Fino al 28.IV.2018 - CRISE. Les carnets d’un autre temps - Galleria Cons Arc, Chiasso 3044 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
17/07/2018
Sergio Mattarella ospite speciale per la mostra dell'Istituto Garuzzo a Tbilisi
17/07/2018
La tua zona living floreale, con la carta da parati di Frida Kahlo
17/07/2018
Una immersione virtuale tra i beni archeologici sommersi del Mediterraneo
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche
         
 

Fino al 28.IV.2018
CRISE. Les carnets d’un autre temps
Galleria Cons Arc, Chiasso

   
  wanda castelnuovo 
 
Fino al 28.IV.2018 - CRISE. Les carnets d’un autre temps - Galleria Cons Arc, Chiasso
pubblicato

Operosa porta d’accesso alla Svizzera, Chiasso (distretto di Mendrisio) - località più meridionale della Confederazione - citata nel XII secolo come Claso anche se scavi archeologici hanno dimostrato che la zona è abitata dal 1500 a.C. e legata alla città di Como fino al 1416, si sviluppa incrementando la popolazione e divenendo pure un’importante piazza finanziaria grazie alla nascita a fine ‘800 della ferrovia con una stazione nodale di collegamento con il resto della Svizzera e di tramite tra Italia ed Europa. Con i suoi circa 8000 abitanti è molto dinamica e anche culturalmente vivace annoverando tra le altre Istituzioni la Galleria Cons Arc dedicata esclusivamente alla fotografia.
Aperta dal 1990 da Guido Giudici e dalla moglie Daniela, tale Galleria muove i primi passi dal 1986 quando i coniugi approfondiscono le conoscenze - già acquisite con l’attività presso "FotografiaOltre” (prima galleria di fotografia del Ticino) - relative alla presentazione, conservazione e archivio di fotografie e stampe d’arte. Oggi, su uno spazio espositivo di ca. 130 m², propone corsi e seminari, offre una biblioteca con più di 1000 titoli e realizza dal 1996 con l’Ufficio Cultura del Comune di Chiasso la manifestazione Biennale dell’immagine (ideata insieme a Ifduit Video Festival) oltre naturalmente a organizzare mostre fotografiche di autori storici e contemporanei di tutto il mondo.
Ospite illustre di tale luogo prezioso questa volta è Jean-Marc Yersin: nato a Gentod vicino a Ginevra nel 1956 e ottenuto dopo un apprendistato in uno studio di pubblicità ginevrino il certificato federale, si dedica in toto alla fotografia nei più diversi settori realizzando lavori, partecipando a mostre e compiendo numerosi viaggi. Nel 1991 insieme alla moglie Pascal Bonnard Yersin (archeologa) assume a Vevey la direzione del Museo svizzero dell’apparecchio fotografico che amplia e rinnova anche nell’esposizione permanente (integrata poi con le novità della rivoluzione digitale) e che fa bella mostra di sé sulla Grande Place prospiciente il lago Lemano: è veramente una fantastica esperienza visitarlo anche per chi non è appassionato del settore! Instancabile, Yersin partecipa alla creazione del Festival Images di cui mantiene la Presidenza fino al 2001.

null
Chicago, West Lake Street ©Jmyersin Ldd Expo Consarc 2018

Dal 2018 è pensionato, ma la vita del fotografo è sempre più che intensa: eccolo allora dare alle stampe con tiratura limitata a 200 copie firmate Crise. Les carnets d’autre temps n° 1 contenente parte delle foto scattate durante il viaggio del giugno 2016 a Chicago invitato da Scott Aiger, amico d’infanzia, che lo ha guidato alla scoperta di alcuni quartieri di Gary, Joliet e Chicago che portano segni della crisi economica planetaria tanto da potere essere ubicati in qualsiasi altro luogo sul globo segnato ieri, oggi o domani da congiuntura economica negativa. In molte parti del mondo esistono fabbriche abbandonate ormai annoverate in quella nuova branca denominata archeologia industriale: in Svizzera, invece, sono stati compiuti restauri e riconversioni in grande stile anche come destinazione d’uso.
L’abbandono in cui versano strutture e quartieri una volta vitali ha colpito profondamente Yersin che lo racconta con incisiva efficacia attraverso scatti in cui austere e gigantesche fabbriche giacciono inerti insieme agli edifici sviluppatisi intorno. Anche una città estesasi intorno a un lago tra dune e lagune è ora spettro silente della vita il cui volano era il lavoro che non c’è più: segni di speranze e sogni frantumati e dell’esilità dell’ambizioni umana.
Nessun dramma, solo silenzio, pace e melanconia come per esempio in Gary, Lake shore and B&O depot (gare) in cui persino il cielo sembra uniformarsi alla tristezza dell’elegante edificio commerciale in rovina o in Chicago, West Lake Street in cui mega strutture in ferro e mega edifici vuoti e abbandonati ci esortano a non degradare l’ambiente in cui viviamo.

Wanda Castelnuovo
mostra visitata il 10 aprile 2018

Dall’11 marzo 2018 al 28 aprile 2018
Galleria Cons Arc
Via Grütli 1, Chiasso/CH
Orari: da martedì a venerdì 9-12 e 14-18.30 e sabato 9-12
Info: 004191 6837949, www.consarc.ch

 


strumenti
inserisci un commento alla notizia
versione in pdf
versione solo testo
le altre recensioni di wanda castelnuovo
registrati ad Exibart
invia la notizia ad un amico
 

Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram