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Parola di curatore |
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Alice Ginaldi ha fatto uno studio visit della "prima residenza italiana per la pratica pittorica" che si svolge nella bella cornice della villa veneta del Guado dell'Arciduca a Nogaredo al Torre. Qui dal 10 aprile, dieci artisti sono a lavoro invitati da altri quattro artisti e da Andrea Bruciati. Ecco le sue impressioni a caldo su "Painting Detour" scritte per Exibart ... segue
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Che cosa voglio da exibart |
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forum attivi ARTE E POLITICA Storia dell'arte locale riemersa.
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Storia dell'arte locale riemersa.
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Carissimo Mimmo, queste sono le fotocopie che ti avevo promesso, esse sono tratte dal NO,3, uno dei tanti documenti che Luca ha prodotto nella sua vita. Il NO,3 è una rivista di comunicazione di massa e cultura di classe nella quale sono raccolte 1) Documento Sud 2) Linea Sud 3) NO
Inizia con il manifesto CONTRO L'ARTE E CONTRO GLI ARTISTI che Luca prima di morire voleva che io vi facessi avere, penso che questo sia proprio il momento giusto perché il livello di discussione che tieni nel forum di ExibArt sia più incisivo e chiarificatore dato il momento storico. Luca lo conobbi agli inizi degli anni settanta, l'ho seguito con gioia e rabbia, con un dizionario per comprendere il significato di molte parole che lui usava nelle sue vulcaniche ed interminabili lezioni di vita, fino al suo ultimo strumento, un quindicinale di cultura per circa tre anni Città e città con sede a Milano, Roma e Napoli. Gli inizi degli anni settanta sono stati gli anni della protesta giovanile, il sessantotto ed il Maggio francese dove ci ponevamo la domanda: qual'è il ruolo dell'Accademia di Belle Arti? Qual'è il futuro professionale di pittori, scultori e fotografi? La biennale di Venezia ha sempre mistificato la produzione artistica, ha organizzato e controllato una cultura riservata alla classe dominante. La nostra speranza era quella di disporre di una istituzione culturale non più al servizio del mercato dei grandi collezionisti e galleristi americani ed europei, invece ancora oggi la Biennale è un intreccio di perverse e sospettose valutazioni culturali, artistiche e di mercato (come l'Accademie). lE TENDENZE ARTISTICHE non nascevano per preoccupazioni moralistiche, erano pure esperienze, fenomeni reali di realtà e comportamento. Sembrava non essere più necessaria la galleria come spazio vitale e tempio culturale. Luca organizzo comunque una serie di mostre nella sede del Partito Comunista in via dei Fiorentini, nella libreria Guida, da Feltrinelli, alla Minerva e nelle piccole gallerie limitrofe del napoletano. Tu gli sei davanti ne hai compreso l'incoerenza, il sottoscritto è stato sempre contrario a queste esposizioni pecrhé limitavano la motivazione di validità politica, "zone morte" per trasmettere messaggi. Ritenevo giusto che le mie opere e quelle dei compagni non lasciassero traccia di sé per rincorrere la storia, andavano collocate in luoghi aperti a contatto con gli operai, nel mercato ortofrutticolo, nei cantieri di lavoro; tra i contadini, nelle campagne e tra i cittadini nelle piazze, insomma Luca parlava di spazi proletari (prop art) ma non li cercava. Il mio rapporto con Luca era spesso conflittuale, come talvolta lo è con te, per la mia posizione estremista quanto la tua, comunque sia portammo compagni ad avere esperienze diverse su terreni diversi al servizio della lotta contro lo stato cattofascista e al capitalismo.
Napoli 29-03-05
Fai buon uso del testamento di Luca 2000.
Comandante Polvere
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 Rete Artisti contro la guerra.
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Rete Artisti contro le guerre partecipa al May Day a L'Aquila
Queste sono le attività costruende in ordine spaziale... (per l'ordine temporale dobbiamo aspettare piu in là, non è esclusa l'improvvisazione )
Spazio Mostre: - MARE NOSTRUM "Se questa è umanità" di Dino Frisullo, la vergogna dei CPT - LA GUERRA E' FINITA, MORITE IN PACE Bombe in Adriatico e contaminazione - CONDANNATI A VITA guerra preventiva e popoli precari - E SE TUTTO QUESTO FOSSE INUTILE? Vivisezione - POPOLI MIGRANTI quando a partire eravamo noi - SANTA PRECARIA E SAN PRECARIO Vite appese - RISORSE NATURALI E CONFLITTI le lotte dei popoli sudamericani per la difesa dell'acqua e della terra - SEI STATO TU COL TUO SASSO L'orrore di Piazza Alimonda, controinchiesta di Pillola rossa - A FELICIA CON PEPPINO NEL CUORE poesie di e per Peppino Impastato - IL NAZIFASCISMO 80 metri di foto e documenti storiografici di Alberto Aleandri
Spazio Interventi: Relazioni e contributi di idee (da dividere nelle due giornate): - PIERO ANGELINI "Acqua del Gran Sasso" - ANGELA DI GIOVANNANTONIO "Forum mondiale dell'acqua" - RENATO DI NICOLA "Bolkestein" - VINCENZO MILIUCCI "Precarietà" - PIERO IDONE "l'idiozia del ponte sullo Stretto" - TUSIO DE JULIIS "Notizie dall'Iraq" - LOREDANA MORANDI "Artisti contro la guerra" - CRISTHIAN CICALA Manifestazione di Bruxelles del 19 marzo
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  Re: Rete Artisti contro la guerra.
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una rete senza conseguenze ma soltanto per scomparire.
chi comanda scompare oppure è coperto chi subisce viene perennemente visto e per questo legato a se stesso.
il papa è morto ora chi sarà il nuovo pontefice ?
un politico attualmente in voga, oppure un figurante rai
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   Re: Re: Rete Artisti contro la guerra.
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in questo forum siete in splendida compagnia... restate qui....
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    Rete Artisti contro la guerra.
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Come si può spiegare semplicemente il problema della forma arte? Una proposta estetica non può non basarsi sulla lettura della forma. La forma dell'arte non è formalismo, l'arte non può essere assolutamente informale, i fiocchi di neve sono una forma ed esistono da prima dell'uomo. La forma è immanente, la forma del fiocco di neve non è forse necessaria ma è un modello di forze ed energie che dietro quella forma agiscono. La forma è stata offesa dalla critica d'arte che si è permessa di chiamarla informale. Cosa è una forma? Cosa è una forma prima d'essere tale? Keplero l'aveva indagato così come Pollock, il dripping di Pollock altro non è che un elemento naturale racchiuso in un algoritmo. L'arte è una cosa come l'aria o la terra, insomma è sempre intorno a noi ma solo di rado la consideriamo. Formare vuole dire in realtà prendere assetto, l'informale è sempre una creazione di forma. Esiste un arte oggettiva? Certo ed è quella che è una buona forma. Le condizioni che soddisfano una buona forma? Quelle che consentono il massimo piacere dei sensi. Quello che scrivo lo sosteneva anche Herbert Reed negli anni settanta, l'attrazione tra l'arte ed il fruitore è semplicemente sensoriale. I nazisti l'avevano capito, bruciando l'arte degenerata cercavano semplicemente di stroncare certe linee evolutive dell'arte, la selezione naturale quanto stermina? Notate bene parlo di selezione naturale e non artificiale, quella dei nazisti era artificiale, quella del mercato neoliberista transnazionale e privatizzato è artificiale. La natura è piena di buone intenzioni naturali sparite nella obsolescenza (perdita di significato), la natura è quella che decide sulle forme in campo funzionale. Il pescecane quanti miliono d'anni ha impiegato per divenire quello che è? Ricordate Vitruvio? Nel V sec. a.c. parlava di Venustas-Firmitas-Utilitas, ossia Bellezza-Utilità e firma. La bellezza era la buona forma, Venere difatti in otto anni proietta sulla terra una simmetria pentagonale meravigliosa, la dea della bellezza sancisce da sempre che una forma deve per forza di cose essere bella. Utilis sta per utile, utensile, sugli oggetti quotidiani ed anche su quadri e sculture c'è una storia evolutiva e genetica, uno sterminio in atto, io dico che è in atto un evoluzione/involuzione dell'oggetto d'arte. Si cominci a studiare la genetica dell'arte, la sua forma, la sua funzione, il materiale e le ricadute economiche e non si potrà essere in disaccordo con me. L'artista deve ritornare bionico, i bionici non copiano la natura ma cercano di comprenderne le dinamiche, il designi strutturale e funzionale. L'arte dell'Impero privato e transnazionale non ha una buona forma, non funziona e non ha basi morfologiche naturali, Klee era un grandioso designer, i suoi studi di piante ed alberi erano strutturalmente corretti, le sue forme erano leonardiane, reali, naturali e coerenti. Infine Vitruvio parla di firmitas, firmo, fermo ossia firma nel senso di stabiltà, la firma è la stabilità certifica un fatto/patto. Vitruvio è modernissimo ed è naturale, l'etimologia dei suoi fondamenti apre porte di grande coerenza, insomma a cosa serve concettualizzare troppo l'arte? QUELLO CHE è IMPORTANTE è COMPRENDERNE LA GENESI. Il fiore è un elemento sempre e comunque assolutamente bello, perché? Klee se lo chiedeva e sezionava dal vero steli d'erba. Quanti artisti oggi si chiedono come fa la linfa ad arrivare in alto senza autoclave? Klee era un biologo acuto, vitruviano, classico, per questo ragionava sulla intenzione, la passività e la medialità. Herbert Reed come Klee cercava nella natura la condizione fondamentale delal bellezza, la natura agisce da sempre per creare forme uniche e visivamente stabili, questo era il mimetismo tecnico progettuale di Vitruvio, la comprensione della natura, la bellezza è in natura, chi può affernmare che la natura è brutta. Senza dialogo con la natura non esiste arte. La natura è l'intero processo organico e di vita che include l'uomo, l'uomo è costituito alla fine da atomi e da molecole e da morto altro non è che potassio, proprio come la conchiglia, insomma altro non siamo che polvere di stelle.
Insomma cogliete il fiore dell'arte così turberete la stella di Politi.
***** MODIFICATO DA SangheCasalese il 05/04/2005 10.25.57 *****
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     Pubblicità transnazionale dall'Impero.
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Comunicato stampa
Trevi Flash Art Museum: verso una grande collezione internazionale
(secondo capitolo).
Inaugurazione: domenica 3 aprile 2005, ore 12.00 Date: 3 aprile - 8 maggio 2005 Orario: dal martedì alla domenica 15,00-19,00; lunedì chiuso Sede espositiva: Trevi Flash Art Museum, Palazzo Lucarini - 06039 Trevi (PG)
Il Trevi Flash Art Museum riparte nella sua programmazione con immutate ambizioni e prospettive. Con un impegno costante verso il territorio ma anche di informazione nazionale e internazionale verso il paese tutto. E riparte ri-proponendo una parte della sua collezione permanente con l'aggiunta delle ultime acquisizioni a indicare una costante continuità accomunata alle continue novità. Dalle opere presenti in una collezione, si possono trarre alcuni importanti indicatori culturali. Da una parte ci sono quelli relativi al gusto del collezionista, dall'altra quelli intrinseci alle opere stesse. Nel primo caso, si rende visibile il frutto dell'azione combinata di curiosità, istinto, intuito, cioè dei parametri fondamentali del collezionismo. Le opere, invece, oltre ad esercitare un'indubbia seduzione estetica, offrono anche una triplice testimonianza. Infatti, ci parlano dell'epoca della loro produzione, del periodo di acquisizione, del momento dell'esposizione al pubblico. Ma ciò che collega i tre livelli, e stabilisce un criterio di valutazione oggettivo sulle opere, è la loro autonomia rispetto al contesto storico, ovvero la capacità di essere sempre e comunque attuali. I lavori che presentiamo in questa mostra sono espressione di un gusto internazionale e partecipe dei più incisivi movimenti artistici degli ultimi decenni. Ma, al contempo, rappresentano un orizzonte di contemporaneità estesa e permanente. Questa linea unisce i protagonisti delle avanguardie italiane degli anni '60 al più effervescente panorama internazionale del nuovo secolo. Attraverso gli eroi della transizione degli anni '80 e i giovani leoni dei '90, mediante pittura, foto, video, la coerenza di questa rassegna sta nella lingua in cui le opere si esprimono, che è quella, universale, di un'attualità protratta e senza tempo.
In mostra opere di: Carla Accardi, Getulio Alviani, Franz Baumgartner, Vanessa Beecroft, Simone Berti, Ross Bleckner, Kate Burkhart, Mario Ceroli, Roger Cutford, Jirj David, Tano Festa, Jonah Freeman, Gabo, Pierre Klossowski, Mark Kostabi, Aldo Mondino, Gianmarco Montesano, Gianni Motti, Mimmo Paladino, Oliver Payne & Nick Relph, Piero Pizzi Cannella, Navin Ravanchaikul, Orit Raff, Daniel Richter, Aida Rnilova, Mimmo Rotella, Cheri Samba, Tal R.
TREVI FLASH ART MUSEUM Associazione Culturale Palazzo Lucarini, 06039 Trevi (PG) Tel : + 39 0742 381021 Fax: + 39 0742 386956 e mail: tfam@flashartonline.com
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      Re: Pubblicità transnazionale dall'Impero.
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notizia sensazionale hirst dipinge con un altro pittore sulla stessa superficie questo rende scalpore il mercato dell'arte.
cosa dire di questa grande novità ?
mi scusi ( potrebbe rispondere qualcuno ) ma cosa è la novità.
è il mercato, la novità esiste nell'opera venduta e non nell'opera creata.
il mercato ruba, un piccolo fenomeno storico da succccursali.
***** MODIFICATO DA batteryro il 05/04/2005 13.58.46 *****
***** MODIFICATO DA batteryro il 05/04/2005 13.59.13 *****
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       Re: Re: Pubblicità transnazionale dall'Impero.
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qual è il mondo dell'arte ditemelo voi visto che sono solo un ladro
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       .Pubblicità transnazionale dall'Impero.
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Società sterilizzate. La medicina del contagio e il controllo sui corpi.
Si direbbe che viviamo società igienizzate ovvero continuamente disinfettate e tendenti all’asepsi. Non potremmo spiegare altrimenti l’enorme numero di coscritti nell’esercito di pulitori che, simbioticamente incastrati nelle loro macchine aspiranti, deceranti, lucidanti, aggrediscono chimicamente lo sporco in una guerra permanete contro i germi. Quest’esercito della pulizia annovera lavoratori precari in regime di semischiavitù simile solo i flessibili dei “call center”; sono lavoratori impegnati per la maggior parte della giornata, osservano un assurdo regime normativo interno, sono malpagati e tenuti sotto costante ricatto di licenziamento. Il risultato è che quanto più questi lavoratori atipici sono precarizzati, tanto più si ostinano nella pulizia, nella lotta contro lo sporco, nell’asservimento alla strategia igienizzante dei datori di lavoro.
Si direbbe che viviamo società tendenzialmente ossessionate dalla pulizia, terrorizzate dalla sporcizia e dalle infezione. Se da un canto infatti, l’esercito di pulitori in continuo servizio lavorativo, provvedono alla sterilizzazione degli spazi di vita, dall’altra vengono lanciate campagne di vaccinazione di massa al fine di tenere lontani dalle città, virus e batteri; quando la paura diviene delirio paranoico, quando la minaccia d’infezione diviene senso di malattia fino alla possibile pandemia, i Ministeri della Sanità attraverso gli Ufficiali Medici Territoriali, somministrano antibiotici di copertura a largo spettro che aggrediscono come killer tutte le forme viventi.
La strategia ministeriale è evidentemente quella di soffiare sul fuoco della paura di ammalare e quindi di soffrire sino alla morte. Ed anzi, quando la cifra della paura sociale è sotto un livello di guardia, ecco che l’azione mediatica mirata alla costituzione del “morbo del secolo”, si fa invadente, incessante, esplosiva sino a rendersi necessario il ricorso alle armi mediche per la ricomposizione del regime di paura diffusa: come fu per la peste, l’umanità ora sembra sotto minaccia di virus di distruzione di massa che prefigurano carneficine, putrefazioni muscolari, follia, paralisi respiratorie, autoamputazioni degli arti.
La storia della medicina di questi ultimi secoli è anche la storia della paura planetaria della sifilide, dell’AIDS, dell’ebola, della SARS, del morbo della mucca pazza e dell’influenza dei polli. Ed è anche la storia del mutamento dei comportamenti umani nel senso della docilità proprio a partire dalla paura esagerata. L’isolamento nei centri di detenzione temporanea delle persone in transito, la loro collocazione fuori dallo spazio urbano della vita, il loro isolamento medicalizzato può appunto trovare senso in questa ossessione per i cordoni sanitari come anche l’esame obiettivo dei corpi attraverso il rilievo della temperatura corporea negli aeroporti o anche l’obbligo al prelievo ematico per certe categorie di lavoratori, come condizione obbligatoria allo svolgimento della professione.
L’ossessione per l’igiene produce quarantene e il delirio del contagio, l’ipocondria collettiva producono l’invasione della medicina nella vita quotidiana. Capita così di considerare come una forma del progresso scientifico e tecnologico, il libero accesso dei sistemi sanitari degli Stati, all’interno di spaventosi database contenenti informazioni sanitarie riservate, dati biometrici e biomedici. Questi accessi spacciati come processi finalizzati alla realizzazione di condizioni di salute generalizzate, in realtà sono passaggi necessari alla ricerca ed alla sperimentazione medica ovvero sono meccanismi del potere sui corpi, finalizzati alla produzione ed alla commercializzazione di farmaci e presidi medicali che, offrendo apparente riparo dalle malattie contagiose, in realtà limitano le libertà e condizionano i comportamenti umani.
Ogni struttura organizzata è ormai medicalizzata, l’ossessione del potere sui corpi dei sudditi e sulle loro funzioni, ha raggiunto livelli di tecnocontrollo mai visti sino ad oggi, un vero e proprio regime sanitario sembra essersi definitivamente realizzato. Tale regime che, come abbiamo visto, si pone come fine ultimo l’invasione e la conquista del corpo e dei suoi comportamenti, funziona solo nella misura in cui è in grado di costruire nelle società, stati di paura collettiva permanente che, in misura intermittente, si fanno vero e proprio delirio securitario. Le professioni mediche sono allora sempre più professioni di polizia e le visite mediche possono essere percepite come perquisizioni (la presenza di personale sanitario a Genova ESF, nella caserma di Bolzaneto ed a fianco del famigerato G.O.M., ne è precisa traduzione), le cure mediche possono avere l’aspetto dell’inutile accanimento o addirittura della violenza sino alla punizione magari per una infezione il cui senso è legato ad un’idea di colpa per un comportamento sconveniente e amorale. Le dittature militari sono sempre stracolme, oltre che dei soliti ecclesiasti, di medici e ricercatori pronti a tutto. Ma non è solo in questi contesti che funzionano meccanismi quali lo stato di necessità, il trattamento sanitario obbligatorio, l’obbligo alla cura medica, il pericolo di vita, il pronto soccorso, l’area critica di emergenza e urgenza: una vastissima letteratura medica vicina al genere horror, ne descrive dettagliatamente i funzionamenti.
La ricerca e la pratica ostinata del consenso alla cura, l’eutanasia, la sottrazione a tutti questi meccanismi finalizzati alla raccolta di dati sanitari sulla persona, il rifiuto della terapia, sembrano allora costituire possibili vie di fughe verso il superamento della paura indotta dal potere medico.
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       ..Rete artisti per la pace.
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tutti gli Artisti da Farid Adly. Lory
----- Original Message ----- From: Anbamed To: Loredana Morandi Sent: Wednesday, April 06, 2005 4:36 PM Subject: Re: MESSINA: MINACCE AL GIORNALISTA FARID ADLI - Rete Artisti contro le guerre comunicato stampa
Cara Loredana, grazie per la sensibilità e l'attenzione. "L'abbiare dei cani non ferma la carovana di cammelli", dice il proverbio arabo. La solidarietà che ho ricevuto dai tanti, vicini e lontani, mi riempie di gioia e di orgoglio. Gli insegnamenti della nonviolenza sono una potenza che neutralizza l'arroganza del potere politico mafioso. Cordialmente. Farid Adly ----- Original Message ----- From: Loredana Morandi To: Anbamed ; pace ; rnacg@yahoogroups.com Sent: Tuesday, April 05, 2005 11:57 AM Subject: MESSINA: MINACCE AL GIORNALISTA FARID ADLI - Rete Artisti contro le guerre comunicato stampa
Artists Against Wars
Roma, Bologna, Trieste, Pescara, Milano, Quartu S. Elena, Castel Nuovo Val di Cecina, Acquedolci di Messina, Prato, Torino Venaria, Firenze, Francoforte, Novi Sad, Thessaloniki
GRAVI MINACCE AL GIORNALISTA LIBICO FARID ADLI
- comunicato stampa -
Ai Colleghi e ai Capi Redattori,
La Rete degli Artisti contro la guerra comunica con urgenza la propria gravissima preoccupazione in merito alle minacce subite dal collega giornalista Farid Adli.
Lo scrittore e artista Farid Adli, che si trovava a via Nazionale di Acquedolci, provincia di Messina, nei pressi della piazza del Municipio è stato avvicinato da un uomo a lui sconosciuto, che lo ha minacciato di morte per tramite la lunga mano della Mafia.
Il minaccioso invito a "parlare meno in tv, altrimenti ti mandiamo al tuo paese nella bara", subito dal collega Adli, è un chiaro riferimento alla trasmissione televisiva sulla rete regionale Onda Tv ed all'impegno ambientalista del giornalista libico, che nel corso della trasmissione e con l'organizzazione di eventi ha denunciato più volte la presenza di discariche a cielo aperto nel territorio acquedolcese sollecitando, infine, l'interesse della magistratura all'area della bomba ecologica.
La magistratura sa, ma anche noi cittadini e artisti sappiamo bene come il business delle discariche sia uno dei preferiti dalla Mafia, non soltanto in Sicilia, ma anche nell'area ricompresa tra Nola e Napoli, nonchè in molte altre regioni italiane. Agli occhi della cupola malavitosa anche il solo vedere rappresenta l'oltraggio, contro cui opporre la violenza del terrore.
Farid Adli, giornalista e collaboratore delle testate Corriere della Sera, Il Manifesto, Radio Popolare è stato curatore della presenza degli Artisti Siciliani alla Manifestazione Nazionale pacifista autoconvocata Artists Against Wars, tenutasi ad ottobre contemporaneamente su nove piazze italiane con tre gemellaggi in città all'estero. Ne conosciamo e rispettiamo il grande impegno politico, morale, civico, artistico, sociale e ambientalista.
Tali ragioni ci inducono, già preoccupatissimi, a sollecitare le Forze Politiche e la Libera Stampa a tutela del collega ed amico Farid Adli.
La Rete Artisti impegnata in Italia ed oggi in Libano per il diritto dei popoli e dei migranti, condannando i contenuti fortemente xenofobi della minaccia stessa, esprime la piena solidarietà al collega ed amico Farid Adli.
Ringraziando per l'attenzione cui dedicherete al nostro comunicato stampa, a seguire alleghiamo per vostra maggiore utilità copia dei comunicati stampa del Consiglio Direttivo DS di Acquedolci e del Centro di ricerca della pace di Viterbo.
Rete Artisti contro le guerre Acquedolci di Messina, Roma, Trieste, Bologna, Torino, Milano, Firenze, Quartu S. Elena, Cagliari, Castelnuovo Val di Cecina, Francoforte, Novi Sad, Thessaloniki
per la Rete Artisti contro le guerre Loredana Morandi presidente Ass.ne Argon - Bloggersperlapace www.bloggersperlapace.org per contatti: 348/7490558
L'Appello della Rete Artisti contro le guerre Arabic: http://lnx.siatec.net/bloggersperlapace/upload/dl/APPELLI/Artists_Arabic.jpg Italiano: http://lnx.siatec.net/bloggersperlapace/print.php?sid=414
Il Programma di OTTOBRE 2004 ad ACQUEDOLCI di MESSINA http://www.siatec.net/bloggersperlapace/print.php?sid=468
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       ...Rete artisti per la pace.
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Genova g8: Le intimidazioni continuano, i processi no.
Si è aperto oggi a Genova - non con i migliori auspici - il processo contro i 28 poliziotti rinviati a giudizio per il blitz alle scuole Diaz e Pascoli durante i giorni del luglio 2001. Molto probabile il rinvio a ottobre - in quanto cambiera' il collegio giudicante - e con esso la prescrizione per la maggior parte dei reati, tranne per quello di calunnia.
Allo stesso tempo veniamo a sapere - da fonti interne al tribunale di Torino - che i pc dei consulenti del Genova Legal Forum sequestrati il 16 Marzo, sono arrivati a Torino danneggiati. Continua così in modo chiaro il processo di intimidazione al GLF, ai suoi consulenti, alla segreteria legale, a supportolegale e infine a chiunque provi a intralciare la strategia di ricostruzione storica della Procura Genovese riguardo ai fatti del luglio 2001.
Il lavoro di supportolegale e' finalizzato a evitare che 25 persone, che rischiano dagli 8 ai 15 anni, finiscano in carcere ma non crediamo che la storia reale venga scritta nelle aule di tribunale; sappiamo pero' che che la totale impunità nei processi della Diaz e di Bolzaneto verrebbe letta dalle forze dell'ordine come una mano libera in altre simili azioni.
Il quadro politico - nel quale ci si muove ormai da mesi - ha infatti tinte fosche e vede come protagonisti la colpevole lentezza del processo Diaz e la totale libertà di intimidazione della procura genovese del processo ai 25, come sfondo il deserto politico del movimento, nell'ambito di una cornice di repressione dilagante.
------------ contatti: info@supportolegale.org http://www.supportolegale.org
Supportolegale è una rete di persone che seguono i processi di Genova: quelli a persone che c’erano andate per manifestare, quelli a pubblici ufficiali accusati di violenza, torture, abuso di potere. Supporto trascrive le udienze, le trasforma in sintesi comprensibili, le pubblica e le diffonde; inventa progetti, campagne e iniziative di informazione e raccolta fondi. Supportolegale sostiene il Genova Legal Forum – gli avvocati e le avvocate che difendono persone accusate o parti civili nei processi – e contribuisce all’analisi e all’archiviazione dei materiali audio, video e scritti che testimoniano la storia dei giorni di Genova. Per i processi e per la memoria collettiva.
__________________________________________________________________ AHA: Activism-Hacking-Artivism - mailing-list on artistic activism https://www.ecn.org/wws/info/aha http://www.ecn.org/aha check & support: http://www.neural.it + http://www.rebelart.net
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       ....Re: Rete artisti per la pace.
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Comprate Carta il settimanale è in edicola, Pablo Echaurren parla del Pesce a Fore Project.
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       .....Arte e scienza....
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LA GRAN BRETAGNA LEGALIZZA GLI ESPERIMENTI CHIMERICI 21 marzo 2005
I membri della Commissione per la Scienza e la Tecnologia britannica hanno proposto che embrioni umani possano essere impiantati negli animali a scopo di ricerca. Nel rapporto si afferma che i cosiddetti "esperimenti chimerici", la fusione di geni umani e animali, potrebbero aprire la strada a ricerche preziose ed altamente etiche (e l'estetica dove la mettiamo?, ndr). Secondo l'embriologo Henry Leese, il modo in cui un embrione umano si sviluppa in un organismo vivente potrebbe essere diverso dallo sviluppo in provetta.
Gli esperimenti chimerici non sono un fenomeno nuovo. All'Università di Stanford, in California, il biologo molecolare Irving Weissman ha inserito cellule cerebrali umane nei feti di alcuni topi , creando un roditore le cui cellule cerebrali sono dal punto di vista genetico umane all'1 percento. L' obiettivo era di creare topi con cellule cerebrali al 100 percento umane.
Il rapporto propone inoltre che i medici siano liberi di modificare geneticamente gli embrioni umani per eliminare caratteristiche genetiche negative e, in alcuni casi, làddove vi sia una particolare motivazione sociale (?), di scegliere il sesso del proprio bambino.
La finalità dichiarata di tali ricerche è creare, a scopo di ricerca, animali il più possibile simili agli uomini per studiare e produrre nuovi e più efficienti farmaci. La finalità non dichiarata, invece, è quella di fare abominevoli esperimenti, degni del wellsiano Dr. Moreau, per scopi tuttaltro che umanitari.
Insomma, è il trionfo della neo-eugenetica.
IBRIDI UMANO-ANIMALI National Geographic News 25 Gennaio 2005
Nel 2003, scienziati cinesi della Shanghai Second Medical University fusero cellule umane con uova di coniglio. Gli embrioni che ne risultarono sono passati alla storia come la prima chimera umano-animale mai creata, almeno ufficialmente. Gli embrioni sono poi stati distrutti per ottenere cellule staminali. Non sappiamo se qualche embrione sia sopravvissuto, magari nascosto in qualche congelatore, o magari se sia stato fatto crescere, e da qualche parte viva qualche mostruoso uomo-coniglio. Tutto è possibile, non c 'è mai fine al peggio.
Lo scorso anno, ricercatori della Mayo Clinic, nel Minnesota, hanno creato in laboratorio dei maiali con sangue umano. Alla Stanford University, in California, è previsto per quest'anno un esperimento volto alla creazione di topi con cervelli umani.
A sentire gli scienziati, questi esperimenti servono ad offrire un migliore modello di ricerca per testare nuovi farmaci o per far crescere parti, come fegati, da trapiantare negli umani. Dell'ignobile destino riservato a queste chimere artificiali, pur sempre vita, non sembrano minimamente preoccuparsi. Per loro è solo "carne da macello".
Attualmente non esiste alcuna legge federale negli Stati Uniti a tal proposito. La National Academy of Sciences dovrebbe presto pronunciarsi, specialmente dopo che la Gran Bretagna, per prima, ha dato il via libera (la classe non è acqua, ndr).
Và detto che in campo chirurgico già da tempo la pratica diffusa di trapiantare organi animali nel corpo umano, ad esempio valvole difettose del cuore umano sostituite da quelle di vacche e maiali, è largamente accettata. Inoltre, già da tempo gli scienziati aggiungono geni umani ai batteri e agli animali da allevamento. Ora però si parla di fondere cellule staminali umane e embrioni animali per creare delle specie ibride.
L'attivista Jeremy Rifkin, riconosciuto leader del movimento no global, che già in passato si è mostrato fortemente critico verso le biotecnologie, è sceso in campo contro gli esperimenti chimerici sostenendo che anche gli animali hanno il diritto a vivere senza essere incrociati con altre specie.
David Magnus, direttore dello Stanford Center for Biomedical Ethics, alla Stanford University, ritiene che il vero problema è stabilire quanto problematici, rischiosi e pericolosi si riveleranno questi esperimenti.
Lo scorso anno, il Canada ha varato l'Assisted Human Reproduction Act, che bandisce gli esperimenti chimerici. Più precisamente, proibisce il trasferimento di cellule non umane in embrioni umani e il trasferimento di cellule umane in embrioni animali. Cynthia Cohen, membro dello Stem Cell Oversight Committee, il comitato canadese che ha il compito di vigilare sul rispetto della nuova legge, ritiene che anche gli Stati Uniti debbano al più presto mettere al bando gli esperimenti chimerici. "Ne và della dignità umana", ha dichiarato la Cohen, che è anche ricercatrice presso il Kennedy Institute of Ethics della University of Georgetown di Washington, D.C.
Irv Weissman, direttore dell' Institute of Cancer/Stem Cell Biology and Medicine alla Stanford University, si è espresso contro la messa al bando negli USA: "Queste ricerche salveranno molte vite umane, non possono essere fermate", ha dichiarato. Weissman è noto per aver già creato topi con cervelli geneticamente umani all'1 percento. Entro quest'anno tenterà un nuovo esperimento volto alla creazione di topi con cervello geneticamente umano al 100 percento: inietterà neuroni umani in embrioni di topo e, prima che nascano le chimere, li ucciderà e li dissezionerà per controllare se l' architettura di un cervello umano si sia effettivamente formata. In caso affermativo, farà nascere delle chimere in cerca di tracce di un comportamento cognitivo umano. Weissman ha tenuto a sottolineare che non si sente affatto uno "scienziato pazzo" ma che i suoi esperimenti hanno un alto valore etico e umanitario poiché potrebbero condurre ad una migliore comprensione del funzionamento del cervello umano (come no, dentro un corpo di topo, idea geniale, ndr) e a nuovi e più efficaci trattamenti di cura contro malattie come l'Alzheimer o il Parkinson. Prima di procedere, però, dovrà attendere le linee guida della National Academy.
William Cheshire, professore di neurologia alla Mayo Clinic di Jacksonville, in Florida, ha espresso qualche perplessità: "Si stà per intraprendere un territorio ancora inesplorato, con tutti i rischi e i pericoli che ne conseguono". Cheshire, che è anche membro delle Christian Medical and Dental Associations, è comunque a favore degli esperimenti chimerici finalizzati allo studio delle funzioni cellulari, e ha partecipato in prima persona ad un esperimento in cui sono state fuse cellule umane con cellule di topo: "Dobbiamo stare molto attenti a non violare l'integrità della vita umana e animale perché rischiamo di provocare un danno irreparabile all'ecosistema".
"E chi se ne frega!", rispondono in coro i neo-eugeneuti.
National Academy of Sciences http://www4.nationalacademies.org/nas/nashome.nsf
Stem Cell Oversight Committee http://www.cihr-irsc.gc.ca/e/15298.html
Kennedy Institute of Ethics http://www.georgetown.edu/research/kie/
Institute of Cancer/Stem Cell Biology and Medicine http://mednews.stanford.edu/stemcell-index.html
UOMINI O TOPI di Jeremy Rifkin 16 marzo 2005 Fonte: http://www.commondreams.org Traduzione a cura di Nuovi Mondi Media
Questa volta la scienza si è davvero spinta troppo oltre. Cosa succede a incrociare un uomo con un topo? Sembra l'inizio di una freddura di pessimo gusto ma, in realtà, è un esperimento recentemente condotto da un team di scienziati guidati da un importante biologo molecolare, Irving Weissman, della Stanford University. Gli scienziati hanno iniettato cellule di cervello umano nei feti di topo, creando topi che sono approssimativamente umani per l'1%. Weissman sta considerando di poter arrivare a creare topi il cui cervello sia al 100% umano. Che accadrebbe se un topo così scappasse dal laboratorio e cominciasse a riprodursi? Quali sarebbero le conseguenze ecologiche di un topo che ragiona come un essere umano, libero in natura?
Esperimenti in grado di produrre topi parzialmente umani forzano i limiti dell'armeggiare umano sulla natura, sino al patologico. Il nuovo campo di ricerca che porta all'estremo limite la rivoluzione biotech viene chiamata sperimentazione chimerica. Ricercatori di varie parti del globo stanno combinando cellule umane e animali creando creature chimeriche, in parte umane, in parte animali.
La prima sperimentazione chimerica si svolse molti anni fa, quando degli scienziati di Edimburgo fusero un embrione di pecora con uno di capra, due specie animali non imparentate e incapaci di accoppiarsi creando degli ibridi. La creatura che ne risultò aveva la testa di una capra e il corpo di una pecora. Gli scienziati si sono proposti di infrangere l'ultimo taboo del mondo naturale: l'incrocio tra umani e animali per arrivare alla creazione di nuovi ibridi animal-umani. Già ora, oltre al topo umanizzato, hanno creato maiali con sangue umano e pecore con fegato e cuore quasi completamente umani.
Questi esperimenti sarebbero finalizzati a far progredire la ricerca medica. In effetti, un numero crescente di ingegneri genetici afferma che gli ibridi animal-umani condurranno a un era d'oro della medicina. I ricercatori sostengono che più potranno rendere gli animali umani, più saranno in grado di controllare i mali dell'uomo, di testare nuovi farmaci, di produrre tessuti e organi per i trapianti. Quello che evitano di dire è che esistono alternative altrettanto promettenti e di gran lunga meno invasive a questi bizzarri esperimenti, inclusi modelli al computer, cultura di tessuti in vitro, nanotecnologia e protesi che possono sostituire i tessuti umani e gli organi.
Alcuni ricercatori stanno meditando sulla creazione di un uomo-scimpanzè. Sarebbe l'esperimento perfetto perchè gli scimpanzè sono molto simili a noi. Condividiamo con loro il 98% dei geni e uno scimpanzè adulto ha le stesse capacità mentali di un bambino umano di sei anni. Fondendo un embrione umano con uno di scimpanzè - e i ricercatori sostengono sia fattibile - si creerebbe una creatura talmente umana da porre quesiti sul suo status morale e legale, quesiti tali da gettare 4000 anni di creazione di un'etica nel caos. Lo "Scimpuomo" avrebbe i diritti di un essere umano? Dovrebbe superare qualche test "ominizzante" per guadagnarsi la libertà? Verrebbe utilizzato per i lavori più umili o per le attività più pericolose?
Le possibilità sono impressionanti. Per esempio, che succede se le cellule staminali dell'uomo, cellule primordiali che generano i 200 tipi di cellule del corpo, vengono iniettate in un embrione animale generando cellule umane in tutto il corpo, in ogni organo? Alcune di queste cellule possono migrare nei testicoli e nelle ovaie e diventare sperma umano, ovuli umani. Unendosi due di questi animali chimerici potrebbero generare un embrione umano. Questo embrione, impiantato in un utero in grado di farlo crescere, farebbe nascere un bimbo umano i cui genitori sono dei topi.
E non stiamo parlando di fantascienza. I bioetici stanno già chiarendo il percorso morale da seguire per le sperimentazioni chimeriche che coinvolgono l'uomo, sostenendo che una volta che la società avrà superato la repulsione morale, creature parzialmente umane avranno molto da offrire alla razza umana. Il grave rischio che stiamo già correndo è quello di minare irrimediabilmente l'integrità biologica della nostra stessa specie, in nome di un progresso solo presunto.
Con la tecnologia chimerica, gli scienziati avranno il potere di riscrivere la saga evolutiva, diffondendo parti della nostra specie nel resto del regno animale e fondendo le altre specie con i nostri geni, creando nuove sotto-specie umane e super-specie.
Siamo sulla cuspide di un rinascimento biologico o piuttosto stiamo spargendo i semi della nostra distruzione?
EUGENETICA hugofolk 26/01/04
Da EU ("buono" e da GENOS ("razza, specie" . Con il termine "eugenetica" si cerca di far passare il razzismo come "scienza" in nome del "miglioramento della specie umana". Il termine fu utilizzato per la prima volta nel 1883 da Francis Galton, psicologo inglese, sostenitore delle teorie evoluzioniste di suo cugino Charles Darwin che aveva scritto: "Mentre tra i selvaggi i deboli di corpo sono prontamente eliminati, noi civilizzati facciamo ogni sforzo per arrestare il processo di eliminazione: costruiamo ospedali per gli idioti e gli infermi, emaniamo leggi per soccorrere i poveri". Galton, che considerava apertamente l'eugenetica una scienza politica, volta a salvaguardare le "classi più dotate", sosteneva la regolamentazione dei matrimoni e delle nascite in base alle caratteristiche ereditabili dai genitori.
Il vero movimento eugenetico nacque e si sviluppò negli Stati Uniti in concomitanza con gli studi di Galton. Fu emanata una legge che obbligava la sterilizzazione degli individui "deboli di mente" o in qualche altro modo "minorati". Furono emanate anche leggi di restrizione dell'immigrazione per proteggere "il puro ceppo americano". Nel 1930, 30 stati americani approvarono leggi sulla sterilizzazione. Migliaia di cittadini colpevoli di omicidio, rapimento, furti (anche di galline), furono sterilizzati chirurgicamente. Il presidente americano Theodore Roosevelt disse: "Il primo dovere di ogni buon cittadino, uomo o donna, di giusta razza, è quello di lasciare la propria stirpe dopo di sé nel mondo; e non è di alcun vantaggio consentire la perpetuazione di cittadini di razza sbagliata. Spero ardentemente che agli uomini disonesti sia impedita la procreazione".
In Europa, all'inizio del 1900, la Francia e la Germania importarono ed applicarono il movimento eugenetico americano. Ecco cosa diceva un ufficiale tedesco nel 1925: "Quello che viene promosso dagli igienisti razziali non è per niente nuovo. In una nazione colta e di prim'ordine, gli USA, alla quale noi ci sforziamo di somigliare, questo concetto venne introdotto molto tempo fa. E' molto semplice e chiaro". Più tardi, fu Hitler stesso a riprendere il discorso di Roosevelt: "Il mischiarsi delle razze superiori con quelle inferiori è chiaramente contro l'intento della natura e implica l'estinzione della razza superiore ariana. Ogni qualvolta il sangue ariano è stato mischiato con quello di persone inferiori, il risultato è stato quello di eliminare coloro i quali sono portatori della cultura".
Questo "pensiero eugenetico" non scomparì dopo la fine della seconda guerra mondiale. In Svizzera, fino a pochi anni fa, molte persone, uomini e donne, sono state sterilizzate chirurgicamente, specialmente nelle cliniche psichiatriche, sia che fossero sane o meno. La "nuova eugenetica", basata sulle biotecnologie, cerca oggi di creare in laboratorio il "nuovo Adamo" partendo dalla manipolazione genetica fino al "transgenismo" chimerico. Gli obiettivi sono sempre gli stessi: il presunto perfezionamento della razza umana, così come lo intendevano i nazisti sia americani che europei.
Nell'agosto del 1932 si tenne a NewYork il "Terzo Congresso Internazionale di Eugenetica". Sede dell'evento fu il Museo di Storia Naturale, trasformato per l'occasione in una sfarzosa esposizione dei "progressi dell'eugenetica". Numerose vetrine illuminate esibivano per lo più teschi di "razze inferiori". Il presidente del Museo, lo zoologo Henry Fairfield Osborne, spiegò che la crisi mondiale non era dovuta al crack di Wall Street del 1929 bensì dalla sovrapproduzione e dalla sovrappopolazione. E proponeva come rimedio "un umano controllo delle nascite". Per l'inglese Sir Bernard Mallet, presidente della "British Eugenics Society", la colpa era dii "pazzi, epilettici, poveri, criminali, barboni, alcolizzati, prostitute". Di cui occorreva "limitare la fertilità". Il demografo americano W.A.Pecker riferì su "lo sforzo dello Stato della Virginia per preservare la Purezza Razziale" (dal 1924 era in vigore la legge federale "Immigration Restriction Act" che limitava l'immigrazione su basi razziali. Nel 1935, il totale delle sterilizzazioni eseguite in America giunse a 21.539, di cui la metà in California, come ha scoperto l'epistemologo francese Pierre Thuillier ("La Tentation de l'eugénisme", su "La Recherche", maggio 1984).
STATO RAZZIALE
Charles Davenport, presidente della "Società Eugenetica" britannica, aveva aperto il Congresso con una profezia: "Attraverso gli studi genetici, possiamo aprire la strada al superuomo e al superstato". "Rassenygiene", è la traduzione tedesca di "eugenics", la nuova scienza inventata in Inghilterra e giunta al trionfo al di là dell'Atlantico. Elemento centrale del programma nazista fu la costruzione di uno "Stato Razziale" sul modello di quello eugenetico proposto dagli Stati Uniti. "La questione negra" - scrive Rosenberg nel 1937 - "è negli Usa al vertice di tutte le questioni decisive"; se "l'assurdo principio dell'uguaglianza" era stato cancellato per i neri, perchè non trarre "le necessarie conseguenze anche per i gialli e gli ebrei?".
Rosenberg esprime la sua ammirazione per l'autore americano Lothrop Stoddard, cui spetta il merito di aver per primo coniato il termine "Untermensch" (la massa di "selvaggi e semiselvaggi", "incapaci di civiltà" . Secondo Stoddard, negli Usa, come in tutto il mondo, è necessario difendere la "supremazia bianca" contro "la marea montante dei popoli di colore". Elogiato, prima ancora che da Rosenberg, già da due presidenti statunitensi (Harding e Hoover), Stoddard viene ricevuto con tutti gli onori a Berlino dove incontra gli esponenti più illustri dell'eugenetica nazista e i più alti gerarchi del regime, compreso Adolf Hitler.
Ernst Ruedin, psichiatra svizzero, dirigeva allora l' "Istituto Kaiser Wilhelm per l'Antropologia, l'Eugenetica e l'Eredità Umana di Monaco di Baviera", il centro propulsore della "scienza razziale" nazista, che nel 1928 ricevette un ingente finanziamento dalla "Fondazione Rockefeller". Ruedin sarà in seguito nominato presidente della "Società per l'Igiene Razziale" voluta dal "gruppo di studio sull'eredità" presieduto da Himmler che elaborò i testi delle leggi naziste sulla sterilizzazione. Tra i collaboratori di Ruedin si mette in luce il medico e antropologo Joseph Mengele, tristemente noto come l' "Angelo della Morte".
CRIMINI EUGENETICI
Dal 1935 al 1996, la Svezia negò il diritto di riprodursi a circa 230mila persone (90% donne), nel quadro di un programma basato su teorie eugenetichee per ragioni "di igiene sociale e razziale" (1). La denuncia era arrivata dal rapporto di una commissione di inchiesta guidata dal professor Carl-Gustaf Andren dopo quattro anni di indagini al Ministero degli Affari Sociali di Stoccolma "Lars Engqvist". Le leggi del 1934 e del 1941 furono votate con il consenso generale di tutti i partiti politici. Di questo rapporto aveva già parlato, alla fine dell'agosto del 1997, il Corriere della Sera (2) riprendendole dal quotidiano liberale svedese "Dagens Nyheter". Il professor Andren rivela nel rapporto che l'eugenismo svedese - con tanto di istituti preposti a tale scopo - è proseguito fino al '96. Si parla inoltre di simili fatti avvenuti anche in Danimarca, Norvegia, Finlandia, Austria, Svizzera, Canada e Stati Uniti d'America. Rispetto l'eugenetica nazista, a muovere gli scandinavi sarebbero state soprattutto motivazioni di carattere economico: si mirava a ridurre il rischio di produrre cittadini "non sani" che potessero in futuro gravare sulla società.
(1) Cfr. Stefania Di Lellis, Sterili per ragion di Stato 230mila vittime in Svezia, in la Repubblica, 30-3-2000 (2) Cfr. Francesco S. Alonzo, Svezia, sterilizzazioni per la razza, in Corriere della Sera, 25-8-1997
LO STATO CRIMINALE
Yves Ternon, chirurgo francese e grande studioso di genocidi, col suo ponderoso libro "Lo Stato Criminale" (pubblicato in Italia da Corbaccio) ha fornito un importante contributo per una riflessione più attenta del fenomeno. Lo studio abbraccia il terreno del diritto, le analisi concettuali e le ricostruzioni storiche dei genocidi dello scorso secolo. In particolare, l'Olocausto contro gli ebrei e il massacro degli armeni su cui Ternon ha raccolto venti anni di testimonianze, lette e ascoltate.
"Sono sceso con loro nella fossa dei ricordi. Ho misurato l'invalicabile distanza tra lo scampato e colui al quale egli affida la propria testimonianza: l'uno si ricorda, l'altro raccoglie. Chi ritorna dall'inferno è sopravvissuto per testimoniare, ma una parte di se stesso è rimasta laggiù. (...) Lo studio del genocidio non è un soggetto freddo. Con il tempo, il mio dolore e la mia collera non si sono attenuati e l'attualità vigila per acuirli. Il mio scopo è utilizzare ciò che è ancora possibile di queste tragedie irreversibili per interrompere, e nella migliore delle ipotesi per prevenire il loro ritorno. E' così che la morte aiuta la vita".
LA BOTTEGA DEGLI ORRORI GENETICAMENTE MODIFICATI Hugofolk 11 aprile 2004
DROSOFILA 1995
Il premio nobel Ed Lewis inaugura nel 1995 la bottega degli OGM (Orrori Geneticamente Modificati) modificando chimicamente il DNA della drosofila, il comune moscerino della frutta, ottenendo dei mutanti mostruosi con zampe al posto delle antenne o con quattro ali invece di due.
L'ONCOTOPO 13 aprile 1988
Per approfondire meglio alcuni aspetti legati ai tumori, la struttura genetica di un topo viene modificata con geni umani. L'obiettivo è quello di studiare e trovare metodi migliori per combattere il cancro. Nasce così l'"oncotopo", o topo transgenico, un topo che produce anticorpi identici a quelli umani. In questi topi viene inserito l'antigene (virus, cellula tumorale o ormone) che si vuole distruggere. Il topo produce in questo modo l'anticorpo in grado di attaccare l'antigene responsabile della malattia. Negli Stati Uniti viene brevettato come "invenzione".
L'UOMO-SCIMMIA 1997
All'Università della California di San Francisco, il gruppo guidato dal biologo Roger Pedersen trasferisce nuclei di cellule umane all'interno di ovociti di scimpanzè e gorilla. L'esperimento fallisce. Secondo i ricercatori, a causa dell'incompatibilità fra il DNA umano e il DNA mitocondriale degli animali che si trasmette da un individuo all'altra solo per via materna (come è giusto che sia). Dopo qualche anno, il dottor Roger Pedersen deciderà di lasciare gli Stati Uniti per trasferirsi in Gran Bretagna, all'Università di Cambridge, dove insieme ad altri colleghi potrà liberamente lavorare alla fondazione dello "Stem Cell Consortium" contando su un finanziamento di 30 milioni di sterline. Lo scienziato rilascia numerose dichiarazioni in cui ricorda le lunghe "battaglie" condotte con gli ultimi quattro governi succedutisi all'Amministrazione Usa per ottenere finanziamenti federali alle sue ricerche.
IL POLLO-QUAGLIA luglio 1997
Nell'Istituto Californiano di Neuroscienze di San Diego, il neurobiologo Evan Balaban trapianta cellule nervose dall'embrione di una quaglia giapponese nell'embrione di un pollo, ottenendo un animale che cinguetta come la quaglia ma che continua a muovere la testa come una gallina. In un altro test vengono trasferite nel pollo le cellule che nella quaglia controllano il movimento del collo, ottenendo un pollo che muove la testa come una quaglia. E' il primo tentativo di trasferire comportamenti innati da una specie all'altra. A quale scopo? Determinare la fisica del comportamento per poter in futuro prevenire comportamenti deviati. E come lo vogliamo definire il comportamento del dott. Evan Babalan?
LA PECORA-UOMO 21 marzo 2002
Ricercatori americani dell'Università del Nevada di Reno mettono a punto una nuova tecnica per la creazione di "pecore-uomo": ovini con organi in parte umani. Si intende far crescere negli animali interi organi "umanizzati", sia per ridurre le reazioni di rigetto da parte dei pazienti che li ricevono nel corso di trapianti, sia per aggirare il problema del "traffico di organi". La rivoluzionaria tecnica è stata descritta sulla rivista New Scientist: i ricercatori USA hanno iniettato cellule staminali prelevate dal midollo osseo umano in un feto di pecora, facendo nascere così una mostruosa "chimera", un organismo composto da cellule umane e animali. Esmail Zanjani, coordinatore dello studio, ritiene che da questo "mostro" sarà possibile prelevare cellule geneticamente identiche a quelle di un paziente capaci di riparare organi e tessuti danneggiati. Non solo. Secondo gli esperti, sarà possibile far crescere interi organi "umanizzati", meglio accettati dall'organismo rispetto a quelli interamente animali utilizzati nel classico "xenotrapianto". In modo da ridurre la necessità di ricorrere a massicce terapie immuno-oppressive. Il team dell'ateneo del Nevada ha già creato alcune pecore chimera con una alta percentuale di cellule umane in alcuni organi. In alcuni casi, dal 7 al 15% delle cellule del fegato e del cuore degli animali erano umane. "Gli animali dall'esterno appaiono perfettamente normali - ha spiegato Zanjani - è il loro make-up cellulare che le rende speciali. In futuro potranno diventare una fonte di organi e tessuti per i pazienti in attesa di trapianto". Sul destino psico-fisico, psico-emotivo, di questi poveri frankstein transgenici, nessuno si interroga.
LA CAPRA-RAGNO 24 giugno 2002
Una compagnia canadese, la "Nexia Biotecnologies", in associazione con un centro ricerche militare USA, inserisce geni di un ragno nel DNA di una capra per produrre una seta forte e resistente, come quella prodotta dai ragni, attraverso le fibre proteiche prodotte dal latte di capra. Tra le possibili applicazioni, si parla di giubbotti antiproiettile superresistenti. Gli esperimenti sono tuttora in corso. Le capre-ragno transgeniche della Nexia sono apparentemente normali - "sono ragni solo per una parte su 70.000", affermano gli scienziati. Vengono in mente alcune inquietanti immagini del film "Aracnofobia".
L'UOMO-DONNA 3 luglio 2003
Nei "Centri per la Riproduzione Umana" di Chicago e New York, un gruppo di scienziati guidato da Norbert Gliecher ottiene la fusione di due embrioni umani di sesso diverso per creare una "chimera ermafrodita" con l'intento di combattere alcune malattie congenite come la sindrome da immunodeficienza acquisita (Scid). L'annuncio viene dato a Madrid, nel corso del congresso della "Societa' Europea per la Riproduzione Umana e l'Embriologia" (ESHRE). L'annuncio scatena un vespaio di polemiche tra gli esperti. Secondo uno dei pionieri della Fiv in Australia, Alan Trouson, "è uno studio contro la logica". Sarebbe impossibile, infatti, "capire se i geni buoni si sono integrati in tutto l'organismo dell'embrione prima di trasferirlo nella donna". "Non si tratta di uno studio pronto per l'applicazione sull'uomo" - replica dalla BBC online lo stesso Norbert Gliecher, responsabile della ricerca. La possibilità che cellule di due diversi embrioni di fondano per diventare uno solo è ben nota in natura: qualche volta è accaduto anche, nei primi stadi di gravidanza, nell'uomo, senza apparente effetto sul bebè. La teoria da cui parte lo studio USA è che, in alcune malattie causate da un singolo difetto genetico, avere anche solo il 15% di cellule prive della mutazione "incriminata" potrebbe bastare a bloccare lo sviluppo della malattia. L'esperimento ha mostrato che anche solo due cellule iniettate nell'embrione ne producono uno "colonizzato" da cellule nuove e sane. Nessuno parla degli effetti a medio e lungo termine.
L'UOMO-CONIGLIO 22 agosto 2003
Un gruppo di ricercatori della facoltà di medicina dell'Università di Shanghai, guidati dalla dottoressa Huizhen Sheng, annuncia la creazione di un ibrido metà uomo e metà coniglio. La notizia è stata pubblicata da "Cell Research" , una rivista specializzata cinese poco conosciuta in Occidente, successivamente commentata da "Nature", infine ripresa dal "Washington Post". Si scopre poi che l'esperimento risaliva a due anni prima, ma che era stato tenuto segreto. Gli scienziati cinesi hanno realizzato più di 100 embrioni usando una tecnica che ha fuso cellule epiteliali umane (quelle dei tessuti della pelle) con ovuli di coniglio. Poi gli embrioni sono stati lasciati crescere in laboratorio per diversi giorni, fino al cosiddetto stadio di "blastocisti" (embrione precoce), finché i ricercatori non li hanno distrutti per ricavarne cellule staminali. Gli studi che hanno presentato al mondo "l'uomo-coniglio" non spiegano con precisione tutti i dettagli sulla tecnica adottata a Shanghai. Si sa però che l'équipe cinese ha prelevato cellule del prepuzio da due bambini di 5 anni e da due uomini, e cellule della faccia da una donna di 60 anni, per poi fonderle con ovuli di coniglio della Nuova Zelanda. Delle nuove "entità" create in laboratorio, circa 400, un centinaio sono sopravvissute fino alla blastocisti, lo stadio di sviluppo dell'embrione in cui le cellule staminali cominciano a formarsi. La tecnica è la stessa che si utilizza per la clonazione. Così è nata la nuova "chimera" che, secondo i progetti dei ricercatori cinesi, dovrà diventare la fonte di cure per qualunque malattia, una "fabbrica" di cellule da usare a scopi medici. Poche ore dopo che la notizia è comparsa sulle pagine del Washington Post, nel mondo è scoppiata una aspra polemica sul "carattere perverso" di queste ricerche chiamando in causa il "principio inviolabile dell'unicità biologica dell'uomo". Per Francesco D'Agostino, presidente del "Comitato Nazionale di Bioetica", si tratta di "un'operazione disumana". Per Bruno Dalla Piccola, direttore dell' "Istituto di Medicina Generale" della Sapienza di Roma, è "un orrore scientifico". Per monsignor Elio Sgreccia, vicepresidente della "Pontificia Accademia per la Vita" è "un'aberrante mostruosità". Siamo tutti d'accordo. Allora perché nessuno li ferma?
L'UOMO-MUCCA 15 settembre 2003
Metà uomo metà mucca. Il dottor Park Sepill, embriologo, annuncia di voler creare un embrione transgenico incrociando il DNA umano con ovuli di mucca. E aggiunge di essersi già servito di quindici mila ovuli bovini custoditi nel congelatore, e che, dopo numerosi esperimenti, la sua équipe è già riuscita ad ottenere alcune centinaia di embrioni, nessuno dei quali può definirsi né interamente umano né interamente bovino. Scopo della ricerca sarebbe la creazione di cellule staminali embrionali da elementi non umani in grado di riparare tessuti umani o di essere trapiantate per sostituire organi vitali irrimediabilmente danneggiati. Negli Stati Uniti questa tecnica è sotto esame dell´Ufficio Brevetti, pur se fuorilegge. In Giappone, invece è consentita.
IL PESCE-ZEBRA 29 gennaio 2004
Un team nippo-americano annuncia la creazione di animali transgenici mediante sperma geneticamente modificato cresciuto in laboratorio. Pubblicato nella edizione online dei "Proceedings of the National Academy of Sciences", lo studio, a cura dei ricercatori della Fukui Prefectural University di Obama, in Giappone, e del National Human Genome Research Institute (NHGRI), parte dei National Institutes of Health (NIH), descrive le tecniche innovative usate per produrre animali transgenici coltivando cellule di sperma interamente "in vitro". Secondo il Dr. Burgess, le nuove tecniche sperimentate hanno il potenziale per accelerare la produzione di molti tipi differenti di animali transgenici che dovrebbero servire al progresso della medicina e della razza umana (secondo criteri neo-eugenetici).
L'ANTILOPE-CAPRA 31 gennaio 2004
L'ultima chimera transgenica viene trionfalmente annunciata dai ricercatori cinesi dello "Xinjiang Jinniu Biology Co. Ltd." che hanno inserito una cellula presa da un orecchio di una antilope asiatica, in uno zoo della città di Lanzhou, in un ovulo di capra. L'embrione transgenico è stato poi posto nell'utero di una capra nel settembre del 2003 e dopo 4 mesi ha partorito una antilope clonata, creatura destinata a torture sistematiche sul cui atroce destino nessuno si interroga. L'antilope asiatica, nota come "capra del nord" è una specie protetta in Cina e gli scienziati hanno avuto la faccia tosta di dire che l'esperimento servirà proprio a preservare le specie in via di estinzione come alcuni delfini e i panda giganti. Ecco come ragionano questi "dottori della morte": per proteggere una specie (e non si capisce come) si sentono in diritto di massacrarla. La verità è che questi sono dei criminali, e l'unica cosa che vogliono proteggere è il loro curriculum accademico (e il loro portafoglio).
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       ......Re: Arte e scienza....
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te la canti e te la suoni... da solo?
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       ......Re: Arte e scienza....
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La Gran Bretagna fa le cazzate e poi si lamenta se ci salta fuori la Mucca Pazza. Io sono contraria agli xenotrapianti per principio etico e leggere di questi studi mi fa venire l'orticaria...
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