27 novembre 2001

Fino al 22.XII.2001 Elisabetta Scarpini Sesto Fiorentino (fi), Strade Blu

 
Due le stanze, due i titoli, due le installazioni in un unico dialogo tra gli aspetti contrastanti ma complementari della personalità dell’artista...

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Elisabetta Scarpini evidenzia nelle due installazioni due aspetti distinti, ma inequivocabilmente complementari, della sua personalità.
Nella Stanza Prima dove è utile perdersi, il colore dominante è il rosso carminio, la sensazione dominante è la perdita di orientamento. Le grandi tele (100×200), accostate in modo da esporre le due facce dipinte, sono ancorate al pavimento creando un percorso dove si è costretti a scegliere sempre la direzione in cui muoversi. Alcune sono costituite da una tela e uno specchio in modo da creare la visione composta e leggermente deformata dell’osservatore e dell’opera alle sue spalle. Smarrimento, ci viene in mente questa parola e ci accorgiamo che proprio il titolo della Stanza Prima dove è utile perdersi configura intime emozioni e momenti in cui la riflessione artistica può essere finalizzata allo smarrirsi e a mettere in discussione un modello di vita fino ad allora indiscusso. Sulle tele molte frasi o parti di esse ripetute e martellanti “Fondamentalmente la gente non mi interessa, mi interessano più le cose, le forme, la voce, i colori…. Sono un po’ asociale”.
L’installazione ci fa percorrere un cammino in “uno spazio psichico” fatto di “privati deliri” dove Elisabetta Scarpini si è fermata e persa in un periodo della propria vita (‘92-’96) per capire se stessa e per attuare quella trasformazione (ecco l’utilità di perdersi) che scopriamo nella Stanza Seconda dove non è inutile avere qualche illusione sulla vita. C’è un deciso cambiamento di atmosfera. Elisabetta Scarpini, Stanza SecondaAl senso di fatica della prima installazione, sottolineato dall’appoggio sul pavimento delle tele, dalla tonalità di colore e dalle dimensioni dei pannelli, si contrappone una percezione di leggerezza e delicatezza. L’opera è realmente sospesa da terra, collegata in alto ad una struttura metallica aperta alla quale sono appesi, con impercettibili fili, piccoli fogli (10X10 cm.), frammenti di carte, specchi e fotografie. Anche su questi foglietti leggeri sono scritte brevi frasi, ma in questo caso vengono da fuori, dal mondo esterno con il quale è stato ripreso il dialogo e che apporta serenità psicologica e fisica. Piccoli coriandoli d’illusione. Contribuisce alla levità complessiva dell’installazione la scelta di colori molto chiari, dal bianco al pastello, con dominanza di toni azzurri. Il titolo ancora una volta assume un significato fondamentale e rimanda a quella dimensione letteraria che l’artista sente fortemente legata al suo lavoro. Ottima la disposizione delle opere in due stanze separate e la scelta dei sottotitoli che facilitano la lettura dei diversi momenti psicologici in cui sono state concepite.

Link correlati:
http://www.stradeblu.archiworld.it

Daniela Cresti



Stanza Prima
“dove è utile perdersi”
Stanza Seconda
“dove non è inutile avere qualche illusione sulla vita”
Elisabetta Scarpini
fino al 22.XII.2001 su appuntamento
STRADE BLU laboratorio culturale
Indirizzo: via dei Battilana 94 Sesto Fiorentino, 50019 Firenze
Telefono: 055 4201449
E.mail:stradeblu@tin.it
Catalogo presente in galleria


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