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fino al 30.IX.2003
Testimoni del Novecento - Margaret Bourke-White/Alfred Eisenstaedt
Cagliari, Il Ghetto

   
 100 scatti in bianco e nero per cinquant’anni di fotografia americana. Scandita dall’obiettivo di due dei più grandi autori di Life Magazine: Margaret Bourke-White ed Alfred Eisenstaedt. Appuntamento estivo con una buona fetta di storia contemporanea… Roberto Maggiori 
 
pubblicato
Due mostre, due diversi sguardi sul mondo raccontano cinquanta anni di fotografia americana attraverso 100 scatti in un rigoroso bianco e nero, e documentano la vastità del lavoro ed il talento di due grandi fotografi.
Introducono il percorso espositivo le immagini Alfred Eisenstaedt (Dirschau, 1898) il cui esordio si deve all’istantanea scattata ad una giocatrice di tennis, venduta per tre marchi al Der Welt Spiegel. E’ il 1927. In questi anni, attraverso l’obiettivo della sua Leica, Eisie -per gli amici- dedica interi servizi fotografici alle mondane stagioni invernali di St. Moritz e realizza numerosi ritratti. Tra i tanti che si stagliano tra le pareti della sala emerge la splendida Marlene Dietrich, seguita dal ritratto di George Bernard Shaw e da quello di Joseph Goebbels con il suo minaccioso sguardo. Margaret Bourke-White New York 1934
Eisenstaedt restituisce immagini semplici e dirette che non mirano ad esaltare e idealizzare i volti dei vip ma a restituire un istante di reale intimità. Il ritratto rimarrà il suo punto di forza per tutta la carriera anche se l’immagine destinata a divenire una tra le più celebri della storia del fotogiornalismo è l’istantanea de Il bacio, scattata a Times Square. Inviato in Italia nel 1933 immortala il primo storico Incontro tra Hitler e Mussolini. Due anni dopo, costretto ad emigrare negli Stati Uniti, entra far parte della redazione di Life nel 1936, per la quale nel corso della sua esistenza realizzerà circa novanta copertine e duemilacinquecento servizi.
In nome della sua grande passione per le fonderie industriali, l’esposizione dedicata a Margaret Bourke-White (New York, 1904) è introdotta dalle alte Ciminiere del Cleveland e dagli Idrogeneratori delle cartiere di Oxford immortalate a poco più di vent’anni e rilevate con intensi contrasti chiaroscurali che conferiscono drammaticità ad immagini sature di poesia. “A quell’età la fonderia rappresentava per me il principio e la fine di ogni bellezza” scrive nella sua autobiografia Il mio ritratto,Margaret Bourke-White Norimberga 1945 presentata per l’occasione in anteprima a Cagliari. Margaret intraprende giovanissima la difficile carriera di fotogiornalista riservata all’epoca alla sola categoria maschile. La svolta professionale avviene nel 1929 con la collaborazione alla neonata rivista Fortune, da questo momento inizia la sua lunga ascesa che la condurrà a firmare nel 1936 la copertina del primo numero di Life Magazine, protagonista la surreale Diga di Fort Peck con le sue merlature in stile medievale. Con l’inizio della guerra Margaret si ritrova accreditata al fronte come corrispondente dell’aviazione americana. Nel 1946 si prepara ad una nuova sfida: testimoniare l’indipendenza dell’India. In mostra, a fissare questo periodo, la celeberrima foto di Ghandi all’arcolaiopreceduta dalle struggenti immagini dai campi di concentramento.

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mostra vista il 21 giugno 2003


Margaret Bourke-White/Alfred Eisenstaedt. Testimoni del Novecento
Cagliari, Centro Culturale Il Ghetto Via Santa Croce n. 18
Dal martedì alla domenica 10.30 / 13 - 18 / 21.30
Tel. 070 6402115 – fax 070 6401730
E-mail ghetto.im@libero.it  
Ingresso € 4
Organizzazione a cura di Margherita Coppola in collaborazione con Contrasto, Life Gallery e Imago Mundi


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