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fino al 25.IV.2010
Christian Zucconi
Milano, Castello Sforzesco

   
 Scenografico, teatrale e pleonastico, lo scultore piacentino introduce 14 sculture di travertino rosso nei saloni di Michelangelo. La tradizione del mito diventa tributo, forma e retorica... ginevra bria 
 
pubblicato
Al Castello Sforzesco artificio e artefice usano il vuoto come elemento di regia, intuizione plastica di assenza sfrontata. L'altisonante “personale” dal titolo Rivoluzione Kenoclastica di Christian Zucconi (Piacenza, 1978) irrompe nelle sale ombrose, adibite anticamente ad armerie e scuderie. L'allestimento propone una kermesse ridondante e vanitosa, promossa dagli enti patrocinatori come una rassegna avanguardista di presupposta nuova scultura.
Espedienti plastici e luci allestitive d'effetto conformano il vuoto a immagine e somiglianza dell’uomo, facendogli fare ritorno (tanto per non usufruire di eccessiva autonomia) alle pose/gesta mitiche delle origini classiche. I lavori lirici sono drammi senza verità, manifatture nelle quali attori in stasi mostrano superfici subbiate e bugnate del travertino persiano. Il percorso risulta animato da una sorta di Via dolorosa, a tratti cattolica a tratti laica, ma sempre animata da toni alti-loquenti.
Il sentiero si dipana attorno a quattordici sculture di grandi dimensioni che spezzano il ritmo dei silenziosi saloni medievali, facendoli sembrare possenti meraviglie fuori luogo. TChristian Zucconi - Ancilla Domini - 2009 - travertino persiano e ferro - cm55x55x160ra un incomprensibile Edipo e un violento Tietse, tra un difficile Tiresia e una iconografica Crocifissione, il senso del corpo rimane svuotato del sé, per diventare contenitore volumetrico eccessivamente allegorico. Manichini teatranti incastonati nella pietra. Nessuno sguardo intrasoggettivo, nessuna trasformazione, nessuna trasfigurazione: il marchio ridotto del pathos imprime mere rappresentazioni anatomiche, luoghi fisici dello svuotamento.
Purtroppo, infatti, il linguaggio materico dei lavori di Zucconi, data la scelta di esporre nelle sale del museo di Castello Sforzesco, necessita di un imperativo confronto diretto con la michelangiolesca Pietà Rondanini. Opera che, posta a contatto diretto con Rivoluzione Kenoclastica, ne annulla qualsiasi buona intuizione o portata formal-semantica.
Benjamin, ne L'origine del dramma barocco tedesco (1928), descrive forme e figure del dramma barocco come impossibile tentativo di ripetere storicamente la tragedia greca. Benjamin presenta l'allegoria barocca come critica dell'aspirazione classicista a riunificare la scissione originaria prodottasi nell'uomo ed espressa sia nella simbologia tecnologica (il creatore e la creatura, la caduta e la redenzione), sia in alcune coppie antinomiche della tradizione occidentale (il finito e l'infinito, il sensibile e il sovrasensibile).
L'opera benjaminiana fornisce una chiave preziosa per interpretare anche alcune fondamentali aporie dell'arte e della coscienza moderna: Benjamin mostra con dovizia come la tensione a raggiungere il simbolo nell'esperienza artistica (e quindi l'unificazione effettiva di cosa, linguaggio e significato) esploda continuamente in allegoria, ovvero in una dialettica eccentrica (priva di centro) tra quanto è figurato nell'espressione, le intenzioni soggettive che lo hanno prodotto e i suoi autonomi significati.
Christian Zucconi - Thyestes - 2009 - travertino persiano e ferro - cm300x95x140
Consigliamo a Christian Zucconi la lettura delle pagine di questo volume a proposito del “sentimento melanconico nascosto nell'eccessivo trionfo dell'allegoria.

ginevra bria
mostra visitata il 5 marzo 2010


dal 5 marzo al 25 aprile 2010
Christian Zucconi - Rivoluzione Kenoclastica
a cura di Rudy Chiappini
Castello Sforzesco - Museo d'Arte Antica
Piazza Castello, 3 (zona Cairoli) - 20121 Milano
Orario: da martedì a domenica ore 9-17.30
Ingresso: € 3
Info: tel. +39 0288463825; info@milanocastello.it; www.milanocastello.it


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7 commenti trovati  

21/03/2010
opalka, italy
Rudy Chiappini, deve organizzare mostre di artisti che si sostengono da soli vedi Bacon a palazzo Reale. Di arte contemporanea Chiappini non capisce nulla!!

15/03/2010
sole dad
rettifica all'articolo
in due punti:

1
allestimento luci
in
l'uso di luci/ombre

2
14 opere di grandi dimensioni
in 6 opere di grandi dimensioni (refuso da comunicato
stampa, tuttora diffuso)


15/03/2010
soledad
Rettifica:

1
allestimento luci
in
l'uso di luci/ombre

2
14 opere di grandi dimensioni
in 6 opere di grandi dimensioni (refuso da comunicato
stampa, tuttora diffuso)


14/03/2010
tottoi_web, Milano
L'artista sarà pure giovane, ma il curatore della mostra è un certo Rudy Chiappini che non è proprio l'ultimo arrivato. La sua critica mi
sembra più autorevole di quella di Ginevra Bria. Mi piacerebbe poi sapere cosa c'è di incomprensibile nell'Edipo (per chi ha letto
l'Edipo Re ovviamente).


13/03/2010
Simona, Italia
Mi sembra una recensione un po' troppo tecnica, difficile da capire iper-critica che sfiora il paradosso, tenendo conto poi che l'artista in questione è molto giovane e con poca di esperienza.
Sembra fatta da un tecnico che ostenta il suo sapere nella classica giornata no!


13/03/2010
Glenn, PR
a me pare che la presunzione sia tutta in chi ha scritto questo articolo. per conto mio il paragone con michelangelo sta tutto nel trattamento del materiale, che mantiene la promessa di rivoluzione del titolo, permettendo soluzioni interessanti.

le opere possono non piacere, a me personalmente è piaciuta davvero solo salomè e per certi versi tieste, ma la soluzione tecnica è interessante (le 2 opere sospese con cavi fanno effetto) e per me la mostra vale la pena di essere visitata.


12/03/2010
opalka, italy
Una mostra che fa solo pietà! La sfacciatagine di Zucconi non ha limiti. Chiedo scusa a Michelangelo per l'accostamento.


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