pubblicato lunedì 21 ottobre 2002Tra il 1953 e il 1954
Renato Birolli (1905-1959) elabora una propria sintesi stilistica che lo porta, contemporaneamente al suo distaccarsi dalle necessità dei gruppi e delle categorie di riferimento, al raggiungimento della sua più compiuta ed esemplare esperienza artistica.
Sono gli anni in cui lo scenario della pittura italiana vede dispiegarsi su posizioni opposte e irriducibili i vessilli degli artisti figurativi e degli astrattisti, sono gli anni dei primi concetti spaziali di
Lucio Fontana, sono gli anni che assistono alla genesi e poi allo scioglimento del
Gruppo degli Otto, il ’54, infine, è l’anno della
X Triennale di Milano, dove Birolli realizza, su una superficie di 400 metri quadri, i graffiti con la
Storia di terra e la
Storia di mare .
La poetica dispiegata sulle pareti del Palazzo dell’Arte al Parco Sempione è il frutto maturo di un’evoluzione che ha le radici nel
Taccuino delle Marche, redatto da Birolli nell’estate del 1953, e che conosce diverse declinazioni nei dipinti scaturiti da quest’ultimo e realizzati, in gran parte, nel corso di un soggiorno dell’artista a Fosso Sejore. Parlando di queste opere Renato Birolli disse di sentirsi
dialetticamente armonico e che, raggiunto questo equilibrio non gli restava che raccontare.
Alla felice congiuntura artistica di questo periodo, grandemente riconosciuta e celebrata dalla critica, è dedicata la mostra che vede esposte quattordici tele e alcune opere su carta tra cui i bozzetti per il graffito della
Triennale .
I dipinti esposti sono caratterizzati da un segno depurato da qualsiasi indecisione che ne possa rallentare la percezione. Quella sorta di calligrafismo limpido che

distingue le
Storie qui si attua secondo formule più articolate e narrative che, a tratti, accennano verso intenti descrittivi. Ugualmente il colore viene disteso come il prodotto di un’alchimia che lo ha sottratto alla natura, al paesaggio o al ricordo, e lo ha condensato in uno strumento per il racconto e la rimembranza.
Osservando grandi tele come
Spaccato di mare (n°1) o
Sezione di mare, entrambi del ’54, si possono riascoltare come assolute e inconfutabili le parole che l’artista pronunciò in occasione di una conferenza tenuta a Firenze, al
Gabinetto Viessieux , nel 1953:
Colori e forme sono la vita senza bisogno di assomigliarla, minuto per minuto.
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fino al 1.XII.2002
Renato Birolli; Firenze, Spazio Espositivo Vallecchi BZF, via Panicale, 9 (mercato S.Lorenzo, Centro Storico); 055 2741009; Orario: 12.00-24.00
Ingresso libero; Catalogo: Vallecchi per l’arte, Euro 26.00
Ufficio stampa: Sebastiana Gangemi, tel. 055/234761 e-mail: gangemi@vallecchi.it[exibart]