26 giugno)
8-9 luglio (con prenotazione alle 21:00 di lunedì 3 luglio)
15-16 luglio (con prenotazione alle 21:00 di lunedì 10 luglio)
22-23 luglio (con prenotazione alle 21:00 di lunedì 17 luglio)
29-30 luglio (con prenotazione alle 21:00 di lunedì 24 luglio)




di Andrea Speziali
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SOMMARUGA A MILANO. Partecipa Caglia con capolavori Liberty


Si avvicina l'inaugurazione della mostra ''GIUSEPPE SOMMARUGA (1867-1917). Un protagonista del Liberty'' allestita nella terza location di Palazzo Regione Lombardia a Milano (22 giugno-25 luglio), città notoriamente votata all'Art Nouveau. Nel percorso espositivo vi ha partecipato anche Rodolfo Caglia. Scopriamo in ateprima chi è ! Lo presenta l'Architetto Martelli.


Rodolfo Caglia, nasce in provincia di Brescia nel 1957 da una famiglia di ebanisti e, da sempre, parallelamente agli studi, coltiva la passione per il design e per l' antiquariato non disdegnando di seguire nei laboratori di famiglia la realizzazione pratica di arredi dal progetto alla costruzione ed al restauro.

Contemporaneamente insieme al fratello inizia ad interessarsi dell' acquisizione e commercio di oggetti di antiquariato dapprima spaziando attraverso tutto l' arco di produzione delle arti applicate e successivamente focalizzandosi sempre con maggior decisione nel periodo dall' Art and Kraft al Deco, il tutto visto anche in un' ottica di conoscenza acquisita sul campo delle tecnologie progettuali e costruttive.

Il grande amore per l' Art Nouveau, particolarmente inizialmente francese, col tempo e la progressiva maggior acquisizione e commercio di oggetti dei maggiori maestri d' Oltr' Alpe si

avvicina progressivamente ad una ricerca di maggior secchezza della forma spogliata dal decoro dei grandi maestri belgi (Van de Velde e Serurier Bovy) oltre che alla produzione globale Secessione e Jugendstil.

Non trascura, inoltre, la ricerca di tutta la produzione dei grandi maestri italiani, in particolare Bugatti, Quarti, i due Zen, Cometti, Basile, Issel e Lauro; e parallelamente coltiva la ricerca di tutta l' oggettistica, i complementi d' arredo ecc. fino all' Arte maggiore riferita al periodo.

La grande passione del Caglia, caratteristica comune a tutti i veri collezionisti, è sempre stata la caccia del "pezzo" il cui ritrovamento non è mai una meta ma solo l' inizio di una nuova "cerca".

D' altronde questi novelli cavalieri fanno della cerca stessa la ragione della propria ricerca interiore di conoscenza che non potrà mai aspirare ad una sosta perché nel preciso istante in cui si quieta l' ansia verso una nuova conquista si rinuncia al ribadire il proprio ruolo dinamico di scoperta e di trasmissione ad altri il grande messaggio dell' Arte.

Questa passione/professione lo fatto ascrivere fra gli specialisti europei delle Arti Decorative del XX secolo e lo ha portato ad importanti collaborazioni con istituzioni pubbliche e private (Museo arti decorative di Milano, Fondazione Arte Nuova di Romano Canavese) e case d' asta oltre che con innumerevoli collezionisti con cui ha condiviso e guidato i percorsi di formazione, selezione ed acquisizione maggiormente nell' ottica di una condivisione attiva di passione piuttosto che per puri intenti commerciali.

Opere della sua collezione sono pubblicate su volumi e riviste internazionali.

Queste quattro note sono state stese da un vecchio collezionista che da più di trent' anni ha condiviso qualche partecipazione a viaggi di ricerca e la passione per questo periodo storico visto come la conclusione del tempo dell' antiquariato classicamente inteso e molto come più  il crogiuolo da cui scaturirà il design moderno e contemporaneo.



di Andrea Speziali
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Angelo Elio Barabino a Pozzo Garitta

Alle ore 18 di sabato 17 giugno si inaugura al Circolo degli Artisti di Albissola Marina la mostra “Angelo Elio Barabino a Pozzo Garitta”. 

Presentata da Luciano Caprile, rimarrà aperta al pubblico fino al 2 luglio tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle17 alle 22.

Negli spazi della storica fornace che, grazie all’impegno di Antonio Licheri, continua ad accogliere  autori il cui spirito creativo si nutre di una terra ligure densa di umori e parca di gesti, le opere di Angelo Elio Barabino trovano una adeguata collocazione. 


Come scrive Luciano Caprile nel testo che accompagna l’evento, “egli usa la materia pittorica alla stregua di un prezioso tramite adatto a raccontare l’aspra dolcezza di un paesaggio che ci appartiene nell’anima, che ci determina e ci marchia in modo inesorabile. (….) Barabino impasta e dispiega i suoi colori come se dovesse ogni volta ricondurre lo spirito della sua terra nel territorio, anche tattile, della suggestione”. 

In tale contesto nascono i suoi paesaggi che profumano sempre di mare e il mare, quando appare, si comporta come uno stato d’animo in continua mutazione: consuma le rocce e chiama a specchio le fronde che si stagliano contro il tramonto. Un discorso a sé meritano le barche lasciate riposare in un mutevole riverbero di luce: sembrano significare un ritrovato equilibrio dell’esistenza. Invece le nature morte, un altro dei temi preferiti, esibiscono talora un senso di caducità o l’effimero trionfo della bellezza nella sfioritura delle rose recise e accolte nella trasparente liquidità di un vaso.           

Il tutto si compie dunque nella logica di un cammino di scavo interiore e di proposizione formale che sigilla il tempo e lo rende lontano da ogni opinabile misura: Barabino conduce ogni gesto a se stesso e quindi a noi che godiamo della sua arte. E che l’attuale rassegna alimenta e conferma.


Circolo degli Artisti 
Pozzo Garitta, 32  17012 Albissola Marina (SV)
               
www.circoloartistialbisola.it
circ.artistialbisola@libero.it


di incircolarte
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scritto 10/06/2017 18:18:05 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
Speziali: ''Valorizziamo il Liberty, Riccione deve traguardare Barcellona''


Riccione - Andrea Speziali, direttore artistico di Italia Liberty e grande esperto della cultura Art Nouveau, candidato come consigliere comunale per la lista Riccione Viva con Carlo Conti sindaco, nel suo programma di consiliatura punta alla promozione, salvaguardia del decoro urbano e artistico, in ottica turistica.

"La nostra città si è sviluppata grazie a pionieri e famiglie borghesi che commissionarono nei primi anni del Novecento la villa di rappresentanza nella Perla Verde dell'Adriatico. Nella zona Abissinia, in viale Francesco Baracca, oggetto di cronache e abusi edilizi ci sono villini in stile Liberty da valorizzare come Villa dei Marmi. Intorno al viale - rileva Speziali - ci sono altre ville storiche importanti che hanno segnato il periodo della Belle Epoque come villa Antolini progettata dal grande architetto Mirko Vucetich nel 1923, villa Emilia eretta da Silvio Avondo, villa Martinelli, villa dell'Amarissimo, Pensione Florence, l'ex albergo Conte Rosso, villa Turri, ad altri edifici Liberty in zona Alba alcune rarità anche Art Déco. La città ha dei tesori poco conosciuti e pubblicizzati che all'estero stimano per la loro bellezza.
Con piccoli investimenti (cartelli turistici, point informativi, pubblicità alle fiere) il Comune può organizzare degli itinerari volti alla riscoperta delle opere d'arte cittadine che non hanno nulla da invidiare a città europee come Barcellona. La mia proposta è di realizzare delle targhe con la descrizione della villa da apportare all'esterno delle 50 dimore più importanti in tutta Riccione. Aprire una collaborazione con le istituzioni Réseau Art Nouveau Network e Art Nouveau Eruopean Route per inserire Riccione nella mappa delle città Liberty più importanti al mondo e godere di un'ottima visibilità e immagine avviando pian piano quel turismo-culturale tanto discusso''.

Speziali, si interesserà della ricerca del ferro battuto di villa Martinelli in via Gramsci e i mobili in stile Liberty della villa Franceschi ad oggi scomparsi. Gli investimenti sulle grandi mostre come quella sul Tiepolo, Mucha, Guercino, Sommaruga e Gordon Matta Clark che il giovane critico ha sempre domandato spazio per realizzarle (ma mai ricevuto risposta da oltre 2 anni) avrebbero un ritorno occupazionale nel settore edile e turistico e rivitalizzerebbero delle zone della città poco frequentate e degradate.
La proposta sul settore sanità è indirizzata alla zona Marano, dove Speziali ha più volte criticato l'aumentare di Nutrie nel canale. Questi animali oltre a crescere di numero rovinano gli argini e non piacciono al pubblico. Sarebbero da rinchiudere in un'area evitando di nutrirle come ha fatto Pesaro.

Il candidato di Patto Civico promette bene, un curriculum sicuramente degno di ricoprire una delega ''alla Bellezza'' o assessorato alla Cultura con alle spalle oltre 25 mostre curate dal nord al sud e dodici monografie dedicate all'arte Liberty che possono definirlo un grande esperto. La penna di Speziali si legge ogni tanto anche sulle colonne del Sole24Ore e La Repubblica per appuntamenti culturali.
Senza dubbio saprebbe valorizzare il patrimonio culturale di Riccione così bene da poter intraprendere un vero e proprio ''turismo culturale'' attraverso contatti amici da Sgarbi a Daverio.

''Eleviamo i Riccionesi alla luce della grande bellezza e cultura''. Così ha detto in una delle conferenze tenute nei luoghi più inn di Riccione a partire dal Grand Hotel di Riccione che ha fatto appositamente aprire alla città per far vedere e toccare con mano il 'gigante dell'Art Déco in riviera' nell'auspicio di una immediata riapertura.
Il prossimo passo che Speziali intende realizzare è quello 'impacchettare' con l'opera performance di Christo le colonie Enel a Fontanelle e quelle a Marano.



di Andrea Speziali
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Questa sera all'Hotel Corallo appuntamento con il Liberty sotto le stelle

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Quest sera alle 21:00 nella ruggente terrazza dell'Hotel Corallo a Riccione si terrà l'incontro con l'autore Andrea Speziali. Presenta il libro ''The World of Art Nouveau'', Cartacanta editore.
Si parlerà della storia della zona Abissinia, delle sue ville e hotel che hanno segnato una moda, un turismo balneare che vede spazzar via tanti villini storici negli anni del ''boom'' riccionese. L'autore presenterà al pubblico nuove scoperte sul campo dell'arte Liberty come un ventaglio pitturato a mano da Vittorio Zecchin. Seguirà visita guidata all'interno dell'hotel e di altri villini storici in zona. Ingresso libero (www.italialiberty.it).

>> Al via il programma di incontri per far conoscere ai riccionesi sia le meraviglie Liberty locali che quelle straniere. Il ciclo di incontri intende valorizzare e far conoscere ai cittadini il patrimonio della ''Perla Verde dell'Adriatico'' in un viaggio che ha come parola d'ordine Emozione. L'emozione di far rivivere ai presenti (di ogni età, ordine e grado) quello che è stato il Novecento all'interno di fascinosi contesti come Le Grand Hotel in stile Coppedè e ville storiche a partire dalla dimora Emilia progettata da Silvio Avondo che occupa quattro viali all'Abissinia, villa Antolini, le ville Graziosi e Serafini adiacenti che affacciano su viale Ceccarini, Pensione Florence ad angolo tra via T. Trieste e C. Battisti, l'Hotel Novecento che reca ancora i segni dei proiettili nei ferri battuti delle finestre, l'Hotel Stazione e tanti altri edifici risalenti al periodo della Belle Epoque censiti sul portale www.italialiberty.it e raccontati come una sorta di itinerario turistico attraverso il sito: www.riccioneinvilla.it che ad oggi conta oltre centomila visualizzazioni.


Andrea Speziali
, classe 1988, è uno tra i più valenti esperti italiani di arte Liberty (Art Nouveau). Dopo il dottorato all’Accademia di Belle Arti di Urbino si è distinto in esposizioni come l’Affordable Art Fair di Amsterdam (2010), la collettiva della galleria Wikiarte di Bologna, la 14° Fiera Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Pechino e la 54° Biennale di Venezia (Padiglione ‘‘Italia’’ – a cura di Vittorio Sgarbi). Ha pubblicato otto fatiche letterarie. Nel 2011 ha ideato il progetto Romagna Liberty lanciato con mostre e una preziosa monografia. Nel 2014, l’anno del Liberty, Speziali ha dato vita al portale web «Italia Liberty» per censire le architetture Liberty e ha curato le tre edizioni del grande Concorso Fotografico e Video ITALIAN LIBERTY. Questo, dopo i tre cataloghi contenenti una straordinaria carrellata di immagini realizzate da migliaia di fotografi sul nostro Paese, è il primo volume dedicato al liberty europeo. Nell’anno corrente Speziali curerà assieme al prof. Sgarbi una grande mostra su Giuseppe Sommaruga, protagonista del Liberty italiano nel Centenario dalla morte e centocinquantesimo dalla nascita.
Oggi è candidato consigliere comunale nella lista Riccione Viva per Carlo Conti sindaco di Riccione. Intende apportare quella Cultura che la città non ha mai ''assaporato'' da qui a distanza di dieci anni.


di Andrea Speziali
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L’arte, oltre la Biennale, Documenta e Munster.



Ecco dopo dieci anni ad incrociare nuovamente i tre eventi più enfatici dell’arte contemporanea.


Come sono cambiati i tempi!


Paiono così lontani i modi euforici e stimolanti degli anni 00, ora tutto pare più stanco, ripetitivo, spesso inutile.


La grande accelerazione del sistema dell’arte contemporaneo pare aver eroso tutte le forme creative, tutto è stato bruciato sul falò del consumo rapido ed immediato, non c’è più stato tempo per pensare, accogliere, digerire, godere.


Per anni fra suggestive feste, location originali, sperimentazioni di ogni tipo, esclusività e continue nuove produzione di opere si è corso verso un ipotetico infinito divertimento che ha attratto decine di potenziali nuovi collezionisti che hanno girato su questa bella giostra, ma ora paiono annoiarsi e dirigere il loro sguardo su altre novità e divertimenti.


La festa pare esaurirsi, giustamente non si può fare arte come si fanno abiti o macchine, questo settore ha bisogno di tranquillità, libertà e poco controllo.


Aver fatto credere che tutto può essere incanalato in una forma produttivo e di largo consumo ha snaturato la vera essenza dell’arte, che non è un oggetto di consumo ma un’emozione vissuta e condivisa. 



di d;o)
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scritto 03/06/2017 08:05:30 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: domenico olivero biennale venezia documenta kassel skulptur munster
 






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