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Fino al 20.I.2002
B Hotel
New York, P.S. 1 Contemporary Art Center

   
 I criteri di allestimento delle mostre sono divenuti in questi anni sempre più creativi, abituandoci alle soluzioni più diverse, ma i curatori del P.S. 1 di New York ne hanno ideato uno davvero singolare. I visitatori infatti, per vedere i video dei 23 giovani artisti inclusi nella rassegna B Hotel sono costretti ad arrampicarsi nientemeno che in un gigante alveare...  
 
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La struttura, ideata dal curatore capo Klaus Biesenbach per la mostra estiva Buzz Club e riadattata per l’occasione, è formata da decine di tubi esagonali, ognuno dei quali contiene l’opera di un artista. Si tratta di video presentati su minuscoli monitor (4" x 6") che possono essere visti solo dopo aver scalato la struttura a nido d’ape ed essersi distesi a pancia in giù nelle cellette. B Hotel, P.S 1 New York - Carlo Zanni "Updating JJ"
Gli artisti sono stati selezionati tra gli oltre 500 che avevano risposto ad un bando lanciato all’inizio dell’autunno da una commissione di curatori della prestigiosa struttura statunitense, famosa per la sua decennale politica di sostegno alla giovane arte internazionale. Tra le opere esposte anche un italiano, Carlo Zanni, noto anche come 'Beta Zanni', che ha presentato una versione video di un lavoro che in origine era una .gif animata su un semplice file HTML, il linguaggio di programmazione e visualizzazione delle pagine web. B Hotel, P.S 1 New York - Barbara Pollack "Perfect Dark"UPdating JJ (three flags) è naturalmente ispirata alle famose bandiere del pop artista americano Jasper Johns, di cui rappresenta l’ultimo update, una versione consona all’era del digitale. “Lui le dipinse perchè rappresentavano un'immagine neutra presente in ognuno di noi. Come se fosse preprogrammata alla nascita. Ora è anche presente nell'estensione naturale della nostra memoria (che prima era inimmaginabile) cioè l'hard disk on line” ha dichiarato Zanni in proposito.B Hotel, P.S 1 New York - Chris Bors "I win"
Barbara Pollack, nel suo video Perfect Dark, riflette invece sull’impatto sociale e psicologico dei videogames. Attraverso la giustapposizione di un primo piano del figlio Max, intento a giocare con il Nintendo, e la schermata del videogioco stesso, l’artista americana costringe a mettere a fuoco la diversità delle reazioni psicologiche del bambino in rapporto alle situazioni simulate nel gioco. L’opera diventa così una riflessione sul potere ipnotizzante dei videogames, ma anche, secondo le parole dell’artista stessa, “un esperimento di ritratto contemporaneo”.B Hotel, P.S 1 New York
In I win, un lavoro di Chris Bors del 1999, il tema è la vincita e le differenti e spesso addirittura opposte reazioni che provoca nelle persone. Tra i partecipanti segnaliamo anche Manabu Inada, art director di MTV.com, sito dell’emittente musicale più famosa del mondo, e il filmmaker di talento Doug Lussenhop.

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Valentina Tanni


B Hotel, dal 9 dicembre 2001 al 20 gennaio 2002. New York, P.S. 1 Contemporary Art Center, 22-25 Jackson Ave at the intersection of 46th Ave in Long Island City, 11101. Info: www.ps1.org. Lista degli artisti: Chris Bors, Peter Coffin, Stuart Croft, Lea Donnan, Gabriel Fowler, Matthias Geiger, Timothy Hutchings, Manabu Inada, Lucretia Knapp, Doug Lussenhop, Eline McGeorge, Patrick Meagher, Jeanine Oleson, Stephan Pascher, The Yee Haw Brothers: Tom Patterson & Akshay Desai, Barbara Pollack, Linda Post, Matt Saunders, Jessie Shefrin, Virginia Valdes, Sarah Vogwill, Virgil Widrich, Carlo Zanni.

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8 commenti trovati  

24/12/2001
Biz, Tirannia
Caro Lele, Esistono tre tipi di despoti. Il primo tiranneggia il corpo. Il secondo tiranneggia l'anima. Il terzo tiraneggia entrambi. Chiameremo il primo principe, il secondo papa, il terzo popolo (di gran lunga il peggiore). Con cosa credi che questi esercitino la loro tirannia se non con la censura? Ciao, Biz.

22/12/2001
Biz, Tirannia

Caro Lele,
Esistono tre tipi di despoti.
Il primo tiranneggia il corpo.
Il secondo tiranneggia l'anima.
Il terzo tiraneggia entrambi.
Chiameremo il primo principe, il secondo papa, il terzo popolo (di gran lunga il peggiore).

Con cosa credi che questi esercitino la loro tirannia se non con la censura?
Ciao, Biz.


22/12/2001
lele
caro Bizantino
il contenuto dei messaggi viene vagliato da chi, allora, prima di essere messo online?

Adieu


20/12/2001
Lettore
Minchia!!

20/12/2001
Biz, Eh no, caro mio...

E' inaccettabile che tu attribuisca la responsabilità dei contenuti di ciò che viene pubblicato nel commentario ai "capi" di Exibart!

E che non siamo da Costanzo lo dimostra il fatto che qui vi è posto per le opinioni di tutti, comprese le mie, comprese le tue e di ogni altro lettore.
Costanzo esercita il suo poterucolo più per zittire che per la libera espressione.

"I Lettori sono i miei Vampiri" disse il grande Calvino che tu citi.
Per caso ti chiami Italo?

Ciao, Biz.


20/12/2001
lele
caro lettore,
non sto facendo polemica. ho scritto nel primo buco che ho trovato. il fatto che il mio intervento sia stato pubblicato, significa che, a dispetto delle cose giustissime che ho scritto (e non sono l'unico a pensarla così), invece i "capi" del sito hanno piacere che si faccia "mercato", come stiamo facendo io e te con questo dialogo. Qui non siamo da Costanzo..
Speravo che il mio intervento non fosse pubblicato. Ma si sa..il che significa che si sta puntando più su una visibilità di questo tipo che su un sito dove i contenuti e gli spunti superino in leggerezza (vedi Calvino) le nostre misere polemiche.
E per favore, dato che il mio era un intervento rispettoso, evita di scrivere "espressioni" colorite, perchè in primis non sai chi sono e quindi, per lo meno, dovresti portare più rispetto, per lo meno come faccio io, e come è scritto in qualsiasi libro di bon ton.
Ciao.


19/12/2001
Lettore
Se non ti piacciono le polemiche perchè allora sei intervenuto facendo una polemica?
MA LEVETE!!


19/12/2001
Lele
Cara redazione
mi fa molto piacere vedere che non compaiono più commenti agli articoli. perchè quello che vorrei sottolineare, è che il commento non deve diventare un'occasione per fare "mercato" intorno alla bravura o meno di un redattore. secondo me il commento dovrebbe essere un'occasone per riflettere sulla mostra, sull'artista, sui contenuti. il commento, quando si fa polemioca o tribuna, quando tende ad assomigliare alla più comune, squallida e caciarona chat, disturba, e non serve a nulla.
ecco, l'ho detto.
per il resto, compimenti al sito.


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