fino al 14.V.2010 - The art of chess - Milano, Project B 556 utenti online in questo momento
exibart.com
community
Ritratto del curatore da giovane
Parola d'artista
Speciale Biennale/Parlano gli artisti del Padiglione Italia
Scacco alla crisi
La Lavagna
recensioni
rubriche
argomenti
classifiche
acuradi...
curator parade
antidoping
artist parade
cerca persone
notizie recenti
fino al 14.V.2010
The art of chess
Milano, Project B
Sette straordinarie scacchiere d’artista. Quasi dei riassunti della poetica di Hirst, Kusama, Whiteread, Emin e vari altri. L’arte gioca col design. E ne esce vincitrice...
pubblicato giovedì 6 maggio 2010

Tra le iniziative collegate al Salone del Mobile sono poche quelle che si occupano di arte contemporanea senza svilirla; senza ibridare a forza discipline diverse o sfruttare gli artisti per pubblicizzare un marchio. La mostra The art of chess è una di queste: alcuni dei migliori artisti viventi realizzano delle scacchiere, ma il tema scelto è solo un pretesto. Di fatto si tratta di stupende sculture-installazioni che sintetizzano alla perfezione la poetica degli artisti, fingendo di declinarla in chiave funzionale o di design.
L’inizio è mozzafiato: Yayoi Kusama trasforma le pedine e l’intera scacchiera in tante delle sue tipiche zucche. Le pedine sono metamorfiche, come inquietanti escrescenze biomorfe. Gli elementi diventano indistinguibili e intercambiabili, ognuno sembra potersi trasformare in ogni altro in qualsiasi momento. E il gioco degli scacchi è un’allusione perfetta alla sua arte, evocando il calcolo combinatorio che sta alla base dell’ossessività nei confronti di un mondo che deve essere obliterato con i pois.
La scacchiera di Tom Friedman è un ricettacolo di minutaglie, elementi di recupero, frammenti di vita quotidiana, come d’uso nelle sue opere. I pezzi del gioco sono disomogenei per dimensione e natura. Un simbolo forte del disorientamento identitario che, complici le merci, rende ogni cosa sostituibile con ogni altra.
Rachel Whiteread - Modern Chess Set - 2005 - materiali vari
L’opera migliore? Forse quella di Rachel Whiteread. La sua scacchiera titilla l’immaginario con riferimenti che sono al contempo interni ed esterni alla sua poetica. Le pedine sono pezzi d’arredo in miniatura, con uno stile tipico delle case proletarie che sono il soggetto principale dei suoi straordinari e celeberrimi calchi. Ma vengono anche alla mente alcuni luoghi comuni che sono di tutti: le case delle bambole, o il nido domestico della piccola borghesia che ormai appartiene all’esperienza diretta della maggioranza di noi.
Per Tracey Emin gli scacchi sono un gioco di potere (come d’altronde tutto nella sua opera: il sesso, il linguaggio, l’amore). Le frasi traumatiche che ricama sulla sua scacchiera e sulla custodia delle pedine risuonano come istruzioni, o forse penitenze, a cui devono sottostare i giocatori. Non dissimile in questo senso la scultura di Barbara Kruger, dove i “diktat” sono sia scritti sia pronunciati da un altoparlante che sembra voler interferire con lo svolgersi del gioco. Tutti i rapporti interpersonali, sembra dire Kruger, sono potenzialmente rapporti di sopraffazione, anche e soprattutto perché mediati dalle sovrastrutture sociali.
Barbara Kruger - Untitled - 2006 - corian, legno, componenti elettronici, altoparlanti, polistirolo, alluminio e formica
Per Damien Hirst invece tutto è congelato, le pedine sono come medicinali chiusi in un armadietto, e il gioco sembra una possibilità ormai passata, prima del passaggio al post-human. E le pedine di Alastair Mackie (insetti racchiusi nell’ambra) sono uno dei suoi macabri giochi tra la vita e la morte: il congelamento di forme di vita animali allo scopo di conservarle, sopraggiunto però un po’ troppo tardi, quando la morte è già intervenuta.

articoli correlati
Gli scacchi e la modella
E io gioco con l’automa
Duchamp il professionista

stefano castelli
mostra visitata il 14 aprile 2010



dal 14 aprile al 14 maggio 2010
The Art of Chess
Project B Contemporay Art
Via Borgonuovo, 3 (zona Montenapoleone) - 20121 Milano
Orario: da lunedì a venerdì ore 11-13 e 14-19.30
Ingresso libero
Info: tel. +39 0286998751; fax +39 0280581467;
info@projectb.eu; www.projectb.eu

[exibart]


speed-news
  Exibart.
   Pubblicazione iscritta nel registro della stampa del Tribunale di Firenze con il n. 5069/01.
   Direttore Editoriale: Adriana Polveroni
   Direttore responsabile Artico Gelmi di Caporiacco
   Responsabile Commerciale: Federico Pazzagli - f.pazzagli@exibart.com - adv@exibart.com - Fax: 06/89280543
   Amministrazione: amministrazione@exibart.com - Fax: 06/89280277