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fino al 4.II.2003
Elena Arzuffi - Lovely nest
Padova, Galleria Estro

   
 Installazioni ambientali, foto, video, disegno. La Arzuffi ha normalizzato una propria un'iconografia che, secondo una prassi riduttiva, fa prevalere il concetto sulla forma... Alfredo Sigolo 
 
pubblicato
Lo spazio domestico come nido, lovely nest, può trasformarsi in gabbia ostile, dinamo generatrice di stati di alienazione ed ossessione. Elena Arzuffi si muove sul filo dell'equilibrio precario che divide la follia dall'affetto familiare, dove l'ordine apparente cela insospettati disordini psicologici e il luogo fisico si trasforma in luogo mentale.
Nel nuovo progetto per la galleria Estro l'artista dimostra il suo eclettismo lavorando con video, installazione, disegno e fotografia, sviluppando un percorso narrativo, non lineare, interamente impostato sullo spazio. Elena Arzuffi Lovely nestLa storia è semplice: un uomo trasloca, abbandona la propria casa per trasferirsi altrove; in scatole di cartone ripone tutto quanto gli appartiene, fotografa quel luogo per preservarne il ricordo, infine, fatto il vuoto e sgomberato lo spazio, metafora della propria vita, stabilita una nuova neutralità e libertà, coglie l'esigenza di occupare un nuovo spazio come opportunità di scoperta di nuove dimensioni abitabili. Indossando occhiali elettronici e connettendosi ad un computer, l'esplorazione ed il naufragio nella realtà virtuale determina la scelta di un cambiamento di prospettiva e condizione, solo in apparenza banale: la rinuncia ad una vita orizzontale e lineare induce alla scoperta dello stallo insito nell'idea progressista della storia e alla presa di coscienza della perdita della propria individualità. L'unica possibilità di riscatto è trovata nella scelta di una vorticosa caduta orizzontale nell'abisso del proprio io. La rivoluzione si cela nella banalità dei gesti quotidiani, nella possibilità di trasgredire alla liturgia dell'abitudine. La realtà virtuale diventa spazio interiore, nuovo mondo da esplorare, l'unica realtà possibile che conduce alla riscoperta di sé.
La dicotomia tra spazio interiore e spazio fisico sono resi da Elena Arzuffi con lo stratagemma, tipico della sua prassi, di montare i suoi video assemblando immagini reali e disegni al tratto, o associando i disegni alle foto. Una sorta di continua frattura, di segmentazione del continuum narrativo, che sembra prosciugarsi di ogni referenzialità per divenire pura astrazione simbolica.
In galleria è proiettato il video "Lovely nest" (durata 4'40''); i disegni utilizzati sono sparsi e accumulati tutt'intorno. Le scatole di cartone, accuratamente costruite e composte nello spazio come una serie di nicchie, circondano foto ricordo legittimando l'esistenza della memoria e, nel contempo, imprigionandola per impedirne la fuga, l'evasione.
Le foto alle pareti, a tiratura unica, mostrano l'appartamento vuoto, spazio fisico che corrisponde metaforicamente allo spazio interiore. La mostra è curata da Gabi Scardi.

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mostra vista il 4 gennaio 2003


“Lovely nest”
Dal 30.XI.2002 al 4.II.2003.
Padova, galleria Estro, via San Prosdocimo 30.
Ingresso gratuito.
Orari: da mertedì al sabato dalle 16.00 alle 19.30. Chiuso domenica e lunedì; catalogo in galleria.
Tel/fax: 0498725487 E–mail: estroarte@libero.it


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