fino al 20.IX.2009 - Damien Hirst - Kiev, Pinchuk Art Centre 3098 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
15/06/2019
Libri, film, interviste. A Milano, Gucci punta tutto su Harmony Korine
15/06/2019
David LaChapelle firma il calendario Lavazza 2020
14/06/2019
Tutti i segreti per un ritratto postmoderno. Mostra e talk alla RUFA
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche
         
 

fino al 20.IX.2009
Damien Hirst
Kiev, Pinchuk Art Centre

   
 Con una retrospettiva così completa, la sindrome di Stendhal è dietro l’angolo. Oltre un centinaio di opere del britannico. Un ritorno alla manualità? Una ventina di lavori inediti sembrano confermare l’ipotesi... giuseppe sedia 
 
pubblicato
La committenza ucraina mostra i muscoli senza sfoggiare la testa. I sostenitori indomiti della personalità di Damien Hirst (Bristol, 1965; vive a Devon e Londra) hanno notato con un pizzico di delusione l’assenza del teschio platinato e tempestato di diamanti da 50 milioni di sterline.
Eppure, le 104 opere dell’artista in mostra a Kiev avranno saziato i visitatori del Pinchuk Art Center. Una mostra monografica sbalorditiva, esauriente, smisurata nelle ambizioni. Un evento eccezionale, che conferma la sete locale per l’arte contemporanea.
Ad ogni modo, difficile fotografare il rapporto reale tra domanda e offerta in Ucraina di fronte a questi eccessi. I sei piani da 4mila metri quadrati del museo fondato dal miliardario locale Victor Pinchuk non sono bastati a contenere il catalogo dell’artista britannico. Il circo continua all’esterno. Il percorso si conclude in un tendone allestito nel cortile del centro commerciale Arena City, dove i celebri squali tigre conservati in formaldeide convivono con gli altrettanto noti ingrandimenti su tela di tessuti tumorali: inquietanti e psichedelici come di consueto.
Sala dopo sala, le opere più note di Hirst si susseguono senza un ordine cronologico. Con tutta questa dispersione materiale, la sindrome di Stendhal è in agguato. Non è un caso se i conoscitori di Hirst riservano la loro attenzione alla opere esposte al primo piano. Una scelta sensata, quella di condensare buona parte della produzione inedita dell’artista sullo stesso livello dell’edificio. Punto di partenza obbligato della mostra, il dipinto Floating Skull (2006), che affoga un cranio lunare senza mandibola nel nero di una pittura a olio ruvida e pastosa.
Damien Hirst - The Empty Chair - 2008 - olio su tela - photo Sergej Illin - courtesy Pinchuk Art Center, Kiev
Tutti gli altri dipinti in mostra realizzati in studio da Hirst appartengono alla matrice figurativa del “teschio galleggiante” di cui sopra, archetipo della vanitas vanitatum contemporanea. Hirst procede per accumulazione, accostando sulla tela il teschio ad altri simboli del suo celebrato universo figurativo. In Two Skulls with Lemon and Ashtray (2007), gli oggetti di scena fluttuano in assenza di gravità nel buio della tela. Nel caso di lavori più tradizionali quali Skull, Shark’s Jaw and Iguana (2008), gli oggetti poggiano invece sulla sagoma di un tavolo, appena richiamato dai solchi di pittura che ne disegnano i contorni.
In linea generale, le lugubri nature morte del britannico, cromaticamente accese dal basso da pennellate verdi - che delineano alcune trame vegetali -, testimoniano una ripresa delle tecniche tradizionali. Nel bene e nel male, Hirst sembra tornato agli anni di tirocinio al Goldsmith’s College.
Una tendenza confermata dagli autoritratti inediti su carta da giornale. Self Portrait Mexico (2007-08),corredato da una dedica all’amico e mecenate ucraino, tratteggia un ritratto essenziale e sobrio dell’artista, lontano dalle esasperazioni espressive del suo prediletto Francis Bacon.
Damien Hirst - Floating Skull - 2006 - olio su tela - photo Sergej Illin - courtesy Pinchuk Art Center, Kiev
Nessuna delega sul lavoro, come nel caso dei dot painting: Hirst torna a dipingere in prima persona. Il teatro funebre dell’artista si nutre di un insolito ritorno alla manualità. Ma gli altri membri del jet set avranno ancora il coraggio di sporcarsi le unghie in atelier?

articoli correlati
Inaugurazione del Pinchuk Art Centre
Donazione di Hirst alla Pinchuk Foundation

giuseppe sedia
mostra visitata il 14 agosto 2009


dal 25 aprile al 20 settembre 2009
Damien Hirst - Requiem
Pinchuk Art Centre
1/3-2, "А" Block, Chervonoarmyska/Baseyna vul. - 01004 Kiev
Orario: da martedì a domenica ore 12-21
Ingresso libero
Info:
+38 0445900858; info@pinchukartcentre.org; www.pinchukartcentre.org

[exibart]

 


strumenti
inserisci un commento alla notizia
versione in pdf
versione solo testo
le altre recensioni di giuseppe sedia
registrati ad Exibart
invia la notizia ad un amico
indice dei nomi: Damien Hirst, Francis Bacon
 

1 commento trovato 

14/09/2009
luca rossi
wow, dal miglior offerente. Hirst interpreta benissimo l'artista di finire '900.

Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram