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fino al 4.III.2010
Michele Zaza
Roma, Fondazione Volume!

   
 Il proteiforme spazio della Fondazione Volume! ospita l’Universo di Michele Zaza. Appena rivelato dalla penombra e dai suoni. Un’attestazione dell’essere nel mondo. Per osservare, interrogare, criticare, creare... alessandro iazeolla 
 
pubblicato
Come nel pistrice che inghiottì Giona. Si varca la soglia di un ventre oscuro dove risuona cupa la scansione cadenzata del cuore. Un ventre azzurro. Dello stesso colore dell’universo in cui naviga l’immenso e famelico pesce, tra cielo e oceano. Un ventre che si contorce in lobi e anse dove ci si può imbattere in enigmatiche e stranianti visioni, illusioni, idoli.
Frammenti di pane ne costellano le pareti come testimonianza di un processo arcaico di assimilazione del mondo. Elementi primari ed evocativi si mescolano come fluidi gastrici, impregnati dai simboli che in essi vi sono disciolti. Così quei fluidi si fanno tinta. E tingono. Tingono i volti, le mani, gli oggetti, le pareti. E soltanto solidificandosi assumono la definitiva forma del linguaggio di Michele Zaza (Molfetta, Bari, 1948; vive a Roma).
Il suo Universo viene rivelato attraverso la trasfigurazione del corpo: del “proprio corpo” che si proietta nella penombra della galleria come l’archetipo di una spiritualità primordiale. In una proiezione iterativa a ciclo infinito compare il volto dell’artista celato dietro una intensa tinta blu sulla pelle, a suggerire una presenza sciamanica. Un volto che a sua volta si nasconde dietro mani intente a vibrare, come avvinte in un incontenibile flusso di energia.
Michele Zaza - Universo rivelato per Volume! - 2009 - courtesy Fondazione Volume!, Roma
Il “proprio corpo” può contenere tutte le cose del mondo e tutte le cose che abitano in lui esistono nell’universo. Ecco dunque che, nell’oscurità delle viscere, si incontra un’altra presenza, simmetricamente disposta secondo un immaginario asse di simmetria. Presenza equivalente, elemento del proprio corpo come forse null’altro, in quanto da esso stesso generato: sua figlia.
E quell’asse immaginario, quella linea teorica che trafigge i ventricoli di questo spazio fisico è forse proprio la corda magica che nella cosmologia tibetana collega “la terra al cielo come un axis mundi”.
Dunque, i poliedrici ambienti della Fondazione Volume! divengono per un istante organo vitale di Michele Zaza, reinventati in un’istallazione site specific che li coinvolge con proiezioni, suoni e oggetti. Elementi che sono propri dei suoi lavori di seconda generazione, affrancati dalle esperienze della fotografia concettuale, di cui pure è stato protagonista fino alla metà degli anni ‘70.
Michele Zaza - Autoritratto dell’artista - 2008 - courtesy Fondazione Volume!, Roma
Da allora, Zaza ha esposto a Parigi nel 1976, e poi a Zurigo, Monaco. Ha partecipato alle Documenta 6 e 7 di Kassel. Nel 1980 ha tenuto una mostra a New York, e ha partecipato con sala personale alla Biennale di Venezia. Negli ultimi anni gli sono state dedicate importanti mostre personali a Mosca, Roma, Ginevra.
Ed è proprio dai suoi lavori più recenti che ha indirizzato l’immaginazione verso quella definitiva irruzione della dimensione sacra e metafisica che sembra affiorare come la supplica di Giona emergeva dagli abissi.

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alessandro iazeolla

mostra visitata il 24 febbraio 2010


dal 4 febbraio al 4 marzo 2010
Michele Zaza - Universo rivelato

Fondazione Volume!
Via San Francesco di Sales, 86-88 (zona Trastevere) - 00165 Roma
Orario: da martedì a venerdì ore 17-19.30
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 066892431; press@fondazionevolume.com; www.fondazionevolume.com


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