07 dicembre 2001

Aste di Dicembre: ancora Balla e Marini

 
Il pittore futurista Giacomo Balla e lo scultore Marino Marini sono stati i protagonisti dell’asta di arte moderna e contemporanea svolta a Milano presso Finarte tra il 4 ed il 5 dicembre. Queste grandi conferme ed altre sorprese sottolineano il periodo di buona salute del mercato dell’arte nostrano. E tra pochi giorni toccherà all’arte giovane...

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Dopo l’ormai celebre Santa Monaca con due fanciulli di Paolo Uccello che con 3 miliardi è stata – lo scorso 20 novembre – l’opera più costosa mai aggiudicata in un’asta italiana, la stagione d’oro di Finarte non sembra arrestarsi. Un’ulteriore e ormai definitiva smentita ai tanti ‘gufi’ del post-11 settembre ci viene dalle ultime due giornate di aste di arte moderna e contemporanea. Gli incanti milanesi della casa d’aste recentemente acquistata da Giorgio Corbelli – già patron di Semenzato e del network Telemarket – hanno confermato la grande verve del ‘900 storico italiano consacrando ulteriormente personalità come Giacomo Balla, Marino Marini, Giorgio Morandi, Ottone Rosai e Filippo de Pisis.
Il futurista romano Giacomo Balla è stato il protagonista dell’asta, trasmessa anche via internet grazie ad un accordo tra Finarte e Class Editori, strappando una quotazione superiore al mezzo miliardo per l’olio su tela Espansione Profumo del 1916. Segue a ruota Marino Marino che con un bronzo arriva a sfiorare i 300 milioni praticamente raddoppiando le stime. Altre sorprese positive per quanto riguarda Carlo Carrà e Giacomo Manzù mentre è da archiviare come ottima la performance di Giorgio Morandi che con una piccola grafica (Natura Morta, 10×12) del 1931 è arrivato a 83 milioni triplicando le attese.
Solo conferme arrivano invece dall’Arte Povera, i protagonisti della corrente artistica italiana (Boetti e Manzoni) hanno solo eguagliato le stime, talvolta (l’achrome di Manzoni) non riuscendo neppure a doppiare alla stima massima. Fa eccezione, ma su volumi molto piccoli, una serigrafia di Alighiero Boetti.
Segnaliamo a livello di curiosità un disegno su carta di Otto Dix (Mey Lieber Boden, 1922, matita su carta, cm 42×34), maestro dell’espressionismo tedesco tra le due guerre. Le dimensioni, l’importanza internazionale del pittore, il fatto che solo di rado è presente nelle aste di casa nostra sono elementi che avrebbero autorizzato aspettative maggiori rispetto ai 10 milioni cui l’opera è stata effettivamente aggiudicata. Con quella cifra oggi non si compra nulla di nessun giovane tedesco mediamente affermato, che Otto Dix sia il vero affare di inizio millennio?
Dopo l’arte moderna e contemporanea, il prossimo 19 dicembre Finarte proporrà la seconda puntata dell’asta Young Art. E se è facile individuare opere di grande levatura quando si parla di Balla e Morandi, è più complessa la scelta che è chiamato a compiere il collezionista d’arte giovane. Reduce dalle insperate conferme di ARTissima il mercato del Bel Paese saprà confermare l’ottimo andamento con l’asta dedicata ai giovani artisti?

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Massimiliano Tonelli





Il sito di Finarte

I RISULTATI

Grafica numerata
A. Boetti, 12 forme dal 10 giugno 1967, 1967, cartella 12 serigrafie a col., cm 59×42,5 4,5/6 10,8 Wassiliy Kandinsky, Kleine Welten IX, (1922), acquaforte, cm 23,7×20 12/15 17,7
Giorgio Morandi, Rose in boccio in un vaso, (1929), acquaforte su rame, cm 31,7×25 26/32 38,9
Giorgio Morandi, Natura morta, 1931, puntasecca su zinco, cm 9,7×11,9 26/34 83,7
Otto Dix, Mey Lieber Boden, 1922, matita su carta, cm 42×347,5/10 10,6
Wilfredo Lam, Personaggi, 1961, china su carta applicata su tela, cm 50×70 10/12 15,3
Lucio Fontana, Concetto spaziale, buchi su carta, cm 33×25,5 12/16 21,2

Dipinti
G. Manzù, Crocefissione con generale e.., (1970), altorilievo in bronzo, cm 71×52,5 20/28 54,2
Marino Marini, Cavallo, studio, 1951, bronzo, h. cm 32 140/160 291,5
Carlo Carrà, Lago di Piona, 1943, olio su cartone telato, cm 50×39,5 130/160 163,9
Ottone Rosai, Terra toscana, 1939, olio su tela, cm 40×50 42/48 63,7
Filippo De Pisis, Anemoni, 1950, olio su tela, cm 55×3322/26 46,0
Antonio Bueno, Figura femminile, olio su masonite, cm 50×4018/22 27,1
Filippo De Pisis, Cortile di Vicenza, 1939, olio su tela, cm 70/50 32/38 76,7
Giacomo Balla, Espansione profumo, (1916), olio su tela, cm 57×76 a richiesta 581,5
Osvaldo Licini, Ritmi rossi, (1931), olio su tela, cm 20×27120/140 129,1
Emilio Scanavino, Tramatura con cerchio, (1974), olio su tela, cm 100×100 20/24 31,8
Fausto Melotti, Vaso campanile, (1952), ceramica policroma, h. cm 68 9/12 30,6
Gaston Chaissac, Personaggio, (1959/60), tempera su carta intelata, cm 64×50 6/9 37,7
Sebastian Echaurren Matta, Senza titolo, olio su tela, cm 80,5×60,5 32/38 47,2
Piero Ruggeri, Autoritratto con bue squartato, 1961, olio su tela, cm 201×247 12/16 37,7
Alfredo Chigine, Paesaggio con figure, olio su tela, cm 130×89 58/64 70,8
Sebastian Echaurren Matta, Mid Summer Night Dew, olio su tela, cm 178×212 90/120 146,5
Lucio Fontana, Crocifisso, ceramica colorata e riflessata, cm 28x14x8,5 16/20 30,6
Christo, The Wall, 1974, collage e tecnica mista su carta appl. su tavola, cm 55×70 40/50 53,1
Piero Manzoni, Achrome, (1961), quadrati di ovatta appll. su tela, cm 40×30 80/100 94,3
A. Boetti, arazzo, ricamo a mano su lino, cm 113×106
75/84 84,9

[exibart]

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