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Fino al 3.VII.2016
Salvatore Fancello, Disegni
Museo MAN, Nuoro

   
  Cecilia Cossu 
 
Fino al 3.VII.2016 - Salvatore Fancello, Disegni - Museo MAN, Nuoro
pubblicato

Nel 1916 nasceva a Dorgali, in provincia di Nuoro, Salvatore Fancello, scultore, ceramista e autore di numerosi disegni.
È su quest'ultimo aspetto che si concentra la mostra che il MAN dedica all'artista sardo: cinquanta opere di proprietà del Museo del capoluogo barbaricino, più un gruppo di opere da poco lasciate in comodato, costituiscono il corpus grafico dell'artista, distribuite su due piani dell'edificio.
Un allestimento pulito e semplice per presentare l'opera di appena un decennio, tanto breve è l'arco temporale in cui opera Fancello, morto a ventiquattro anni sul fronte albanese, il 12 marzo 1941.
Una meteora nel panorama artistico italiano, una produzione relativamente limitata che non impedisce però di apprezzare la grandezza e l'originalità dell'artista, che adotta le diverse tecniche grafiche, dal carboncino alle chine colorate, dai disegni ad inchiostro e china sino al graffito, sempre con risultati di grande fantasia, uno stile raffinato e scelte formali libere e audaci. 
Ad accoglierci al primo e al secondo piano sono i Rinoceronti, della metà degli anni Trenta, che introducono il visitatore nel bestiario inconfondibile di Fancello, un microcosmo costituito dalla tipica fauna sarda, con cinghiali, capre, rettili, pecore, asini, galli, insetti e arricchito da suggestioni dell'iconografia coloniale: compaiono allora i leoni, le giraffe, i rinoceronti, gli struzzi, con un costante elemento di ironia, di gioco, con trasgressioni ricercate. Come Marino Marini guardava al mondo etrusco della sua Toscana, anche in Fancello è evidente il legame con un'arte primitiva, un volontario ritorno alle origini, ad uno stadio quasi primordiale, ad una Sardegna ancestrale. 
Il sole o la luna con le stelle non mancano mai, i cinghiali sembrano sorridere e le mucche guardano gli aerei in cielo, a pancia in su. È  un universo sospeso, come in un sogno, in una dimensione onirica, infantile e allo stesso tempo densa di significati e rimandi alla storia dell'arte, al suo contemporaneo. Il segno della china o della matita è sicuro e veloce, a volte appena accennato, le figure umane, dove presenti, sono affettuose e ironiche caricature. I cinghiali, colpiti da macchie di colore ad acquarello diventano laghi di un paesaggio dove compaiono qua e là minuscole capanne e alberelli sottili. 

Salvatore Fancello, Cinghiali, Disegni

Un’intera sezione della mostra è dedicata alla figura femminile, un vero e proprio corpus a sé, legato ad una nuova stagione di ricerca scultorea e pittorica in cui lo studio dell’anatomia si fa accademico con precisa resa plastica.
Dall’insieme dei disegni raccolti in mostra emerge una capacità di osservazione eccezionale e un’abilità fuori dal comune nel tradurre i ricordi visivi prima graficamente, sulla carta, e poi plasticamente, nella ceramica. Una grande efficacia descrittiva accompagnata da una costante freschezza narrativa, aree cromatiche che  risultano indipendenti rispetto al racconto e al suo dispiegarsi, con un risultato che vuole essere dichiaratamente espressionista e antinovecentista. Sono costellazioni figurate, interni ed esterni con figure soprattutto femminili, con un rimando costante alla narrazione surrealistica. 
Un’attenzione particolare va dedicata ai bellissimi graffiti su fondo nero, da cui emergono figure di animali descritte in punta di pennello "nei disegni a fondo nero, un poco ricorda l’arte rupestre”, scriveva Giulia Veronesi. Sono rari esempi nel ricco panorama della grafica di quegli anni, affascinanti e ricchi di mistero. 
Interessanti le interviste fatte a protagonisti dell’arte di quegli anni vicini a Salvatore, come Sassu, Nivola, Pintori e riproposte in video in una sala dell’esposizione: aiutano a ricostruire la complessa e bella personalità artistica di Fancello, lasciando la triste consapevolezza dei risultati eccezionali che avrebbe sicuramente raggiunto.

Cecilia Cossu
mostra visitata il 22 aprile

Dal 22 aprile al 03 luglio 2016
Salvatore Fancello, Disegni
Museo MAN, Nuoro
via Sebastiano Satta 27 - 08100 Nuoro
Orario: da martedì a domenica10-20

 


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