Un posto per Tutte 3079 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
23/10/2018
Dopo il restauro, lo Smithsonian presenta le scarpette rosse indossate da Judy Garland nel mago di Oz
23/10/2018
1502 ragioni per partecipare al Premio Giovani Artisti Emilia Romagna, appena aperto
23/10/2018
Maratona Yoko Ono. Rassegna di film e cortometraggi allo Studio Stefania Miscetti
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche
         
 

Un posto per Tutte

   
 Quaranta illustratrici in gruppo, per fare rete e strada. Storia di un collettivo che, nato un anno fa, è diventato un piccolo “brand” e una nuova storia di femminismo intersezionale  Roberta Ranalli 
 
Un posto per Tutte
pubblicato

Di ritorno dal tour "From digital to festival” che le ha viste presentare in giro per i festival di tutta Italia, come il No Glucose di Bologna e il Lunga Vita A Ri-make di Milano, "Il frutto” del loro ultimo lavoro - frutto, di nome e di fatto! -  ho incontrato le fondatrici di TUTTE Collective, Cecilia Grandi ed Elisa Lipari nell’atmosfera informale dell’appartamento-studio dove prende avvio la loro magia creativa. Ho approfittato di questa pausa milanese per scoprire i retroscena di questo collettivo rosa fresco e dinamico.
Iniziamo dal principio, quando tutto ebbe inizio…
Cecilia Grandi: «TUTTE nasce un anno fa. Conoscevo molte illustratrici che volevano, come me, trasformare questa passione nella loro professione. Ma mi sono resa conto che era un mondo spietato, in cui era difficile riuscire ad entrare. E abbiamo pensato così di creare il canale che non c’era: un posto anche virtuale dove scambiarci consigli e pareri. Un po’ come nascono sempre queste realtà di autoproduzione, anche noi nasciamo da un bisogno molto concreto di creare un’alternativa. All’inizio eravamo una decina di illustratrici, tutte donne, poi attraverso il passaparola e il lavoro di promozione sono iniziate ad arrivare sempre più submission e oggi siamo più di 40. Condividiamo il senso di apertura al nuovo e al diverso e un’uniformità di intenti e valori, come il femminismo intersezionale».
Elisa Lipari: «Grazie al passaparola molte richieste sono arrivate ancora prima di far partire la prima fanzine. C’è stato un passaparola meraviglioso che ha permesso al team di allargarsi e di coprire diversi fronti con le diverse competenze di ognuna di noi: se per i social ci siamo io e Cecilia, altre ragazze si occupano della parte di impaginazione, layout, stampa…».

null
A peach on my nipple for the Instagram, illustrazione di Andy McFly per il secondo numero di TUTTE Collective Il frutto, Marzo 2018

Un aspetto molto bello che emerge dalla vostra pagina facebook e dalle presentazioni è quello di promozione anche dei singoli progetti…
CG: «Assolutamente. TUTTE nasce principalmente per quello: per essere un supporto, un contenitore, un punto di avvio per supportare e promuovere i lavori di TUTT*. Come nel caso di Cose di Mare, Marta Crespi e Adelaide Albinati si sono incontrate grazie a TUTTE e ora hanno creato questa bellissima nuova collaborazione. Mentre altre, come il collettivo Inferno 5, si conoscevano già e hanno avuto solo una piccola spinta. Solo dopo arriva la fanzine, come un riassunto di quello che ciascuno di noi fa ogni giorno».
Parliamo della fanzine. Vi va di raccontarmi la nascita del primo numero?
EL: «Il titolo era "La prima volta”, ed era la prima volta a tutti gli effetti. Un esperimento per metterci alla prova e crescere insieme: per confrontarci con tutte quelle problematiche organizzative e tecniche che si possono incontrare nel mondo del lavoro e del professionismo. La fanzine è il nostro modo per farlo insieme, in un ambiente in qualche modo "protetto”, in cui poter chiedere a chi ha più esperienza di te, in una dimensione totalmente democratica, sperimentale e aperta».
CG: «Questa dimensione aperta e democratica rispecchia anche la scelta degli spazi e dei festival in cui facciamo conoscere il nostro lavoro. La prima fanzine, ad esempio, l’abbiamo presentata al Macao di Milano in una serata che ospitava anche il live painting di Andrea De Franco e Susanna Tosatti, i lavori dei collettivi Drinchendrò e Virgin&Martyr e proponeva al pubblico uno speed debate a cura del collettivo LGBT Prisma».

null
La prima volta che ho tenuto un segreto, illustrazione di Adelaide Albinati per il primo numero di TUTTE Collective La prima volta, Ottobre 2017

Per la "seconda volta”, rimanendo in atmosfera ampia ed edenica, il tema è invece "Il frutto”
EL: «"Il frutto” è, scusa il gioco di parole, proprio il frutto di tutte le esperienze maturate. Rimane in un contesto di interpretazione libera, larga e inclusiva, perché dà a ciascuna illustratrice, scrittrice, fotografa la possibilità di esprimersi con il proprio linguaggio e stile, ricercando il significato per più le è vicino. Il risultato è una fanzine che ospita lavori più affini, e altre voci totalmente diverse fra loro».
Volete fare un piccolo appello a chi legge?
CG: «Invitiamo tutt* a contattarci! Proponeteci i vostri lavori (illustrazioni, fotografie, poesie…). Unico requisito richiesto: originalità e voglia di sperimentare e confrontarsi. E se vi siamo piaciute così tanto che volete anche supportarci potete acquistare la nostra nuova fanzine "Il frutto” online su bigcartel o venirci a trovare alle prossime tappe del tour. A Roma al Romapopfest e al Siro Comics a Pavia, entrambi il 9 giugno - perché noi di TUTTE abbiamo anche il dono dell’ubiquità! Ci trovate anche su FB @tutteinsieme, su IG @tuttecollective!».

Roberta Ranalli
 

 


strumenti
inserisci un commento alla notizia
versione in pdf
versione solo testo
le altre recensioni di Roberta Ranalli
registrati ad Exibart
invia la notizia ad un amico
 

Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram