17 ottobre 2001

fino al 9.XII.2001 Immagini e Arte d’Africa Roma, Museo di Roma in Trastevere

 
Raccontare l’Africa attraverso le immagini di due instancabili viaggiatori e lasciare che sia l’Africa a raccontarsi nelle forme di legno policromo che sono sculture, ma anche sedili o coppe...

di

Potrebbero essere tre allestimenti, perché “vivono” autonomamente, invece sono un’unica mostra dal titolo semplice (e che – effettivamente – ci avverte già di quello troveremo) e dall’intento dichiarato, perché si può raccontare l’Africa esulando dalle immagini che sembrano “fondali”, ma anche da quelle che dovrebberolaura sonnino jannelli - 1985 kenya, regione a sud del lago Turkana. giovane sposa samburu suscitare una sorta di pietà standardizzata. Il ritratto che esce fuori dalla mostra “Immagini e Arte d’Africa” (la sezione relativa all’arte d’Africa è curata da Chantal Dandrieu, con la collaborazione di Egidio Cossa, Toni Maraini, Paolo Palmieri) non è inedito – non chiede di essere riconosciuto come tale – è naturalmente “parziale” e proprio perché non pretende di essere esaustivo, riesce ad evitare la retorica.
Ha iniziato a viaggiare dalla fine degli anni ’70, Laura Sonnino Jannelli , ha visitato quindici paesi africani e documentato – né fotografa professionista, né etnologa – trasformazioni, cambiamenti irreversibili che hanno sconvolto e coinvolto paesaggi e popolazioni. Del suo archivio di oltre 45.000 foto è esposta una piccola selezione di immagini a colori: volti in primo piano, architetture impastate di sabbia e terra, gruppi di persone; quello che è mutato, lei è riuscita a fermarlo in una serie di frammenti , quasi sparpagliati nel corso dei decenni.
Quello di Errico Orsi è un racconto in bianco e nero, una leggenda in versi – chemaschera uhrobo, nigeria; legno policromo 38 cmtroveremo come didascalie – e immagini, suggestiva che ripercorre la costruzione di nove moschee che sembrano plasmate dal terreno. Le fotografie, come una successione di sequenze, sembrano accostare il momento dello scatto al tempo incalcolabile del racconto tramandato a voce.
In Africa la funzione è inseparabile dalla bellezza: la qualità plastica di un’opera ne rinforza la potenza rituale ”, ha scritto Jacques Kerchache ed è la frase che introduce le schede delle opere esposte, nel catalogo che accompagna la mostra; dal sedile ligneo che è un giaguaro stilizzato, alla coppa per le offerte, che scopriamo tra le mani di una figura femminile inginocchiata, alle maschere, fino ad una testolina di donna, in terracotta, una sorta di ritratto – ricordo per una defunta, modellato con una semplificazione sensibile dei tratti. A guardarla bene, non riusciamo a capire se abbia gli occhi chiusi o no.

articoli correlati
I ka nyì tan
Zwelethu Mthethwa

maria cristina bastante
mostra vista il 12.X.2001


Museo di Roma in Trastevere
Piazza S. Egidio 1/b
Tutti i giorni dalle 10 alle 20. Chiuso il lunedì
Ingresso intero 5.000, ridotto 3.000
Tel 065813717 fax 065884165
Catalogo Edizioni Gangemi L. 36.000


[exibart]

3 Commenti

  1. vorrei acquistare il catalogo. è possibile trovarlo nelle librerie? oppure è necessario acquistarlo direttamente in mostra? (non sono di Roma)

  2. per Michela

    relativamente al catalogo della mostra: dovresti riuscire a trovarlo anche in libreria… magari in una che abbia una sezione dedicata all’arte.
    se non dovessi trovarlo, ti lascio l’indirizzo di Gangemi editore, magari puoi provare a contattarli per vedere se è possibile una spedizione:

    gangemi editore,
    piazza s. pantaleo 4
    00186 Roma

    ciao!

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui