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fino al 5.X.2002
Bartolomeo Migliore - The Sonic Death
Milano, Galleria Pack

   
 Bartolomeo Migliore compone una cover ideale dei suoi retaggi musicali, attraverso la pittura. Con The Sonic Death, continua il percorso decennale di questo artista, al di fuori della tela, dentro l’ambiente… Niccolò Manzolini 
 
pubblicato
Per nigger soul, forse s’intende, come d’abitudine, quella sensibilità musicale, che sembra premiare la gente di colore. La stessa sensibilità che in un certo senso contagia anche la galleria Pack e Bartolomeo Migliore. Già con Noise, con l’aiuto di Luca Beatrice, questa galleria aveva esposto un catalogo di Bartolomeo Migliore - Songopere, che esemplificassero il ponte, perennemente in fieri, tra arti visive e musica. Migliore, nella sua personale, contribuisce a questo tema con un progetto che non si limita alla sola esposizione delle sue ultime opere, ma interagisce con lo spazio della galleria, creando un lungo percorso ideale, che parte dalle suggestioni grafiche dell’industria musicale, e dal recupero di frammenti di testo di canzoni, che fanno parte del bagaglio personale dell’artista. Migliore compila, si può dire, un unico grande testo tra tela e tela, completando sulle pareti le scritte contenute nel quadro; inoltre si ripropongono simboli e frasi, come i ritornelli di una forma-canzone, e la musica fuoriesce se, seguendo il percorso che ci è suggerito, proviamo a leggere a mezza voce le frasi scelte dall’artista. La gradevole sperimentazione lettering s’impone in contrasto con la ricerca nel colore di sfondi e campiture, tutte in tinte fosche e fluo. Tutto comincia con un intreccio di simboli che ricalcano le etichette indipendenti. La grafica quasi pop di alcuni pezzi, si decompone, viene assorbita da uno sfondo violaceo, alterata, distorta, insomma. Si può leggere una certa calligrafia Bartolomeo Migliore stentata, che si sovrappone alle forme compiute, come il feed back di una chitarra, gli stridori di un gruppo industrial, il rumore tout court come un interferenza nello svolgimento di una comunicazione, che smette di essere trasparente, impedendo l’assuefazione, producendo uno sforzo di coscienza. Le scritte, al contrario del lettering nella sua formula propria, non perdono il loro significato letterale, o meglio lo perdono contestualmente, per recuperarne un altro, coniato dall’artista. Migliore campiona stili grafici e frasi e li usa cacofonicamente. I riferimenti, a controprova, appartengono per la maggior parte, alla scena punk e dark anni Ottanta: Joy Division, Sonic Youth, Ramones, ai cui membri, Joey e Dee Dee, scomparsi di recente, è dedicata la mostra. Un genere di musica che ha contribuito a sterzare da un appiattimento della produzione su certi canoni, attraverso espressioni e contenuti dissacranti. Attenzione però, ci mette in guardia l’autore, “explicit lyrics ”.

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niccolò manzolini


“The Sonic Death (My Nigger Soul)”
Dal 10 settembre al 5 ottobre
Galleria Pack, Foro Bonaparte 60 (zona Castello Sforzesco), Milano
Orari: dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19.30 Chiuso lunedì e domenica
Ingresso libero. Informazioni: tel 02/86996395, e–mail galleriapack@hotmail.com
Catalogo a cura di Luca Beatrice


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