28 maggio 2007

Il museo intimo di Ballarò

 
Un polo culturale tutto dedicato all’arte, al centro di un’area popolare di Palermo. Nasce PaLab, laboratorio ri-creativo polifunzionale. Opening affollato, con una mostra che fonde grafica e architettura. Due architetti e un illustratore ragionano sulla nuova città contemporanea...

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Nuovi fermenti a Palermo. Nel cuore della città vecchia, a due passi dal mercato di Ballarò, ha aperto i battenti PaLab, laboratorio per le arti contemporanee pensato come ponte tra il capoluogo siciliano e alcune delle più fervide realtà creative, nazionali ed internazionali. Un approccio poliedrico, proteso verso la sperimentazione e lo scambio interculturale: l’arte visiva si ibrida, secondo quella che è ormai imprescindibile attitudine dell’estetica contemporanea, con il design, l’architettura, il cinema, la musica, il teatro. Senza trascurare aspetti strategici quali formazione, ricerca, aggregazione sociale.
Questo, in breve, lo statement del neonato rifugio popular-chic, pensato per chi coltiva i piaceri dell’occhio e dello spirito, senza rinunciare a gradevoli interludi enogastronomici. Ambientazione minimale e design di tendenza completano il sostanzioso progetto di recupero architettonico: lo spazio, un antico fondaco di incerta collocazione storica (le varie stratificazioni risalgano almeno fino al ‘600) è stato ristrutturato dal Comune che lo ha poi affidato, tramite contratto di concessione onerosa, all’omonima associazione culturale. Del team fanno parte Fabio Tosini e Alessandro Galioto, presidente e vicepresidente, e gli art director Tiziano Di Cara e Giuseppe Romano, già noti come direttori di Expa, la Galleria d’Architettura di Palermo inaugurata nel 2005 presso le recuperate scuderie di Palazzo Cefalà, in zona Kalsa.
Also Available Architecture - Il museo intimo, 2007
Non solo mostre, dunque, nello spazio flessibile e articolato di Palab, suddiviso su tre livelli. Una zona bar-caffetteria e un raffinato ristorante puntano sull’aspetto ludico-mondano per attirare, oltre ai soliti art addicted, ampi flussi di pubblico in cerca di relax colto e godereccio.
Centrale resta la mission didattica. Le esposizioni saranno affiancate da laboratori gratuiti per bambini, ideati anche in vista di un progressivo coinvolgimento del disagiato quartiere popolare di Albergheria. E per gli adulti, questa volta a pagamento, un’attività costante di workshop. I temi? Fotografia, cinema, net-art, sound art, videoarte, design. Non mancheranno seminari, presentazioni di libri e film, dibattiti, collaborazioni con facoltà universitarie e associazioni. In cantiere anche un ambizioso progetto di formazione, finalizzato alle creazione di Master specialistici nel campo delle arti visuali. Ispirandosi a modelli già rodati -dall’Accademia di Brera al Macro, dallo Ied allo Iuav-, Palab intende mettere in piedi una macchina formativa di alto livello, con tanto di postazioni hi-tech, programmi di studio semestrali o annuali, prestigiose docenze internazionali e patrocini di enti pubblici. Il progetto andrebbe a colmare un effettivo vuoto a cui università, accademie e musei siciliani non riescono ancora a porre riparo.
Intanto, si parte con gli eventi espositivi. Il primo appuntamento? Una mostra a metà tra grafica e architettura, che lancia un segno di continuità rispetto alla storia di Expa. Più per un fatto affettivo, probabilmente, che per mancanza di coraggio. La città intima è un progetto a sei mani, proposto dall’anomalo studio romano Also Available Architecture, ovvero Luca Diffuse e Mariella Tesse, vulcanici architetti con una spiccata sensibilità per la ricerca artistica e la tecnologia digitale. Coi due collabora Daniel Egnéus, brillante illustratore svedese.
Daniel Egnéus - serie In a room, 2007
Cinque serie di opere –Il Museo intimo, Nidi, In a room, Ragazze, Safari– raccontano le lucide suggestioni dei due urban designer, ibridate con le ambientazioni accattivanti di Egnéus. Lirismo caotico, grazia uterina, sapienza segnica e spunti d’innovazione teorica si mescolano in queste seducenti stampe digitali di medio e grande formato, alcune in bianco e nero, altre consegnate a decisi cromatismi civettuoli.
Showroom museali come edonistici boudoir, camere post-adolescenziali, edifici per accoglienti crossing collettivi, piazze fluide e interstiziali. E poi abiti e accessori fashion, tecno-suppellettili del quotidiano, aerei fuori pista, divagazioni floreali, profili svettanti di palazzi, paesaggi che sfumano in universi futuribili, ferraglia urbana e suadenti donne circondate da oggetti-feticcio. La bellezza contemporanea, straripante di simulacri, inghiotte musei, case, città. Quello di Also Available Architecture è un immaginario che ha il carattere ambiguo e sexy del femminino, dell’onirico, del metamorfico. L’attraversamento fisico/razionale delle grandi aree pubbliche lascia spazio all’esigenza di dimensioni private, nidi sospesi e interrelati via etere, nuclei di intrattenimento emo-digitale votati ad un’estetica ipertecnologica, tra forme immateriali di comunicazione. I vuoti selvaggi delle città si contraddicono nei grovigli tiepidi di interni domestici cablati, affettivi, iperfunzionali. Un allestimento fitto ma ben gestito, per una mostra che racconta l’intimità del life style metropolitano in seno ad un pensiero architettonico.
E nel futuro? PaLab promette un affondo nelle arti visive, stavolta staccandosi con più forza dall’esperienza (indipendente) di Expa. Il prossimo luglio sarà inaugurata una personale del duo emiliano Cuoghi Corsello, alle prese con una nuova serie fotografica su Federico II.
PaLab, area ristorante
Poi, conti alla mano, si lavorerà per dare corpo ad una programmazione di elevata qualità, sfidando il mediocre scenario culturale cittadino. Palermo “città più cool d’Italia”? Così sentenziava una recente campagna autocelebrativa del Comune, costata oltre un milione e mezzo di euro. Infischiandosene di essere osannnata da patinati affiche istituzionali, la trendy-town del sud continua a sognare: meno belletto e più fondi per sostenere progetti, idee, innovazione. Bonne chance, PaLab.

helga marsala


fino al 01.VII.2007
La Città Intima – Luca Diffuse, Daniel Egnéus, Mariella Tesse
Palermo, PaLab – via del Fondaco (Albergheria, fra via dei Biscottari e via Porta di Castro) – orari: dal martedì alla domenica, h. 10/13-16/24 – ingresso libero – info: www.palab.itwww.alsoavailable.netwww.danielegneus.com


[exibart]

19 Commenti

  1. Fa sempre piacere che apra un nuovo luogo. Ma credo poco che queste iniziative di importazione possano sollecitare la crescita di un territorio in modo autonomo e sano. Vedi appunto Expa,madre di pa-lab – piacevolissimo luogo, ma estraneo quanto mai alla città e al quartiere. Inoltre il riferimento finale dell’articolo alla mediocre situazione palermitana, con un riferimento implicito a coloro che da anni lavorano con piena autonomia (certo con difficoltà e certamente in luoghi meno trendy e patinati di expa e palab) e con un radicamento reale nel territorio, appare davvero inopportuno. Sulle modalità di selezione adottate poi dal comune di Palermo per decidere riguardo l’attribuzione degli spazi e dei finanziamenti per l’attività – anche di ristorazione! – non credo che esista alcuna trasparenza.

  2. ma quale trasparenza la nuova mafia ora alberga nelle universita’ soprattutto medicina e architettura.
    la sicilia e’ patria della cattiva sanita’ e dell’ abusivismo sfrenato.
    ora il comune dona anche spazi ai fortunati selezionati di architettura . allievi di docenti cn le mani in pasta da secoli.
    gli spazi vengono dati agli architetti mai agli artisti veri protagonisti e presenzialisti delle scene nazionali e internazionali. questi architettuncoli non hanno mai fatto niente tranne che ristorazioni lounge che adesso sono piu ridicole che mai.
    avranno fatto un buon lavoro di….
    cmq vada e’ una vergogna!

  3. onore agli artisti palermitani unici veri esemplari di eroi abbandonati.
    le altre categorie ottengono tutto e con un coffebar.

  4. mediocri a noi loro che avranno votato a cammarata!
    e lo sfacello continua loro tanto si sono salvati su una zattera cn ristorantino.
    rispetto per chi fa davvero e non per chi ha alle spalle soldi che dovrebbero essere di tutti ma vengono stanziati doppiamente.
    avevano gia dato a loro expa a deso pa lab domani due cattedre in universita piu soldi per pochi.

  5. sono perfettamente d’accordo con raffaella.
    il posto è bellissimo, ma dialogherà realmente con il quartiere?
    e appunto, la trasparenza? dov’è?

  6. Rispondiamo a tutti.
    Che tristezza.
    Siamo proprio due “architettuncoli” folli, che invece di fare sanatorie o tentare la gavetta universitaria, come la maggior parte dei loro colleghi, decidono di investire tutto, soldi, energie, tempo, in un sogno.
    Quali soldi alle spalle, alle spalle abbiamo solo due padri pensionati (ex impiegati).
    EXPA è una galleria totalmente autoprodotta, con assegni in scadenza ancora per tutto il 2008, come totalmente autoprodotta è PaLab, altra associazione culturale che nulla ha a che fare con EXPA se non nella compresenza dei due direttori artistici.
    Gli spazi sono stati dati in concessione onerosa dal comune di Palermo, dietro presentazione di un progetto culturale, nessun regalo, ad oggi abbiamo realizzato 23 mostre, siamo Off della Triennale di Milano e sede della Biennale di Venezia.
    Per tre anni la nostra vita non ha visto vacanze o sollazzi di ogni genere, solo sacrifici, chi ci conosce veramente sa quanta fatica ci sia dietro ad ogni mostra e quanta passione pura, altrochè mafiosa, riversiamo a piene mani in tutto quello che facciamo.
    Le mostre in esposizione in atto da EXPA e da PaLab sono anche loro totalmente autoprodotte, quali finanziamenti esclusivi.
    Siamo due folli che hanno solo deciso di inventare con le proprie forze degli spazi che altri non hanno avuto il coraggio e l’intraprendenza di realizzare, sacrificando altre priorità della vita, perchè il segreto di tutto sta proprio nelle priorità della vita, nei sogni da inseguire per cui si è disposti a sacrificare tanto, veramente tanto.
    Infine PaLab, che da quando ha aperto ha subito già un paio di furti, a giugno realizzerà, in modo gratuito, dei laboratori d’arte per i bambini dell’albergheria, forse questo è un modo sano di calarsi nel quartiere.
    Siamo disposti a rispondere ad ogni domanda, ma vi preghiamo di non sputare sentenze.

    Tiziano Di Cara e Giuseppe Romano
    direttori di EXPA
    direttori artistici di PaLab

  7. A me sembra che chi ha sputato sentenze sia stato
    il genio che ha firmato l’articolo e che dovrebbe essere la
    prima a rettificare e a scusarsi.
    Buon lavoro a tutti.

  8. cari architetti,quello che dite voi è apparentemente giusto…tanto di cappello a chi come voi suda e si da da fare…ma come voi vale per qualsiasi altro imprenditore che fa le cose per il proprio tornaconto..nella fattispecie di expa i conti sono quelli del bar ristorante sala banchetti e quant’altro generi degli utili (ed in questo non c’è nulla di male) l’aspetto iniquo è la premessa, cioè il modo in cui voi siete stati scelti o chiamati o invitati (perchè non ce lo raccontate voi in questa sede?) ad usufruire di questi due spazi magnifici…è stata fatta una selezione? un bando pubblico? no!… in altri termini mi chiedo: se un qualsiasi palermitano di nome Nessuno si fosse presentato agli uffici del comune con un buon progetto, tanta buona volonta e molto talento, da perfetto sconosciuto avrebbe avuto accesso all’utilizzo di spazi come expa e palab?..se la risposta è si…vi prego di spiegarci come grazie

  9. Ebbene si, noi nel 2005 eravamo esattamente NESSUNO.
    avevamo fatto delle mostre autoprodotte nel nostro piccolo studio Stewens, in p.tta Bagnasco, premiate con delle pubblicazioni su Casabella, Casamica, Abitare etc.
    Forti del grande successo di critica, abbiamo preparato un progetto di “galleria di architettura” per palermo, con tanto di business plane e n. 9 mostre internazionali, già confermate dagli autori, workshops ed incontri di architettura.
    Quindi abbiamo presentato tutto all’ufficio del centro storico e richiesto uno spazio in concessione onerosa (cioè paghiamo un affitto mensile).
    Il comune di Palermo concede, infatti, alcuni spazi ad associazioni culturali senza bando, ma dietro presentazione di progetto (non è colpa nostra se non c’è un bando, cosa cmq auspicabile).
    sia ben chiaro che lo spazio delle ex scuderie EXPA è si prestigioso, ma era privo financhè delle fognature.
    Chi ci conosce lo sa, noi non conoscevamo assolutamente nessuno, ripeto, i nostri genitori sono pensionati, e le nostre frequentazioni, almeno universitarie, non erano certo di centro-destra.
    abbiamo solo incontrato in quell’assessorato degne persone pensanti.
    per palab, si tratta di altra associazione culturale, con altri soci, la cui direzione artistica è nostra. Anche per palab il presidente dell’associazione ha presentato una programmazione annuale di alto livello ed un business plane, ma anche li tutta autoproduzione, compresa la prima mostra oggi in esposizione.
    chi ci crede bene, chi non ci crede, venga da expa o da palab e chieda di noi, saremo ben lieti di chiacchierare bevendo magari una birra insieme.

  10. mi unisco al bravi.
    mi piacerebbe avere avuto il vs. coraggio, investire soldi e tempo in progetti di promozione culturale, che sicuramente non vi arricchiranno se non di debiti (spero pochi)
    mi sembra straordinario.
    palermo vi dovrebbe ringraziare.
    complimenti, agli altri dico, prendete esempio, basta criticare, bisogna emulare.
    forse non avete le loro “palle”, le raccomandazioni di cui parlate sono solo alibi.
    bravi tiziano e giuseppe…grazie.

  11. marcello emulare e’ roba tua tienitela stretta l’emulazione e’ figlia degli anni 80.
    e’ triste.
    e’ meglio dire ognuno faccia come vuole se deve andare va.
    penso che a palermo la gente che lavori ci sia e come.
    ma non esaltiamoci piu di tanto cn la cultura quando in questa citta non vengono garantiti i dirittti del vivere civile, della sicurezza, dove tutto e’ in mano alla mafia anche gli ospedali e la politica.
    dove si brogliano le elezioni.

    tutto da definire quella di palab rientrerebbe cm buona notizia.

    buona fortuna a chi lavora nella indifferente palermo.

  12. raramente frequento i blog, ma questo mi ha colpita per l’alto valore “culturale” e riflettevo sul tanto tempo libero che la gente investe soltanto per diffamare.
    dovreste conoscerli i ragazzi di expa, informatevi su come realizzano le loro idee, informatevi al comune (del resto i presunti finanziamenti sono pubblici e quindi controllabili)se expa o palab hanno mai ricevuto finanziamenti. di sicuro non troverete i loro nomi, ma sicuramente molti nomi di associazioni insospettabili e mi rivolgo ai miei compagni di partito.
    io non li conosco da tanto, ma conosco la loro storia.

    da due settimane è stata inaugurata una galleria di architettura ad enna, anche grazie al loro incoraggiamento, sbrigatevi altro luogo da diffamare…chissà questi che mani in pasta avranno.

    e poi per quanto riguarda gli spazi a palermo la mia istanza al comune è andata a buon fine, e di certo non voto a destra, seguendo i loro consigli, dopo sei mesi di anticamere, aprendo un fido in banca per ristrutturare, autoproducendo per il momento il tutto.
    penso che nessuno di voi sia mai stato al comune a presentare almeno la domanda o per mesi a cercare lo spazio da richiedere al comune, che spesso ne ignora l’esistenza

    sapete cosa c’era dentro palab prima del loro arrivo? macchine, cani, rifiuti, e per tre anni nessuno di voi l’ha notato, ora è facile sparare…

    ho scritto con molta rabbia, e non leggerò le vostre risposte, ma pensate a fare e non a diffamare chi fa

  13. grazie marcello,
    grazie raffaella,
    grazie rai,
    è proprio rinfrancante avere un sostegno morale così profondo.
    bravissima raffaella, l’anticamera è ormai per noi una consuetudine, le banche ci inseguono, il conto è sempre in rosso, ma continuiamo ad investire in cultura.
    emulare no è vero, magari prendere spunto.
    grazie ancora.
    buon lavoro a tutti.

  14. Un polo culturale in un’area del centro storico di Palermo, spesso alla ribaltà per fenomeni non certo edificanti. Sono stato un visitatore PALAB, non conosco le condizioni in cui versava quell’edificio; adesso di sicuro c’è un centro polifunzionale in cui si può fare cultura, ricreazione, associazionismo, contact(come si è soliti definirlo); qualcuno mi spieghi per favore che cosa c’era prima del PALAB in quel vicoletto.
    Bravi ragazzi, continuate pure….

  15. SYDNEY li 05 / 11 / 07
    GENT.MI AMICI, DELLA CULTURA E DISEGNO
    ARTE E SCULTURA, E DELLA PITTURA.
    SONO NATO A BARCELLONA POZZO DI GOTTO E DA
    MOLTI ANNI SENTO PARLARE DI EMILIO ISGRO
    PERO` NESSUNO MI SAPEVA DARE DEGLI INFORMA-
    ZIONI, ALLORA ADESSO HO CAPITO CHI E` EMI-
    LIO ISGRO` ANCHE NON CONOSCENDOLO DI PERSO-
    NA, IO SONO FIGLIO DI MICHELANGELO E ROSA
    GIUNTA ED ABIATAVO IN VIA VESPRI, ALLORA
    GENT.MO SIG. ISGRO` GLI PORGO I MIGLIORI,
    AUGURI ED UNA BUONA FORTUNA, COME LO STES-
    SO ALLA SUA FAMIGLIA, QUANCHE GIORNO CON
    LA VOLONTA` DI DIO CI INCONTRIAMO DISTIN-
    TI SALUTI.
    ANTONINO BIONDO
    *****************************************

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