24 ottobre 2001

Fino al 27.I.2002 Le donne di Toulouse Lautrec Milano, Fondazione Mazzotta

 
La mostra, che si avvale della collaborazione del Musée Toulouse Lautrec di Albi, città natale dell’artista, presenta circa 112 opere. Si è voluta così commemorare la scomparsa di Lautrec avvenuta nel 1901, esattamente 100 anni fa...

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È un tuffo nel demi-monde parigino di fine Ottocento quello proposto dalla Fondazione Mazzotta con la mostra “Le donne di Toulouse Lautrec”. Sono esposte circa 112 opere dell’artista, litografie, disegni e dipinti che ci fanno assaporare le notti di follie e divertimento sfrenato di quegli anni.
Apriva nel 1889 il Moulin Rouge, ma il famoso locale non era l’unico luogo in cui si potevano ammirare vere e proprie muse del ballo o del canto: è il caso di Jane Avril, della “goulue” Louise Weber, della clownessa Cha-U-Kao, ma anche di prostitute che erano considerate delle “attrazioni”. Infatti, se è vero che le case chiuse erano ambienti che si contrapponevano ai caffè/concerto, è importante notare che nel periodo in questione alcune prostitute erano famose quasi quanto le starlette dei locali, e per questo assumevano nell’immaginario del borghese dell’epoca un ruolo tutt’altro che marginale.Toulouse-Lautrec,il palco con il mascherone dorato
E Toulouse Lautrec dipingeva queste donne, donando ai loro ritratti un’espressività tale da farci cogliere il carattere e i sentimenti della persona raffigurata con un semplice sguardo. Pochi segni di pennello e alcune macchie di colore bastano, infatti, a delineare una situazione, un’emozione, persino un sentimento. La mostra risulta così articolata in aree, dedicate ognuna ad un particolare tipologia di donna. Le donne erano amiche di famiglia, attrici, prostitute. Possiamo ammirare lo sfrenato can can di M.lle Eglantine e dell’esile Jane Avril, stella che si contrapponeva alla vistosa e esuberante Goulue, “la golosa”.
È sorprendente davvero la capacità di Lautrec di cogliere le caratteristiche morali dei suoi personaggi: l’inglese che tenta un approccio in L’anglais au Moulin Rouge o la curiosità di May Belfort. Sguardi che catturano, che ci comunicano emozioni. E si tratta, per lo più, di lavori precursori della odierna cartellonistica pubblicitaria. Infatti, molte attrici e vedette dell’epoca si affidarono al suo tratto per promuoversi, e svariate opere in mostra sono affiches; in pratica, manifesti pubblicitari.Toulouse-Lautrec,miss loie fuller
Troviamo esposte anche foto, alcune delle quali evidenziano il carattere ironico dell’artista (segnato, sin dalla nascita, da una grave forma di nanismo): in una, posa con il cappello e il boa di struzzo di Jane Avril. E forse ironica era anche M.lle Polaire, ritratta in un cartone dove campeggiano i grandi occhi neri, totalizzanti, che comunicano esuberanza e carica mimica.
Non bisogna neppure dimenticare le sperimentazioni artistiche di Lautrec. Per ricreare il magico effetto di sovrapposizione di veli e i curiosi giochi ed effetti magici che la luce creava durante gli spettacoli della sorprendente ballerina Loie Fuller, l’artista utilizza polvere d’oro, perlescente, quasi pulviscolare. Comincia ad apprezzare ben presto le potenzialità della litografia, tanto che il lavoro ad olio ne diventerà fase preparatoria e non finale. Nelle litografie svilupperà appieno la tecnica a spruzzo (crachis), con la quale riesce ad ottenere sorprendenti effetti di leggerezza, di tessuti svolazzanti, di stoffe maliziosamente drappeggiate. E così scivolano sotto i nostri occhi queste donne appartenenti a svariati ceti sociali, colte in momenti di vita collettiva. L’attrice Yvette Guilbert è eterea e pare un sogno, mentre canta, con gli immancabili e inconfondibili guanti neri; è sensualmente ammiccante Anna Held, malinconicamente solitaria Cléo de Mérode, corrucciata Jane Hading. Al piano interrato, Donna seduta nel giardino riecheggia un certo gusto impressionista, in mostra accanto alla serie Elles, litografie dedicate al mondo dei bordelli. Ma le prostitute sono ritratte nelle loro abluzioni quotidiane, non c’è morbosità nei ritratti proposti. Forse è più maliziosa la bella Hélène Roland, colta mentre bacia con le sue labbra fiammeggianti un banchiere in cerca di piacere.

Stefania Caccavo

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Foro Buonaparte 50.Orario d’apertura: ore 10.00-19.30, martedì e giovedì: ore 10.00-22.30. Chiuso il lunedì. Biglietto di ingresso: £ 15.000 intero, £ 10.000 ridotto (il martedì sera dalle ore 20.00 alle ore 22.00, gruppi superiori alle 20 persone), ridotto £ 8.000 (carta d’argento, studenti, militari, disabili), £ 6.000 (scuole e gruppi con visita guidata prenotata presso la Fondazione). Catalogo: Edizioni Gabriele Mazzotta, a cura di S. Bignami, P. Rusconi, T. Sparagni. 200 pagine, 120 illustrazioni, £ 85.000 in libreria. sezione didattica (per prenotazioni visite guidate ed informazioni relative a conferenze e laboratori): 02/86912297. Per informazioni: tel. 02/878197. Fax: 02/8693046.

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2 Commenti

  1. Perché a nessuno viene in mente di fare una mostra dove, assieme a Toulouse Lautrec e ad altri “postimpressionisti”, vengono presentate anche le stampe giapponesi che loro tanto amavano? Va bene la tecnica, i caffé, le donne ecc. ma le fonti?

  2. Ma c’é qualcuno che pur avendo apprezzato il film di N. Kidman, Moulin Rouge, abbia trovato fastidioso vedere quella caricatura di Touluse, rappresentato così stupidamente?!!

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