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Fino al 2.XI.2014
Lee Ufan
Château de Versailles, Versailles

   
 Opere grandiose dalle forme essenziali e dal materiale grezzo. Primeggiano tra i geometrici giardini alla francese di Versailles. L'artista coreano dà vita ad un dialogo intimo tra il luogo e gli ospiti di passaggio  
 
pubblicato
Dal 2008 il castello di Versailles, con cadenza annuale, apre le porte all'arte contemporanea creando un dialogo originale e stimolante tra i grandi artisti del periodo barocco come Jules Hardouin-Mansart, André Le Nôtre, Charles Le Brun, Jacques-Ange Gabriel e artisti contemporanei del calibro di Jeff Koons, Xavier Veilhan, Takashi Murakami, Bernar Venet, Joana Vasconcelos e Giuseppe Penone

Lee Ufan, Dialogue, vista dell'installazione, Chateau Versailles

Quest'anno è la volta di Lee Ufan (1936, Corea del Sud – vive tra Giappone, Parigi e Stati Uniti) che investe Versailles con una decina di opere, tutte recenti e dalle dimensioni inconsuete, tra cui Relatum - Muro di cotone, l'unica presente nel castello ai piedi della scalinata Gabriel, mentre le altre sono sparse nei giardini. La mostra è curata da Alfred Pacquement, che curò anche quella di Penone l'anno passato. 
Di formazione filosofica, Lee Ufan nel 1969 fonda e partecipa al movimento artistico Mono-Ha ovvero la scuola delle cose, in cui gli artisti ristabiliscono relazioni tra oggetti già esistenti e l'ambiente. Un movimento che si sviluppa in Giappone, in linea con altre correnti artistiche di quegli anni, quali: l'Arte Povera, Supports/Surfaces e la Land Art. Ufan utilizza perlopiù rocce di epoca recente ma anche di cinquantamila o centomila anni fa purché siano legate al posto in cui erige l'opera, le alterna al metallo, per lui simbolo della società industriale, provocando così una correlazione spazio-temporale ogni volta unica e originale. 
Tutte le opere di Ufan portano un titolo generico, quale "Relatum”, a sottolineare come ogni creazione non sia un'entità indipendente dal sito geografico ma anzi questa è in stretta relazione con questo. La sua opera mira quindi, attraverso gli oggetti visibili e la loro manifestazione, quali ombre e riflessi, a far riappropriare la totalità dell'ambiente circostante ai visitatori. Creazione faro della mostra è L'Arco di Versailles, un'opera in acciaio dalla forma di arcobaleno, piazzata davanti e linea con la facciata del castello, questa ridisegna con sobrietà ed essenzialità, la maestosa prospettiva creata da Le Nôtre stesso, primo giardiniere del Re che creò questi giardini nel 1662. Realizzando un suo vecchio desiderio, e cioè quello di creare un arco sospeso sull'orizzonte, Lee Ufan qui intende dirigere lo sguardo dello spettatore, per portarlo a questionarsi sul contesto naturale come la semplicità di un cielo denudato da nuvole altrimenti dato per scontato. Ufan regala, a questo luogo così carico di simboli del potere e di ricchezza immerso in una natura denaturata, un'altra prospettiva altamente poetica, un nuovo dialogo tra spettatore e sito. Il tutto attraverso oggetti che respirano una nuova contemporaneità, quali rocce naturali, come in Relatum-la tomba in omaggio a André Le Nôtre, in cui una grossa pietra è calata al centro di una buca all'aperto; o lastre o bastoni di metallo, come in Relatum-il bastone del gigante in cui un lungo bastone è "leggermente” posato ad un masso; o la ventina di lastre d'acciaio ondulate che ridisegnando il viale centrale, nell'opera Relatum-Lame di venti, riflettono suggestive e cangianti atmosfere.

Livia De Leoni
mostra visitata il 21 giugno

Dal 17 giugno al 2 novembre
Lee Ufan – Château de Versailles
Orari: tutti i giorni dalle 8:00 alle 20:30

 


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