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fino al 9.V.2010
Torino sperimentale
Torino, Sala Bolaffi

   
 Dieci anni appena, dal 1959 al 1969. E l’Italia cambia, e cambia l’arte. Soprattutto a Torino. Dove, giusto per fare un esempio, nasce l’Arte Povera. Cronaca di un periodo d’oro. Fra opere e documentazione... tiziana conti 
 
pubblicato
Il decennio 1959-1969 è caratterizzato, per Torino come per tutto il paese, dal miracolo economico e da tutte le contraddizioni che sono implicate dalle nuove coordinate sociali e dall’ipersviluppo tecnologico. I contrasti epocali inducono sempre un’intensa attività sperimentale, che nasce dal bisogno di un confronto con situazioni e materiali tratti dal quotidiano.
La Torino di quegli anni è, in questo senso, una fucina: non solo inizio e crescita di quel fenomeno debordante che è stato l’Arte Povera ma, più in generale, di un pluralismo di linguaggi, anche teatrale (si pensi al ruolo del Living Theatre), che si fonda anche su fattivi confronti internazionali. La scena artistica è dunque contrassegnata da artisti molto differenti per matrice culturale, tuttavia animati dalla stessa volontà di agire e dialogare, ed è grande l’energia profusa dalle gallerie private e della Gam al fine di rendere le nuove proposte condivisibili.
La mostra Torino sperimentale 1959-1969. Una storia della cronaca. Il sistema delle arti come avanguardia è incentrata su questa complessa problematica, che chiede allo spettatore una partecipazione a tutto campo. I 22 dipinti proposti sono una sorta di “introduzione” a un contesto culturale più ampio, ricostruito con scrupolosa precisione scientifica. Tutti i documenti, alcuni appesi alle pareti, altri custoditi in teche, disposti in modo da poter essere opportunamente esaminati, risultano fondamentali per addentrarsi tra le pieghe di un tessuto culturale vivo e stimolante, in modo da individuarne le linee portanti.
Pinot Gallizio - Senza titolo - 1959 - olio, resina plastica, pigmenti, sabbia su tela - cm 95x130,4 - Archivio Gallizio, Torino
Le sei sezioni della mostra si offrono a un percorso diacronico, a partire dalle Polarità: Felice Casorati e Giulio Paolini, fine e inizio di due modi di fare arte che hanno segnato la storia, attraverso Apolidi ed Eccentrici (Carol Rama e Pinot Gallizio), L’incontro di Torino, la Città dei Grandi eventi, il Museo sperimentale, fino alle Nuove identità, con artisti quali Alighiero Boetti, Giorgio Griffa, Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Penone, volti alla ricerca di nuove ibridazioni linguistiche.
Lo spettatore è invitato a non tralasciare nulla dei materiali proposti. Sarà possibile, in questo modo, ricordare gallerie quali Il Punto, La Bussola, Viotti, Notizie; verificare l’intensa attività espositiva della Gam e del Laboratorio Sperimentale di Alba, e, dunque, la ricerca di Pinot Gallizio. Mentre ci si confronta con capolavori come l’Autoritratto (1959) di Felice Casorati, Kerlaz (1964) di Georges Mathieu, Bianco giallo arancio rosso con sgabello cromato (1968) di Aldo Mondino, il Gruppo di segni verticali (1968) di Giorgio Griffa, Pane alfabeto (1969) di Giuseppe Penone, per citare solo alcuni dei lavori proposti, tutti ugualmente importanti.
Giorgio Griffa - Gruppo di segni verticali - 1968 - acrilico su tela - cm 91x138 - coll. privata
Così ci si addentra in un crogiuolo di intuizioni felici, che hanno consegnato Torino a una dimensione di primo piano sulla scena internazionale.

tiziana conti
mostra visitata il 20 febbraio 2010


dal 19 febbraio al 9 maggio 2010
Torino sperimentale 1959-1969.. Una storia della cronaca. Il sistema delle arti come avanguardia
a cura di Giorgina Bertolino e Francesca Pola
Sala Bolaffi
Via Cavour, 17 (zona via Lagrange) - 10123 Torino
Orari: da martedì a domenica ore 10-19
Ingresso libero
Catalogo Bolaffi
Info: tel. +39 0115576300; www.bolaffi.it


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