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Il DDL della “Buona Scuola” promette il ritorno della storia dell'arte nelle classi, l'equiparazione dei diplomi di Accademie di Belle Arti e istituti legati ai Beni Culturali alle lauree tradizionali, oltre che l'assunzione di 100mila precari. Che ne pensate?
• Senza un investimento culturale più complessivo possono fare ben poco le ore di storia dell'arte nelle scuole; idem l'occupazione scarsa per chi esce da istituti legati ai Beni Culturali
• Una buona notizia che agirà alla base del futuro dell'arte e della cultura
• Aspettiamo una prossima riforma
• Non cambierà nulla come al solito e per ogni assunto ci sarà un nuovo precario in arrivo
• Le ore di storia dell'arte in alcuni istituti equivalgono alla ricreazione: tanto valeva non reinserirle e far studiare altro
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22 - 29 Aprile 2013
Da Mars in mostra l'inadeguatezza del fare arte

   
 Uno spazio di “pensiero indipendente incondizionato”. È così che si descrive Mars, spazio non-profit nato da un'idea di Lorenza Boisi che dal 2008 espone artisti e ricerche racchiuse in pochissimi metri quadrati.
di Francesca Baglietto
  
 
pubblicato
Michele Bazzana, Nadi, 2012, metal, steelwire, bycicle brake, 80x10x30 cm courtesy MARSPatrick Tabarelli, Irecursive (2012) olio e acrilico su tela, 60x35 cm, courtesy MARS
Tetris, Mars, (2013), installation viewTiziano Martini, untitled, (2013) plaster, cardboard, bubble wrap, acrylic paint, spray paint, masking and american tape, nylon, steel, wood, dirt, 20z20x100 cm, courtesy MARS

In occasione della nuova stagione, Mars presenta TETRIS una mostra collettiva di Michele Bazzana, Tiziano Martini e Patrick Tabarelli. Un'altra volta lo spazio di Via Guido Guinizelli 6 diventa laboratorio di un progetto espositivo pensato ad hoc, stavolta frutto di una riflessione comune degli artisti sulla duttibilità e irrisolutezza del processo creativo sottostante all'opera d'arte. Ciò si traduce in un gioco di combinazioni eterogenee, quasi logico, dove ogni opera si incastra l'una all'altra. Se Martini, con le sue commistioni di materiali eterogenei, svela la componente performativa di un processo creativo a volte fallimentare; il lavoro di Bazzana traccia invece un percorso genealogico degli oggetti e materiali utilizzati. Infine, Tabarelli, attraverso una scrupolosa sistematicità, dimostra il distaccamento tra i pretesti iniziali dell'opera e la resa estetica derivata.
 


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