pubblicato venerdì 27 dicembre 2002Allievo del pittore
Antonio Amore, nel 1983
Antonio Porru (Sanluri, 1950) lascia progressivamente la pittura per dedicarsi alla produzione ceramica che in Sardegna vanta una lunga ed importante tradizione avviata da
Francesco Ciusa. Cinquanta le opere selezionate per la mostra cagliaritana tra disegni e bassorilievi, suddivisi in due principali filoni: “
Asciugamani” e “
Steddus Nieddus”. L’argilla utilizzata da Antonio Porru non è quella materia importata, raffinata e già pronta per l’uso, ma è la

creta della terra sarda più adatta a realizzare le forme
grezze delle sue piastre. Partendo dagli esiti delle precedenti “
Edicole votive ”, bassorilievi in terracotta raffiguranti scorci di Sanluri con i suoi abitanti, l’artista elabora le prime formelle derivanti dall’arte tessile isolana. Tetti, strade, fiumi, paesaggi e personaggi vengono trasfigurati ed assemblati a formare un fitto brulichio di forme arcaiche in una sorta di
horror vacui che anima le superfici ceramiche.
Particolarmente suggestivi i contrasti cromatici degli “
Steddus Nieddus ” (Stelle Nere) dove all’argilla refrattaria bianca si sovrappongono
pezze di ingobbio nero. Opere che passano attraverso la fornace e che per definizione dello stesso artista divengono
“Sudari dei nuovi Cristi. Asciugamani di terracotta, traforati e ricamati come tappeti o dolciumi della nostra tradizione, gioiosi ma simbolicamente tragici”.
Primitivismo e sintesi formale contraddistinguono i rilievi di Antonio Porru che possono essere facilmente riconducibili alla serie di terrecotte realizzate da
Costantino Nivola negli anni Settanta ma che sembrano conservare memoria anche dei pregiati dittici eburnei altomedievali.
Quello di Antonio Porru è un codice segnico profondamente lirico e spesso drammatico come affiora dalla lettura dei “
Ritratti” e “
Autoritratti”. Fortemente espressionistici i volti rivelano le

forme tormentate e nodose di
Egon Schiele nonché le tragiche maschere di
Munch . Dagli sfondi neri affiorano pochi tratti che delineano i volti illuminati appena dallo scintillio delle pupille. La stesura cromatica di queste opere avviene per stratificazione:
“Procedo con delle velature in modo che il disegno risulti ricoperto, l’immagine sbiadita, il ritratto spento. Allora, con apprensione, cerco di ridargli vitalità, ravvivando la pupilla e riprendendo il disegno incidendo con forza mediante una matita dura”.
Due cicli di opere, quelle in mostra, apparentemente diverse ma accomunate dalla sintesi formale e da un poetico linguaggio segnico che riesce a trasmettere forza espressiva e dinamismo ma anche a riflettere l’arcaicità di una terra antica.
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Antonio Porru – Opere 1983 – 2002, fino al 19 Gennaio 2003
Centro d’Arte e Cultura ExMà, Sala delle Volte, Via San Lucifero 71, Cagliari
Orario 9 – 20, escluso il lunedì, ingresso € 5,00 intero, € 3,00 studenti, € 2,00 ridotto, € 2,00 visite guidate
Telefono e fax 070 666399, informazioni sirai@siraiservizi.com
Catalogo edito dalla Poliedro a cura di G. Pellegrini, A. Cuccu, N. Stringa[exibart]