18 novembre 2015

PAUSE D’ATTENZIONE

 
di Ludovico Pratesi
Il virus dell'ambiguità di Josè Damasceno

di

Motus loci è la scultura intorno alla quale ruota la bella mostra di Josè Damasceno, raffinato artista brasiliano che espone alla galleria Valentina Bonomo di Roma: due tavoli a  scacchiera vengono uniti da una serie di risme di cartoncini quadrati, in modo da creare aeree arcate di carta, simili alle coincidenze della vita. «In Motus Loci le scacchiere stabiliscono un rapporto che fa spostare le caselle da un piano all’altro formando un arco», sottolinea la curatrice della mostra Elisa Byington. 
Un occhio al Minimalismo e un altro al Surrealismo – che corre come un fil rouge in tanta arte contemporanea brasiliana – Damasceno mette insieme Eluard e Borges, per dare vita ad un’arte che si pone come un virus ambiguo tra realtà, scienza e fantasia, per  mettere  in scacco la logica della percezione in maniera ludica ma pungente. 
Opere come questa obbligano ad interrogarci sul nostro stare al mondo e sui confini della ragione, che in questi tempi tumultuosi sembra non essere più sufficiente per affrontare le sfide di un quotidiano sempre più oscuro.

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