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Fino al 16.V.2018
Zaelia Bishop, Uranio, Cemento, Grafite
AlbumArte, Roma

   
  Valentina Muzi 
 
Fino al 16.V.2018 - Zaelia Bishop, Uranio, Cemento, Grafite - AlbumArte, Roma
pubblicato

Per due settimane gli spazi di AlbumArte FLASH! ospiteranno le opere inedite di Zaelia Bishop nella mostra "Uranio, Cemento, Grafite” a cura di Silvano Manganaro. 
Sculture estrosamente composte sono adagiate su piedistalli ammirabili a tutto tondo, godendo di ogni singolo particolare. Una ricerca artistica completamente nuova dove tutti i materiali selezionati sono stati utilizzati nella loro intrinseca essenza. Le pietre, stabili e durevoli, si mostrano fiere nelle loro composizioni, a volte spigolose, a volte occlusive, a volte apparentemente instabili. Una materialità prepotente che si interpone allo sguardo solo per fargli capire che c’è molto di più oltre quella soglia, ci sono scenari da scoprire e far propri con l’esperienza. Le fratture, causate a seguito di reazioni di forte stress sulle superfici, sono accentuate dalle cromie audaci di cui si rivestono. Colori che scuotono e dinamizzano anche quadri dal pallido candore marmoreo. Crepe che si contrappongono alla linearità del taglio del marmo, dell’ardesia e del travertino. 
Confini geografici ripresi nelle cromie delle mine che, come flussi di acqua, bagnano coste incontaminate e verdeggianti.  Onde che fluttuano su una trave di legno poggiata sopra terra (Strumento di riproduzione grafica I). Mine libere dalle gabbie lignee nelle quali erano "schiave”, legate ad una volontà esterna, ora si impongono nella loro bellezza fine, singolare e naturale.

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Zaelia Bishop, Uranio, Cemento, Grafite, vista della mostra

L’innovativo percorso creativo intrapreso dall’artista è legato a un’intensa riflessione riguardante l’uomo e la vita, una continua tensione per andare oltre, con lo sguardo e con la mente. I confini e le fratture sono metafore di percorsi e situazioni che molte volte la vita ci mette di fronte come sottolineerà lo stesso curatore, Silvano Manganaro, "Non c’è violenza ma volontà di indagine e di scoperta, come a esorcizzare l’infrangersi dei propri ricordi o delle proprie scelte”. Malgrado la loro natura, le opere risultano "malleabili nelle mani del nostro inconscio”. Si creano spiragli dai quali sbirciare incuriositi, aperture dalle quali uscire dal costrittivo razionalismo di cui eravamo prigionieri per capire che c’è molto di più mettendoci in gioco e oltrepassando i propri limiti.  Rispecchiarsi in "ATRA”, "CAMO” e in "IRE” per sottolineare che anche la solidità e l’autorevolezza molte volte si infrange contro qualcosa di molto più forte, come la realtà che, in questo caso, scalfisce il marmo, infuoca l’ardesia, frattura il travertino, senza mai distruggere completamente la loro "anima”. 

Valentina Muzi 
Mostra visitata il 3 maggio

Dal 3 maggio al 16 maggio 2018
Zaelia Bishop, Uranio, Cemento, Grafite
AlbumArte
Via Flaminia 122, 00196 Roma (RM)
Orari: dal martedì al sabato 15:00-19:00
Info: T / F +39 06 3243882 | W www.albumarte.org | E info@albumarte.org

 


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