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fino al 10.IV.2010
Goran Petercol
Milano, Suzy Shammah

   
 Una personale che sposta la definizione dell'arte dalla retorica dell'inconscio all'organizzazione del nulla. Il culto interrotto delle cose si specchia nelle simmetrie dei volumi pieni. E l'arte, come la psicoanalisi, costeggia il vuoto centrale della Cosa... ginevra bria 
 
pubblicato

Spesso il fondamento del concetto di arte coincide con la scoperta di una certa (imperitura) vicinanza con la propria funzionalità e con una tendenza che la lega alla “cosalità”. L'arte, infatti, solitamente contiene in sé una capacità di mostrare uno pseudo-valore. E ogni volta che si pensa di risolvere la propria natura ascendente e gratuita, astratta rispetto alle sue tante pragmatiche, emerge che la formalità di ciascun supporto estetico coincide con la misura del proprio valore e viceversa. L'atto rappresentativo, cioè, va analizzato tenendo conto di ciò che lo determina, del suo oggetto. È infatti l'oggetto, il fine di un atto, a essere nello stesso tempo il suo principio, ciò per cui l'atto si pone in essere, e ciò da cui è determinato a essere e in funzione del quale, dunque, si definisce. Spesso quindi il discorso sull'arte è legato alla relazione ontologica dell'essere di cui l'arte è funzione: si tratta dell'uomo posto di fronte alle cose.
Goran Petercol
(Pula, 1949; vive a Zagabria) utilizza disegni, sculture e installazioni per indagare come le qualità funzionali di oggetti quotidiani si trasformino in relazione allo spazio che contengono, al di là dei luoghi che occupano. Piatti, bicchieri, sedie e fasci di luce moltiplicano la loro presenza in galleria partendo dall’idea di riflesso simmetrico dei loro stessi volumi. Lastre sottili, di specchio e di solo vetro, separano la completezza delle cose dal doppio della loro mancanza, svuotando di senso organico ogni azione di sostituzione delle cose.
Goran Petercol - Symmetries - 2009 - cemento, vetro, specchio - cm 21x15x15 - courtesy Galleria Suzy Shammah, Milano
Attraverso la compresenza di calchi, di opposti e di riflessi, Petercol esalta il reale al di là di ogni mediazione simbolica, inserendo il concetto di bilico nelle sculture, trattate come passaggi sottili che separano il nulla dal qualcosa. Costeggiando il vuoto e le sue superfici, trattate in qualità di bordi omologhi del mondo, Petercol dimezza la funzionalità degli oggetti, affrancandoli dalla gravità dello spazio a loro affidato.
L'artista croato trascende la definizione geometrica e linguistica di ‘ombra piena’, grazie alla semplice rappresentazione simbolica di un interno (si veda, ad esempio, il bicchiere rivelato in negativo dal proprio altro-da-sé in cemento). Il centro di questa personale è, e resta, dunque lo sviluppo di simmetrie e la loro concettuale eccentricità, portata irriducibile rispetto alle immagini delle cose e al loro bordo significante. In vero, il volto più in-visibile delle cose non è quello della loro irraggiungibile rappresentabilità, non è quello del vuoto come custode della differenza ontologica della Cosa, non è quello di ciò che sfugge alla rappresentazione, ma quello di un vuoto organizzato, che in Petercol è linea e non caos.
Goran Petercol - Symmetries - 2010 - vetro, specchio, cemento - cm 20,5x25x25 - courtesy Galleria Suzy Shammah, Milano
Ciascun lavoro, infatti, si manifesta in quanto visualizzazione della relazione fra l'orizzontalità del tempo e la verticalità dello spazio, riuniti nelle viste prospettiche dell'oggetto. La proiezione perpendicolare di un pieno immateriale suggerisce a Petercol il riflesso estetico della forma, ricerca ossessiva dell'artista e memoria continua del proprio inimitabile intervento plastico.

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mostra visitata l’11 marzo 2010


dall'undici marzo al 10 aprile 2010
Goran Petercol - The Things
Galleria Suzy Shammah
Via San Fermo / via Moscova, 25 (zona Moscova) - 20121 Milano
Orario: da martedì a sabato ore 14-19
Ingresso libero
Info: tel. +39 0229061697; fax +39 0289059835; info@suzyshammah.com; www.suzyshammah.com


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