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fino al 23.X.2009
Mimmo Jodice / Andreas Gursky
Roma, Villa Massimo

   
 Due opere fotografiche, due autori, un unico tema. Per l’undicesima volta a Villa Massimo, interpretazioni differenti si contrappongono materialmente e simbolicamente. In un perfetto dualismo... alessandro iazeolla 
 
pubblicato
In linea con l’assunto della manifestazione curata da Ludovico Pratesi, questa nuova edizione di Soltanto un quadro al massimo presenta il raffronto tra un’opera di Andreas Gursky (Lipsia, 1955; vive a Düsseldorf) e una di Mimmo Jodice (Napoli, 1934).
I due fotografi sono chiamati a esprimersi sul tema dell’acqua, elemento in cui si mescolano da sempre atteggiamenti psicologici opposti, in grado di celebrare il senso primordiale della vita o di evocare l’oppressione di una morte ineluttabile. Da queste opposte tensioni traggono origine le valenze simboliche di cui la mostra è testimone.
Da un lato della galleria campeggia una stampa a colori di Gursky, discepolo dei Becher e della scuola di Düsseldorf, in cui l’artista si avvale - come di consueto - di un duplice registro espressivo: se a distanza l’immagine sembra esaurirsi in una pura struttura formale, da vicino rivela invece un complesso microcosmo narrativo.
Sulla parete opposta, Jodice presenta in un trittico uno dei suoi lavori dedicati al paesaggio, sempre tradotto in un intenso bianco e nero, in cui le suggestioni dell’informale e delle avanguardie convivono con la tradizione paesaggistica della scuola napoletana.
Gursky mostra da una posizione sopraelevata le geometrie di due piscine affollate e uno scorcio di campagna deserta, ma egualmente antropizzata, secondo linee coerenti. L’uomo è fortemente presente, sia nella sua forma fisica che nella sua azione trasformativa del paesaggio.
Andreas Gursky - Gelsenkirchen - 1991 - stampa a colori - cm 172x205 - ed. di 4 - courtesy Galleria Lia Rumma, Napoli-Milano
Jodice, nella sequenza di tre immagini, mostra invece un orizzonte marino ripreso dalla spiaggia, collocando il punto di vista all’altezza dell’occhio. Ed è questo l’unico accenno all’uomo, perché qui non compare alcun individuo. Il mare è solo un deserto d’acqua in movimento, il cielo solo una distesa di nubi minacciose. La rapida successione delle tre riprese suggerisce lo scorrere lento del tempo.
Il visitatore si trova al centro d’una tensione emotiva: se le piscine di Gursky evocano una geometria strutturata, immobile, in cui l’acqua viene confinata e asservita all’uomo, il mare di Jodice rimanda al contrario a uno spazio naturale, sconfinato, libero e in continua evoluzione, in perenne movimento. E se le acque di Gursky appaiono confidenti e ristoratrici per un’umanità che trova in esse l’occasione di una rituale purificazione, come in un fiume sacro, il mare di Jodice si presenta misterioso, oscuro, popolato di ansie e lusinghe che si nascondono sotto la sua opaca superficie.
Mimmo Jodice - Trentaremi - 2002 - fotografia in bianco e nero (trittico) - cm 100,5x100,5x2,5 ognuna - ed. di 3 - courtesy Galleria Lia Rumma, Napoli-Milano
Tra le visioni che si confrontano sulle pareti della galleria s’instaura, allora, un campo di forze in cui la nozione di acqua oscilla fra la prerogativa di costituirsi quale elemento primigenio della vita e il timore di connotarsi come potenziale strumento di naufragio e morte.

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dal 23 settembre al 23 ottobre 2009
Soltanto un quadro al massimo: Mimmo Jodice / Andreas Gursky
a cura di Ludovico Pratesi e Joachim Blüher
Villa Massimo - Accademia Tedesca
Largo Villa Massimo, 1-2 (zona piazza Bologna) - 00161 Roma
Orario: da lunedì a venerdì mattina ore 9-13 e 14-17
Ingresso libero
Info: tel. +39 064425931; fax +39 0644259355; giorgolo@villamassimo.de; www.villamassimo.de

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