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Fino al 4.V.2018
Giulio Saverio Rossi, Bordi/Borders/Bords
K+D, Torino

   
  Leonardo Pietropaolo 
 
Fino al 4.V.2018 - Giulio Saverio Rossi, Bordi/Borders/Bords - K+D, Torino
pubblicato

Fino al 4 maggio è possibile visitare la mostra personale "Bordi/Borders/Bords" di Giulio Saverio Rossi, secondo appuntamento del progetto K + D, curato da Katiuscia Pompili e Davide La Montagna. Nella serie di lavori realizzati per l’appartamento di Via Belfiore 42 l’artista si è concentrato sull’esperienza del limite, indagato all’interno di quei momenti che, nel rapporto dell’uomo con il mondo, segnano il confine tra ciò che è percettibile e ciò che si estende oltre le nostre possibilità. 
Ad accoglierci è l’opera 380 nm / 750 nm, in cui due bande di colore, viola e rosso, sono dipinte nell’interstizio della porta d’ingresso. Le misure del titolo indicano la frequenza dei colori dipinti, i quali racchiudono le possibilità del nostro spettro visivo ed oltre i quali si dispiegano i mondi inaccessibili dell’ultravioletto e dell’infrarosso. La porta assume così il ruolo simbolico di "soglia” della percezione visiva e ci invita a portare l’attenzione sullo sguardo come modalità di esperienza del mondo. 
L’intento dell’artista sembra essere quello di voler sostare in luoghi di confine per indagare fenomeni in bilico tra presenza e assenza, come ne L’esercizio dell’ombra, una serie di due dipinti e una scultura. Qui affronta, tra i fenomeni del visibile, quello al quale il medium della pittura è legato sin dalle sue origini. Occupando lo spazio della camera da letto della curatrice, i tre lavori si confrontano con il tentativo di offrire immobilità ad un evento immateriale e labile come la proiezione di un’ombra. Nei due dipinti Giulio Saverio Rossi ferma sulla tela le proiezioni casuali di alcuni oggetti apparsi in fase di preparazione e, per farlo, sceglie il nero fumo, un pigmento altrettanto labile e sfuggente. Generato dal processo di combustione, il nero fumo condivide con l’ombra l’essere residuo o traccia di una presenza assente. L’artista se ne serve anche per dipingere il legno della scultura che occupa l’angolo sotto la finestra. Il tentativo, in questo caso, è quello di segnare, con dei listelli, l’ombra degli angoli della stanza nel suo mutare durante il corso di una giornata. Da fenomeno bidimensionale l’ombra si fa scultura e diventa traccia del moto della Terra, assumendo forma spiraliforme. 

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L'esercizio dell'ombra (catasta), 2018, nero fumo su legno, dimensioni ambientali

Anche in Frequenza Schumann l’idea sembra essere quella di materializzare la presenza del pianeta Terra attraverso la manipolazione di tracce altrimenti invisibili, sfuggenti o, in questo caso, inaudibili. Il ronzio di fondo dell’elettricità è amplificato e alzato di alcune ottave, in modo da rendere percettibile il suono di risonanza della terra, mentre la finestra della cucina in cui il lavoro risuona è lasciata aperta, aprendo così un dialogo interno-esterno. 
Accompagnati dal suono della Frequenza Schumann ritroviamo i due pigmenti stesi sull’interstizio d’ingresso, questa volta protagonisti di un’indagine sul rapporto tra immagine digitale ed immagine analogica. In Fluidi, una serie di due dipinti, l’artista riproduce in pittura i frame di un video digitale in cui si scontrano due liquidi, di colore rosso e viola appunto, tradotti sulla tela con ossido di ferro e violetto di cobalto. L’immagine prodotta sul lino rivendica la sua differenza dall’asettico ed immutabile modello digitale, dato che i pigmenti reagiscono tra loro e vanno incontro ad un’imprevedibile e reciproca alterazione nel tempo.
L’idea di un’immagine in grado di indagare il confine tra sé e il suo modello torna, infine, in Picture from another image #2. Il dipinto fa parte di una serie in cui Giulio Saverio Rossi, partendo da un suo precedente lavoro, ne ingrandisce una porzione e la riproduce in modo seriale. Ogni nuovo dipinto ribadisce anche qui l’impossibilità di corrispondere perfettamente al modello iniziale, invitandoci a riflettere sulle possibilità di una visione che riconosca i suoi limiti e che sia in grado di offrire un approccio più etico e riflessivo al nostro rapporto col mondo attraverso lo strumento dello sguardo.  

Leonardo Pietropaolo
mostra visitata il 5 aprile 2018

Dal 5 aprile al 4 maggio 2018
Giulio Saverio Rossi, Bordi/Borders/Bords
Via Belfiore 42, Torino
Orari: su prenotazione
Info: +39 3498654954

 


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