17 gennaio 2011

fino al 22.I.2011 Bettina Buck / Antonio Rovaldi Roma, Monitor

 
Sculture essenziali sparse nello spazio raccontano spaccati di vita. Ma parlano anche del viaggio, fisico e simbolico, che ogni individuo compie durante la parabola della propria esistenza...

di

Apparentemente
distanti per i propri campi di ricerca, Bettina Buck e Antonio Rovaldi hanno in
realtà un denominatore comune, il viaggio. Inteso nella più ampia accezione e nelle
sue diverse sfumature, i due artisti, infatti, attraverso i concetti della memoria
e del ricordo, tracciano due spaccati di vita e parlano proprio del viaggio.
Personale quello di Buck, biografico quello di Rovaldi.

Col
titolo Platzhalter, Bettina Buck (Colonia, 1974; vive a Londra) indica
le 14 piccole sculture di bronzo sparse in una delle due sale della galleria
che, materialmente, segnano specifici punti architettonici. Tuttavia indicano,
altresì, le tappe di un viaggio, compiuto da Buck, negli studi di artisti da
lei conosciuti in diverse località europee. Le piccole sculture sono, infatti, il
calco degli angoli di questi studi.

Quello di Buck, nel ricordare le
persone incontrate, è un viaggio anche attraverso la memoria, e col quale
racconta uno spaccato della propria vita; un viaggio che le ha permesso di osservare
da vicino le differenze e le somiglianze con altri individui e le possibilità
di interazione e integrazione. Piuttosto che mantenere una certa rigidità
formale, attraverso il particolare processo creativo, ogni scultura ha
acquisito una singolare morbidezza. Utilizzando un materiale non controllabile,
quale la schiuma autoespandente, per realizzare i calchi, l’artista ha così
creato sculture uniche nonostante la ripetitività del gesto e l’uguaglianza
architettonica dell’angolo.

Bettina Buck - Platzhalter - veduta della mostra presso la Galleria Monitor, Roma 2010
Non più personale, bensì quelle
dello scrittore e poeta svizzero Robert Walser, sono le tappe ripercorse dai
lavori di Antonio Rovaldi
(Parma, 1975; vive a Milano e New York) raccolti sotto il titolo A Roma
domani nevica
. Il viaggio, quindi, inteso come la parabola della vita che,
nel caso di Walser, si è tragicamente conclusa durante una solitaria
passeggiata nella neve, nel Natale del 1956.

Anche qui, le sculture disseminate
nella stanza – completate da fotografie e lavori su carta – marcano una sorta
di percorso biografico. A tracciare il profilo di questo personaggio sono alcuni oggetti cari a
Walser, come i suoi bastoni da passeggio (dall’emblematico titolo L’alleanza
perpetua
,
resi preziosi dalla patina dorata che, enfatizzati nelle dimensioni filiformi,
assumono l’aspetto di quei sentieri marcati dal perpetrarsi delle passeggiate dello
scrittore) o la pipa (
Per un
poeta morto nella neve
). La serie fotografica Herr Erwin Brugger
(17 ottobre 2010)
documenta, invece, l’incontro fra
l’artista e l’uomo che ritrovò il corpo dello scrittore: due generazioni,
quella di Rovaldi e di Brugger, che si incontrano, dopo oltre cinquant’anni
dalla scomparsa dello scrittore, nella semplicità di una passeggiata nel bosco
di Herisau e nella condivisione di un ricordo e della stima e ammirazione.

Antonio Rovaldi - Per un poeta morto nella neve - 2010 - creta smaltata in acrilico, ceramica bianca smaltata
A delineare, infine, l’attività di
Walser è
Pietra, nella
cui faccia nascosta, quella poggiata al pavimento, riporta l’enigmatica
incisione: “Stiamo facendo davvero
ciò che conviene?
.

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dal 4 dicembre 2010 al 22 gennaio
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Bettina Buck – Platzhalter

Antonio Rovaldi – A Roma domani nevica

Monitor – Palazzo
Sforza-Cesarini

Via Sforza Cesarini, 43a-44 (zona via Giulia) – 00186 Roma

Orario: da martedì a sabato ore 13-19

Ingresso libero

Info: tel./fax +39 0639378024; monitor@monitoronline.org;
www.monitoronline.org

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