19 ottobre 2001

Fino al 27.I.2002 Form follows Fiction Rivoli (to), Castello di Rivoli

 
Il Castello di Rivoli Museo d’arte contemporanea presenta fino alla fine di gennaio la mostra Form Follows Fiction a cura di Jeffrey Deitch. Un’indagine e una riflessione sulle trasformazioni dell’arte contemporanea dagli anni novanta ad oggi...

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Form Follows Fiction vuole rendere conto del rapporto tra realtà e finzione nella società e nell’arte attuale, dando per inteso che ciò che avviene in ambito artistico riflette di una condizione umana, esistenziale e sociale dai confini molto più ampi e articolati.
La nozione di spettacolarizzazione del mondo, già oggetto delle riflessioni di Debord, di Baudrillard e di altri studiosi, aveva anticipato già qualche anno fa le trasformazioni presenti nella società e nell’arte più recente, ipotizzando la trasformazione con cui oggi ci troviamo a fare i conti. Il confine tra realtà e finzione si fa oggi sempre più labile e inconsistente. Non soltanto nell’arte, ma nella nostra stessa percezione del mondo, forme della finzione, dell’artificialità, della simulazione, inficiano sempre più il senso di realtà e il nostro modo di rapportarci all’esistente.
Si pensi al potere di simulazione dei mass media, per cui anche eventi reali e intensamente drammatici diventano simili a immagini costruite dal cinema o dalla televisione e sono spesso percepiti come spettacoli “mediatici” (ne sono un esempio evidente i tragici eventi terroristici di New York, le guerre, le questioni socio politiche, ecc.). In modo analogo lo sviluppo dell’ingegneria genetica e delle scienze ad essa correlate rendono sempre più complesso distinguere tra natura e artificio, tra organico e inorganico, e non solo dal punto di vista concettuale.
Form Follows Fiction si propone come la continuazione di Post-human del 1992, con l’intento di indagare i mutamenti in atto nell’arte contemporanea dagli anni novanta ad oggi. Il titolo – “la forma segue la finzione” – richiama e rovescia la nota sentenza funzionalista secondo cui è la forma ad adeguarsi alla funzionalità dell’oggetto. Se per i funzionalisti l’utilità doveva assumere un ruolo determinante rispetto alla libertà formale ed espressiva dell’artista, oggi tale prospettiva è sconvolta: la forma segue la fiction, la produzione artistica si conforma (anche ironicamente) al linguaggio dei media, la vita assume i caratteri e le forme proprie della fiction.
La mostra, curata da Jeffrey Deicht (come già Post-human) presenta artisti emersi a partire dalla seconda metà degli anni novanta: da Franz Ackermann a Vanessa Beecroft, da Gabriel Orozco a Tim Noble e Sue Webster, Amy Adler e molti altri.
Di notevole interesse risultano l’installazine di Olafur Eliasson, che simula la pioggia e la porta dentro al museo; le sculture di Murakami che rimandano videogames e ai cartoni animati giapponesi; il video e le fotografie di Vanessa Beecroft, dove donne nude e senza volto si atteggiano in pose plastiche. E’ assente la web art, che pure sta attualmente rivestendo un ruolo di particolare interesse nella questione del rapporto tra reale/artificiale.
Nelle sale del castello sono esposti anche i tableaux fotografici dell’americana Anna Gaskell: sono narrazioni, in cui i linguaggi del cinema e della fotografia si sovrappongono l’uno all’altro.

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Maria Cristina Strati
Mostra visitata il 16 ottobre 2001


Form follows fiction
Rivoli (to), Castello di Rivoli, Piazza Mafalda di Savoia, 10098, Rivoli, tel. 011.9565220, fax 011.9565232, info@castellodirivoli.org, website: www.castellodirivoli.org
Dal 16 ottobre 2001 al 27 gennaio 2002, da martedì a venerdì ore 10-17, sabato e domenica ore 10-19
Primo e terzo sabato del mese ore 10-22
Ingresso: lire 12.000 (6.19 euro) intero, 8.000 (4.13 euro) ridotto
Catalogo: a cura di Jeffrey Deicht, ed. Charta, Milano
Accesso disabili: sì; lingue straniere: sì; bookshop: sì; bar: sì;
Servizio navette: sabato, domenica e festivi partenze da Torino, p.za Castello, info. 011956280



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